29 June 2026

Crisi Airberlin: analogie e differenze con il caso Alitalia

Airberlin e Alitalia. Due vettori con storie e percorsi differenti per tanti versi ma uniti, in questa fase, da almeno tre comuni denominatori.

Il primo, lampante, è lo status di difficoltà in cui versano entrambe le compagnie. Al secondo posto – ma senza alcun ordine di grandezza – va rilevato il nome dell’azionista forte, Etihad mentre, in terza battuta, il difficoltoso dialogo con le istituzioni e la ricerca di aiuti statali.
Ma andiamo con ordine.
Il vettore tedesco sta vivendo un momento di riorganizzazione cercando di concentrare gli sforzi sulle rotte europee e sul lungo raggio.
Etihad, dopo nuove iniezioni di capitale, con 350 milioni di euro versati nelle casse Airberlin il mese scorso e dopo aver acquistato le quote detenute dalla compagnia di un altro vettore tedesco, Niki, pensa a piani diversi per il gap economico delle due compagnie.
Nessun dietrofront per l’azionista del Golfo quindi ma percorsi separati per evitare che affondino due barche su due.
Una decisione che ha probabilmente spinto i vertici di Airberlin a cercare aiuto nelle risorse dello Stato che, nel caso tedesco, vuol dire ai governi regionali di Berlino e del Nord del Reno dove trovano casa i due hub della compagnia, Berlino per l’appunto e Düsseldorf e buona parte dei dipendenti.
La richiesta parrebbe esigua, circa 120 milioni di euro, secondo quanto riporta la stampa tedesca ma i rappresentanti politici delle due regioni restano abbottonati, preoccupati dal debito di 1,3 miliardi di euro accumulato nel corso delle ultime stagioni e a fronte di aiuti statali già pervenuti e – come per Alitalia – mal gestiti.

Etihad garantisce copertura per altri 18 mesi di attività, periodo che non permette ad Airberlin di dormire sonni tranquilli e spinge la compagnia a cercare nuove partnership, come Lufthansa che però non ha ancora sciolto le riserve.

Da ultimo il capitolo operatività. Come l’Alitalia dei commissari continua a volare, anche Airberlin ha aggiustato nuovamente il tiro dopo la “separazione” con Niki ed è tornata a garantire il normale svolgimento delle operazioni di volo.
Inoltre, stando a quanto dichiara il coo Götz Ahmelmann al  giornale tedesco di settore Fvw, «abbiamo la situazione sotto controllo, stiamo volando e possiamo programmare nuovamente: abbiamo preso 700 addetti aggiuntivi e affittato, in wet lease, sei aeromobili».

Macchine necessarie per affrontare gli impegni dell’alta stagione, noleggiati proprio dal “cugino di sventure” Alitalia.

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