16 April 2026

Federcongressi: cresce il comparto ma su alcuni target urgono azioni

Cresce il congressuale in Italia, ma calano gli eventi internazionali e quelli delle associazioni. Risultati in agrodolce per la quarta edizione dello studio dell’Osservatorio Italiano dei Congressi e degli Eventi-Oice, promosso da Federcongressi&eventi e realizzato dall’Alta Scuola di Economia e Relazioni Internazionali (ASERI) dell’Università Cattolica del Sacro Cuore.

«Rispetto all’anno precedente, l’internazionale ha avuto un calo, e internazionale vuol dire maggiore permanenza sul territorio e maggiore spesa – ha spiegato Alessandra Albarelli, presidente di Federcongressi&eventi -. L’impatto di un calo seppur minimo di eventi internazionali ci impone una riduzione dell’impatto economico del settore e del lavoro nelle imprese che di ricaduta operano nel congressuale. Puntiamo la lente di ingrandimento anche sulle associazioni, che dal 2015 al 2017 hanno registrato un calo del 9% ed è calato anche il numero di partecipanti. Nonostante quindi il trend favorevole della crescita complessiva del settore, questo delle associazioni internazionali è un dato che richiede interventi ad hoc. Le nazioni nostre competitor attirano i congressi associativi mettendo sul piatto incentivi economici e benefit. Queste buone prassi dovrebbero essere adottate in maniera strutturata anche dal nostro Paese per non fargli perdere competitività nonostante il suo universalmente riconosciuto appeal turistico».

Nel 2017 in Italia sono stati realizzati 398.286 tra congressi ed eventi segnando un +2,9% rispetto al 2016. Valori con segno più anche per il numero dei partecipanti, delle presenze e della durata complessiva degli eventi: i partecipanti sono stati 29.085.493 (+3,2%), le presenze 43.376.812 (+1,6%) e la durata complessiva è stata pari a 559.637 giornate (+2,8%).

Le aziende si confermano come i principali promotori di eventi, aumentando gli investimenti negli eventi come strumento di marketing e comunicazione: convention, meeting, lanci di prodotto promossi dalle aziende rappresentano il 64% degli eventi svolti in Italia nel 2017. Le associazioni (e in particolar modo le associazioni medico-scientifiche) sono il secondo promotore di eventi ma continuano a diminuire il proprio peso percentuale sul totale, mentre il terzo promotore per numero di eventi organizzati sono gli enti e le istituzioni di tipo governativo, politico, sindacale e sociale ai quali si attribuisce il 9,9% degli eventi, il 14,1% dei partecipanti e il 14,4% delle presenze.

«Per far crescere il congressuale, noi agiamo su vari fronti, dall'analisi dei dati Oice al lavoro di confronto continuo con gruppi di lavoro ad hoc e retreat delle varie categorie – ha continuato Alessandra Alborelli -. 
Lavoriamo poi su innovazione, marketing, formazione e snellimento e chiarezza delle norme, oltre alla valorizzazione delle destinazioni. Però vorremo che anche le istituzioni facessero la loro parte. 
Per noi le priorità che indichiamo sono: il bisogno di continuità, perché non si possono sempre fare azioni spot, e la velocità di azione, oltre all'efficacia. Sarebbe utile la formazione di un fondo 
che le destinazioni possano aver a disposizione, anche cofinanziandolo, per le candidature internazionali. Sono convinta che le risorse per questo nelle pieghe dei bilanci si possano trovare».
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