25 August 2026

Fiavet chiede una proroga di 20 giorni per lo spesometro

de ria, fiavet nazionale

La Fiavet ha presentato un’istanza all’Agenzia delle Entrate per chiedere un’ulteriore dilazione di altri 20 giorni del termine per l’invio dei dati relativi allo “spesometro”. Considerando insufficiente la proroga prevista al prossimo 5 ottobre e chiedendo nuovamente la sospensione dell’applicazione delle sanzioni estremamente gravose per gli invii relativi all’anno 2017.

Fiavet Nazionale aveva già sollecitato una richiesta di chiarimenti in merito a numerosi dubbi sul corretto adempimento della comunicazione dei dati, le cui risposte sono arrivate lo scorso 12 settembre e pubblicate sul sito dell’Agenzia delle Entrate solo in data 22 settembre, praticamente a meno di una settimana dalla scadenza programmata di invio e quindi con un tempo limitato per concedere alle agenzie di viaggi di potersi adeguare di conseguenza.

La premessa di tale istanza deriva dal riscontro effettivo di una serie di criticità e difficoltà operative a carico delle agenzie stesse, tra cui in primis l’obbligo di emissione di fattura, di cui all’art 74-ter DPR 633/1972, previsto anche nei confronti di viaggiatori, non soggetti passivi d’imposta, e anche quando gli stessi non ne facciano espressa richiesta. Mettendo in evidenza come ci si trovi nella fattispecie di vero e proprio corrispettivo, per il quale è invece prevista l’esclusione dall’obbligo di adempimento della comunicazione dati fatture.

Senza sottovalutare anche le difficoltà operative nella raccolta dei dati anagrafici dei singoli clienti privati, sia nazionali che esteri. Oltre alla corretta identificazione della documentazione ricevuta da strutture o fornitori di servizi esteri, da ritenersi o meno fatture oggetto di obbligo di comunicazione all’Agenzia delle Entrate.

A questo si aggiunge il blocco del portale dell’Agenzia delle Entrate dal 22 al 25 settembre, che ha reso impossibile l’invio telematico dei file contenenti i dati.

«Riteniamo ci siano tutti gli estremi per un’attenta valutazione e soluzione di quanto sottoposto e ancora una volta sottolineato – ha dichiarato Jacopo De Ria, presidente Fiavet Nazionale – e confidiamo nella massima collaborazione da parte dell’Agenzia delle Entrate».

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Il Trentino-Alto Adige è indicato tra le aree montane che stanno beneficiando maggiormente della domanda turistica legata al caldo, come già aveva evidenziato il ministero del turismo/Enit.\r\n\r\n“I dati di Assoturismo Confesercenti confermano una tendenza che ormai non può più essere considerata episodica – commenta Massimiliano Peterlana, presidente Bitm e vicepresidente vicario di Confesercenti del Trentino – La montagna è diventata una destinazione turistica sempre più importante anche durante l’estate.\r\n\r\n\"Un tema sul quale, proprio in questi giorni, anche Uncem sta riflettendo, attraverso un sondaggio pubblico rivolto a tutti, per capire come sia andato il turismo in montagna nell’estate 2026 e, soprattutto, per raccogliere indicazioni su cosa serva per affrontare i prossimi anni. Al centro della riflessione ci sono anche il governo dei flussi, gli investimenti necessari nei territori, la distribuzione delle presenze e il tema, sempre più attuale, di come conciliare l’attrattività turistica con le esigenze delle comunità che vivono la montagna tutto l’anno”.\r\nGovernare i flussi\r\nDati che, sottolinea Peterlana, rappresentano una buona notizia, ma vanno anche letti con attenzione: “La montagna si sta trasformando, in qualche modo, in un vero e proprio “rifugio climatico” – spiega – Proprio perché questa tendenza rappresenta una grande opportunità, è necessario guardarla con senso critico. Il rischio, infatti, è che alla crescita della domanda debba corrispondere una capacità altrettanto efficace di governare i flussi. Lo abbiamo visto anche recentemente, con episodi di forte congestione e code che hanno interessato alcune delle località più frequentate.\r\n\r\n\"Alcune destinazioni possono trovarsi a gestire picchi di presenze concentrati in periodi molto brevi, con conseguenze sulla mobilità, sui servizi, sull’ambiente e sulla qualità dell’esperienza turistica. A questo si aggiunge il rischio che una domanda crescente venga ulteriormente alimentata da operazioni commerciali che, se non accompagnate da una visione complessiva, possono accentuare la concentrazione anziché favorire una distribuzione più equilibrata delle presenze». La sfida, prosegue Peterlana, è quindi portare «il turismo giusto, nel momento giusto e nei luoghi giusti”.","post_title":"Assoturismo: gli incrementi turistici maggiori li fa la montagna (+2,3%)","post_date":"2026-08-24T13:48:40+00:00","category":["enti_istituzioni_e_territorio"],"category_name":["Enti, istituzioni e territorio"],"post_tag":[]},"sort":[1787579320000]}]}}