17 March 2026

Alitalia: «Voli regolari, nessun impatto sull’operatività della compagnia»

«Alitalia ribadisce che non vi è stato e non vi sarà alcun impatto dell’attuale situazione sull’operatività e sulla programmazione dei voli operati dalla compagnia»: con una stringata nota ufficiale Alitalia informa che «i voli e i servizi si svolgeranno come previsto e senza alcuna modifica. I biglietti già acquistati sono quindi pienamente utilizzabili e sul sito web e tutti i canali di vendita della compagnia sono disponibili e prenotabili tutti i voli futuri. I frequent flyer Alitalia possono continuare ad accumulare e spendere, come di consueto, le miglia per i voli e i servizi della compagnia».

Condividi



Articoli che potrebbero interessarti:

Array ( [0] => Array ( [_index] => travelquotidiano [_type] => post [_id] => 509810 [_score] => [_source] => Array ( [blog_id] => 1 [post_content] => Oltre 300.000 turisti stranieri hanno partecipato al Carnevale 2026 in Brasile, per un contributo record di quasi 158 milioni di euro a livello nazionale. Cifre da incorniciare per il Paese che, durante i sette giorni di festeggiamenti, ha segnato quindi una crescita del 17% del numero di visitatori internazionali rispetto al 2025. Quest'anno i numerosi eventi legati al Carnevale hanno attratto complessivamente 65 milioni di persone (+22%), generado un impatto economico di 18,6 miliardi di reais (circa 3 miliardi di euro): si tratta della cifra più elevata in termini di entrate per un mese di febbraio dall'inizio delle rilevazioni, nel 2011. Come riferito da L'Echo Touristique, più di un terzo (36%) dei visitatori internazionali ha partecipato al carnevale di Rio de Janeiro: qui il tasso di occupazione medio degli hotel ha raggiunto il 99,02%, superando così il 98,62% dello scorso anno, secondo il sindacato Hotéisio.  La performance migliore spetta comunque al Carnevale di San Paolo, che ha accolto 16,5 milioni di visitatori, con un impatto economico pari a 7 miliardi di reais (1,3 miliardi di dollari).  In misura minore, i carnevali di Recife e Olinda registrano una crescita significativa del numero di turisti internazionali (+49%).  Il Brasile sta vivendo una crescita turistica significative: nel 2025, per la prima volta, il Paese ha accolto più di 9 milioni di turisti internazionali. Una cifra che supera di gran lunga il record del 2024 (6,77 milioni di visitatori).  [post_title] => Il Brasile e l'eredità del Carnevale: edizione 2026 da record, con oltre 300.000 turisti stranieri [post_date] => 2026-03-17T14:09:07+00:00 [category] => Array ( [0] => estero ) [category_name] => Array ( [0] => Estero ) [post_tag] => Array ( ) ) [sort] => Array ( [0] => 1773756547000 ) ) [1] => Array ( [_index] => travelquotidiano [_type] => post [_id] => 509764 [_score] => [_source] => Array ( [blog_id] => 1 [post_content] => Giornata di sciopero domani, 18 marzo, all'aeroporto di Berlino-Brandenburg: saranno cancellati tutti i voli commerciali in partenza e in arrivo a causa della nuova mobilitazione indetta dal sindacato Ver.di, nell’ambito di una vertenza salariale nel settore pubblico. Il gestore dell'aeroporto invita i passeggeri a non recarsi in aeroporto senza aver ricevuto conferma dalla propria compagnia aerea e giudica questa azione «sproporzionata» in un contesto già reso precario dalla guerra in Iran. Domani, quindi, non sarà garantito alcun servizio regolare di trasporto passeggeri a Berlino: il gestore Fbb prevede la sospensione dell'intero operativo per l'intera giornata. In condizioni normali, solo per il giorno 18 marzo erano previsti circa 445 voli – tra partenze e arrivi – e circa 57.000 passeggeri. «Riteniamo che uno sciopero di avvertimento sia sproporzionato, in particolare in una situazione già molto tesa a causa della guerra in Iran», ha dichiarato Aletta von Massenbach, direttore generale della società aeroportuale che gestisce lo scalo, ricordando che «un prossimo round di negoziati è già previsto per il 25 marzo» e che la direzione «rimane fiduciosa nella possibilità di raggiungere un accordo». [post_title] => Sciopero all'aeroporto di Berlino: cancellati tutti i voli di domani, 18 marzo [post_date] => 2026-03-17T11:22:53+00:00 [category] => Array ( [0] => trasporti ) [category_name] => Array ( [0] => Trasporti ) [post_tag] => Array ( [0] => in-evidenza [1] => topnews ) [post_tag_name] => Array ( [0] => In evidenza [1] => Top News ) ) [sort] => Array ( [0] => 1773746573000 ) ) [2] => Array ( [_index] => travelquotidiano [_type] => post [_id] => 509718 [_score] => [_source] => Array ( [blog_id] => 1 [post_content] => «Un impatto significativo ma, almeno per ora, non paragonabile a quello di altre crisi recenti». Aldo Schmid, head of Aviation Business Development Sea Milan Airports, mette a fuoco l'attuale situazione sull'aeroporto di Milano Malpensa, a margine dell'incontro che ieri Wizz Air ha organizzato nel capoluogo lombardo per illustrare i piani di sviluppo sullo scalo.   La conseguenza immediata è quella legata alle cancellazione e modifiche di operativo «dell'ampio numero di compagnie aeree che operano su Milano con collegamenti diretti sull'area mediorientale - sottolinea il manager -: stiamo parlando dei circa 10-12 voli in media al giorno delle compagnie degli Emirati Arabi Uniti, dei diversi voli sul Qatar e della zona di Israele e dintorni. Si tratta di una diminuzione complessivamente abbastanza lieve in termini di passeggeri, perché grossi flussi di traffico in transito da quelle zone verso l'Asia si sono spostati molto velocemente dalle compagnie del Golfo ai vettori che operano voli diretti sull'Estremo Oriente.   «Di conseguenza, in questi giorni stiamo registrando load factor molto elevati su questi collegamenti, vicino al 100% - si tratta anche di 10-20 punti in più rispetto alla norma stagionale -: le rotte sono quelle dirette verso Cina, Giappone, Corea del Sud, ma anche Thailandia, Sud-est asiatico. Su questi voli  - oltre che sugli altri hub europei, spesso via Linate - è stato riprotetto molto traffico di quello in transito».   