6 febbraio 2020 10:54
Uvet Network, Uvet Retail e GoOpti, un accordo per rafforzare i servizi mobilità alla clientela: la partnership è destinata ad accrescere l’offerta per tutte le agenzie, le quali avranno un servizio unico da proporre ai propri clienti. «Siamo felici di aver siglato l’accordo per tutto il 2020 che coinvolgerà tutte le agenzie della distribuzione Uvet e non ultimo, arricchirà il ventaglio di offerte anche per i Personal Travel Specialist, team composto da 110 professionisti che offrono su tutto il territorio nazionale servizi dedicati e personalizzati di viaggi e vacanze leisure. La mobilità è diventata una componente molto importante del viaggio e raggiungere gli aeroporti in tutta serenità e a basso costo sta diventando un must nelle richieste del cliente – afferma Matteo Fiori, sales manager Italia -. Siamo sicuri che l’accordo accompagnerà la crescita di GoOpti assieme a quella di Uvet che proprio in questi giorni sta tornando a presidiare il territorio con una serie di appuntamenti formativi per le agenzie».
Un network che continua a crescere, GoOpti continua a raggiungere risultati eccezionali nell’organizzazione dei trasporti, contribuendo a migliorare la mobilità delle persone. Quasi due milioni di passeggeri hanno viaggiato con GoOpti dall’inizio della sua attività nel 2011, con una media di soddisfazione di 4.64/5. Il network sta crescendo rapidamente ogni anno, offrendo servizi nel Nord Italia, Slovenia, Croazia, Montenegro e Albania. L’espansione nell’Italia meridionale è prevista nella primavera del 2020.
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[post_content] => Il mercato italiano continua a rappresentare un pilastro strategico per la Francia, con performance in crescita anche in uno scenario internazionale ancora incerto. Nel 2025, infatti, i flussi dall’Italia hanno generato 4 miliardi di euro di ricavi, segnando un incremento del 7%, a fronte di una sostanziale stabilità nei volumi, con 7,2 milioni di visitatori.
Un andamento positivo che trova conferma anche nell’avvio del 2026. «A gennaio abbiamo registrato già un incremento superiore al 6% dei ricavi – spiega la direttrice di Atout France Italia, Sandrine Buffenoir – In un contesto internazionale difficile da decifrare, questi segnali sono particolarmente incoraggianti».
La variabile geopolitica resta infatti un elemento di incertezza, ma la destinazione Francia può giocare alcune carte decisive, a partire dall’accessibilità. «I collegamenti ferroviari tra Milano, Torino e Parigi e verso la Costa Azzurra rappresentano un’alternativa concreta all’auto e intercettano una domanda sempre più orientata verso forme di viaggio sostenibili».
Guardando ai prossimi mesi, il comportamento della domanda italiana potrebbe riservare ulteriori sorprese. «Se il quadro generale si stabilizzerà, la Francia potrebbe diventare una vera e propria destinazione rifugio per gli italiani, sia per l’estate sia per i ponti di maggio e giugno», aggiunge la direttrice.
Un ruolo chiave, in questa dinamica, è giocato dalla destagionalizzazione, su cui Atout France lavora da almeno tre anni. Una strategia che sta dando risultati concreti. “Possiamo dire di aver raggiunto l’obiettivo: oggi gli italiani viaggiano sempre di più anche in giugno, luglio e settembre, distribuendo meglio i flussi durante l’anno”.
Accanto a Parigi, cresce l’appeal delle destinazioni alternative: dalla Valle della Loira alla Normandia, da Bordeaux all’Alsazia, passando per Dordogna, Alvernia e Champagne. Un mosaico territoriale che rafforza la competitività complessiva del Paese.
«La diversità delle destinazioni francesi è un asset fondamentale – evidenzia Buffenoir – e si integra con una strategia simile a quella italiana, fatta di borghi, piccole città e territori da scoprire. È importante che i due Paesi lavorino insieme su questo fronte».
Fondamentale anche il coinvolgimento della filiera turistica. «Stiamo collaborando sempre più con tour operator e operatori locali, puntando su prodotti come outdoor, attività nella natura e cicloturismo. Sono queste le leve che permettono di intercettare una clientela che sceglie di viaggiare fuori stagione».
