Marriott aprirà due nuovi hotel a Erbil (Iraq)
12 luglio 2011 10:42
Marriott International aprirà nel 2014 i suoi primi due hotel a Erbil, in Iraq. In particolare si tratterà dell’Erbil Marriott, una struttura alberghiera da 200 camere e 4 mila metri quadri di spazi meeting, più un Marriott Executive Apartments da 75 unità immobiliari. Erbil è collegata con voli no stop da Lufthansa e Royal Jordanian.
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Il fondo londinese del miliardario britannico Christopher Hohn The Children’s Investment Fund ha investito circa 636 milioni di dollari in prestiti legati ad alcuni dei principali hotel di lusso italiani. A riportarlo è il Financial Times, che sottolinea come la posizione più rilevante riguardi il Danieli di Venezia. Sulla struttura Tci detiene una quota di un finanziamento da 392 milioni di dollari. Seguono il Caesar Augustus di Capri con 132 milioni, il Six Senses sul lago di Como con 74 milioni e il Mandarin Oriental di Milano con 38 milioni. Tutti gli alberghi fanno capo al gruppo immobiliare italiano Statuto.
Come si legge sul Sole 24Ore, Tci non ha concesso direttamente i finanziamenti, ma ha rilevato quote di prestiti originati da una società di private credit nella quale possiede una partecipazione.
Cresce la domanda in Italia
La crescita della domanda alberghiera in Italia ha aumentato anche la competizione tra gli investitori per un numero limitato di immobili di alto profilo, dai palazzi storici di Roma, Milano e Venezia alle strutture sul lago di Como e sulla Costiera Amalfitana. Il Danieli, per esempio, è interessato da un’importante ristrutturazione dopo il passaggio della gestione da Marriott a Four Seasons, con il completamento dei lavori previsto il prossimo anno.
Secondo le rilevazioni di Jll Italia sugli ultimi dati di investimenti immobiliari in Italia, nel primo semestre di quest’anno, il comparto Hotels & Hospitality ha registrato circa 860 milioni di euro di investimenti diretti a cui si aggiungono ulteriori 260 milioni di euro derivanti da operazioni di riconversione. Il mercato urban è dinamico, coprendo circa il 50% dei volumi, di cui il 30% su Milano e circa il 20% su Roma. Si consolida l’attenzione su Venezia e Firenze, oltre che sulle destinazioni leisure, soprattutto laghi e Sicilia. Non manca interesse per città secondarie come Torino, Bologna e Padova.
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L’iniziativa nasce con l’obiettivo di aprire un confronto nazionale sul valore del patrimonio religioso italiano e sul ruolo che il turismo religioso può svolgere nello sviluppo culturale, sociale ed economico dei territori. Il convegno riunirà istituzioni, rappresentanti del mondo ecclesiale, giornalisti, professionisti, imprese, operatori turistici, realtà culturali e associative, chiamati a confrontarsi su una risorsa che attraversa l’intero Paese e comprende santuari, monasteri, abbazie, chiese, cammini, luoghi di pellegrinaggio e luoghi della memoria.
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Nello stesso periodo, il fatturato ha registrato una crescita del 18% a parità di perimetro: un risultato che testimonia non soltanto l’espansione della rete, ma anche la capacità di generare valore per le agenzie già operative. «Il secondo trimestre del 2026 rappresenta uno dei migliori risultati nella storia di Nuovevacanze», dichiara Corrado Lupo, ceo del network.
Fiducia
«L’ingresso di 30 nuove agenzie e l’aumento del fatturato del 18% a parità di perimetro confermano la fiducia del mercato nel nostro progetto. Sono risultati frutto di una strategia chiara, di un’organizzazione efficiente e, soprattutto, dell’impegno quotidiano di una squadra di professionisti che supporta concretamente la crescita delle agenzie affiliate».
La crescita registrata nel trimestre è stata accompagnata da un importante programma di innovazione digitale. Nuovevacanze ha introdotto nuovi strumenti tecnologici progettati per aumentare l’efficienza operativa delle agenzie, migliorare l’esperienza degli utenti e semplificare i processi interni. Le soluzioni rilasciate rappresentano un ulteriore passo nel percorso di trasformazione digitale del network e mettono a disposizione delle agenzie strumenti sempre più integrati, performanti e orientati alla produttività
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Medio Oriente
Per la compagnia la crisi non è solo una questione di aumento dei costi del carburante. La chiusura o la restrizione di diversi spazi aerei, unitamente ai requisiti di sicurezza, ha portato alla sospensione temporanea dei voli per Amman, Erbil, Tel Aviv e Teheran. Queste sole cancellazioni di voli hanno causato perdite stimate in decine di milioni di euro.