Ora la speranza è quella «che il conflitto rimanga circoscritto e soprattutto si concluda presto». In questo quadro, «c'è grande fiducia sui prossimi mesi, per riprendere quella traiettoria di crescita che negli ultimi anni è stata eccezionale e che, secondo le nostre previsioni, anche quest'anno ci collocherà tra i primi cinque aeroporti europei per tasso di crescita». [post_title] => Sea: Schmid delinea l'impatto della crisi in Medio Oriente su Malpensa [post_date] => 2026-03-17T09:35:50+00:00 [category] => Array ( [0] => trasporti ) [category_name] => Array ( [0] => Trasporti ) [post_tag] => Array ( ) ) [sort] => Array ( [0] => 1773740150000 ) ) [3] => Array ( [_index] => travelquotidiano [_type] => post [_id] => 509738 [_score] => [_source] => Array ( [blog_id] => 1 [post_content] => Utili in crescita per l'aeroporto di Bologna, che ha approvato il progetto di bilancio 2025 e la proposta di distribuire un dividendo complessivo di 12,6 milioni di euro. Lo scorso esercizio si è chiuso con 11,1 milioni di passeggeri, +3,4% sul 2024. Il Marconi si conferma settimo scalo nazionale per numero di viaggiatori, quarto nel settore cargo. I ricavi ammontano a 181,4 milioni(+9,2%), mentre il margine operativo lordo registra una lieve flessione rispetto al 2024, da 55,1 a 54,5 milioni, andamento legato ai lavori (che hanno in parte condizionato il traffico estivo) e ai costi di gestione dei cantieri. Cresce, invece, l’utile consolidato: 24,8 milioni di euro, contro i 24,4 milioni del 2024. «La domanda di mobilità aerea ha continuato a dimostrarsi resiliente e lo scalo ha saputo accompagnare questa crescita con un importante piano di investimenti - ha commentato Nazareno Ventola, amministratore delegato e direttore generale di Aeroporto Guglielmo Marconi di Bologna -: nel corso dell’anno abbiamo realizzato interventi infrastrutturali e tecnologici per oltre 50 milioni di euro, finalizzati ad aumentare progressivamente la capacità dello scalo, migliorare l’efficienza operativa e rafforzare la qualità dei servizi ai passeggeri. In un contesto internazionale caratterizzato da tensioni e incertezze, continuiamo a concentrarci sull’attuazione del nostro piano di sviluppo, con l’obiettivo di consolidare il ruolo dell’aeroporto come infrastruttura di riferimento di un territorio ampio i cui confini superano ampiamente quelli della nostra Regione». Aumenta di fatto la preoccupazione per la situazione geopolitica che potrebbe avere delle ripercussioni anche sul trasporto aereo. «L’attacco all’Iran potrebbe incidere sulla domanda e sull’operatività del settore - si legge da una nota della società -. In termini di connettività diretta, l’esposizione del gruppo agli effetti della guerra in Medio Oriente è limitata, circa il 2% del traffico, e si concentra prevalentemente su collegamenti da e per Dubai, con riflessi anche sull’attività cargo. L’entità di tali impatti, anche indiretti, sulla domanda, derivanti da possibili incrementi dei prezzi dei biglietti aerei e da una possibile ripresa dell’inflazione, dipenderà dalla durata delle tensioni e da possibili ulteriori escalation».   [post_title] => Aeroporto Bologna: ricavi e utili in crescita nel bilancio 2025 [post_date] => 2026-03-17T09:32:01+00:00 [category] => Array ( [0] => trasporti ) [category_name] => Array ( [0] => Trasporti ) [post_tag] => Array ( ) ) [sort] => Array ( [0] => 1773739921000 ) ) [4] => Array ( [_index] => travelquotidiano [_type] => post [_id] => 509711 [_score] => [_source] => Array ( [blog_id] => 1 [post_content] => [caption id="attachment_509716" align="alignleft" width="300"] Aranoa ©Aranui Cruises[/caption] Scoprire le Isole di Tahiti attraverso il ritmo lento di una crociera: un'esperienza che consente di ripercorrere idealmente le rotte degli antichi navigatori polinesiani e che offre un punto di vista privilegiato che restituisce il vero volto delle isole, dalle più conosciute Bora Bora, Moorea e Tahiti all'arcipelago delle Tuamotu, fino alle remote Marchesi a Nord e alle selvagge Australi a sud.  Una scelta che, nel 2025, ha fatto registrare 53.941 passeggeri, ricalcando sostanzialmente il trend dell’anno precedente, mentre il mercato italiano ha visto una crescita particolarmente significativa, con un incremento vicino al 22% rispetto all’anno precedente e un totale di 618 passeggeri. A rendere questa forma di viaggio particolarmente coerente con l’identità della destinazione è anche l’attenzione alla sostenibilità e alla dimensione contenuta delle navi. Oltre l’80% delle crociere che operano nella regione trasporta meno di 600 passeggeri, privilegiando un modello di navigazione a basso impatto e più rispettoso degli ecosistemi e delle comunità locali. Di fatto, solo 3 delle 118 isole della Polinesia francese consentono l’attracco di navi con più di 3.600 passeggeri. Inoltre, circa il 70% degli scali crocieristici è operato da tre navi con base locale, che navigano durante tutto l’anno tra gli arcipelaghi, garantendo continuità di collegamenti e un forte radicamento nel territorio, nonché un ritorno economico locale. Tra le compagnie più iconiche della destinazione figura Ponant, che opera con la nave Paul Gauguin, progettata appositamente per navigare nelle acque della Polinesia. Aranui Cruises opera con l’Aranui 5, una nave ibrida tra cargo e crociera, che consente di unire il viaggio turistico alla funzione essenziale di rifornimento delle comunità più remote degli arcipelaghi. La nave, con circa 230 passeggeri e 103 cabine, naviga principalmente tra Tahiti e le Marchesi in itinerari di circa dodici giorni, trasportando anche merci destinate alle isole più isolate. Dal 2027 si aggiungerà alla flotta la nuovissima Aranoa, destinata ad ampliare le rotte verso l’arcipelago delle Australi. Windstar Cruises propone una formula di navigazione ispirata al mondo degli yacht di lusso. La compagnia opera nella regione da oltre 36 anni con la Star Breeze, nave all-suite da 312 ospiti, attiva tutto l’anno negli itinerari tra Le Isole di Tahiti. Infine, Variety Cruises porta in Polinesia il proprio approccio