14 May 2026

Crisi Airberlin: analogie e differenze con il caso Alitalia

Airberlin e Alitalia. Due vettori con storie e percorsi differenti per tanti versi ma uniti, in questa fase, da almeno tre comuni denominatori.

Il primo, lampante, è lo status di difficoltà in cui versano entrambe le compagnie. Al secondo posto – ma senza alcun ordine di grandezza – va rilevato il nome dell’azionista forte, Etihad mentre, in terza battuta, il difficoltoso dialogo con le istituzioni e la ricerca di aiuti statali.
Ma andiamo con ordine.
Il vettore tedesco sta vivendo un momento di riorganizzazione cercando di concentrare gli sforzi sulle rotte europee e sul lungo raggio.
Etihad, dopo nuove iniezioni di capitale, con 350 milioni di euro versati nelle casse Airberlin il mese scorso e dopo aver acquistato le quote detenute dalla compagnia di un altro vettore tedesco, Niki, pensa a piani diversi per il gap economico delle due compagnie.
Nessun dietrofront per l’azionista del Golfo quindi ma percorsi separati per evitare che affondino due barche su due.
Una decisione che ha probabilmente spinto i vertici di Airberlin a cercare aiuto nelle risorse dello Stato che, nel caso tedesco, vuol dire ai governi regionali di Berlino e del Nord del Reno dove trovano casa i due hub della compagnia, Berlino per l’appunto e Düsseldorf e buona parte dei dipendenti.
La richiesta parrebbe esigua, circa 120 milioni di euro, secondo quanto riporta la stampa tedesca ma i rappresentanti politici delle due regioni restano abbottonati, preoccupati dal debito di 1,3 miliardi di euro accumulato nel corso delle ultime stagioni e a fronte di aiuti statali già pervenuti e – come per Alitalia – mal gestiti.

Etihad garantisce copertura per altri 18 mesi di attività, periodo che non permette ad Airberlin di dormire sonni tranquilli e spinge la compagnia a cercare nuove partnership, come Lufthansa che però non ha ancora sciolto le riserve.

Da ultimo il capitolo operatività. Come l’Alitalia dei commissari continua a volare, anche Airberlin ha aggiustato nuovamente il tiro dopo la “separazione” con Niki ed è tornata a garantire il normale svolgimento delle operazioni di volo.
Inoltre, stando a quanto dichiara il coo Götz Ahmelmann al  giornale tedesco di settore Fvw, «abbiamo la situazione sotto controllo, stiamo volando e possiamo programmare nuovamente: abbiamo preso 700 addetti aggiuntivi e affittato, in wet lease, sei aeromobili».

Macchine necessarie per affrontare gli impegni dell’alta stagione, noleggiati proprio dal “cugino di sventure” Alitalia.

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Siamo andati ben oltre il dovuto, investendo una cifra importante per provvedere al rientro di tutti nel più breve tempo possibile. Nel periodo seguente abbiamo lasciato sul campo qualcosa come 3,5-4 milioni di euro in cancellazioni, da sommarsi ai 5 milioni di mancate conferme persi negli ultimi due mesi lato t.o.».\r\n\r\nInoltre, l'effetto domino creato dai problemi registrati dai tre principali vettori mediorientali - Emirates, Qatar Airways ed Etihad - ha avuto ripercussioni importanti in tutte le rotte a est, «con ad esempio cali dell'80% sulle Maldive» sottolinea Curzi. In verità, uno dei nodi principali ancora da sciogliere riguarda proprio la condotta delle compagnie aeree: «sono fuori controllo. In alcuni casi il costo dei biglietti è raddoppiato.; si è arrivati a spendere 2.500 euro per un biglietto in economy per la Repubblica Dominica. Con questi prezzi, è chiaro che il mercato ha registrato una battuta d'arresto, indipendentemente dalle tensioni geopolitiche e dalle informazioni spesso allarmistiche che hanno finito per danneggiare anche destinazioni che nulla avevano a che vedere con le zone teatro del conflitto».\r\n\r\nAl momento, una lenta ripresa è cominciata. «Cina, Giappone ma anche l'America Latina con il Perù  stanno ottenendo risultati brillanti. Anche il Canada sta riscuotendo grande interesse. Gli Stati Uniti, nostra prima destinazione, già da tempo erano in calo, anche se in numeri assoluti continuano a essere un nostro prodotto di punta. Stiamo invece spingendo sui Caraibi con attività in collaborazione con enti del turismo e vettori».\r\n\r\nTutto è però proiettato a dopo l'estate. «Sarà il vero spartiacque per capire come andremo a chiudere il 2026. Per intanto, confermo un'accelerazione di preventivi e prenotazioni per il prossimo inverno, che riguarda anche destinazioni attualmente un po' ferme come Emirati o Maldive». Cresce anche la quota media pratica, attualmente pari a circa 3.800 euro a persona, che potrebbe contribuire a migliorare ulteriormente il giro d'affari totale, nel 2025 pari a 160 milioni di euro","post_title":"Curzi, Idee per Viaggiare: «Compagnie aeree fuori controllo»","post_date":"2026-05-11T15:33:36+00:00","category":["tour_operator"],"category_name":["Tour Operator"],"post_tag":[]},"sort":[1778513616000]}]}}