Questo episodio mette in luce la particolare vulnerabilità del modello hub di Vienna: le rotte verso il Levante, l'Iraq e l'Iran alimentano sia il traffico locale sia i collegamenti tra l'Europa centrale, il Medio Oriente e l'Asia. Oltre ai voli cancellati, le deviazioni imposte ad alcuni voli aumentano meccanicamente i costi operativi a causa dei tempi di percorrenza più lunghi, del maggiore consumo di carburante e delle limitazioni nella pianificazione degli equipaggi.
Redditività ridotta
La domanda, tuttavia, è rimasta sostenuta. Austrian Airlines ha trasportato 6,96 milioni di passeggeri tra gennaio e giugno, con un incremento del 6% rispetto all'anno precedente, mentre i ricavi sono aumentati del 4% a 1,22 miliardi di euro. Il tasso di occupazione dei posti è migliorato di 3,4 punti percentuali, raggiungendo l'80,6%, mentre la capacità, misurata in chilometri per posto disponibile, è rimasta pressoché invariata a 13,53 miliardi.
La regolarità operativa, tuttavia, rimane elevata: il 98,8% del programma è stato completato come previsto. La compagnia aerea ha inoltre riutilizzato la capacità resasi disponibile a seguito delle sospensioni in Medio Oriente: sono stati programmati circa 800 voli aggiuntivi verso destinazioni turistiche europee come Palma di Maiorca, Dubrovnik, Barcellona, Nizza e Malaga.
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In base agli indicatori di Italian Hotel Monitor, elaborato da Trademark Italia, il secondo trimestre del 2026 (aprile-giugno) archivia una performance di ulteriore crescita. L’occupazione camere media nazionale raggiunge il 76,9%, mentre il prezzo medio camera sale a 172,38 euro, a dimostrazione della forte attrattività del sistema ricettivo italiano.
I dati evidenziano un ottimo bilanciamento tra le diverse categorie. Il settore upscale (4 stelle) traina l’occupazione con il 77,5% e un prezzo medio di 176,05 euro. Segue il comparto midscale (3 stelle) al 76,4% (con un prezzo medio di 75,36 euro), mentre il segmento luxury (5 stelle) registra una R.O. del 74,4% con un ricavo medio per camera che si attesta a 674,96 euro.
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Giunta alla V edizione, la manifestazione aprirà gratuitamente al pubblico archivi e biblioteche private in tutta Italia, offrendo un viaggio tra carteggi, mappe, pergamene, fotografie, libri e archivi d’impresa, un patrimonio spesso poco conosciuto, ma fondamentale per raccontare l’evoluzione delle comunità, dei territori e della vita culturale del Paese.
Patrocinata dal ministero della cultura, dalla Commissione nazionale italiana per l’Unesco e da Anci, l'edizione 2026 coinvolgerà dimore storiche, fondazioni, Musei pubblici e privati, trasformando la memoria storica in una risorsa viva per comprendere il passato e immaginare il futuro.
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Dieci importanti gruppi aeroportuali internazionali sono stati ammessi alla seconda fase del processo di vendita di almeno il 51% di Sac , la società statale che gestisce gli aeroporti di Catania-Fontanarossa e Comiso-Pio La Torre nella Sicilia orientale .
Selezione
Dopo una prima fase di valutazione della documentazione, Sac ha selezionato 10 operatori tra le 14 manifestazioni di interesse, aprendo ora la possibilità di presentare offerte non vincolanti, prima di un'ulteriore fase di selezione che ridurrà il numero dei candidati a cinque, prevista per l'autunno.
Secondo le stime riportate dalla stampa italiana, la valutazione complessiva di Sac si aggira tra i 500 e i 600 milioni di euro, con una quota di maggioranza compresa tra il 51% e il 66%, il che rappresenta un intervallo teorico di circa 255-400 milioni di euro . Tuttavia, alcune personalità siciliane auspicano che il valore possa superare il miliardo di euro, tenendo conto del potenziale di crescita del traffico e dei previsti investimenti a lungo termine.
Dieci candidati
La rosa dei candidati comprende alcuni dei maggiori operatori aeroportuali al mondo, a conferma dell'attrattiva degli aeroporti di Catania e Comiso per gli investitori internazionali: Corporación América Airports, Royal Schiphol Group, Mundys, Adani Airport Holdings, Save, 2i Aeroporti, Mag Overseas Investment Ltd, Oman Airports Management Company, Macquarie European Infrastructure Fund e la società francese Vinci Airports, un operatore privato che gestisce, tra gli altri, gli aeroporti di Londra-Gatwick e Lisbona e oltre 70 aeroporti in 14 paesi.
Attualmente Sac è controllata da un gruppo di azionisti interamente pubblici: la Camera di Commercio della Sicilia sudorientale detiene circa il 60,6% del capitale, mentre la Città Metropolitana di Catania, l'IRSAP (Organizzazione Regionale per lo Sviluppo Industriale) e il Libero Consorzio di Siracusa possiedono ciascuno poco più del 12%. I comuni di Catania e Comiso mantengono partecipazioni di minoranza pari rispettivamente a circa il 2% e l'1%.
