25 August 2026

Thomas Cook emette un altro profit warning

L’innalzamento dei costi del carburante e degli hotel, insieme a una competizione serrata sul prezzo, sta mettendo in serie difficoltà il gruppo britannico Thomas Cook, che alla fine della settimana scorsa ha emesso il proprio terzo profit warning in meno di un anno. «Con tanta offerta ancora da piazzare sul mercato – ha spiegato alla Reuters l’amministratore delegato della compagnia, Peter Fankhauser – gli sconti hanno cominciato a moltiplicarsi molto presto quest’anno». E il rinvio della Brexit, dal 29 marzo al prossimo ottobre, pare non aver tranquillizzato per nulla il mercato britannico.

Thomas Cook ha quindi annunciato che, per il secondo semestre dell’anno, il livello dei propri profitti sottostanti (ossia depurati dei costi non ricorrenti) ante interessi e tasse sarà più basso rispetto a quello registrato nel medesimo periodo del 2017. L’operatore ha inoltre aggiunto di avere sottoscritto un accordo di finanziamento da 300 milioni di sterline con le banche, per garantirsi la liquidità necessaria ad affrontare la stagione invernale 2019 – 2020.

Come è noto, il piano di Thomas Cook per uscire dalle secche prevede la vendita delle linee aeree del to, compresa la tedesca Condor su cui poggiano le mire di Lufthansa. Anche Virgin Atlantic avrebbe peraltro dimostrato il proprio interesse per una parte dei vettori dell’operatore britannico. E in effetti è davvero tempo di intervenire, se è vero che giovedì scorso, racconta sempre la Reuters, il mercato dei credit default swaps (ossia di quella categoria di derivati, che rappresenta una sorta di assicurazione contro il rischio di credito, ndr) implicava per Thomas Cook un rischio di fallimento pari al 96% nei prossimi cinque anni.

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