19 maggio 2017 14:55
South African Tourism – South Europe ha scelto l’agenzia milanese Aigo per supportare la strategia di promozione in Francia, Italia e Spagna; Aigo sarà coadiuvata da due membri del network Pangaea, di cui Aigo è co-fondatore, ovvero Indigo Consulting in Francia e The Blueroom Project in Spagna. «I mercati dell’Europa del Sud producono circa 290 mila arrivi all’anno, con un tasso di crescita di circa il 7,5% negli ultimi 4 anni -ha dichiarato Bashni Muthaya, regional manager South Europe dell’ente sudafricano -. Vogliamo migliorare ulteriormente questi risultati per dare, come area, un contributo significativo al raggiungimento dell’obiettivo globale di 5 milioni di turisti aggiuntivi in 5 anni. Abbiamo condiviso con Aigo la strategia per i prossimi tre anni, con un approccio diversificato per ogni mercato che rafforzi i canali di distribuzione, migliori la conoscenza della destinazione da parte del trade e inizi a costruire una relazione con i nostri potenziali visitatori». «E’ una storia lunga quella che lega Aigo alla promozione del Sudafrica: un rapporto che è cominciato già negli anni ’90 quando abbiamo promosso sul mercato italiano una nota catena alberghiera sudafricana -spiega Massimo Tocchetti, presidente di Aigo -. Insieme ai nostri colleghi di Pangaea abbiamo formato un ottimo team: Indigo Consulting supporterà Sa Tourism in Francia attraverso attività di media relation e digital pr; The Blueroom Project avrà il compito di implementare il lancio della destinazione in Spagna; il nostro team in Italia, oltre a coordinare i mercati, dovrà invece occuparsi di contribuire alla crescita della destinazione in un mercato già maturo. E’ una straordinaria avventura che siamo felici di iniziare». Nel prossimo mese, il management di Sa Tourism sarà presente nei mercati per presentare e discutere con i key partner la strategia e i piani di promozione dei prossimi tre anni e porre così le basi di una collaborazione mirata a una crescita sostanziale.
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[post_content] => E' arrivata dalla Commissione europea l'autorizzazione all'utilizzo del carburante Usa, per affrontare la potenziale, futura carenza di jet fuel. Il bollettino diffuso dall’Agenzia europea per la sicurezza aerea apre quindi al “Jet A”, normalmente impiegato negli Stati Uniti e in Canada: gli aeroporti e le compagnie europee operano storicamente con il “Jet A-1”, ma la scarsità del prodotto sta spingendo Bruxelles e le autorità del settore a valutare soluzioni alternative per evitare ulteriori problemi al trasporto aereo.
C'è però da considerare gli avvertimenti dell'Easa, secondo la quale il documento non rappresenta un’autorizzazione generalizzata né un invito ad abbandonare il carburante tradizionale. Si tratta piuttosto di una misura temporanea e operativa, destinata a gestire l’emergenza almeno fino alla prossima stagione invernale, salvo eventuali modifiche in base all’evoluzione delle forniture.
Le deroghe di Bruxelles
Parallelamente anche la Commissione europea è intervenuta con alcune indicazioni rivolte al comparto dei trasporti. Bruxelles ha infatti previsto deroghe temporanee alle regole del programma ReFuelEu Aviation, in particolare all’obbligo di imbarcare almeno il 90% del carburante previsto negli aeroporti di partenza. L’obiettivo è alleggerire la pressione sugli scali che stanno registrando carenze di cherosene e consentire alle compagnie di gestire con maggiore flessibilità le rotte considerate più critiche.
Secondo l’Easa il problema non riguarda tanto l’utilizzo del Jet A in sé, quanto il rischio di confusione in un sistema europeo costruito da anni attorno al Jet A-1. Se equipaggi, tecnici o operatori aeroportuali dovessero pianificare un volo pensando di avere a bordo un carburante con determinate caratteristiche, mentre nei serbatoi fosse presente un prodotto diverso, potrebbero emergere problemi operativi e di sicurezza.
L’Agenzia parla apertamente di possibili criticità legate all’aeronavigabilità, alla comunicazione tra operatori e ai cosiddetti “fattori umani”, cioè errori derivanti da procedure non aggiornate o da informazioni incomplete.