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Alla luce della situazione attuale, molti operatori ritengono plausibile uno spostamento di pesi dall'Oriente alle Americhe per le prossime stagioni turistiche. Con molti distinguo. «Più che a uno spostamento netto, stiamo assistendo a una riallocazione dell’interesse – spiega il direttore commerciale di Quality Group, Marco Peci -. L’Oriente resta centrale, ma le Americhe stanno vivendo una fase di forte riattivazione. Non è quindi una vera e propria “sostituzione”, ma un riequilibrio naturale di un mercato che oggi è meno “polarizzato” verso Oriente».
Le attività in campo
Sul fronte delle attività, Peci conferma un’operatività su più fronti. «Continuiamo a sostenere tutte le destinazioni con un mix integrato di attività: newsletter, social, academy, eventi e momenti relazionali. Non sono strumenti isolati, ma parti di un unico disegno ampio e complessivo spesso sviluppato in condivisione con gli enti del turismo e i vettori. Avendo nove brand con strutture operative altamente specializzate sulle proprie destinazioni, i nostri sforzi sono corali e indirizzati a tutte quelle mete dove domanda, accessibilità e nostre capacità si incontrano. Oggi il punto di equilibrio è comunque su tutti i continenti, compresa l’Asia quindi, anche se America, Europa e Africa sono le macro aree sulle quali si sta concentrando la domanda».
Quanto all’andamento del booking, «La clientela sta in parte attendendo l’evoluzione del conflitto del Golfo ma le prenotazioni non sono calate in modo così significativo come ci saremmo attesi, se non per alcune destinazioni direttamente o indirettamente coinvolte nel conflitto».
Su questo quadro, si allunga l’ombra di una aumento dei prezzi dei biglietti aerei fuori controllo. «Il caro voli incide, ma non in modo uniforme e soprattutto non in modo determinante; è certamente un fattore critico, ma non è ciò che guida la decisione finale. Il vero tema non è il costo del volo, ma la capacità di dare senso e valore al viaggio. Ed è su questo che continuiamo a lavorare».
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Marriott International ha annunciato la firma di nove nuovi accordi in Grecia, per un totale di quasi 1.000 camere, a conferma della sua strategia di sviluppo a lungo termine nel Paese. I nuovi accordi includono l'atteso ingresso sul mercato di Residence Inn by Marriott e Le Méridien, ampliando ulteriormente il portfolio della società, che attualmente comprende 47 strutture e oltre 6.000 camere distribuite in 10 marchi e 12 mercati in Grecia.
Jerome Briet , chief development officer per Europa, Medio Oriente e Africa di Marriott International, ha dichiarato: «Essendo una delle destinazioni turistiche più ambite al mondo, la Grecia continua a offrire a Marriott significative opportunità di espansione nelle sue isole, regioni costiere e centri urbani. Queste nuove firme riflettono la forte fiducia che proprietari e affiliati ripongono in Marriott e sottolineano la domanda costante per il nostro portfolio di marchi diversificato nel mercato greco».
I progetti
Come riporta TravelDailyNews, i progetti appena annunciati spaziano tra destinazioni urbane e turistiche, supportando la strategia di Marriott volta a rafforzare la propria presenza in diversi segmenti del mercato alberghiero greco.
Ad Atene, la società ha firmato un accordo per il Residence Inn by Marriott Athens, un hotel di 57 camere la cui apertura è prevista per il 2027, per rispondere alla domanda di alloggi per soggiorni prolungati nel centro città. A Creta, l'apertura del Le Méridien Sissi Crete, con 229 camere, è prevista per il 2027.
Ulteriori espansioni a Creta includono il Milatos Marriott Resort Crete, con 314 camere, la cui apertura è prevista per il 2028, mentre The Tenant, Heraklion Crete, un Tribute Portfolio Hotel con 40 camere, dovrebbe aprire nel 2026.
A Paros, l' Orosea, Paros, Autograph Collection, con le sue 40 camere, entrerà a far parte del portfolio nel 2026, ampliando la collezione di hotel indipendenti della compagnia.
Marriott sta inoltre rafforzando la sua presenza nel segmento del lusso con la firma dell'accordo per Hymnos, un Luxury Collection Resort & Spa, Zakynthos. Il resort di 94 camere, situato sulla spiaggia di Bouka, dovrebbe aprire nel 2026
Nel 2025, la società ha ampliato il proprio portfolio lifestyle con l'apertura del Tella Thera, con 20 camere, e dello Stamna Sifnos, anch'esso con 20 camere, entrambi membri di Design Hotels. Inoltre, è prevista l'apertura entro l'anno dell'Eréma, un hotel di 41 camere anch'esso membro di Design Hotels a Milos.