boutique: le crociere a bordo della nave Panorama II sono pensate per offrire un’esperienza più intima, dedicata ad un massimo di 49 passeggeri, e orientata alla scoperta culturale e naturalistica, con soste prolungate nelle isole e programmi di escursioni guidate. [post_title] => Le Isole di Tahiti al ritmo lento di una crociera: trend in costante crescita [post_date] => 2026-03-17T09:24:54+00:00 [category] => Array ( [0] => estero ) [category_name] => Array ( [0] => Estero ) [post_tag] => Array ( ) ) [sort] => Array ( [0] => 1773739494000 ) ) [5] => Array ( [_index] => travelquotidiano [_type] => post [_id] => 509668 [_score] => [_source] => Array ( [blog_id] => 1 [post_content] => La Spagna del turismo non perde tempo e affronta le conseguenze della crisi mediorientale con richieste specifiche al governo. Sono le associazioni di categoria Uniòn de agencias de viajes (Unav) e Federaciòn Empresarial de Asociaciones territoriales de agencias de viajes espanolas (Fetave) a chiedere ai ministeri del turismo e dell'economia un piano di salvataggio da 400 milioni di euro per proteggere le agenzie di viaggio dalla crisi in Medio Oriente . La proposta, come riporta Hosteltur, mira a far fronte alle perdite dovute a cancellazioni inevitabili, rimborsi non rimborsabili da parte dei fornitori internazionali e all'aumento dei costi delle rotte verso l'Asia e l'Africa che prevedono scali nel Golfo . Il settore richiede un programma di prestiti dell'Istituto Ufficiale di Credito da 250 milioni di euro a tasso zero e un fondo di compensazione da 120 milioni di euro per evitare che le aziende debbano sopportare da sole i costi di una crisi al di fuori del loro controllo. Il conflitto armato in Medio Oriente ha cessato di essere un problema localizzato ed è diventato una minaccia per la sopravvivenza delle agenzie di viaggio in Spagna. In risposta, Unav e Fetave hanno elaborato una tabella di marcia con otto azioni chiave. La necessità di questo aiuto è giustificata dall'effetto domino che sta avendo un impatto sulla connettività aerea globale. L'impatto della crisi non si limita alle zone di conflitto; le interruzioni delle rotte stanno gravemente compromettendo i voli verso Asia, Africa e Oceania. La proposta al governo Il pilastro economico della proposta si concentra sull'alleviamento delle pressioni sulla liquidità. Le associazioni propongono la creazione di una linea di credito straordinaria di 250 milioni di euro da parte dell'Istituto Ufficiale di Credito, con un tasso di interesse agevolato dello 0% e garantita dallo Stato. Questa misura consentirebbe alle agenzie di gestire rimborsi immediati ai clienti e riprenotazioni dei viaggiatori senza compromettere il loro flusso di cassa. Le adv chiedono inoltre un fondo di compensazione di 120 milioni di euro. Questo capitale verrebbe utilizzato per coprire le spese dei viaggiatori bloccati (alloggio e pasti) e, soprattutto, i servizi prenotati a destinazione, come hotel o tour operator, i cui costi non possono essere recuperati dall'agenzia dopo la cancellazione. Nell'ambito della tutela dell'occupazione, il settore chiede l'istituzione di uno specifico regime di cassa integrazione temporanea (Erte) per le imprese la cui attività è stata significativamente ridotta dal conflitto. Tale misura sarebbe accompagnata da agevolazioni fiscali, come adeguamenti all'imposta sul reddito delle società e la possibilità di dedurre i costi derivanti da cancellazioni eccezionali. Oltre al sostegno finanziario, Unav e Fetve chiedono certezza giuridica. Propongono la creazione di un protocollo per la gestione delle cancellazioni che standardizzi i criteri e distribuisca equamente le responsabilità tra tutti gli attori del settore turistico. Sollecitano inoltre il ripristino dei "voucher di viaggio" o delle modifiche volontarie delle date, analogamente a quanto fatto durante la pandemia per evitare ingenti rimborsi in denaro. Allo stesso modo, le associazioni dei datori di lavoro chiedono un canale di coordinamento permanente con i ministeri del Tturismo e degli affari esteri per avere informazioni aggiornate e facilitare l'assistenza in tempo reale ai viaggiatori colpiti all'estero.   [post_title] => Agenzie spagnole in allarme: al governo richiesti 400 milioni di aiuti [post_date] => 2026-03-16T13:58:47+00:00 [category] => Array ( [0] => mercato_e_tecnologie ) [category_name] => Array ( [0] => Mercato e tecnologie ) [post_tag] => Array ( [0] => in-evidenza ) [post_tag_name] => Array ( [0] => In evidenza ) ) [sort] => Array ( [0] => 1773669527000 ) ) [6] => Array ( [_index] => travelquotidiano [_type] => post [_id] => 509616 [_score] => [_source] => Array ( [blog_id] => 1 [post_content] => Volotea rafforza la propria presenza in Italia, con una crescita della capacità e numerose novità sul network. «Nel 2026 metteremo in vendita circa 4,5 milioni di posti sul mercato italiano, con una crescita del 7% rispetto al 2025», spiega Valeria Rebasti, international market director del vettore. L’espansione sarà sostenuta anche dal rafforzamento delle basi: per la stagione estiva è previsto un aeromobile aggiuntivo a Venezia e uno a Verona, mentre da settembre Firenze avrà un secondo aereo basato. Proprio lo sviluppo della base toscana permetterà di lanciare cinque nuove rotte da Firenze, con destinazioni che spaziano tra leisure e city break, tra cui Oviedo (Asturie), Siviglia, Valencia, Strasburgo e Berlino. Novità anche per Verona, dove la compagnia ha introdotto nuove rotte estive come Aalborg in Danimarca, Comiso, Menorca, Karpathos, Atene e Malaga.A Venezia, base storica della compagnia inaugurata nel 2012, debuttano invece i collegamenti per Corfù e Rodi, oltre alla nuova rotta Murcia–Venezia. Tra le novità più recenti anche il collegamento Roma Fiumicino–Limoges. Il modello di business della compagnia resta fortemente focalizzato sui collegamenti diretti tra città di medie dimensioni. «Circa il 55% delle rotte che operiamo è in esclusiva, senza concorrenza diretta», sottolinea Rebasti. In Italia Volotea vola complessivamente da 23 aeroporti