4 April 2026

San Francesco del Prato, gli eventi per sostenere il progetto di restauro

Un progetto di restauro di San Francesco del Prato, accompagnato da una raccolta fondi e da un ricco programma di eventi volti a sostenere la rinascita di quello che è già un simbolo della “Capitale Italiana della Cultura” per il 2020. Ad oggi raccolti 3,5 milioni di euro da Fondazione Cariparma, Crédit Agricole Italia, Famiglia Chiesi, Barilla, Faac e altri soggetti. I lavori possono contare sulle iniziative riunite sotto il motto “Liberiamo San Francesco del Prato”, promosse e coordinate da un comitato creato ad hoc per riaprire la chiesa al culto, ma anche ad eventi musicali, accademici e culturali.  Visite guidate in quota (da luglio 2019 in poi) tra i raggi del rosone e i decori della formelle, un crowdfunding che premia i sostenitori più generosi con un francescano cofanetto in materiale riciclato, numerato uno ad uno, contenente  le sezioni in ferro delle inferriate (la chiesa fu anche prigione), tagliate accuratamente in corrispondenza dello snodo. Il cofanetto diventa così il simbolo di questa rinascita dopo 200 anni di carcere. E poi l’omaggio della Fondazione Teatro Regio e del Festival Verdi con la prima e l’allestimento nel cantiere di Luisa Miller per la regia di Lev Dodin (settembre e ottobre 2019) sono solo alcune delle attività e degli appuntamenti che rendono l’intera operazione qualcosa di più un semplice recupero architettonico. E sarà l’occasione per restituire il “gigante assopito” alla comunità francescana, che venne cacciata durante la soppressione napoleonica ottocentesca. Se il mondo del calcio partecipa con l’esposizione dello striscione “Insieme per San Francesco” durante la partita Parma-Milan del 20 aprile 2019, anche i rondoni – per offrire una casa ai quali verranno salvate le buche pontaie presenti nella struttura – hanno voluto dire la loro, contribuendo alla connotazione green  dell’intervento.

 

 

 

 

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Il treno attraversa ponti, gallerie scavate nella roccia e villaggi incantati che sembrano sospesi nel tempo. Le vetture panoramiche offrono finestre ampie come tele da pittore, e ogni curva regala una composizione nuova: le cime di Eiger, Mönch e Jungfrau che emergono all'orizzonte, insieme al blu intenso dei laghi alpini che comincia ad affacciarsi tra i rilievi. Con la primavera che avanza, questo spettacolo si arricchisce di mille sfumature di verde, di fiori che sbocciano sui prati e di una luce dorata che trasforma ogni momento del viaggio in un ricordo che vale la pena custodire.\r\n \r\nUna delle destinazioni ideali per questo periodo è proprio Thun, cittadina medievale che si affaccia sulle sponde nord-occidentali dell’omonimo lago e che segna il momento in cui il viaggio diventa destinazione.\r\n\r\nIn primavera, la cittadina e l’intera regione si vestono della loro versione più seducente. Sui soleggiati versanti meridionali tra Thun e Merligen — la cosiddetta \"Riviera del Lago di Thun\" — prospera una vegetazione quasi subtropicale, mentre i vigneti della Baia di Spiez cominciano a risvegliare le loro viti. È il momento in cui i sentieri lungo il lago si animano di camminatori, le terrazze dei ristoranti tornano a spalancarsi sul panorama e l'aria frizzantina sa ancora di montagna.\r\n\r\nThun è raggiungibile comodamente da Domodossola in circa un’ora e mezza con le frequenti partenze quotidiane del Trenino Verde delle Alpi. La formula “sali e scendi” della Carta giornaliera Bls – disponibile nelle formule da 1 o 2 giorni - consente la massima libertà di movimento lungo la tratta, permettendo di scegliere tappe, soste e ritmi di viaggio in piena autonomia.","post_title":"Primavera sul Trenino Verde delle Alpi: alla scoperta del lago di Thun","post_date":"2026-04-01T10:43:39+00:00","category":["estero"],"category_name":["Estero"],"post_tag":[]},"sort":[1775040219000]}]}}