23 dicembre 2010 09:03
Le norme del decreto Pisanu non si applicheranno più agli operatori del settore turistico-ricettivo che mettono a disposizione del pubblico terminali per la navigazione internet. I gestori di alberghi e di altre strutture ricettive potranno dunque offrire questo servizio senza obbligo di specifica registrazione. Lo sottolinea il ministro del turismo, Michela Vittoria Brambilla, commentando il testo del decreto “milleproroghe” approvato dal Consiglio dei ministri. «Questo provvedimento, che abbiamo fortemente sostenuto, si inserisce nel percorso di semplificazione già avviato – ricorda il ministro -. Con l’esclusione dell’obbligo di registrazione, i gestori di strutture ricettive e di pubblici esercizi, saranno esonerati da alcuni gravosi adempimenti e i clienti potranno fruire, senza complicazioni, di servizi che ormai fanno parte della normale offerta turistica».
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[post_content] => Neos ha presentato la nuova formula "Neos Protection". «Abbiamo sentito la necessità – ha detto ad Askanews Aldo Sarnataro, cco di Neos – di mettere in campo una garanzia per tranquillizzare i nostri clienti. Non c’è nessun motivo quest’estate per non andare in vacanza e Neos Protection vuole rappresentare la garanzia e la tranquillità: se ti portiamo in vacanza, noi ti riportiamo anche a casa. Come lo facciamo? Questo è il valore intrinseco di far parte del gruppo Alpitour e quindi di avere una filiera che lavora insieme. Questo ci permette di poter mettere in campo una protezione che è figlia di un lavoro operativo e di procedure di investimenti per cercare di proteggere la vacanza».
Tutela a tutto tondo
Il prodotto offerto dal turismo organizzato è concepito per tutelare il viaggiatore sotto tutti gli aspetti, compreso quello dei costi legati al carburante degli aerei. «Ci tenevamo a riaffermare ancora questo concetto perché in un momento così difficile, ovviamente dove c’è una variabilità del costo del fuel che è molto grande, ci poteva essere il timore da parte del cliente che ci potrebbero essere costi post acquisto. Quindi volevamo sottolineare che alla luce di quello che è il preventivo nel momento in cui si va ad acquistare, non ci saranno sorprese dalla chiusura dell’acquisto fino alla partenza».
In dettaglio, queste le garanzie offerte da Neos:
prezzo bloccato: una volta confermata la prenotazione, il cliente è assicurato contro le fluttuazioni dei costi legati al carburante aereo. Il prezzo è bloccato e non subirà alcuna variazione.
Neos Protection: qualora, per cause di forza maggiore derivanti da eventi imprevedibili, il volo venisse cancellato, si potrà scegliere tra un volo alternativo, l'ottenimento del rimborso immediato e integrale del biglietto o un voucher Neos utilizzabile liberamente - senza vincoli di destinazione – per nuove prenotazioni Neos entro 24 mesi.
Neos Fuel Protection: una volta partito, il viaggio di ritorno a casa del cliente è sempre assicurato. Se si ha una prenotazione andata e ritorno, anche qualora si verifichi la circostanza eccezionale di carenza di carburante, Neos assicurerà comunque un volo di rientro, senza alcun costo aggiuntivo.
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I Ricci Hotels, Family Resort e Bike Hotel, sono da oltre 70 anni ifra i luoghi migliori per vivere una vacanza a Cesenatico. Quattro strutture affacciate sul mare e un cascinale di campagna (hotel Sport, hotel Valverde, hotel Nettuno, Villa Mia e il Podere La Fattoria a Sant'Arcangelo di Romagna), tutte dalle diverse personalità, offrono grandi piscine, animazioni per i bambini, biciclette ed e-bike per esplorare il territorio e una cucina che racconta la Romagna nel piatto.
Gli eventi
La stagione 2026 si preannuncia ricchissima di eventi, e il binomio sport e mare che da sempre contraddistingue Cesenatico quest'anno è più vivo che mai. Dopo la 55esima edizione della Granfondo Nove Colli, chiude il mese in bellezza il Giro d'Italia Women del 30 maggio, con Cesenatico che ospita la partenza della prima tappa verso Ravenna.
