25 August 2026

Vacanza scuola: le assicurazioni potrebbero non rimborsare se il viaggio è annullato per pandemia

Facile.it ha sviluppato un vademecum per i viaggi scolastici non usufruiti a causa delle restrizioni per il Covid-19. Vediamo cosa è emerso.

Ogni anno sono circa 280 mila i ragazzi italiani che partono per una vacanza-studio all’estero e oggi sono molte le famiglie che, avendo già acquistato il viaggio, rischiano di non avere alcun rimborso a seguito dell’emergenza Coronavirus. Sottoscrivere oggi una polizza non serve

Le polizze per annullamento devono essere acquistate insieme al viaggio che si intende assicurare – o comunque entro un periodo di giorni predefinito che, a seconda della compagnia e del contratto, potrebbe essere legato alla data di acquisto o a quella di partenza- e sono valide solo se le cause che determinano la cancellazione sono sconosciute al momento della sottoscrizione del contratto assicurativo. Comprare oggi in piena emergenza Coronavirus questo genere di polizza, con la speranza di riuscire a tutelarsi da eventuali cancellazioni legate proprio alla pandemia, non avrebbe senso e sarebbe solo uno spreco di soldi.

La compagnia potrebbe non rimborsare in caso di pandemia…

Anche per coloro che hanno già sottoscritto una polizza insieme all’acquisto della vacanza-studio, però, le notizie potrebbero non essere positive. È bene sapere che la maggior parte delle compagnie assicurative non rimborsa i viaggi annullati a causa di “pandemia”; prima di cancellare la vacanza, quindi, il consiglio è di verificare nei fogli informativi della polizza quali siano le condizioni applicate dalla propria assicurazione.

… o di cancellazioni a seguito di azioni governative

Qualora la pandemia non fosse esplicitamente esclusa, è importante fare attenzione anche alle altre clausole; molte imprese di assicurazione, ad esempio, non rimborsano i viaggi annullati a seguito di “azioni governative”. Rientrano in questa categoria, ad esempio, quelli cancellati a causa del divieto di uscita dal proprio comune di residenza o, anche, quelli cui si è dovuto rinunciare per l’obbligo di quarantena una volta giunti a destinazione; si tratta di imposizioni legate ad “azioni governative” e, come tali, potrebbero non essere coperte dall’assicurazione.

Niente rimborso se si cancella la vacanza-studio senza motivazione

Altro punto da tenere in considerazione è che la polizza normalmente non rimborsa se il viaggio viene annullato per una libera scelta dell’assicurato. Visto che i viaggi-studio normalmente si tengono nei mesi estivi e al momento non vi sono limitazioni ufficiali ai viaggi organizzati in quel periodo, cancellare ora la vacanza acquistata risulterebbe, appunto, come decisione autonoma e non motivata e quindi potrebbe non essere coperta dall’assicurazione.

Cosa fare quindi con la vacanza-studio già acquistata?

Prima di decidere se cancellare o meno il viaggio-studio già acquistato, il primo consiglio è di analizzare le condizioni contrattuali sottoscritte e verificare che vi sia o meno la possibilità di recedere senza dover pagare alcuna penale.

Se non vi fosse questa possibilità, e se neanche l’eventuale polizza sottoscritta offrisse una via di uscita, il secondo consiglio è di rivolgersi direttamente alla società da cui è stato acquistato il viaggio per trovare una soluzione; gli operatori turistici sono i primi che, in un momento difficile come quello attuale, hanno tutto l’interesse a non perdere i clienti acquisiti e potrebbero proporre valide alternative da utilizzare una volta tornati alla normalità.

Cancellare ora la vacanza potrebbe essere controproducente anche perché, qualora lo si facesse e la situazione di emergenza dovesse perdurare sino al momento della partenza, i consumatori perderebbero il diritto di richiedere un rimborso, direttamente al soggetto che ha venduto la vacanza-studio, per sopravvenuta impossibilità di usufruire del viaggio a causa di forza maggiore,

In questo caso potrebbero essere rimborsati non solo i costi della vacanza ma anche le spese accessorie sostenute e che, normalmente, vengono escluse, come ad esempio i biglietti acquistati in anticipo per visitare musei o partecipare ad eventi.

L’ultimo consiglio, quindi, è di aspettare l’evolversi della situazione e agire solo quando il quadro sarà più definito così da evitare di perdere soldi inutilmente e sommare il danno alla beffa.

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