10 aprile 2020 15:15
Per Confindustria Alberghi se nel decreto di aprile non verrà trovata una soluzione per il problema degli affitti la situazione rischia di diventare irreversibile
È questo il grido d’allarme che stanno lanciando gli operatori del settore che operano in strutture in affitto. Le misure assunte fino ad ora sono importanti ma, secondo Aica, non possono bastare.
Al centro in queste ore, anche alla luce delle proroga al lockdown di altre tre settimane, è il tema degli affitti che ha necessità di una soluzione immediata per la salvaguardia delle aziende. Quasi il 50% in Italia tra grandi e piccole e piccolissime, che si trova in affitto è nella impossibilità, in questo momento in cui gli incassi sono a 0, di fare fronte ad un costo che può arrivare anche al 20-25% dei ricavi.
Il decreto di aprile è l’ultima chiamata per tutelare tante imprese che rischiano, se non interveniamo subito, di non riaprire o di finire in mano a speculatori.
Sempre secondo Aica è fondamentale agire subito. Sono gli ultimi giorni disponibili per bloccare una crisi, altrimenti irreversibile, che peraltro rischia di trascinare con sé anche parte del mercato immobiliare. Un impatto economico e sociale drammatico per il Paese e per i tanti territori ad alta economia ed occupazione turistica.
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L'Associazione AdvUnite esprime profondo stupore e preoccupazione in merito alle recenti dichiarazioni rilasciate dai rappresentanti di Assoutenti . È inaccettabile che vengano diffuse notizie riguardanti tariffe aeree per destinazioni come Seychelles e Maldive a partire da 250,00 euro, senza che alcuna compagnia aerea abbia smentito la validità per gli scali italiani.
Le verifiche effettuate dalle agenzie di viaggio sui portali professionali confermano che tali tariffe, alle condizioni pubblicizzate, semplicemente non esistono. Ci chiediamo come sia possibile che un’associazione di categoria rilasci dichiarazioni così distanti dalla realtà del mercato.
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Confondere queste figure significa ignorare le dinamiche fondamentali del nostro settore.
Un appello alla responsabilità
Ci domandiamo perché notizie simili, palesemente finalizzate a ottenere visibilità mediatica, non vengano smentite con fermezza dagli attori coinvolti. Un "prezzo civetta" che magari si riferisce a un volo di sola andata o a itinerari della durata di tre giorni non può essere presentato come una tariffa standard.
La leggerezza nella comunicazione è letale per i professionisti del turismo. L'errore di comunicazione non è mai neutro: crea aspettative distorte e danneggia la credibilità di chi lavora seriamente."
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Cesare Foá
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Chiusura post uragano
I resort sono chiusi da quando l'uragano Melissa ha colpito la Giamaica lo scorso ottobre. Un'altra struttura della Inclusive Collection, il Jewel Grande Montego Bay, ha annunciato separatamente che punta a riaprire nel primo trimestre del 2027, secondo un avviso pubblicato sul suo sito web.
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[post_content] => Club Med presenta una nuova iniziativa, al decollo il prossimo 17 aprile. Si tratta della docu-serie "Dream-makers", disponibile in esclusiva su Prime Video. Attraverso quattro episodi, gli spettatori potranno scoprire cosa rende Club Med un datore di lavoro unico: dalla selezione e formazione intensiva dei futuri chefs de village, alla gestione in un contesto internazionale altamente sfidante, fino alla ricostruzione record di un resort in soli 10 mesi, e molto altro ancora.
Il recruiting
Questa esperienza, però, non si limita allo schermo. A sostegno della propria strategia di posizionamento premium e per rafforzare i propri team, Club Med avvia una campagna di selezione per 570 G.O e G.E, da inserire in uno dei 70 resort per la stagione primavera–estate 2026.
Un’opportunità rivolta a profili eterogenei, nei seguenti ambiti:
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Un contesto che, spiega il vettore di Hong Kong, «sta esercitando una forte pressione sui costi per le compagnie aeree di tutto il mondo. Il carburante per aerei è composto da petrolio greggio e costi di raffinazione, entrambi in forte aumento. Secondo gli ultimi dati sui prezzi pubblicati dalla Iata il prezzo medio globale del carburante per aerei è salito a 209 dollari Usa al barile per la settimana conclusasi il 3 aprile 2026, rispetto ai 99,40 dollari Usa al barile della settimana conclusasi il 27 febbraio 2026».