L'estate accende i colori e le emozioni. Il 19-21 giugno arriva La Notte Rosa, il celebre "Capodanno dell'estate" con concerti in spiaggia, spettacoli e fuochi d'artificio sincronizzati lungo tutta la costa. A luglio (12-19) la città si trasforma con The Week – Street Dance Festival, uno dei più importanti festival mondiali di street dance, tra contest di hip hop e workshop spettacolari. Il primo week end di agosto è dedicato alla storia: la Festa di Garibaldi (1-2 agosto) commemora l'imbarco dell'eroe dei due mondi con il tradizionale Palio della Cuccagna sull'acqua e uno spettacolo pirotecnico sul mare. Il 14 agosto i pescatori locali accendono i bracieri per La Rustida, una vigilia di Ferragosto all'insegna del pesce alla griglia e della convivialità. Da non perdere, tra luglio e agosto, i concerti all'alba sulle spiagge libere — musica classica o jazz alle prime luci del giorno, con il mare come palcoscenico naturale. E ogni venerdì pomeriggio, il mercato di Campagna Amica porta i prodotti a chilometro zero direttamente sul lungomare, mentre le sere infrasettimanali il Porto Canale si anima di mercatini dell'antiquariato e dell'artigianato.
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[post_content] => Sandals Resorts prosegue nell'evoluzione del concetto di all inclusive, trasformando il cibo in uno degli elementi centrali dell’esperienza di soggiorno. Non semplicemente “ristoranti inclusi”, ma un vero viaggio culinario costruito attorno alla valorizzazione delle culture locali, delle tradizioni dell’arcipelago e degli ingredienti del territorio.
Nei resort Sandals sono disponibili fino a 17 diverse opzioni di ristorazione all inclusive, mentre nei Beaches Resorts se ne possono trovare fino a 28.
Dietro ogni menu dei resort esiste infatti un lavoro di ricerca: studio delle ricette tradizionali, selezione di prodotti locali, chef internazionali qualificati e una costante attenzione alle preferenze dei viaggiatori di tutto il mondo. In Giamaica, ad esempio, il 90% dei prodotti necessari ai resort Sandals e Beaches viene raccolto e acquistato da agricoltori locali.
Il risultato è una proposta gastronomica ampia e dinamica che varia da resort a resort e accompagna gli ospiti in un viaggio tra culture e continenti senza mai lasciare i Caraibi. Dai ristoranti gourmet affacciati sull’oceano alle steakhouse contemporanee, passando per sushi bar, cucina mediterranea, specialità caraibiche, tapas e seafood grill, ogni esperienza è pensata per raccontare un volto diverso della destinazione. Accanto ai ristoranti signature, alcuni resort ospitano anche food truck e concept più informali fronte mare, perfetti per vivere un pranzo dai sapori locali con i piedi nella sabbia o una pausa street food dal gusto tropicale.
La proposta di Sandals Resorts ridefinisce quindi il concetto stesso di all inclusive: non più una formula standardizzata, ma un’esperienza gastronomica immersiva, autentica e sempre più orientata alla qualità e alla scoperta.
La novità
Tra i concept più innovativi della gastronomia caraibica firmata Sandals Resorts spicca Buccan, il ristorante che nasce dalla volontà di valorizzare ingredienti di ispirazione locale attraverso un approccio più moderno e raffinato. Disponibile presso il Sandals Saint Vincent and the Grenadines e presso il Sandals Regency La Toc a Saint Lucia, questo ristorante con formula “condivisione” è l’ultima novità del brand. Cotture open- fire, sapori affumicati, spezie locali e prodotti freschissimi diventano protagonisti di una cucina che racconta i Caraibi in modo autentico ma contemporaneo. L’atmosfera è intima, elegante e profondamente connessa alla natura dell’isola, trasformando la cena in un’esperienza immersiva.
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[post_content] => Il turismo religioso si conferma uno dei comparti a più forte crescita a livello internazionale, con oltre 300 milioni di pellegrini e viaggiatori ogni anno e un impatto economico globale stimato in oltre 18 miliardi di euro, in costante espansione grazie ai grandi flussi legati ai santuari, ai cammini spirituali, ai luoghi della fede e ai circuiti del turismo culturale diffuso.
Oltre al suo peso economico, il settore si distingue per la sua profonda dimensione spirituale, che lo rende un’esperienza di viaggio unica, capace di unire ricerca interiore, incontro tra culture e valorizzazione dei territori, contribuendo alla diffusione di valori di pace, dialogo e fraternità tra i popoli.