Attualmente la Grecia ospita 10 marchi del portfolio Marriott Bonvoy, che spaziano tra i segmenti di lusso, premium e select service, tra cui The Luxury Collection, W Hotels, JW Marriott, Marriott Hotels, Sheraton Hotels & Resorts, Westin Hotels & Resorts, Tribute Portfolio, Autograph Collection, Design Hotels e Moxy Hotels.
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[post_content] => Allarme rosso nei cieli europei: la preoccupazione che avvolge l'intero sistema del trasporto aereo globale dall'inizio del conflitto in Iran si concretizza ora con la mancanza effettiva di carburante.
Di fatto, l'ultimo rifornimento di fuel per aerei proveniente da Golfo - prima del blocco dello stretto di Hormuz - è atteso a Rotterdam il 9 aprile, dopo di che il quadro che si prospetta è quello da tempo paventato dai vettori e dunque scorte in progressivo esaurimento, prezzi se possibile ancora più elevati e di conseguenza tagli ai voli estivi.
Gli aeroporti europei ricevono infatti da quell’area una quota molto rilevante del carburante per aerei, in alcuni casi circa la metà delle disponibilità complessive, mentre un’altra parte importante arriva dall’India.
Uno scenario particolarmente complesso che costringe le compagnie aeree a mettere a punto punto nuove strategie per gestire l'emergenza: senza adeguate forniture, mantenere l’attuale numero di voli diventerebbe impossibile. Si parla quindi di messa a terra di una parte della flotta. Il gruppo Lufthansa, starebbe valutando il fermo di 20-40 aeromobili, mentre Ryanair ha già lanciato l’allarme sulla summer: se la chiusura di Hormuz dovesse protrarsi anche nelle prossime settimane, il rischio è quello di centinaia di velivoli a terra e migliaia di voli cancellati.
Prospettive ancor più critiche per i mesi di giugno e settembre, nel pieno della stagione turistica con ripercussioni anche su destinazioni quali Sardegna e Sicilia, dove la continuità dei collegamenti aerei è decisiva per turismo e mobilità. In caso di carenza prolungata, le compagnie potrebbero tagliare soprattutto: voli verso isole e località balneari, tratte più lunghe, collegamenti con l’Asia, frequenze multiple sulle rotte già molto servite. Anche una rapida riapertura dello Stretto non garantirebbe il ritorno immediato alla normalità: la ricostruzione della catena logistica richiederebbe settimane, se non mesi.
Sul fronte aeroporti Aci Europe tranquillizza almeno in parte: l'associazione segnala che l’86% degli aeroporti europei conta livelli di scorte nella norma o superiori alla norma. Questo significa che non esiste, allo stato attuale, un rischio immediato di blocco sistemico, ma la cautela resta massima.
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[post_content] => Tris di novità per l'estate del'aeroporto di Ancona Falconara, con un’offerta che punta a rafforzare i collegamenti turistici e internazionali. Le nuove tratte stagionali per il 2026 sono quelle verso Cracovia e Düsseldorf Weeze operate da Ryanair, alle quali si aggiunge il ritorno del collegamento per Olbia con Volotea.
Nel dettaglio, il volo per Cracovia sarà disponibile per tutta la stagione estiva con 2 frequenze settimanali; sempre Ryanair opererà anche la novità Düsseldorf Weeze, in calendario dall’1 giugno al 30 settembre, nei giorni di lunedì e giovedì.
Sul fronte domestico, Volotea conferma il collegamento stagionale con Olbia: il volo sarà attivo tra maggio e ottobre, con operatività variabile nei diversi periodi della stagione. Dal 2 giugno al 15 settembre si volerà di martedì, dal 5 agosto al 16 settembre di mercoledì e dal 29 maggio al 19 giugno di venerdì.
Accanto alle novità stagionali restano naturalmente attive le rotte già consolidate, da Londra Stansted a Madrid, passando per Bruxelles Charleroi, Tirana, Monaco, Parigi, Barcellona e Catania. Un quadro complessivo che conferma la strategia dell’aeroporto Raffaello Sanzio: mantenere i collegamenti più richiesti e affiancare nuove opportunità legate soprattutto ai mesi di maggiore movimento.
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Air France-Klm, evidenzia Reuters, è il primo dei tre gruppi aerei europei che hanno manifestato interesse a partecipare alla privatizzazione del vettore lusitano a presentare ufficialmente un'offerta. Infatti anche Iag e Lufthansa hanno espresso interesse per Tap.
