29 June 2026

Usa: i “nativi” americani investono sul turismo

Camille Ferguson

Camille Ferguson

Una presenza interessante per ampliare la gamma dei “temi di viaggio” in Usa è stata, a Showcase 2017 la presenza della American Indian Alaska Native Tourism Association. Nuovi tour, mostre e programmi dalla Route 66 al Grand Canyon a tutto il sud-ovest degli Stati Uniti sono le carte che gioca Camille Ferguson, direttore esecutivo della associazione.
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Le 22 nazioni tribali in Arizona, tutte caratterizzate da varie culture, storie, paesaggi e tradizioni, accolgono i visitatori nelle loro terre ancestrali. Di giorno vita attiva, sdi sera riposo nel lusso di un buon 4 stelle. Arte dal vivo, ma anche tentare la fortuna al gioco d’azzardo o giocare a golf su alcuni dei migliori campi della nazione; visitare centri culturali, musei, fare shopping, andare a pesca o a caccia… le tribù del Grand Canyon offrono tutto ciò. La comunità indiana Ak-Chin si trova nella valle di Santa Cruz nel sud dell’Arizona, 56 chilometri a sud di Phoenix. Ak-Chin è una parola O’odham che tradotta significa “la bocca del fiume” o “luogo in cui il fiume si perde nella sabbia o nella terra.” La tribù Ak-Chin ha più di un migliaio di membri e un territorio di quasi 9.000 ettari. La Comunità possiede una varietà di attività commerciali tra cui il Casinò Harrah Ak-Chin, il Ak-Chin Southern Dunes Golf Club, l’UltraStar Multi-tainment center Ak-Chin Circle e il Santa Cruz Commerce center. Anche in Arizona, Aianta presenterà il nuovo centro didattico del patrimonio culturale presso il Grand Canyon Desert View Watchtower. Sviluppata attraverso un progetto di collaborazione, questa zona da poco dedicata a Parco Nazionale offre una compresione del collegamento che le tribù avevano col paesaggio mozzafiato.

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