e dispone di sette basi operative: Venezia, Verona, Firenze, Napoli, Bari (stagionale), Palermo e Olbia. Tra queste, Olbia rappresenta la terza base europea della compagnia per capacità, con circa 3,1 milioni di posti. Nel 2025 sono state introdotte anche due rotte internazionali annuali da Olbia, verso Parigi Orly e Barcellona, una strategia che la compagnia punta a consolidare. Importante anche il rapporto con la distribuzione turistica. «continuiamo a lavorare con tour operator, network di agenzie di viaggio e con tutta la filiera del turismo. Le agenzie che prenotano dal nostro portale dedicato hanno anche un bagaglio da 10 kg incluso, oltre alla possibilità di operare tramite tutti i gds in modalità Bsp». Risultati e piani di crescita Sul piano dei risultati, il 2025 si avvia a chiudersi con un fatturato stimato di circa 840 milioni di euro, in crescita del 4%, e oltre 190 milioni di euro di ebitda, con 11,3 milioni di passeggeri trasportati. Per il 2026 la compagnia prevede di arrivare a circa 14 milioni di posti in vendita. Sul fronte della flotta, la compagnia continua a crescere: dai 41 aeromobili dello scorso anno si passerà a 45 nel 2026. La flotta è oggi composta interamente da Airbus A320 da 180 posti e Airbus A319 da 156 posti. Grande attenzione anche alla sostenibilità. «Abbiamo un programma molto attivo che si chiama Voloterra, grazie al quale abbiamo introdotto diverse iniziative per ridurre il nostro impatto ambientale. Abbiamo già raggiunto nel 2025 l’obiettivo fissato per il 2030, riducendo le emissioni di CO₂ del 50%», spiega Rebasti. Le azioni riguardano sia l’operatività degli aeromobili sia l’ottimizzazione dei consumi di carburante. Guardando al futuro, i piani di crescita non mancano: «In Europa abbiamo identificato circa 1.200 rotte potenziali, di cui circa 800 oggi non sono servite. Il 65% degli europei vive in città di queste dimensioni, spesso poco collegate tra loro. Offrire voli diretti permette di generare nuova domanda e rendere il viaggio più semplice e veloce». (Quirino Falessi) [post_title] => Volotea accelera sull’Italia: 4,5 milioni di posti nel 2026, nuove rotte e basi rafforzate [post_date] => 2026-03-16T10:08:09+00:00 [category] => Array ( [0] => trasporti ) [category_name] => Array ( [0] => Trasporti ) [post_tag] => Array ( ) ) [sort] => Array ( [0] => 1773655689000 ) ) [7] => Array ( [_index] => travelquotidiano [_type] => post [_id] => 509595 [_score] => [_source] => Array ( [blog_id] => 1 [post_content] => Uno scenario «molto delicato»: gli operatori del turismo organizzato serrano le fila e si confrontano con una situazione ancora difficile da interpretare. Quel che è certo è che in questo momento «la voglia di vacanza degli italiani è congelata». A sottolinearlo è il presidente di Astoi, Pier Ezhaya, che in una dichiarazione rilasciata ad Askanews commenta i fatti degli ultimi giorni. Lo scenario attuale «Lo scenario attuale del turismo organizzato è molto delicato - spiega il presidente. Siamo alla temperatura massima della febbre, il conflitto è iniziato da poco, quindi abbiamo immediatamente dovuto occuparci dell’assistenza dei clienti all’estero, sia quelli presenti nell’area del Golfo, sia quelli presenti in altre aree del mondo, ma che volavano con compagnia del Golfo e quindi hanno subito il cosiddetto rerouting. E' stata un’attività molto impegnativa, perché abbiamo dovuto realizzare nove voli rescue dall’Italia per andare a riprendere i turisti in varie zone del mondo. Ora la maggior parte di questi turisti, almeno di quelli che viaggiano con il turismo organizzato, sono rientrati nel nostro Paese e stiamo giusto completando gli ultimi rientri». «Adesso – commenta ancora Ezhaya – stiamo guardando la crisi dritta negli occhi, perché evidentemente ha un impatto non solo sui Paesi oggetto del conflitto, ma più ad ampio raggio sulla voglia di vacanza degli italiani, che in questo momento è congelata».         [post_title] => Ezhaya, Astoi: «La voglia di vacanza degli italiani è congelata» [post_date] => 2026-03-13T14:44:47+00:00 [category] => Array ( [0] => tour_operator ) [category_name] => Array ( [0] => Tour Operator ) [post_tag] => Array ( [0] => in-evidenza ) [post_tag_name] => Array ( [0] => In evidenza ) ) [sort] => Array ( [0] => 1773413087000 ) ) [8] => Array ( [_index] => travelquotidiano [_type] => post [_id] => 509565 [_score] => [_source] => Array ( [blog_id] => 1 [post_content] => "Al momento non emergono flessioni sulle prenotazioni per il periodo pasquale": così Jacopo Vicini, assessore allo Sviluppo economico e al Turismo del Comune di Firenze, in riferimento ad un primo impatto del conflitto in Medio Oriente sui flussi turistici. Per questo il Comune ha avviato un'indagine insieme a Fondazione Destination Florence, che mira a raccogliere il loro punto di vista in merito agli effetti su prenotazioni, cancellazioni e andamento della domanda. L’indagine individua la categoria dell’attività esercitata (alberghi, palazzi storici, hotel, tour operator, residenze d’epoca), i principali mercati di provenienza della clientela, l’andamento della domanda rispetto a un anno fa e modifiche nei comportamenti dei consumatori che possono aver determinato una maggiore cautela nelle prenotazioni a causa del conflitto in corso.  L'assessore sottolinea che l'andamento del turismo nel capoluogo toscano viene monitorato in maniera approfondita "in un periodo particolarmente delicato a livello globale come è l’attuale. Dal confronto continuo con gli operatori del settore, dai primi riscontri che abbiamo ricevuto dai principali tour operator, dalle ota che operano sul nostro territorio tra cui Expedia, Get Your Guide e Trainline, al momento non emergono flessioni sulle prenotazioni per il periodo pasquale, ma l’attuale situazione ci impone in ogni caso la massima attenzione.  "Per questo motivo assieme alla Fondazione Destination Florence abbiamo strutturato un questionario dettagliato, per indagare aspetti specifici che chi lavora nel settore conosce particolarmente bene. Nel frattempo il Centro Studi Turistici di Firenze ha avviato un’indagine per comprendere le ricadute dell’attuale situazione internazionale nel medio e nel lungo periodo”. [post_title] => Firenze e gli effetti del conflitto: "Ad oggi non ci sono cali sulle prenotazioni" [post_date] => 2026-03-13T12:02:55+00:00 [category] => Array ( [0] => enti_istituzioni_e_territorio ) [category_name] => Array ( [0] => Enti, istituzioni e territorio ) [post_tag] => Array ( ) ) [sort] => Array ( [0] => 1773403375000 ) ) ) { "size": 9, "query": { "filtered": { "query": { "fuzzy_like_this": { "like_text" : "alitalia voli regolari nessun impatto sulloperativita della compagnia" } }, "filter": { "range": { "post_date": { "gte": "now-2y", "lte": "now", "time_zone": "+1:00" } } } } }, "sort": { "post_date": { "order": "desc" } } }{"took":83,"timed_out":false,"_shards":{"total":5,"successful":5,"failed":0},"hits":{"total":855,"max_score":null,"hits":[{"_index":"travelquotidiano","_type":"post","_id":"509810","_score":null,"_source":{"blog_id":1,"post_content":"Oltre 300.000 turisti stranieri hanno partecipato al Carnevale 2026 in Brasile, per un contributo record di quasi 158 milioni di euro a livello nazionale. Cifre da incorniciare per il Paese che, durante i sette giorni di festeggiamenti, ha segnato quindi una crescita del 17% del numero di visitatori internazionali rispetto al 2025.\r\n\r\nQuest'anno i numerosi eventi legati al Carnevale hanno attratto complessivamente 65 milioni di persone (+22%), generado un impatto economico di 18,6 miliardi di reais (circa 3 miliardi di euro): si tratta della cifra più elevata in termini di entrate per un mese di febbraio dall'inizio delle rilevazioni, nel 2011.\r\n\r\nCome riferito da L'Echo Touristique, più di un terzo (36%) dei visitatori internazionali ha partecipato al carnevale di Rio de Janeiro: qui il tasso di occupazione medio degli hotel ha raggiunto il 99,02%, superando così il 98,62% dello scorso anno, secondo il sindacato Hotéisio. \r\n\r\nLa performance migliore spetta comunque al Carnevale di San Paolo, che ha accolto 16,5 milioni di visitatori, con un impatto economico pari a 7 miliardi di reais (1,3 miliardi di dollari). \r\nIn misura minore, i carnevali di Recife e Olinda registrano una crescita significativa del numero di turisti internazionali (+49%). \r\n\r\nIl Brasile sta vivendo una crescita turistica significative: nel 2025, per la prima volta, il Paese ha accolto più di 9 milioni di turisti internazionali. Una cifra che supera di gran lunga il record del 2024 (6,77 milioni di visitatori). ","post_title":"Il Brasile e l'eredità del Carnevale: edizione 2026 da record, con oltre 300.000 turisti stranieri","post_date":"2026-03-17T14:09:07+00:00","category":["estero"],"category_name":["Estero"],"post_tag":[]},"sort":[1773756547000]},{"_index":"travelquotidiano","_type":"post","_id":"509764","_score":null,"_source":{"blog_id":1,"post_content":"Giornata di sciopero domani, 18 marzo, all'aeroporto di Berlino-Brandenburg: saranno cancellati tutti i voli commerciali in partenza e in arrivo a causa della nuova mobilitazione indetta dal sindacato Ver.di, nell’ambito di una vertenza salariale nel settore pubblico.\r\n\r\nIl gestore dell'aeroporto invita i passeggeri a non recarsi in aeroporto senza aver ricevuto conferma dalla propria compagnia aerea e giudica questa azione «sproporzionata» in un contesto già reso precario dalla guerra in Iran.\r\n\r\nDomani, quindi, non sarà garantito alcun servizio regolare di trasporto passeggeri a Berlino: il gestore Fbb prevede la sospensione dell'intero operativo per l'intera giornata. In condizioni normali, solo per il giorno 18 marzo erano previsti circa 445 voli – tra partenze e arrivi – e circa 57.000 passeggeri.\r\n\r\n«Riteniamo che uno sciopero di avvertimento sia sproporzionato, in particolare in una situazione già molto tesa a causa della guerra in Iran», ha dichiarato Aletta von Massenbach, direttore generale della società aeroportuale che gestisce lo scalo, ricordando che «un prossimo round di negoziati è già previsto per il 25 marzo» e che la direzione «rimane fiduciosa nella possibilità di raggiungere un accordo».","post_title":"Sciopero all'aeroporto di Berlino: cancellati tutti i voli di domani, 18 marzo","post_date":"2026-03-17T11:22:53+00:00","category":["trasporti"],"category_name":["Trasporti"],"post_tag":["in-evidenza","topnews"],"post_tag_name":["In evidenza","Top News"]},"sort":[1773746573000]},{"_index":"travelquotidiano","_type":"post","_id":"509718","_score":null,"_source":{"blog_id":1,"post_content":"«Un impatto significativo ma, almeno per ora, non paragonabile a quello di altre crisi recenti». Aldo Schmid, head of Aviation Business Development Sea Milan Airports, mette a fuoco l'attuale situazione sull'aeroporto di Milano Malpensa, a margine dell'incontro che ieri Wizz Air ha organizzato nel capoluogo lombardo per illustrare i piani di sviluppo sullo scalo.\r\n \r\nLa conseguenza immediata è quella legata alle cancellazione e modifiche di operativo «dell'ampio numero di compagnie aeree che operano su Milano con collegamenti diretti sull'area mediorientale - sottolinea il manager -: stiamo parlando dei circa 10-12 voli in media al giorno delle compagnie degli Emirati Arabi Uniti, dei diversi voli sul Qatar e della zona di Israele e dintorni. Si tratta di una diminuzione complessivamente abbastanza lieve in termini di passeggeri, perché grossi flussi di traffico in transito da quelle zone verso l'Asia si sono spostati molto velocemente dalle compagnie del Golfo ai vettori che operano voli diretti sull'Estremo Oriente.\r\n \r\n«Di conseguenza, in questi giorni stiamo registrando load factor molto elevati su questi collegamenti, vicino al 100% - si tratta anche di 10-20 punti in più rispetto alla norma stagionale -: le rotte sono quelle dirette verso Cina, Giappone, Corea del Sud, ma anche Thailandia, Sud-est asiatico. Su questi voli  - oltre che sugli altri hub europei, spesso via Linate - è stato riprotetto molto traffico di quello in transito».