25 June 2026

Lazzerini: Alitalia e «l’italianità che funziona»

alitalia

Parola d’ordine Made in Italy e italianità. Fabio Lazzerini, chief commercial officer di Alitalia, a margine della presentazione a Milano delle nuove divise della compagnia, pone l’accento una volta di più sul messaggio che passa anche dalle nuove uniformi, dalla scelta della stilista («un’icona del Made in Italy come Alberta Ferretti»), ai materiali e all’azienda produttrice, tutti italiani.

«Parliamo di italianità perché commercialmente l’italianità funziona – afferma il cco -. Siamo italiani, se fossimo un paese senza stilisti, che ha cibo pessimo e nessuna storia del design allora dovremmo per forza guardare altrove…ma non è così». La stessa lounge di Roma Fiumicino inaugurata la scorsa settimana parla italiano, dalla poltrona Frau a Marazzi, uno dei più importanti gruppi per le ceramiche, solo per citare un paio di nomi. «Abbiamo quindi la materia prima nel nostro territorio già perfetta» riprende Lazzerini e per rimarcare quanto commercialmente l’italianità funzioni, basti pensare che «ci sono dei nostri concorrenti che hanno cambiato nome alla compagnia per metterci in qualche modo la parola Italia…» (il riferimento va naturalmente al cambio di nome da Meridiana a Air Italy, ndr).

Il concetto di italianità che traspare anche nelle nuove divise è un ulteriore passo dopo quelli già intrapresi nell’ultimo anno dalla compagnia: «Tutte le nostre campagne di comunicazione all’estero ruotano attorno al concetto di gateway to Italy, e cioè che si entra in aereo e si è già in Italia; ancora, l’investimento con Discover Italy insieme al Touring Club Italiano e al Gambero Rosso, e lo Stopover di Roma, per favorire il fermarsi nella città dei passeggeri che si collegano a livello intercontinentale. Sono tutti pezzettini che ci fanno sfruttare in positivo il fatto di essere italiani. Se poi ciò farà sì che gli italiani si affezionino ancora ad Alitalia sarà un ulteriore valore aggiunto».

E ad oggi i numeri sembrano seguire la direzione giusta: «Il fatturato dei primi tre mesi dell’anno è aumentato del 6,4%. Negli ultimi sette anni invece, l’andamento dei ricavi è sempre stato negativo». A chi chiede se ci sono preoccupazioni legate all’iter di vendita e alle future decisioni del nuovo Governo, benché sia materia dei commissari, «preoccupazione sarebbe veder calare passeggeri e fatturato, cosa che in questo momento non sta accadendo».

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