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Una sfida che Bwh Hotels è pronto a sostenere con una presenza capillare: l’operazione valorizza l’intero network di circa 200 hotel del gruppo, con un focus particolare sulle circa 50 strutture presenti nelle destinazioni toccate dal percorso. L’impegno supera i confini nazionali fin dai primi colpi di pedale, coinvolgendo anche 6 hotel in Bulgaria, sotto la guida della divisione italiana da meno di un anno e già pienamente integrati nei flussi operativi del gruppo.
I numeri del Giro
Questo scenario si inserisce in un contesto di straordinaria vitalità: secondo i dati di Ifis Sport, l’edizione 2025 del Giro d’Italia ha generato un impatto economico record di 2,1 miliardi di euro. L’evento continua a dimostrarsi un volano formidabile per il turismo: il report evidenzia una crescita costante degli spettatori live, che lo scorso anno sono stati 2,3 milioni, con un incremento del 4,5% rispetto al 2024. Oltre all'impatto immediato, il Giro agisce come un potente strumento di marketing territoriale: il report “Osservatorio sullo sport system italiano” di Banca Ifis stimava che ben 618.000 spettatori tornano nei luoghi visitati entro 12-18 mesi, mentre 1,8 milioni scelgono nuove destinazioni, ispirati dalle immagini viste in tv.
«Entusiasti dell’esperienza positiva dello scorso anno, torniamo sulle strade del Giro d’Italia con un ruolo ancora più centrale - ha dichiarato Sara Digiesi, ceo di Bwh Hotels Italy & See -. Questo sodalizio rappresenta un’opportunità strategica di networking e visibilità per le nostre strutture, capace di generare flussi turistici incrementali e valore reale per gli albergatori. È un investimento nel legame tra sport e territorio che tocca tutte le destinazioni del percorso, dalla Bulgaria fino a Roma rendendo protagonisti i nostri hotel. Un impegno che vede in prima linea anche le strutture bulgare, generando sinergie tra i paesi che gestiamo da soli pochi mesi».
Matteo Mursia, chief revenue officer di RcsSports & Events, ha aggiunto: «Siamo molto orgogliosi per il rinnovo della partnership con Bwh Hotels, che conferma il valore strategico della nostra piattaforma. L’autorevolezza di Best Western garantisce al Giro d’Italia e a tutti i suoi stakeholder un costante standard d'eccellenza sia in Italia che all'estero. Siamo certi che questa sinergia saprà esaltare il binomio tra sport, in particolare il ciclismo, e turismo».
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A un mese dal suo insediamento come area manager per Italia e Malta di Royal Jordanian, Hamza Abzakh si presenta al trade italiano portando con sé una lunga esperienza all’interno della compagnia, maturata anche sul mercato libanese.
Negli ultimi anni, in uno scenario internazionale complesso, Royal Jordanian ha garantito la continuità delle proprie operazioni. «Non abbiamo mai interrotto completamente le attività, se non nei casi in cui alcuni aeroporti sono stati chiusi per ragioni legate allo spazio aereo. Per il resto abbiamo continuato a volare, soprattutto in Europa, assicurando la massima regolarità possibile».
Uno scenario non privo di criticità, in particolare sul fronte dei costi. «L’aumento del prezzo del carburante ha avuto un impatto importante. Abbiamo lavorato per gestire al meglio sia il fuel sia i costi assicurativi, con l’obiettivo di contenere gli effetti sulle tariffe. Tuttavia, gli aumenti sono stati inevitabili, anche se differenziati a seconda delle aree».
Italia mercato chiave e sviluppo del network
Nonostante ciò, la compagnia guarda avanti, puntando con decisione sul rilancio del turismo verso la Giordania. «Il Paese si è confermato una delle destinazioni più sicure della regione. Il turismo non si è mai fermato del tutto: abbiamo registrato solo una lieve flessione, più legata a una generale cautela nei viaggi che a timori specifici. Ora ci aspettiamo una ripresa della domanda».
In questa direzione, Royal Jordanian sta lavorando a stretto contatto con il trade. «Sono in programma diverse iniziative con i partner italiani e i tour operator, che conoscono bene la destinazione e sono pronti a rilanciare i programmi».
Parallelamente, la compagnia prosegue il piano di rinnovamento della flotta. «Abbiamo già introdotto nuovi aeromobili e aggiornato gran parte della flotta con servizi moderni: nuovi sedili, sistemi di intrattenimento e Wi-Fi. Anche la flotta Airbus è stata rinnovata con A320 e A321 di nuova generazione».