\r\n \r\nOra la speranza è quella «che il conflitto rimanga circoscritto e soprattutto si concluda presto». In questo quadro, «c'è grande fiducia sui prossimi mesi, per riprendere quella traiettoria di crescita che negli ultimi anni è stata eccezionale e che, secondo le nostre previsioni, anche quest'anno ci collocherà tra i primi cinque aeroporti europei per tasso di crescita».","post_title":"Sea: Schmid delinea l'impatto della crisi in Medio Oriente su Malpensa","post_date":"2026-03-17T09:35:50+00:00","category":["trasporti"],"category_name":["Trasporti"],"post_tag":[]},"sort":[1773740150000]},{"_index":"travelquotidiano","_type":"post","_id":"509738","_score":null,"_source":{"blog_id":1,"post_content":"Utili in crescita per l'aeroporto di Bologna, che ha approvato il progetto di bilancio 2025 e la proposta di distribuire un dividendo complessivo di 12,6 milioni di euro.\r\n\r\nLo scorso esercizio si è chiuso con 11,1 milioni di passeggeri, +3,4% sul 2024. Il Marconi si conferma settimo scalo nazionale per numero di viaggiatori, quarto nel settore cargo. I ricavi ammontano a 181,4 milioni(+9,2%), mentre il margine operativo lordo registra una lieve flessione rispetto al 2024, da 55,1 a 54,5 milioni, andamento legato ai lavori (che hanno in parte condizionato il traffico estivo) e ai costi di gestione dei cantieri. Cresce, invece, l’utile consolidato: 24,8 milioni di euro, contro i 24,4 milioni del 2024.\r\n\r\n«La domanda di mobilità aerea ha continuato a dimostrarsi resiliente e lo scalo ha saputo accompagnare questa crescita con un importante piano di investimenti - ha commentato Nazareno Ventola, amministratore delegato e direttore generale di Aeroporto Guglielmo Marconi di Bologna -: nel corso dell’anno abbiamo realizzato interventi infrastrutturali e tecnologici per oltre 50 milioni di euro, finalizzati ad aumentare progressivamente la capacità dello scalo, migliorare l’efficienza operativa e rafforzare la qualità dei servizi ai passeggeri. In un contesto internazionale caratterizzato da tensioni e incertezze, continuiamo a concentrarci sull’attuazione del nostro piano di sviluppo, con l’obiettivo di consolidare il ruolo dell’aeroporto come infrastruttura di riferimento di un territorio ampio i cui confini superano ampiamente quelli della nostra Regione».\r\n\r\nAumenta di fatto la preoccupazione per la situazione geopolitica che potrebbe avere delle ripercussioni anche sul trasporto aereo. «L’attacco all’Iran potrebbe incidere sulla domanda e sull’operatività del settore - si legge da una nota della società -. In termini di connettività diretta, l’esposizione del gruppo agli effetti della guerra in Medio Oriente è limitata, circa il 2% del traffico, e si concentra prevalentemente su collegamenti da e per Dubai, con riflessi anche sull’attività cargo. L’entità di tali impatti, anche indiretti, sulla domanda, derivanti da possibili incrementi dei prezzi dei biglietti aerei e da una possibile ripresa dell’inflazione, dipenderà dalla durata delle tensioni e da possibili ulteriori escalation».\r\n\r\n ","post_title":"Aeroporto Bologna: ricavi e utili in crescita nel bilancio 2025","post_date":"2026-03-17T09:32:01+00:00","category":["trasporti"],"category_name":["Trasporti"],"post_tag":[]},"sort":[1773739921000]},{"_index":"travelquotidiano","_type":"post","_id":"509711","_score":null,"_source":{"blog_id":1,"post_content":"[caption id=\"attachment_509716\" align=\"alignleft\" width=\"300\"] Aranoa ©Aranui Cruises[/caption]\r\n\r\nScoprire le Isole di Tahiti attraverso il ritmo lento di una crociera: un'esperienza che consente di ripercorrere idealmente le rotte degli antichi navigatori polinesiani e che offre un punto di vista privilegiato che restituisce il vero volto delle isole, dalle più conosciute Bora Bora, Moorea e Tahiti all'arcipelago delle Tuamotu, fino alle remote Marchesi a Nord e alle selvagge Australi a sud. \r\nUna scelta che, nel 2025, ha fatto registrare 53.941 passeggeri, ricalcando sostanzialmente il trend dell’anno precedente, mentre il mercato italiano ha visto una crescita particolarmente significativa, con un incremento vicino al 22% rispetto all’anno precedente e un totale di 618 passeggeri.\r\nA rendere questa forma di viaggio particolarmente coerente con l’identità della destinazione è anche l’attenzione alla sostenibilità e alla dimensione contenuta delle navi. Oltre l’80% delle crociere che operano nella regione trasporta meno di 600 passeggeri, privilegiando un modello di navigazione a basso impatto e più rispettoso degli ecosistemi e delle comunità locali.\r\n\r\nDi fatto, solo 3 delle 118 isole della Polinesia francese consentono l’attracco di navi con più di 3.600 passeggeri. Inoltre, circa il 70% degli scali crocieristici è operato da tre navi con base locale, che navigano durante tutto l’anno tra gli arcipelaghi, garantendo continuità di collegamenti e un forte radicamento nel territorio, nonché un ritorno economico locale.\r\n\r\nTra le compagnie più iconiche della destinazione figura Ponant, che opera con la nave Paul Gauguin, progettata appositamente per navigare nelle acque della Polinesia.\r\n\r\nAranui Cruises opera con l’Aranui 5, una nave ibrida tra cargo e crociera, che consente di unire il viaggio turistico alla funzione essenziale di rifornimento delle comunità più remote degli arcipelaghi. La nave, con circa 230 passeggeri e 103 cabine, naviga principalmente tra Tahiti e le Marchesi in itinerari di circa dodici giorni, trasportando anche merci destinate alle isole più isolate. Dal 2027 si aggiungerà alla flotta la nuovissima Aranoa, destinata ad ampliare le rotte verso l’arcipelago delle Australi.\r\n\r\nWindstar Cruises propone una formula di navigazione ispirata al mondo degli yacht di lusso. La compagnia opera nella regione da oltre 36 anni con la Star Breeze, nave all-suite da 312 ospiti, attiva tutto l’anno negli itinerari tra Le Isole di Tahiti.