In questo scenario, la Rete mondiale del turismo religioso rivolge un appello al ministro del turismo, Gianmarco Mazzi, affinché venga riconosciuta in modo strutturale la centralità del turismo religioso attraverso l’istituzione di una sede istituzionale dedicata, capace di coordinarne politiche, sviluppo e valorizzazione, rafforzandone il ruolo strategico all’interno del sistema turistico nazionale ed europeo.
L’iniziativa si inserisce nel percorso di consolidamento della rete internazionale in Italia, a seguito dell’ingresso dell’Area Sud della Basilicata nella World Religious Tourism Network, elemento che rafforza il posizionamento del Mezzogiorno come area strategica per lo sviluppo del turismo religioso, dei cammini spirituali e del turismo sostenibile legato ai territori interni.
Secondo il Coordinatore per l’Italia Biagio Maimone, in un intervento rilasciato nel corso di una conferenza dedicata al ruolo del turismo nel sistema delle imprese turistiche e produttive del Paese, tenutasi a Milano presso la sede dell’impresa sociale MilanoPerCorsi e moderata dal presidente, il commercialista Marcello Guadalupi, il settore rappresenta una risorsa importante per la crescita economica, sociale e occupazionale del Paese, con un potenziale ancora in parte inespresso che, se adeguatamente sostenuto, può generare nuove opportunità di lavoro, soprattutto giovanile, rafforzare l’imprenditorialità locale e contribuire alla rigenerazione economica delle aree interne e dei piccoli centri.
Il turismo religioso in Italia genera ogni anno milioni di presenze e un indotto rilevante per strutture ricettive, ristorazione, mobilità lenta, servizi turistici e valorizzazione dei borghi. È considerato un fattore chiave di destagionalizzazione dei flussi e di riequilibrio territoriale, con un impatto diretto sulla vitalità economica delle aree meno centrali.
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Investimenti in fieri per il settore turistico della Giamaica: dall'avvio di nuove rotte aeree dirette per Montego Bay, ad un investimento di 5 miliardi di dollari nel comparto alberghiero e all'organizzazione di un vertice sulla connettività aerea della Caribbean Tourism Organization a Kingston, nel febbraio 2027.
Le novità, illustrate da Edmund Bartlett, ministro del turismo della Giamaica, arrivano mentre la destinazione registra, nel primo trimestre 2026, oltre un milione di visitatori e circa 956 milioni di dollari di entrate in valuta estera: una dimostrazione chiara della resilienza dell'isola a soli sei mesi dal passaggio dell'uragano Melissa.
In particolare, il paese ha registrato una crescita del 25% degli arrivi turistici dall'America Latina e del 7% dall'Asia, a testimonianza del successo della strategia di diversificazione del mercato dell'isola. Anche il turismo crocieristico si è rafforzato, con 591,861 visitatori arrivati tra gennaio e aprile 2026, in crescita rispetto allo stesso periodo del 2025.
Diverse compagnie aeree partner stanno ampliando i collegamenti verso la Giamaica in risposta alla costante domanda di viaggiatori, migliorando così l'accesso all'isola. Porter Airlines lancerà voli diretti senza scalo per Montego Bay da Toronto Pearson, Ottawa e Hamilton, aggiungendo quasi 5,000 posti per la stagione invernale. "Ogni nuova rotta sostiene l'occupazione. Ogni posto aggiuntivo sostiene le piccole imprese. Ogni volo crea un effetto a catena sull'economia che si estende ben oltre l'aeroporto", ha dichiarato il ministro Bartlett. "Questi annunci riflettono la straordinaria fiducia che le compagnie aeree e gli investitori continuano a riporre nella Giamaica come destinazione".
La Giamaica ha in programma la realizzazione di circa 15.000-20.000 nuove camere nei prossimi 5-10 anni, per un investimento stimato di 5 miliardi di dollari. Tra i progetti principali figurano The Pinnacle, un emblematico complesso residenziale e alberghiero, e il continuo sviluppo del corridoio turistico di Rose Hall.
“Non si tratta di una crescita incrementale, bensì di un investimento trasformativo per il futuro del turismo in Giamaica. Stiamo costruendo un ecosistema turistico che comprende grandi resort, hotel boutique, gastronomia, benessere, musica e avventura. Perché il viaggiatore di oggi cerca esperienze significative e memorabili, e la Giamaica le offre in modo naturale”.
