25 August 2026

Allarme Ryanair sul dopo-Brexit: «Il Regno Unito rischia l’isolamento»

Ryanair

Ryanair lancia un appello al governo inglese nel giorno dell’avvio ufficiale dell’iter di uscita del Regno Unito dall’Ue: il richiamo sottolinea l’urgenza di definire una strategia idonea al proseguimento dei collegamenti aerei tra lo stesso Regno Unito e l’Europa dal marzo del 2019, quando cioè l’abbandono dell’Ue sarà completato. Il vettore precisa che ci sono «soltanto 12 mesi di tempo a disposizione, considerando che gli operativi della summer 2019 devono essere preparati entro il marzo dell’anno prima, il 2018». Con il Regno Unito che si appresta a lasciare il sistema di open sky europeo, il governo inglese dovrà o negoziare accordi bilateriali con l’Europa per garantire la continuità dei voli da e per il continente, oppure dovrà tornare alle vecchie regole Wto, che però non includono il settore del trasporto aereo per cui, in assenza di accordi bilaterali, potrebbe esserci un vuoto sulla regolamentazione dei voli a partire dal marzo del 2019. Ryanair, che impiega oltre 3.000 dipendenti inglesi e trasporterà quest’anno più di 44 milioni di passeggeri da e per il Regno Unito, aveva già annunciato di voler indirizzare la propria crescita su altri scali europei, evitando di basare ulteriori aeromobili nei 19 aeroporti inglesi da cui opera, con un taglio del tasso di crescita previsto per il 2017 dal 15% al 6%. «A distanza di nove mesi dal referendum sulla Brexit ancora non sappiamo quale sarà la ricaduta sul trasporto aereo – ha dichiarato Kenny Jacobs, chief marketing officer della low cost (nella foto) -. E’ preoccupante come il governo inglese sembri non avere un piano alternativo per mantenere i collegamenti aerei con l’Europa in assenza del regime di open sky. Il governo deve mettere il trasporto aereo in cima all’agenda dei negoziati con Bruxelles. Le compagnie aeree inglesi, gli aeroporti e i viaggiatori devono avere una risposta. Il rischio è che, da marzo 2019, il Regno Unito resti isolato dall’Europa».

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