Sul lungo raggio, l’attenzione è rivolta ai Boeing 787. «Stiamo aggiornando gli interni dei 787 con le tecnologie più avanzate e prevediamo l’arrivo di nuovi 787-9, più capienti, per sostenere l’espansione del network».
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Guardando avanti, il piano industriale è chiaro: «Entro il 2028 puntiamo a una flotta di 40–45 aeromobili, tra Embraer, Airbus e Boeing 787, per coprire tutte le tipologie di rotte».
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Sul piano operativo, la compagnia ha dimostrato capacità di adattamento. «Non abbiamo cancellato voli, ma modificato alcune rotte quando necessario, mantenendo la continuità delle operazioni e garantendo collegamenti efficienti e sicuri».
(Quirino Falessi)
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[post_content] => Auberge Collection fa il suo ingresso nel mercato africano con il debutto di Auberge Safari, una nuova struttura che comprende nove campi e lodge nella Tanzania settentrionale.
Come riporta TravelWeekly, questa operazione riunisce sotto l'egida di Auberge due operatori di safari già presenti nell'Africa orientale, Legendary Expeditions e Chem Chem Safari. Le loro proprietà si estendono su diverse aree selvagge della Tanzania, tra cui il parco nazionale del Serengeti, l'area protetta della fauna selvatica del Greater Mwiba e l'area di gestione della fauna selvatica di Burunge.
Le nove strutture
Le nove strutture che compongono l'Auberge Safari sono il Mwiba Lodge, il Mwiba Plains, il Mila, il Nyasi, il Songa, il Legendary Lodge, il Chem Chem Lodge, il Little Chem Chem e il Forest Chem Chem. La loro offerta comprende esperienze come safari per assistere alla grande migrazione, attraversamenti fluviali, safari a piedi, cene nella savana, interazioni culturali con le comunità locali.
Secondo Auberge, i soggiorni presso le strutture Auberge Safari contribuiranno a sostenere due organizzazioni per la conservazione: il Friedkin Conservation Fund , che si concentra sulla Greater Mwiba Protected Wildlife area, e la Chem Chem Association, che si impegna a proteggere la Burunge Wildlife Management area. Entrambi i gruppi collaborano inoltre con le comunità locali per promuovere mezzi di sussistenza sostenibili.
Auberge Collection possiede attualmente 39 strutture in tutto il mondo. Sia Auberge Collection che Legendary Expeditions fanno parte del gruppo di aziende Friedkin.
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[post_content] => Emirates sta progressivamente ripristinando la quasi totalità delle sue operazioni, arrivando a riattivare il 96% del network globale. Nelle ultime settimane, la compagnia aerea ha infatti ripreso diversi collegamenti in America, Europa, Africa, Asia occidentale, Medio Oriente/Gcc Estremo Oriente e Australasia.
Oggi, si legge in una nota ufficiale del vettore di Dubai, Emirates opera su 137 destinazioni in 72 paesi, con oltre 1.300 frequenze settimanali, che rappresentano il 75% della capacità pre-interruzione
Durante la crisi che ha coinvolto la regione - nel periodo compreso tra il 1° marzo e il 30 aprile 2026 - e nonostante operasse con un operativo voli ridotto, Emirates ha trasportato 4,7 milioni di passeggeri.
Il ripristino delle operazioni è successivo alla revoca di tutte le restrizioni di volo nello spazio aereo degli Emirati Arabi Uniti: l'Autorità Generale per l'Aviazione Civile (Gcaa) ha confermato lo scorso 2 maggio che le normali operazioni di navigazione aerea sono riprese a seguito di un'analisi approfondita delle condizioni operative e di sicurezza.
«Siamo lieti di annunciare la piena ripresa delle normali operazioni di navigazione aerea nello spazio aereo degli Emirati Arabi Uniti. A seguito di una valutazione completa delle condizioni operative e di sicurezza, abbiamo ufficialmente revocato le misure precauzionali temporanee precedentemente in vigore» ha spiegato la Gcaa in un comunicato.
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[post_content] => Vueling ha lanciato Vueling Holidays, la nuova piattaforma di viaggi organizzati sviluppata in collaborazione con Ávoris, con la quale la compagnia aerea del gruppo Iag compie un passo decisivo nella sua strategia di diversificazione. Il sito web, la cui creazione è stata svelata da Preferente, ha iniziato il suo percorso con un progetto pilota che verrà progressivamente ampliato nei prossimi mesi.