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[post_content] => «La sostenibilità non può essere un tema separato dalla strategia di un’impresa: deve diventare parte del modo in cui l’impresa genera valore». Aldo Melpignano, owner & founder di Egnazia Ospitalità Italiana, intervenuto al forum Luxury Hospitality Reloaded organizzato da Deloitte, non ha dubbi: «Nel turismo questo è ancora più importante, perché ogni progetto entra in relazione con un territorio: ne riceve bellezza, cultura, persone, energia. La vera responsabilità oggi è chiedersi quanto si sia capaci di restituire a un luogo».
Una storia legata al territorio
Melpignano ripercorre la storia familiare, che è all’origine del progetto: «Nel 1996 mia madre trasformò la nostra casa in un albergo, dando vita a Masseria San Domenico. Tutto nacque coinvolgendo le persone che già lavoravano con noi: il nostro cuoco diventò lo chef del ristorante, il giardiniere il responsabile del verde, la signora che si occupava della casa la governante capo. È così che è iniziato tutto, da un rapporto molto umano con le persone e con il luogo. Oggi, crescendo e aprendoci a una forza lavoro più giovane, cerchiamo di mantenere quello stesso spirito, costruendo condizioni di lavoro più sostenibili e un migliore equilibrio tra vita privata e lavoro. Borgo Egnazia è conosciuto come un luogo in cui si lavora bene, e questo ci riempie di orgoglio».
Sulla carenza di personale qualificato che in questo periodo colpisce il mondo dell’accoglienza Melpignano ha sottolineato: «È un tema che riguarda tutta l’ospitalità e che richiede un impegno reale da parte delle imprese. Lavorare negli hotel deve tornare a essere attrattivo: dobbiamo ascoltare le aspettative delle nuove generazioni, che cercano equilibrio, crescita e una retribuzione adeguata. Lo stesso vale per la rigenerazione: oggi una struttura deve chiedersi quale impatto positivo possa generare sul territorio. Borgo Egnazia è nato da zero e ha contribuito a trasformare il tessuto socioeconomico della Puglia, creando lavoro, competenze e attenzione internazionale. Ora stiamo crescendo anche al di fuori della regione e il nostro obiettivo è portare questa stessa attenzione in nuovi territori».
(Chiara Ambrosioni)
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Una campagna per sostenere il turismo organizzato, il richiamo al ruolo strategico dell’incoming, l’attenzione al turismo delle radici e la volontà di legare sempre di più grandi eventi e patrimonio culturale alla promozione territoriale. Sono questi i principali temi emersi nella conferenza stampa tenuta stamattina dal neo ministro del turismo Gian Marco Mazzi, che ha tracciato una panoramica sulle direttrici su cui il ministero intende muoversi nei prossimi mesi, con particolare attenzione all'incoming e alla capacità del sistema Italia di rafforzare attrattività e competitività.
Ad aprire l'evento è stata la nuova campagna istituzionale dedicata al turismo organizzato, nata, ha spiegato Mazzi, da un confronto con la filiera. Associazioni di categoria, agenzie di viaggio e tour operator avevano infatti chiesto al ministero un segnale di attenzione verso il comparto che, nelle parole del ministro, continua a «rappresentare una componente importante e che ha dovuto confrontarsi con situazioni di instabilità internazionale e maggiore prudenza nelle prenotazioni da parte dei consumatori».
In questo quadro si inserisce la campagna “Viaggio organizzato. Vacanza assicurata" che vede protagonista Marco Liorni, scelta che il ministro ha collegato alla necessità di utilizzare una comunicazione riconoscibile e popolare per rafforzare il messaggio legato a tutela, affidabilità e valore del viaggio organizzato.
Nel suo intervento, Mazzi ha sottolineato come il tema della fiducia resti oggi centrale: secondo il ministro, uno dei principali freni alle prenotazioni non riguarda tanto la volontà di viaggiare, quanto il timore di perdere denaro o di trovarsi esposti a imprevisti in un contesto internazionale ancora instabile. Da qui il riferimento al ruolo del turismo intermediato, considerato una leva in grado di offrire maggiore protezione e supporto al viaggiatore.
Su eventuali misure a sostegno della filiera, oltre a quelle oggetto della conferenza, il ministro Mazzi ha confermato che il tema è all’attenzione del ministero, mantenendo però una linea prudente. Il dicastero sta valutando come muoversi e cercando di definire l’entità delle eventuali criticità, senza anticipare al momento misure specifiche.