\r\n\r\nInfine, Variety Cruises porta in Polinesia il proprio approccio boutique: le crociere a bordo della nave Panorama II sono pensate per offrire un’esperienza più intima, dedicata ad un massimo di 49 passeggeri, e orientata alla scoperta culturale e naturalistica, con soste prolungate nelle isole e programmi di escursioni guidate.","post_title":"Le Isole di Tahiti al ritmo lento di una crociera: trend in costante crescita","post_date":"2026-03-17T09:24:54+00:00","category":["estero"],"category_name":["Estero"],"post_tag":[]},"sort":[1773739494000]},{"_index":"travelquotidiano","_type":"post","_id":"509668","_score":null,"_source":{"blog_id":1,"post_content":"La Spagna del turismo non perde tempo e affronta le conseguenze della crisi mediorientale con richieste specifiche al governo. Sono le associazioni di categoria Uniòn de agencias de viajes (Unav) e Federaciòn Empresarial de Asociaciones territoriales de agencias de viajes espanolas (Fetave) a chiedere ai ministeri del turismo e dell'economia un piano di salvataggio da 400 milioni di euro per proteggere le agenzie di viaggio dalla crisi in Medio Oriente . \r\n\r\nLa proposta, come riporta Hosteltur, mira a far fronte alle perdite dovute a cancellazioni inevitabili, rimborsi non rimborsabili da parte dei fornitori internazionali e all'aumento dei costi delle rotte verso l'Asia e l'Africa che prevedono scali nel Golfo . Il settore richiede un programma di prestiti dell'Istituto Ufficiale di Credito da 250 milioni di euro a tasso zero e un fondo di compensazione da 120 milioni di euro per evitare che le aziende debbano sopportare da sole i costi di una crisi al di fuori del loro controllo.\r\n\r\nIl conflitto armato in Medio Oriente ha cessato di essere un problema localizzato ed è diventato una minaccia per la sopravvivenza delle agenzie di viaggio in Spagna. In risposta, Unav e Fetave hanno elaborato una tabella di marcia con otto azioni chiave. La necessità di questo aiuto è giustificata dall'effetto domino che sta avendo un impatto sulla connettività aerea globale. L'impatto della crisi non si limita alle zone di conflitto; le interruzioni delle rotte stanno gravemente compromettendo i voli verso Asia, Africa e Oceania.\r\nLa proposta al governo\r\nIl pilastro economico della proposta si concentra sull'alleviamento delle pressioni sulla liquidità. Le associazioni propongono la creazione di una linea di credito straordinaria di 250 milioni di euro da parte dell'Istituto Ufficiale di Credito, con un tasso di interesse agevolato dello 0% e garantita dallo Stato. Questa misura consentirebbe alle agenzie di gestire rimborsi immediati ai clienti e riprenotazioni dei viaggiatori senza compromettere il loro flusso di cassa. Le adv chiedono inoltre un fondo di compensazione di 120 milioni di euro. Questo capitale verrebbe utilizzato per coprire le spese dei viaggiatori bloccati (alloggio e pasti) e, soprattutto, i servizi prenotati a destinazione, come hotel o tour operator, i cui costi non possono essere recuperati dall'agenzia dopo la cancellazione.\r\nNell'ambito della tutela dell'occupazione, il settore chiede l'istituzione di uno specifico regime di cassa integrazione temporanea (Erte) per le imprese la cui attività è stata significativamente ridotta dal conflitto. Tale misura sarebbe accompagnata da agevolazioni fiscali, come adeguamenti all'imposta sul reddito delle società e la possibilità di dedurre i costi derivanti da cancellazioni eccezionali.\r\nOltre al sostegno finanziario, Unav e Fetve chiedono certezza giuridica. Propongono la creazione di un protocollo per la gestione delle cancellazioni che standardizzi i criteri e distribuisca equamente le responsabilità tra tutti gli attori del settore turistico. Sollecitano inoltre il ripristino dei \"voucher di viaggio\" o delle modifiche volontarie delle date, analogamente a quanto fatto durante la pandemia per evitare ingenti rimborsi in denaro. Allo stesso modo, le associazioni dei datori di lavoro chiedono un canale di coordinamento permanente con i ministeri del Tturismo e degli affari esteri per avere informazioni aggiornate e facilitare l'assistenza in tempo reale ai viaggiatori colpiti all'estero.\r\n ","post_title":"Agenzie spagnole in allarme: al governo richiesti 400 milioni di aiuti","post_date":"2026-03-16T13:58:47+00:00","category":["mercato_e_tecnologie"],"category_name":["Mercato e tecnologie"],"post_tag":["in-evidenza"],"post_tag_name":["In evidenza"]},"sort":[1773669527000]},{"_index":"travelquotidiano","_type":"post","_id":"509616","_score":null,"_source":{"blog_id":1,"post_content":"Volotea rafforza la propria presenza in Italia, con una crescita della capacità e numerose novità sul network. «Nel 2026 metteremo in vendita circa 4,5 milioni di posti sul mercato italiano, con una crescita del 7% rispetto al 2025», spiega Valeria Rebasti, international market director del vettore.\r\nL’espansione sarà sostenuta anche dal rafforzamento delle basi: per la stagione estiva è previsto un aeromobile aggiuntivo a Venezia e uno a Verona, mentre da settembre Firenze avrà un secondo aereo basato.\r\nProprio lo sviluppo della base toscana permetterà di lanciare cinque nuove rotte da Firenze, con destinazioni che spaziano tra leisure e city break, tra cui Oviedo (Asturie), Siviglia, Valencia, Strasburgo e Berlino.\r\nNovità anche per Verona, dove la compagnia ha introdotto nuove rotte estive come Aalborg in Danimarca, Comiso, Menorca, Karpathos, Atene e Malaga.A Venezia, base storica della compagnia inaugurata nel 2012, debuttano invece i collegamenti per Corfù e Rodi, oltre alla nuova rotta Murcia–Venezia. Tra le novità più recenti anche il collegamento Roma Fiumicino–Limoges.\r\nIl modello di business della compagnia resta fortemente focalizzato sui collegamenti diretti tra città di medie dimensioni. «Circa il 55% delle rotte che operiamo è in esclusiva, senza concorrenza diretta», sottolinea Rebasti. In Italia Volotea vola complessivamente da 23 aeroporti e dispone di sette basi operative: Venezia, Verona, Firenze, Napoli, Bari (stagionale), Palermo e Olbia.\r\nTra queste, Olbia rappresenta la terza base europea della compagnia per capacità, con circa 3,1 milioni di posti. Nel 2025 sono state introdotte anche due rotte internazionali annuali da Olbia, verso Parigi Orly e Barcellona, una strategia che la compagnia punta a consolidare.