La piattaforma
La piattaforma, gestita dall'agenzia di viaggi online TuBillete, permette agli utenti di prenotare pacchetti volo+hotel per destinazioni servite dalla compagnia aerea low-cost. In seguito, verranno aggiunti altri servizi complementari come trasferimenti, attività e noleggio auto, il tutto incluso nello stesso pacchetto. I clienti potranno inoltre accumulare punti Avios per ogni prenotazione.
Questa mossa mette Vueling in diretta concorrenza con altre compagnie aeree che hanno già scelto di integrare l'intera filiera di viaggio nei propri siti web, come ad esempio Air Europa, easyJet, Jet2 o Ryanair,.
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I rappresentanti del mondo del tour operating non ci stanno. A poco più di due mesi dallo scoppio del conflitto in Medio Oriente, il coro che si leva è quasi unanime. Fra le ultime dichiarazioni pubblicate sui social c'è quella di Alessandro Simonetti, amministratore unico di World Explorer - African Explorer.
In un intervento sul suo profilo Linkedin, Simonetti tuona: «E' ora di smetterla di giocare in difesa. Il turismo organizzato merita rispetto. Ancora una volta, puntuale come l'estate, assistiamo al solito "terrorismo mediatico" dei grandi quotidiani nazionali. Titoli allarmistici, pericoli ovunque e un messaggio subliminale neanche troppo sottile: "Restate in Italia, che fuori è un inferno"».
«Sia chiaro - prosegue Simonetti nel post -: i problemi esistono e vanno gestiti. Ma qui siamo davanti a una narrazione che puzza di protezionismo spicciolo. A chi giova questo clima di paura? A chi vuole convincere gli italiani che varcare il confine sia un azzardo patriottico. Si maschera la "paura dell'estero" come sostegno all'economia nazionale, ignorando che il turismo è libertà di scelta, non un obbligo autarchico. Chi oggi prenota un viaggio complesso in Uganda o in Giappone non è lo stesso cliente che cerca il weekend last-minute in Puglia o Sicilia. Noi operatori del turismo organizzato viviamo di professionalità e garanzie, non di confini chiusi»
«Stop al piede in due scarpe»
«Basta con il "piede in due scarpe". Non possiamo più permetterci il silenzio. Le nostre associazioni di categoria devono smetterla di stare a guardare nella vana speranza di intercettare qualche briciola di turismo domestico "per disperazione". Dobbiamo pretendere una posizione chiara dai ministeri competenti e dai media: stop alla demonizzazione dei viaggi all'estero. Tutela reale per chi il turismo lo fa seriamente, garantendo sicurezza e assistenza ai viaggiatori ovunque nel mondo. Riconoscimento del valore strategico delle agenzie e dei t.o., che sono i primi garanti di un’economia del viaggio sana e consapevole.
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[post_content] => In principio fu 'Crocodile Dundee': il celeberrimo film uscì in Australia il 24 aprile 1986 e negli Stati Uniti il 26 settembre 1986 trasformando di fatto la bellezza selvaggia del Kakadu National Park in una meta imperdibile a livello globale. Dundee non si limitò a battere record: inaugurò una nuova era del set jetting australiano, aprendo la strada a blockbuster come Mad Max: Fury Road, Anyone But You e molti altri.
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[post_content] => Japan Airlines sperimenterà da maggio l'utilizzo di robot umanoidi in aeroporto con l’obiettivo di impiegarli in modo permanente come soluzione alla cronica carenza di manodopera del Paese.
Gli umanoidi di fabbricazione cinese si occuperanno di movimentare i bagagli dei viaggiatori e le merci sulla pista dell'aeroporto di Tokyo Haneda, che gestisce oltre 60 milioni di passeggeri all'anno.
Jal e il suo partner nell'iniziativa, Japan Airlines Gmo Internet Group, sperano che il test - che terminerà nel 2028 - alleggerisca il carico di lavoro dei dipendenti umani, in un contesto caratterizzato da un'impennata del turismo in entrata e da previsioni di carenze di manodopera ancora più gravi.
In questi giorni si è svolta una dimostrazione per i media, con un robot alto 130 cm prodotto dalla Unitree di Hangzhou che è stato visto “spingere” con cautela le merci su un nastro trasportatore accanto a un aereo passeggeri della Jal e salutare con la mano un collega non visibile.
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