L'incoming al centro delle strategie
Nel corso dell’intervento il ministro ha dedicato ampio spazio al tema dell’incoming, confermando la centralità del turismo in ingresso nell’agenda del ministero. Mazzi ha richiamato i dati di crescita del comparto, con una spesa turistica in aumento del 4% e arrivi in crescita del 2%, evidenziando come il quadro resti positivo nonostante un contesto internazionale ancora complesso.
Secondo il ministro, proprio questa situazione potrebbe tradursi in un vantaggio competitivo per l’Italia. «Lo dico a bassa voce, ma potremmo godere dell’interesse degli europei a non rinunciare alle possibilità di viaggio e a scegliere il nostro Paese», ha detto, sottolineando come l’Italia possa intercettare una domanda europea più prudente rispetto ai viaggi a lungo raggio, ma ancora orientata verso destinazioni vicine, attrattive e percepite come affidabili.
Un altro capitolo del suo intervento ha riguardato i grandi eventi, indicati come strumenti capaci di incidere non solo sul piano mediatico, ma anche sulla visibilità internazionale dei territori. Tra gli esempi citati, l’America’s Cup prevista a Napoli, letta come un appuntamento con potenziale impatto turistico significativo per il Sud Italia.
Proprio la Campania è stata al centro di una riflessione più ampia, che intreccia promozione turistica, identità culturale e attrattori territoriali. Mazzi ha infatti annunciato l’avvio del percorso per la candidatura della canzone napoletana classica a patrimonio immateriale Unesco, un progetto che punta a valorizzare uno dei patrimoni culturali più riconoscibili del Paese.
Secondo quanto spiegato dal ministro, l’obiettivo è costruire un percorso che, oltre al valore culturale, possa avere ricadute anche in termini di visibilità internazionale e richiamo turistico, rafforzando il legame tra patrimonio immateriale e promozione territoriale.
Radici
La candidatura si collega direttamente a uno dei temi più sottolineati durante l’intervento: il turismo delle radici. Mazzi ha ricordato il potenziale ancora ampio rappresentato dai discendenti delle comunità italiane emigrate all’estero, un bacino che continua a essere osservato con interesse per la sua capacità di generare soggiorni più lunghi e flussi orientati verso territori meno centrali rispetto ai tradizionali itinerari turistici.
Sul caro carburante, così come sulle altre criticità che oggi impensieriscono il settore, Mazzi ha scelto una linea di cautela. Il ministro ha confermato che il tema è all’attenzione del dicastero e che sono in corso valutazioni, precisando però che è ancora presto per indicare eventuali misure o quantificare possibili interventi. Allo stesso tempo ha ribadito la volontà di guardare alla stagione con un atteggiamento positivo, aggiungendo con una battuta di voler essere ricordato come il "Ministro dell’ottimismo", piuttosto che come ministro del turismo.
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Un arcipelago che si comprende pienamente solo dal mare
Esistono destinazioni che cambiano radicalmente in base al punto di osservazione e, soprattutto, al mezzo con cui vengono esplorate. Le Isole Eolie rientrano pienamente in questa categoria. Da terra si presentano con un’immagine consolidata con paesaggi vulcanici, spiagge nere, borghi e flussi turistici stagionali, mentre dal mare rivelano una dimensione completamente diversa, più autentica e stratificata.
La navigazione tra le isole, distanti tra loro meno di un’ora di vela, consente di percepire l’arcipelago come un sistema unitario ma composto da identità fortemente distinte, dove ogni approdo rappresenta un contesto geografico e culturale autonomo.
Sette isole, sette identità complementari
Lipari costituisce il principale hub dell’arcipelago: il castello aragonese domina il porto e testimonia la stratificazione storica dell’isola, mentre le antiche cave di ossidiana e il tessuto urbano dei vicoli bianchi raccontano un equilibrio ancora attivo tra comunità locale e presenza turistica.
Salina si distingue per una morfologia più verde rispetto al resto dell’arcipelago, con una vegetazione rigogliosa e una tradizione vitivinicola consolidata legata alla Malvasia. I terrazzamenti che scendono verso il mare definiscono un paesaggio agricolo costiero di forte valore identitario.
