29 June 2026

Travel Trends Index: in aprile i viaggi sono cresciuti rispetto al 2016

Fiere & Eventi

Roger J.Dow, presidente e ceo di U.S. Travel

Secondo l’ultimo indice di Travel Trends Index (TTI) della U.S. Travel Association, in aprile 2017, sono arrivati più visitatori internazionali di quanti previsti (+4%), ma nonostante questo dato, maturato in precedenza, la U.s Travel definisce le aspettative di una crescita rallentata a causa delle reazioni alle controverse misure prese dal Presidente Trump su viaggi e immigrazione il 27 gennaio scorso.
Il dato di aprile è dovuto al fatto che il visitatore internazionale medio pianifica e prenota con una media di circa 60 giorni prima del viaggio stesso.
«Siamo sorpresi da questi dati – ha dichiarato Roger J.Dow, presidente e ceo di U.S. Travel – da più parti si è rilevato che le azioni dell’amministrazione, in materia di viaggi, hanno danneggiato il “brand” America all’estero, ma stiamo rilevando una certa resilienza del settore per quel che attiene i viaggi verso gli Stati Uniti».
Roger J. Dow, uno dei protagonisti della politica turistica americana ha poi aggiunto: «Anche se siamo incoraggiati da queste cifre continueremo a sollecitare la pubblica amministrazione a inviare pubblicamente il messaggio che, se gli Stati Uniti sono chiusi a tutto ciò che è “insicuro” restano aperti per il business, perché i 15,3 milioni di posti di lavoro che dipendono dal settore viaggi è pensabile metterli a rischio».
Dow ha sottolineato le osservazioni del segretario del commercio americano Wilbur Ross intervenuto di persona all’ IPW che di fronte a oltre seimila testimoni ha dichiarato che l’Amministrazione Trump comprende benissimo l’importanza dei viaggi internazionali negli Stati Uniti e il ruolo che il turismo riveste nello stimolare l’economia americana, aumentare le esportazioni e sostenere posti di lavoro.
Nonostante l’apprezzabile crescita internazionale di viaggi nel mese di aprile, in complesso il tasso di crescita anno su anno è stato certamente più basso, come quello mese su mese. La crescita del turismo domestico è rimasta forte. In ultima analisi, le previsioni fino a ottobre vedono una crescita dell’1.8%, moderata sì, ma interessante comunque.

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La proiezione a fine stagione risulta, invece, leggermente più ottimista per le imprese del Mezzogiorno sul fronte degli arrivi, mentre pressoché allineata a quella dei campeggi e villaggi del Nord Est per gli altri indicatori.\r\n“Il 2026 si sta delineando come l’anno dei laghi al Nord, della stabilità dei dati positivi degli anni precedenti al Centro e al Sud, del turismo di prossimità in tutta Italia, dettato anche dalla situazione di incertezza geopolitica – spiega Alberto Granzotto, presidente Faita Federcamping e vicepresidente Confturismo-Confcommercio – L’ultimo ponte di giugno ha inaugurato un trend in decisa crescita rispetto al 2025 in tutte le località, segno che gli investimenti effettuati soprattutto dalle strutture di media-grande dimensione in termini di sostenibilità a tutto campo, e di qualità dei servizi, ripagano”.\r\nLo scorso anno l’open air a chiusura di stagione aveva fatto complessivamente registrare nelle circa 2600 aziende del settore che offrono quotidianamente 1,3 milioni di posti letto, oltre 11,2 milioni di arrivi per poco meno di 74 mln di presenze, con una media di soggiorno pari a 6,6 notti per ospite, per un fatturato complessivo di oltre 8 miliardi di euro, indotto compreso.","post_title":"Federcamping: il 2026 si sta delineando come l'anno dei laghi","post_date":"2026-06-25T10:30:00+00:00","category":["enti_istituzioni_e_territorio"],"category_name":["Enti, istituzioni e territorio"],"post_tag":[]},"sort":[1782383400000]},{"_index":"travelquotidiano","_type":"post","_id":"517484","_score":null,"_source":{"blog_id":1,"post_content":"Un grande gruppo, ben strutturato, che dopo un importante piano di rebranding si propone al mercato italiano con una potenza di fuoco di 12 marchi, suddivisi fra Luxury (Anantara, Elewana, The Wolseley, Tivoli, Minor Reserve Collection), Premium (Nh Collection, Nhow, Avani, Colbert) e Select (Nh Hotels & Resorts, Oaks, iStay): Minor Hotels arriva a Milano forte di un importante piano di investimenti sull’Italia e di un rinnovato interesse per il trade.\r\n\r\nA documentare il progetto di espansione internazionale, insieme a Marco Gilardi, operation director Italy & Usa di Minor Hotels Europe & Americas, alcuni rappresentanti del gruppo fra i quali Irene Fernandez, vp public relations & communications Nh Hotel Group Headquarters e Andrea Granja, marketing, pr and communication manager di Tivoli Hotels & Resorts.\r\n\r\n«Sotto il cappello del gruppo Minor – spiega Gilardi – si concentra un mix di strutture di diverso livello, ideali ad accontentare target differenti. Ogni brand conserva una sua identità specifica e attraverso la piattaforma di Minor è possibile indirizzare il consulente di viaggio verso la struttura tagliata sulle esigenze del singolo cliente». La potenza di fuoco del gruppo è amplificata dal fatto di avere un sito web unificato e un programma fedeltà unico, ai quali si aggiunge anche Minor Pro Agencies Programme, il programma specifico riservato alle agenzie di viaggio.\r\n Focus lusso\r\nInnegabile che l’avventura del gruppo stia vivendo un importante sviluppo nel segmento lusso: «Attualmente Tivoli e Nh Collection sono i brand che stanno performando meglio quanto a ricavi e prezzo medio – dice Gilardi -. 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Questo trend riguarda anche i segmenti corporate e Mice, con le aziende che spesso dedicano all’ultimo minuto un budget ai viaggi».\r\nItalia in crescita\r\nL’andamento del nostro mercato è comunque positivo: «Quello italiano è fra i bacini internazionali che si stanno muovendo meglio»  malgrado la difficile congiuntura geopolitica. «Nel primo semestre dell’anno l’adr è cresciuto in media del 6%, ovviamente trainato da alcune località come la Sicilia, soprattutto nel secondo trimestre dell’anno. Ottimi numeri anche su Napoli, Venezia, Torino. Meno bene Milano, che ha registrato valori un po’ più bassi rispetto al prezzo medio. A spingere i numeri sicuramente i grandi eventi, come la Biennale di Venezia o le Olimpiadi invernali».\r\n\r\nA fronte di questi risultati, il piano di espansione continua: «A fine anno dovremmo raggiungere le 63 strutture in Italia, per arrivare entro il 2030 a toccare la soglia delle cento. 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