1 May 2026

Bacchetta, easyJet: «Oltre 18,5 milioni di passeggeri in Italia e load factor al 94,4%»

easyJet

Massimo riserbo sull’affaire Alitalia («l’interesse è confermato, ma il dossier è assolutamente confidenziale») così come sulla crescita e potenziale apertura di nuove basi in Italia («non diciamo mai di sì o di no, c’è ancora molto da fare su quelle già attive, ma certo guardiamo anche ad altre località»). François Bacchetta, direttore per l’Italia di easyJet, non si sbilancia sulla strategia futura, ma snocciola soddisfatto i numeri positivi registrati dal mercato italiano nell’anno fiscale chiuso lo scorso settembre, in linea con il trend positivo a livello globale che vede la compagnia macinare utili (+41% i profitti pre-tasse) . 

Quella italiana infatti «è stata una bella performance: il traffico passeggeri è aumentato di quasi il 9% (8,7%) per un totale di 18 milioni 500 mila; in aumento anche il laod factor che ha raggiunto il 94,4% (era al 93,1% l’anno precedente) e questo a fronte di un significativo aumento della capacità – abbiamo aperto 50 nuove rotte in Italia quest’anno, compreso il debutto su Alghero -. Ora, la domanda da e per l’Italia continua a seguire una buona direzione, le prenotazioni vanno bene, in linea con il trend generale. Questo è per noi un’ulteriore conferma della forza del nostro modello di business».

L’inverno, intanto, è già decollato con nuovi investimenti: «Significativo il numero dei collegamenti operati in esclusiva da easyJet come ad esempio il Venezia-Lanzarote e il Malpensa-Hurghada. Quest’ultimo, tra quelli appena lanciati, registra uno dei migliori trend di prenotazioni».

Unica nuvola all’orizzonte la sfida per decongestionare i cieli europei, «soprattutto in estate. Noi lavoriamo costantemente per migliorare le operazioni durante l’alta stagione estiva, per essere in orario, per garantire servizi servizi migliori, anche con un maggior numero di aeromobili in stand by, più piloti e assistenti di volo. Ma anche Atc (Air Traffic Control, ndr) dovrà adoperarsi per trovare soluzioni concrete, anche investendo in tecnologia e magari ampliando il personale. Questa sarà un’ulteriore sfida per l’Europa e per tutti i vettori».

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