\r\nImportante anche il rapporto con la distribuzione turistica. «continuiamo a lavorare con tour operator, network di agenzie di viaggio e con tutta la filiera del turismo. Le agenzie che prenotano dal nostro portale dedicato hanno anche un bagaglio da 10 kg incluso, oltre alla possibilità di operare tramite tutti i gds in modalità Bsp».\r\n\r\nRisultati e piani di crescita\r\nSul piano dei risultati, il 2025 si avvia a chiudersi con un fatturato stimato di circa 840 milioni di euro, in crescita del 4%, e oltre 190 milioni di euro di ebitda, con 11,3 milioni di passeggeri trasportati. Per il 2026 la compagnia prevede di arrivare a circa 14 milioni di posti in vendita.\r\nSul fronte della flotta, la compagnia continua a crescere: dai 41 aeromobili dello scorso anno si passerà a 45 nel 2026. La flotta è oggi composta interamente da Airbus A320 da 180 posti e Airbus A319 da 156 posti.\r\nGrande attenzione anche alla sostenibilità. «Abbiamo un programma molto attivo che si chiama Voloterra, grazie al quale abbiamo introdotto diverse iniziative per ridurre il nostro impatto ambientale. Abbiamo già raggiunto nel 2025 l’obiettivo fissato per il 2030, riducendo le emissioni di CO₂ del 50%», spiega Rebasti. Le azioni riguardano sia l’operatività degli aeromobili sia l’ottimizzazione dei consumi di carburante.\r\nGuardando al futuro, i piani di crescita non mancano: «In Europa abbiamo identificato circa 1.200 rotte potenziali, di cui circa 800 oggi non sono servite. Il 65% degli europei vive in città di queste dimensioni, spesso poco collegate tra loro. Offrire voli diretti permette di generare nuova domanda e rendere il viaggio più semplice e veloce».\r\n(Quirino Falessi)","post_title":"Volotea accelera sull’Italia: 4,5 milioni di posti nel 2026, nuove rotte e basi rafforzate","post_date":"2026-03-16T10:08:09+00:00","category":["trasporti"],"category_name":["Trasporti"],"post_tag":[]},"sort":[1773655689000]},{"_index":"travelquotidiano","_type":"post","_id":"509595","_score":null,"_source":{"blog_id":1,"post_content":"Uno scenario «molto delicato»: gli operatori del turismo organizzato serrano le fila e si confrontano con una situazione ancora difficile da interpretare. Quel che è certo è che in questo momento «la voglia di vacanza degli italiani è congelata». A sottolinearlo è il presidente di Astoi, Pier Ezhaya, che in una dichiarazione rilasciata ad Askanews commenta i fatti degli ultimi giorni.\r\nLo scenario attuale\r\n«Lo scenario attuale del turismo organizzato è molto delicato - spiega il presidente. Siamo alla temperatura massima della febbre, il conflitto è iniziato da poco, quindi abbiamo immediatamente dovuto occuparci dell’assistenza dei clienti all’estero, sia quelli presenti nell’area del Golfo, sia quelli presenti in altre aree del mondo, ma che volavano con compagnia del Golfo e quindi hanno subito il cosiddetto rerouting. E' stata un’attività molto impegnativa, perché abbiamo dovuto realizzare nove voli rescue dall’Italia per andare a riprendere i turisti in varie zone del mondo. Ora la maggior parte di questi turisti, almeno di quelli che viaggiano con il turismo organizzato, sono rientrati nel nostro Paese e stiamo giusto completando gli ultimi rientri».\r\n\r\n«Adesso – commenta ancora Ezhaya – stiamo guardando la crisi dritta negli occhi, perché evidentemente ha un impatto non solo sui Paesi oggetto del conflitto, ma più ad ampio raggio sulla voglia di vacanza degli italiani, che in questo momento è congelata».\r\n\r\n \r\n\r\n \r\n\r\n \r\n\r\n ","post_title":"Ezhaya, Astoi: «La voglia di vacanza degli italiani è congelata»","post_date":"2026-03-13T14:44:47+00:00","category":["tour_operator"],"category_name":["Tour Operator"],"post_tag":["in-evidenza"],"post_tag_name":["In evidenza"]},"sort":[1773413087000]},{"_index":"travelquotidiano","_type":"post","_id":"509565","_score":null,"_source":{"blog_id":1,"post_content":"\"Al momento non emergono flessioni sulle prenotazioni per il periodo pasquale\": così Jacopo Vicini, assessore allo Sviluppo economico e al Turismo del Comune di Firenze, in riferimento ad un primo impatto del conflitto in Medio Oriente sui flussi turistici.\r\n\r\nPer questo il Comune ha avviato un'indagine insieme a Fondazione Destination Florence, che mira a raccogliere il loro punto di vista in merito agli effetti su prenotazioni, cancellazioni e andamento della domanda. L’indagine individua la categoria dell’attività esercitata (alberghi, palazzi storici, hotel, tour operator, residenze d’epoca), i principali mercati di provenienza della clientela, l’andamento della domanda rispetto a un anno fa e modifiche nei comportamenti dei consumatori che possono aver determinato una maggiore cautela nelle prenotazioni a causa del conflitto in corso. \r\n\r\nL'assessore sottolinea che l'andamento del turismo nel capoluogo toscano viene monitorato in maniera approfondita \"in un periodo particolarmente delicato a livello globale come è l’attuale. Dal confronto continuo con gli operatori del settore, dai primi riscontri che abbiamo ricevuto dai principali tour operator, dalle ota che operano sul nostro territorio tra cui Expedia, Get Your Guide e Trainline, al momento non emergono flessioni sulle prenotazioni per il periodo pasquale, ma l’attuale situazione ci impone in ogni caso la massima attenzione. \r\n\r\n\"Per questo motivo assieme alla Fondazione Destination Florence abbiamo strutturato un questionario dettagliato, per indagare aspetti specifici che chi lavora nel settore conosce particolarmente bene. Nel frattempo il Centro Studi Turistici di Firenze ha avviato un’indagine per comprendere le ricadute dell’attuale situazione internazionale nel medio e nel lungo periodo”.","post_title":"Firenze e gli effetti del conflitto: \"Ad oggi non ci sono cali sulle prenotazioni\"","post_date":"2026-03-13T12:02:55+00:00","category":["enti_istituzioni_e_territorio"],"category_name":["Enti, istituzioni e territorio"],"post_tag":[]},"sort":[1773403375000]}]}}