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Club Med riconferma l'Italia fra i bacini principali sui quali investire. E' Rabeea Ansari, managing director Southern Europe, Middle East and Northern Africa, a ricordare come quello italiano sia un mercato secondo solo a quello spagnolo. «Dai 100-120 resort del passato siamo arrivati a una rosa di 60 strutture nel mondo, al 100% di fascia premium. Il riposizionamento del brand verso l'alto di gamma può dirsi compiuto e oggi possiamo affermare di avere in portfolio solo resort che rispondono a precise caratteristiche. A cominciare da location iconiche, inserite in contesti nei quali l'impatto sostenibile è di fondamentale importanza. Club Med ha mantenuto inalterato lo spirito pionieristico dei suoi primi anni di vita, rivestendolo però di contenuti nuovi, in linea con i tempi moderni». Esempi di questa attenta ricerca di armonia con il territorio sono ad esempio i nuovi resort in Sudafrica o nel Borneo malese.
La presenza in Italia
In Italia, dopo le strutture di Cefalù, Pragelato Sestriere e l'inizio dei lavori a Sansicario, lo scouting non si ferma: l'amministratore delegato di Club Med Italia, Arnaldo Aiolfi, guarda avanti ed è alla ricerca di nuove location fra Sardegna, Sicilia e montagna. Lungo la Penisola il piano di sviluppo prevede l'apertura di sei o sette resort nei prossimi anni.
«Il piano industriale prevede di raddoppiare il numero dei nostri resort entro il 20235, al ritmo di 5-6 niuovi resort all'anno - aggiunge Ansari -. Naturale quindi che anche l'Italia rientri a pieno titolo nelle aree sulle quali puntare per lo sviluppo futuro».
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Il fatto poi di rappresentare un brand internazionale porta un indubbio vantaggio competitivo sul fronte della destagionalizzazione: «Ogni mercato ha una sua stagionalità e contando su mix di clientela diversi possiamo ottimizzare i riempimenti anche nei periodi di bassa stagione».
Interrogata da David Pambianco, ceo di Pambianco, la manager ricorda come, con 75 anni di expertise alle spalle, Club Med sia sempre in prima linea nell'innovazione. «Il futuro - chiude Ansari - sarà all'insegna di strutture più piccole, ma sempre caratterizzate da una formula all inclusive che continua a catturare le preferenze anche della fascia alto spendente».
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[post_content] => «Il livello di attenzione, delle agenzie e dei clienti, verso le destinazioni di corto raggio e di quelle più a occidente è facilmente rilevabile osservando le conferme arrivate da inizio marzo ad oggi». Alessandro Seghi, direttore commerciale di Alpitour World, traccia un primo, parziale bilancio dei trend di mercato degli ultimi giorni.
«L’andamento delle mete a corto raggio e di quelle a ovest ha registrato delle correzioni verso l’alto che non compensano però i rallentamenti delle altre destinazioni. E’ bene inoltre precisare che non ci sono destinazioni completamente ferme sull’estate. La nostra convinzione è che in questa fase prevalga una logica “attendista” e che alcuni clienti abbiano solo sospeso le loro intenzioni di acquisto, aspettando di comprendere le evoluzioni internazionali per tornare a confermare pratiche su tutte le destinazioni, anche su quelle verso Oriente».
L'operatività di Alpitour
In questa fase, Alpitour sta lavorando su più ambiti. «Stiamo lavorando su diverse direttrici. La prima, attivata ad inizio marzo, riguarda le incentivazioni quadrimestrali al trade su destinazioni di corto raggio (principalmente quelle mediterranee) e di lungo raggio con focus su Americhe, Africa australe e Giappone. Abbiamo inoltre rafforzato le attività di comunicazione sui canali social e digital verso le mete che, in questo momento, sembrano raccogliere il maggior interesse da parte della clientela. Infine, stiamo organizzando piani di formazione su specifiche mete per accrescere il livello di conoscenza del trade sui nostri specifici prodotti. Stiamo inoltre appoggiando specifiche iniziative promosse dai principali network nazionali al fine di sostenere il maggior numero di azioni sui clienti finali».
Il futuro è ancora difficile da interpretare, ma andrà comunque affrontato con determinazione. «L’impegno sarà principalmente rivolto alla flessibilità e alla capacità di reazione. In passato abbiamo visto che certi eventi mostrano traiettorie che cambiano con una certa frequenza e registrano accelerazioni o rallentamenti non facilmente prevedibili. Questo mette il nostro gruppo nella condizione di alzare al massimo livello l’analisi dei vari scenari per reagire il più velocemente possibile ogni volta che il contesto geopolitico lo impone o lo consente. Oggi, nello specifico, la nostra azione segue tre diverse logiche: consolidamento delle destinazioni con trend già positivi, incremento della capacità su destinazioni non toccate dalla crisi, sostegno delle destinazioni che non sono state toccate dagli eventi, ma che risentono di un mood negativo».