Panarea rappresenta un segmento più esclusivo del mercato turistico, caratterizzato da un’elevata attrattività internazionale. Tuttavia, molte delle sue calette principali, come Cala Junco e la spiaggia dei Zimmari, risultano pienamente accessibili solo via mare, rafforzando il ruolo della nautica come modalità privilegiata di fruizione.
Stromboli chiude idealmente il sistema insulare con un elemento distintivo unico nel Mediterraneo: un vulcano attivo costantemente osservabile, che genera un’esperienza notturna di navigazione di forte impatto scenico e sensoriale.
La navigazione come chiave di lettura del territorio
Le Eolie non sono soltanto una destinazione balneare, ma un vero e proprio prodotto nautico. Le condizioni meteomarine, influenzate da maestrale e scirocco, determinano scenari di navigazione variabili nel corso della stagione, mentre la natura vulcanica dei fondali crea una forte diversificazione paesaggistica subacquea e costiera.
Molte delle baie e delle calette dell’arcipelago risultano accessibili esclusivamente dal mare, elemento che rende la barca a vela non un’opzione alternativa, ma una modalità strutturale di fruizione del territorio. Le aree intorno a Basiluzzo, gli scogli di Lisca Bianca e la navigazione notturna lungo la costa di Stromboli rappresentano esperienze emblematiche legate in modo diretto alla dimensione nautica.
La stagione più favorevole per le vacanze in barca alle Eolie va indicativamente da maggio a settembre, con giugno e settembre che offrono un equilibrio ottimale tra condizioni climatiche, intensità del vento e gestione dei flussi turistici.
Un modello di viaggio condiviso in crescita
Negli ultimi anni si è affermato un modello di turismo nautico condiviso che integra esperienza di navigazione, socialità a bordo e ottimizzazione dei costi. In questo contesto, piattaforme come Sailwiz si inseriscono come intermediari tra domanda e offerta, facilitando l’incontro tra viaggiatori e imbarcazioni già organizzate.
Per chi desidera esplorare l’arcipelago senza la gestione diretta di un’imbarcazione, le proposte di viaggi condivisi in barca a vela alle Isole Eolie rappresentano una soluzione coerente con le caratteristiche della destinazione e con le nuove dinamiche del turismo esperienziale.
L’Eolie come benchmark esperienziale nel turismo nautico
Il valore delle Eolie non risiede in un singolo elemento, ma nella combinazione sistemica di esperienze: l’ancoraggio in baie silenziose all’alba, il passaggio sotto costa con odore di zolfo a Vulcano, l’arrivo a Panarea al tramonto con luce radente sulle architetture bianche, fino alla navigazione notturna ai piedi dello Stromboli.
La barca a vela diventa così il mezzo più coerente per interpretare l’arcipelago nella sua interezza, consentendo una fruizione continua e non frammentata del territorio, in linea con le logiche contemporanee del turismo lento e ad alta intensità esperienziale.
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[post_content] => La quotazione in Borsa di Alpitour è rimandata a causa della situazione di incertezza del settore dovuta al contesto geopolitico e quindi non avverrà nel 2026, ma il gruppo vuole farsi trovare pronto per sfruttare l'eventuale rimbalzo della domanda.
Lo ha detto a Radiocor Giovanni Tamburi, azionista di riferimento del tour operator attraverso Tip (e il veicolo Asset Italia 1), a margine di un evento del Festival dell'Economia. Nei mesi scorsi si era parlato del 2026-27 come possibile finestra per l'approdo a Piazza Affari.
In attesa del rimbalzo
"Abbiamo rimandato i tempi dell'Ipo, o di altre cose, perché con questa situazione il mercato del turismo sta un po' soffrendo: niente di serio ma dobbiamo prenderci del tempo" ha detto il finanziere. Spostamento al 2027? "Vediamo, abbiamo fatto un consiglio ieri e tutti si aspettano che quando finirà la guerra ci sarà un grandissimo rimbalzo" ha aggiunto Tamburi sottolineando che la percezione attuale è che ci sia "grande voglia di viaggiare".
"Abbiamo ancora gli alberghi pieni, alcuni al 90%, altri all'80% per cui c'è molta voglia di turismo. Nel frattempo stiamo rinforzando i call center sperando che quando arriva domanda nuova si riparte".
Alpitour ha chiuso l'ultimo esercizio a ottobre scorso con 2,3 miliardi di ricavi e un margine operativo lordo di 162,4 milioni.
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