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All’aeroporto Catullo di Verona, l’estate 2026 di Volotea entra nel vivo e, con il decollo dei nuovi collegamenti per Malaga, Atene, Minorca e Karpathos, la compagnia aerea amplia il proprio network internazionale dalla città scaligera e dà il via all'operatività delle novità annunciate per la stagione estiva, rafforzando ulteriormente la propria offerta verso Grecia e Spagna.
Ad aprire il programma è stato il volo inaugurale per Malaga, partito lo scorso 1° agosto e operato con due frequenze settimanali, ogni martedì e sabato. Ieri, 2 agosto, è stata la volta dei voli inaugurali per Atene e Minorca, entrambe destinazioni che tornano a essere servite da Verona, disponibili con doppia frequenza settimanale, la domenica e il giovedì. Infine, il prossimo 5 agosto prenderà il via anche la nuova rotta per Karpathos, operata ogni mercoledì.
Le inaugurazioni di agosto si inseriscono in un 2026 già ricco di novità per Volotea al Catullo. Nei mesi scorsi, infatti, la compagnia ha avviato il collegamento per Comiso, che ha segnato il ritorno della destinazione nel network veronese, e la nuova rotta internazionale per Aalborg, rafforzando ulteriormente l'offerta dello scalo.
“L’avvio di un nuovo collegamento è sempre un momento significativo perché rappresenta il risultato di un investimento concreto sul territorio e offre ai passeggeri nuove opportunità di viaggio – ha commentato Valeria Rebasti, international market director di Volotea –. Siamo felici di inaugurare queste quattro destinazioni da Verona: Malaga, Atene, Minorca e Karpathos arricchiscono ulteriormente il nostro network internazionale e confermano l’impegno della compagnia nel proporre collegamenti diretti verso destinazioni molto richieste dal mercato leisure”.
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Secondo gli ultimi dati pubblicati da Iata la domanda globale di trasporto aereo passeggeri è diminuita dell'1,7% a giugno 2026 rispetto allo stesso periodo del 2025. Questo calo si verifica in un contesto di indebolimento dei mercati interni in diverse economie principali e di traffico internazionale ancora ostacolato dalle tensioni in Medio Oriente .
Secondo Willie Walsh, ceo di Itala "La ripresa per le compagnie aeree mediorientali rimane fragile, soprattutto perché le rinnovate tensioni e l'aumento dei prezzi del carburante stanno ostacolando la ripresa. Si ritiene che questi fattori stiano traducendosi in tariffe più elevate per i viaggiatori ".
Domanda
La domanda totale, misurata in passeggeri-chilometro paganti (RPK), è diminuita dell'1,7% su base annua. Escludendo il Medio Oriente, il calo è stato solo dello 0,6%, evidenziando il contributo significativo della regione alle statistiche complessive. La capacità, espressa in posti-chilometro disponibili (ASK), è diminuita dell'1,3% rispetto a giugno 2025. Il fattore di carico medio è stato dell'84,2%, in calo di 0,4 punti percentuali su base annua.
I mercati interni
Secondo la Iata, la domanda interna ha registrato un calo più marcato, con i RPK (Revenue Passenger Kilometers) in diminuzione del 3,0% rispetto a giugno 2025. La capacità interna è diminuita del 2,4%, con un fattore di carico medio dell'84,0%, in calo di 0,5 punti percentuali. L'associazione attribuisce questa tendenza principalmente al calo dei mercati interni in Cina, Stati Uniti e Giappone, colpiti dall'aumento dei prezzi del carburante. Sottolinea inoltre che anche in questi mercati il fattore di carico si è deteriorato, nonostante la forte domanda in altri Paesi come il Brasile.
Dinamiche regionali contrastanti
A livello regionale, la situazione è molto eterogenea. In Africa, la domanda è aumentata del 3,8%, con un incremento della capacità del 4,7% e un fattore di carico del 73,9%. Nell'area Asia-Pacifico, i RPK sono diminuiti del 2,0%, in linea con una riduzione della capacità del 2,1%, con un fattore di carico dell'83,1%.
In Europa, la domanda è aumentata leggermente dello 0,8% e la capacità dell'1,4%, con un elevato fattore di carico dell'87,5%. Il Nord America ha registrato una diminuzione dei RPK dell'1,1%, con capacità stabile e un fattore di carico dell'86,1%.
Nonostante questo calo dell'1,7%, la Iata sottolinea che " le persone continuano a viaggiare ", contribuendo così alla crescita economica globale. L'organizzazione ritiene, tuttavia, che una stabilizzazione della situazione in Medio Oriente e la normalizzazione delle forniture di petrolio migliorerebbero significativamente le prospettive per le compagnie aeree.
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Fondo Tci: investiti 600 milioni di dollari negli hotel di lusso italiani
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