29 June 2026

Ciuoffo: «Conoscere i comportamenti dei turisti per migliorare gestione flussi»

Durante i mesi estivi, il rapporto residenti-turisti a Firenze diventa di circa due a uno; 3 turisti su 4 si concentrano ad Accademia, Uffizi e Palazzo Pitti; la Firenze Card ha incoraggiato la visita ai musei considerati ‘minori’ ma è diventata anche uno strumento per saltare le code (anche se solo da una minoranza, dato che in media gli utilizzatori visitano almeno 6 musei). Sono alcuni dei principali risultati della ricerca che è stata presentata alla Stazione Leopolda di Firenze nell’ambito dell’edizione 2017 di Sharing Tuscany. La ricerca analizza i movimenti dei turisti a Firenze provando a capire dove si concentrano nei vari momenti della giornata, quanti effettivamente affollano la città, da dove provengono e dove vanno dopo, quanto si fermano e cosa visitano durante il loro soggiorno. Un tipo di indagine unico nel suo genere. Il gruppo di studio, che fa parte del programma di Data Science for Social Good avviato dall’Università di Chicago nel 2013 per formare data scientists su progetti che hanno un elevato impatto sociale, ha deciso di scegliere Firenze considerando le peculiarità e l’impatto che il movimento turistico ha generato nel suo centro storico negli ultimi anni. Lo studio prova a fare una fotografia quanto possibile accurata sui comportamenti dei visitatori a Firenze utilizzando come base i dati delle tracce digitali (Visitatori Musei, Utenti Firenze Card, Utenti Uffici Informazioni, Arrivi Aeroporto, Arrivi Bus turistici, Arrivi Navi da crociere) e quelli provenienti dalle reti mobili. Dati raccolti grazie alla partnership con Toscana Promozione e alla collaborazione con il Comune di Firenze. «Un utilizzo di questi dati – ha commentato l’assessore regionale al turismo Stefano Ciuoffo – permetterebbe ad esempio ai musei, e ad altri luoghi di grande interesse turistico, di gestire in modo migliore i flussi durante la giornata, di decongestionare i momenti di punta e di creare un sistema per dare questo tipo di informazione al pubblico e cercare così di indirizzarli verso i luoghi meno affollati. Ad esempio attraverso la creazione di app o dando informazioni sul web per suggerire itinerari alternativi, con vantaggi reciproci. Oppure per pianificare al meglio la visita in determinati luoghi minimizzando i tempi di attesa». In definitiva, la possibilità di raccogliere dati più puntuali permetterebbe di costruire sistemi di monitoraggio dotati di un elevato grado di affidabilità per la misurazione di comportamenti e spostamenti.

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