Nell’ultimo mese «abbiamo adottato ogni misura possibile per mantenere i nostri voli operativi come di consueto. Ciò include l’adeguamento dei supplementi carburante nel tentativo di mitigare l’impennata dei prezzi. Nonostante i nostri migliori sforzi, le misure adottate non sono state sufficienti a compensare l’aumento dei costi.
La riduzione della capacità è sempre stata per noi l’ultima risorsa. Con rammarico, siamo costretti a consolidare un numero limitato di voli passeggeri Cathay Pacific dal 16 maggio 2026 al 30 giugno 2026, nonché un numero limitato di voli passeggeri HK Express dall’11 maggio 2026 al 30 giugno 2026, al fine di mitigare in parte l’aumento dei costi».
Ecco quindi che per Cathay Pacific, «circa il 2% delle frequenze totali nel periodo sarà cancellato, coinvolgendo principalmente voli regionali e un numero limitato di voli verso Australia, Asia meridionale e Sudafrica. A tutti i passeggeri coinvolti sarà offerta la riprotezione su voli in partenza entro 24 ore rispetto all’orario originariamente previsto. Per HK Express, circa il 6% delle frequenze totali nel periodo sarà cancellato; a quasi tutti i passeggeri interessati sarà offerta la riprotezione su voli in partenza entro 24 ore rispetto all’orario originariamente previsto».
Il gruppo ha inoltre deciso, alla luce della situazione in Medio Oriente, «di prolungare lo stop dei voli passeggeri Cathay Pacific verso Dubai e Riyadh fino al 30 giugno 2026.
Oltre giugno, Cathay Pacific e HK Express prevedono di operare tutti i voli passeggeri programmati, subordinatamente all’evoluzione della situazione in Medio Oriente e ai prezzi del carburante nei prossimi mesi. In questo contesto senza precedenti, continueremo a rispondere con flessibilità, cercando al contempo di mantenere il più possibile il nostro network e le frequenze a beneficio dei nostri passeggeri, partner commerciali e dell’hub internazionale di Hong Kong».
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[post_content] => Intermundial scende in campo a sostegno dell'attività delle agenzie di viaggio e rafforza il proprio supporto con l’obiettivo di facilitare la gestione delle criticità, orientare i viaggiatori e contribuire a una maggiore chiarezza sui ruoli dei diversi attori coinvolti.
La situazione in Medio Oriente, in corso da diverse settimane, e il suo impatto sull’operatività aerea riportano al centro una questione chiave per il settore: come accompagnare in modo efficace il viaggiatore quando rotte, coincidenze e programmi subiscono variazioni improvvise.
In questo scenario, Intermundial sottolinea come la protezione del viaggiatore si articoli su più livelli: dalla normativa vigente e dal fornitore del servizio, fino al ruolo complementare dell’assicurazione, che interviene in base alla polizza sottoscritta e alla situazione specifica. A questi si aggiunge, ove necessario, il supporto istituzionale e consolare.
L’assicurazione di viaggio non sostituisce il fornitore, ma rappresenta un elemento complementare nella gestione operativa delle criticità. A seconda delle condizioni di polizza, può contribuire a coprire aspetti quali spese aggiuntive per soggiorni prolungati, perdita di coincidenze, servizi non fruiti, trasporti alternativi, estensioni di copertura e assistenza medica. In contesti complessi, il valore dell’assicurazione va oltre il rimborso economico. Il viaggiatore necessita di indicazioni chiare: sapere come agire, a chi rivolgersi e come gestire le modifiche al proprio itinerario. In questo ambito, l’assicurazione assume un ruolo coadiuvante in termini di assistenza, consulenza e capacità di risposta, facilitando il coordinamento tra tutti gli attori della filiera e contribuendo a una gestione più fluida delle situazioni critiche.
Azioni coordinate
Fin dalle prime fasi della crisi, Intermundial ha attivato un protocollo straordinario, potenziando i team di assistenza e coordinamento per rispondere tempestivamente a cancellazioni, variazioni operative e blocchi in destinazione. Parallelamente, la compagnia ha mantenuto un dialogo costante con agenzie, tour operator e partner del settore, fornendo informazioni su coperture, diritti dei passeggeri e procedure operative, oltre ad altri strumenti utili per interpretare correttamente il contesto.
In situazioni come quella attuale, Intermundial evidenzia l’importanza di un approccio integrato tra fornitori, organizzatori e assicurazione. La protezione del viaggiatore non dipende da un unico soggetto, ma da un sistema coordinato, in grado di offrire risposte coerenti ed efficaci.