Il trend
Al momento, il trend indica «un rallentamento delle prenotazioni sulle destinazioni estere che riteniamo essere più legato a situazioni di attesa che non di contrazione. Nel corso delle ultime 6 stagioni, relative agli ultimi 3 anni, ci eravamo abituati a vedere crescere l’advance booking a discapito del last minute. Per l’estate 2026 ci aspettiamo un deciso ribilanciamento tra le due modalità di acquisto». E ancora, il manager evidenzia un «crescente interesse verso soluzioni di volato point-to-point e una grande attenzione alle soluzioni con formule assicurative e che prevedono assistenza da parte dell’operatore».
Fra i temi sotto la lente, l’impennata del prezzo dei voli.«Il pricing dei voli è storicamente e in generale una variabile sensibile alle fluttuazioni del costo del fuel, soprattutto sul lungo raggio. In questo particolare momento ci aspettiamo che possa incidere anche sui voli di corto e medio raggio. L’incremento dei costi del carburante, unitamente ad una grande oscillazione delle relative quotazioni sui mercati finanziari, avrà un sicuro impatto sul prezzo dei pacchetti. Diventa pertanto fondamentale potenziare le logiche di dynamic pricing per salvaguardare vendite e marginalità». Sul discorso voli, il fatto di appartenere a una filiera integrata, che può contare anche su una compagnia aerea di proprietà, si dimostra elemento vincente. «Le sinergie con Neos sono state e saranno sempre di più un fattore competitivo determinante. La velocità con cui adattiamo la nostra capacità in relazione agli andamenti e alla domanda di mercato è diventato un nostro fattore distintivo. Questo, nelle nostre intenzioni, rappresenta un grande supporto per il trade che può contare su di un operatore integrato che “posiziona” capacità aerea e ricettiva laddove lo richiede il mercato».
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[post_content] => «Il 2026 sarà un grande anno per l'Italia con Finnair». Geoffrey Carrage, regional manager Southern Europe della compagnia finlandese da appena nove mesi, non nasconde l'entusiasmo per i risultati già ottenuti e per quelli in arrivo. La strategia di espansione è ambiziosa: crescere del 4% annuo in termini di passeggeri fino al 2029, con investimenti compresi tra 2 e 2,5 miliardi di euro, destinati principalmente al rinnovo della flotta corto e medio raggio, e un obiettivo di margine ebit tra il 6 e l'8% entro il 2029.
Il mercato italiano è al centro di questo piano. Nel 2026 Finnair aumenta del 20% la propria capacità rispetto all'anno precedente, arrivando a operare fino a 58 voli settimanali su 9 città. Alle destinazioni già consolidate (Milano Malpensa e Roma Fiumicino tutto l'anno, e i voli estivi su Napoli, Bologna, Venezia e Verona) si aggiungono tre nuove rotte. Catania ha accolto il volo inaugurale proprio il 31 marzo, con tre frequenze settimanali. Firenze seguirà con quattro voli a settimana, mentre Torino entrerà in operativo dal 3 maggio con tre frequenze e la conferma della continuità anche in inverno.
Un dato rivela la centralità dell'hub di Helsinki: due terzi dei passeggeri italiani volano in connessione. L'aeroporto finlandese, compatto ed efficiente, è il punto di forza per raggiungere destinazioni a lungo raggio, dal Giappone, con 28 voli settimanali estivi, al Canada con Toronto, fino all'Australia, dove Finnair sarà l'unica compagnia dell'Unione Europea a volare con servizio giornaliero da fine ottobre.
In questo contesto, agenzie di viaggio e tour operator giocano un ruolo strategico. Carrage sottolinea la volontà di rafforzare il rapporto con i partner commerciali offrendo loro «maggiori contenuti e maggiore modularità», per rispondere con più precisione alle esigenze dei clienti finali. La compagnia opera nel settore della distribuzione Ndc: le prenotazioni effettuate tramite Ndc e altri canali di distribuzione moderni rappresentano il 72% del totale, e punta a sviluppare ulteriormente i canali di distribuzione moderni anche nel mercato italiano. L'obiettivo è costruire un ecosistema in cui gli operatori del trade possano assemblare offerte su misura, combinando voli, servizi ancillari e destinazioni in modo flessibile.
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