25 June 2026

Aeroporti Puglia, 8 milioni di passeggeri nel 2019 e 14 nuove rotte nel 2020

 

LuxairBilancio positivo per Aeroporti di Puglia nel 2019. Complessivamente, su Bari e Brindisi, i passeggeri in arrivo e partenza sono stati 8.225.394, un dato più che positivo, con un incremento pari al +9,8% rispetto a quanto registrato nel 2018. Su base annua il traffico di linea nazionale, tra Bari e Brindisi, è cresciuto del +5,2%; ancor più netto l’incremento per la linea internazionale che, con 3.129.333 passeggeri, ha segnato un +18% rispetto al 2018. In crescita anche il segmento charter cha registra un + 9,8% su base annua. L’aeroporto di Bari ha superato un traguardo storico: nel 2019, infatti, i passeggeri in arrivo e partenza sono stati 5.531.580, il +10,2% rispetto al totale 2018; di questi 2,41 milioni (+18%) si riferiscono ai voli di linea internazionali. Eccellente anche il dato di Brindisi dove nel 2019 i passeggeri sono stati 2.693.814, il +8,9% rispetto al 2018. In crescita del +8,7% il traffico charter, a ulteriore conferma della forte vocazione turistica dell’area sud est;  incremento del +18%  della linea internazionale,  i cui passeggeri sono stati circa 720mila.

«L’ottimo risultato raggiunto – ha dichiarato il presidente di AdP, Tiziano Onesti – è frutto del lavoro di squadra di tutte le persone dell’azienda che vede – al fianco di essa – il lavoro costante e sinergico della regione Puglia e delle Agenzie regionali di promozione turistica, con una politica di sviluppo e di continuo miglioramento del network. Fondamentale l’avvio di numerose rotte, strategiche per la crescita ragionata del network, specie di quello relativo alle aree di grande interesse per il mercato pugliese. Per il nuovo anno sono previste 14 nuove rotte, già annunciate, tra le quali: Lione, Cefalonia, Spalato, Parigi Orly, Iași, Danzica e Copenaghen da Bari e Dublino, Vienna, Lussemburgo, Malta, Kiev, Mosca, Catania e Palermo da Brindisi che miglioreranno ancor di più il già eccellente livello di accessibilità aerea della nostra rete. In questo contesto si collocano l’avvio di un volo su Israele e la definizione di accordi funzionali per l’apertura di collegamenti verso grandi destinazioni in USA  e Cina».

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E questo perché i \"datori di lavoro\", lo metto fra virgolette perché in questo caso sono solo sfruttatori, pensano esclusivamente al profitto e non lo vogliono redistribuire fra i lavoratori. Questo è lo schifo dell'eccesso di capitalismo che fa ricche 3 persone e ne danneggia migliaia.\r\n\r\nInfatti il 50% delle lavoratrici e dei lavoratori occupati nei settori del terziario, del turismo e dei servizi percepisce una retribuzione annua pari o inferiore a 13.950 euro, soglia di povertà salariale che sale al 60% della retribuzione media,  14.800 euro per chi ha lavorato almeno dodici settimane nell’anno.\r\n\r\nÈ quanto emerge dal focus sul lavoro povero commissionato da Filcams, anticipazione di un Report sull’occupazione di prossima pubblicazione.\r\n\r\nCirca il 70% di chi lavora nel settore resta sotto la soglia di povertà, percentuale che al Sud e nelle Isole sale oltre l’80%, quattro lavoratori su cinque. Seguono i servizi, dove pulizie, multiservizi e ristorazione collettiva portano l’incidenza a oltre il 50%, anche tra chi lavora con continuità, e il terziario, superiore al 30%. “Il part-time involontario è ormai una condizione strutturale -dichiara Fabrizio Russo, segretario generale della Filcams Cgil- che impone salari bassi e una condizione di precarietà costante”. \r\nEmergenza\r\n“Siamo davanti a una vera e propria emergenza - aggiunge Fabrizio Russo - quasi una persona su due guadagna meno di 15mila euro l’anno, un dato che rivela scelte organizzative precise, modelli d’impresa tarati sulla compressione del costo del lavoro e un’assenza di presidio contrattuale che dura da troppo tempo. È troppo facile sbandierare numeri e proclami nei contesti pubblici, se poi ai tavoli negoziali si lasciano milioni di lavoratrici e lavoratori senza adeguamenti salariali adeguati al costo della vita\".\r\n\r\nSecondo Russo, \"Cgil Cisl e Uil stanno discutendo con le associazioni datoriali per giungere a un modello contrattuale e di rappresentanza che innovi e garantisca la tenuta dei salari. Il rinnovo dei contratti nazionali resta infatti il primo argine contro il lavoro povero: è da lì che ripartiamo nella prossima stagione contrattuale, che nel 2027 ci vedrà al tavolo per tutto il settore del terziario distributivo e dei servizi, con la responsabilità di restituire dignità e riconoscimento alle persone che rappresentiamo\". ","post_title":"Il 70% dei lavoratori del turismo guadagna 14,800 euro. Povertà!","post_date":"2026-06-24T12:43:52+00:00","category":["enti_istituzioni_e_territorio"],"category_name":["Enti, istituzioni e territorio"],"post_tag":[]},"sort":[1782305032000]}]}}