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Il governo olandese, in qualità di azionista, utilizzerà la propria rappresentanza negli organi di governo della società per esprimere formalmente il proprio rifiuto dei pacchetti retributivi destinati ai vertici di Air France-KLM, a partire dall'amministratore delegato Ben Smith, che ha percepito bonus per 5,1 milioni di euro, oltre tre volte la somma ricevuta dall'amministratore delegato di KLM, suo subordinato. I Paesi Bassi si oppongono a tutti gli stipendi dei dirigenti di alto livello del gruppo.
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[post_content] => In un mondo che corre verso la digitalizzazione integrale, la Svizzera sceglie la controtendenza. L’8 marzo 2026, con una maggioranza schiacciante del 73,4%, i cittadini svizzeri hanno votato per inserire la disponibilità di denaro fisico direttamente nella Costituzione Federale.
Per chi opera nel turismo, questa non è solo una notizia di cronaca, ma un cambiamento normativo che consolida il ruolo del franco svizzero cartaceo come pilastro dell'accoglienza.
Nel nuovo quadro normativo, il voto ha sancito dei punti fondamentali per la libertà di pagamento. É in vigore una garanzia di approvvigionamento. La Confederazione e la Banca Nazionale Svizzera (BNS) hanno ora l'obbligo costituzionale di garantire una quantità sufficiente di monete e banconote in circolazione. Viene blindato il ruolo del franco svizzero, un baluardo. Qualsiasi tentativo futuro di sostituzione della valuta richiederà il consenso di popolo e cantoni.
A differenza di molti vicini europei, in Svizzera non esiste un tetto massimo di legge per i pagamenti in contanti, garantendo massima flessibilità per gli acquisti di lusso o i soggiorni prolungati (fermi restando gli obblighi di diligenza antiriciclaggio per importi elevati).
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Già nell'ottobre 2025, il Cantone di Ginevra aveva anticipato i tempi introducendo l'obbligo per commercianti e hotel di accettare il contante. La nuova norma nazionale rafforza questo orientamento: rifiutare il contante potrebbe diventare non solo una scelta commerciale impopolare, ma un contenzioso legale complesso. Molti turisti (specialmente dai mercati extra-UE o quelli legati alla privacy) percepiscono la possibilità di pagare in contanti come una forma di libertà e sicurezza. Sebbene i pagamenti digitali siano rapidi, la tutela costituzionale del contante assicura agli operatori una via d'uscita permanente dalle commissioni bancarie sui pagamenti elettronici e la gestione dei costi.
Alla luce dei risultati ufficiali riportati dal portale Admin.ch e dalle analisi di Swissinfo, le strutture ricettive e commerciali, sono tenute ad adeguare la comunicazione informando chiaramente i clienti che il contante è sempre benaccetto; ad assicurarsi che lo staff conosca la validità della nuova norma costituzionale per evitare rifiuti di pagamento impropri; a monitorare le policy locali verificando se il proprio Cantone applichi sanzioni specifiche per la mancata accettazione del contante
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«Per l’estate 2026, non riscontriamo per le destinazioni africane né cali della richiesta, né corse alla cancellazione». Alessandro Simonetti, titolare di African Explorer - World Explorer, a più di un mese dall’inizio della nuova crisi del Golfo traccia un bilancio rassicurante.
«Si tratta di una grande sfida per gli operatori long haul del nostro Paese - spiega il manager -, dalla quale le destinazioni africane, storico core business di African Explorer, restano momentaneamente escluse. I volumi previsti per l’Africa per l’estate 2026 restano, infatti, in linea con quelli degli scorsi anni. Ma la vera sfida per l'Africa più che una questione di sicurezza, riguarda l'aumento dei prezzi del carburante, che ha messo in difficoltà anche quelle compagnie aree che non sono coinvolte direttamente dalla situazione in corso. Tuttavia, il continente continua ad affermarsi tra i desiderata del nostro pubblico e non riscontriamo un calo nell'interesse né nella fiducia nei confronti delle nostre destinazioni».
Riconfermate le partenze estive
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"Ciao Gianmarco, sono contento della tua nomina perché i tuoi passi lungo il tortuoso cammino della politica saranno senz’altro giusti, perché io ti conosco". Così Adriano Celentano 'saluta' con un post su Instagram il nuovo incarico di Gianmarco Mazzi, alla guida del ministero del turismo.
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