9 giugno 2016 11:10
Aula magna gremita e tutto è pronto per uno degli appuntamenti più attesi di questa prima parte d’anno. Astoi illustra il suo Fondo di Garanzia all’Università Bocconi di Milano. L’attesa è palpabile, innumerevoli gli autorevoli volti del turismo italiano presenti.
Ore 11:00 Apre i lavori la professoressa Magda Antonioli, direttore del master nel turismo dell’ateneo milanese. Dopo i saluti cede la parola a Luca Battifora, presidente uscente Astoi a quella che sarà – probabilmente – la sua ultima uscita pubblica. «Da inizio anno abbiamo iniziato a pensare a una soluzione a un problema difficile, spinoso, come il Fondo di Garanzia. Non c’erano prodotti consoni al nostro comparto, per questo chiedemmo e ottenemmo la proroga al 30 di giugno».
«Questa normativa arriva, imposta: ma l’anomalia eravamo noi, una distonia rispetto all’Europa, per questo non abbiamo chiesto ulteriori sforzi al Governo, in termini di proroga. Se vogliamo essere supportati dalle istituzioni, dobbiamo essere in grado di assumerci le nostre responsabilità».
Presente in sala anche il capo di unità di crisi della Farnesina: si parlerà anche di sicurezza e di terrorismo. Prosegue Battifora: «Di fronte alle normative europee, che saranno sempre più stringenti, abbiamo due possibilità; o subirle o affrontarle».
«Non possiamo sempre trincerarci dietro il fatto di essere l’Italia: oggi fare tour operating vuol dire fare azioni concrete che diano garanzie ai clienti, ai fornitori. Abbiamo problemi seri quando all’estero i fornitori hanno ricevuto proposte da altri mercati. Ma non la Germania, basta la Polonia per fare numeri più importanti dei nostri».
«Va bene la competizione, va bene misurarci all’interno del nostro campo di gioco, ma iniziamo a pensare anche al bene comune. Uso paroloni, come si fa nei convegni, facciamo sistema. Ci sono 11milioni di italiani che vanno in vacanza con i tour operator».
«La partita è qui: renderci proattivi verso noi stessi e verso le istituzioni. Forse non abbiamo più a che fare con ministri che ci definiscono “esportatori di salute”. Oggi abbiamo un dialogo col Mibact e con il Ministero degli esteri. Le istituzioni devono fare la loro parte, con tutte le complicanze; province, regioni. Abbiamo una grande capacità, il Made in Italy si distingue da sempre. Non abbiamo problemi di capacità, abbiamo problemi di individualismo. E questo individualismo non deve pregiudicare la nostra capacità di fare sistema».
Dopo i preamboli, doverosi, il presidente vuole entrare nel dettaglio del Fondo della Garanzia, il tema della giornata e non solo.
Ore 11:20 «Avrà una matrice finanziaria, con un coordinamento e una supervisione della massima dirigenza Astoi ma sarà gestito da chi fa questo mestiere. Abbiamo escluso altre formule, consorzi e simili. Troppo lontani dalla nostra macchina, che deve garantire lunga percorrenza nel tempo»
Battifora non nega la propria soddisfazione, anche in virtù del fatto che il Fondo privato di Astoi è, di fatto, l’ultimo goal della sua presidenza. «Astoi ha dimostrato di essere un esempio virtuoso. L’invito è che le imprese abbiano l’ambizione di allargare il proprio business».
Ore 11:22 Scroscio d’applausi per Battifora, che cede il microfono a Gian Paolo Vairo, ad di Welcome Travel Group. «Dobbiamo chiarire i punti più fumosi entro l’applicazione di questa normativa. In questo momento c’è ancora il dubbio se l’agenzia di viaggio deve proteggere i propri clienti sia che si tratti di viaggi organizzati da loro stessi, sia che rivenda pacchetti di terzi».
«Oggi ancora non c’è chiarezza su questo punto, probabilmente l’agenzia sarà costretta a proteggere il cliente su tutto il suo fatturato, sino a una data che potrebbe essere il 2018. Come si può attrezzare l’agenzia? Due strade, assicurazione o fidejussione bancaria. Sul discorso assicurativo sono un po’ dubbioso, non perché non mi fidi delle assicurazioni, ma perché non sono chiari i massimali e i minimali. Spero prevalga il buon senso, che non si vada sotto certi minimi al di sotto della ragionevolezza. E il massimale? Qual è il massimale da assicurare? L’agente deve assicurare il rientro del cliente e un minimo di tre notti. Occorrono rilevazioni e statistiche sulla curva di prezzo del comparto aereo. Un ginepraio estremamente complesso».
Ore 11:30 «Passiamo alla fidejussione: paradossalmente dovremmo calcolare il fatturato dell’anno precedente, decidere quale sia la nostra alta stagione, calcolare le date ipotetiche di partenza e applicare su questa cifra una percentuale “sufficientemente elevata” per coprire i costi di un eventuale rientro. Vi sembra una strada percorribile? Voglio lanciare un messaggio: chiarire gli obblighi dell’agenzia e i criteri su cui calcolare i costi di eventuali fidejussioni. Le agenzie rischiano, dal 1° di luglio, di non essere in grado di operare in proprio».
Ore 11:36 la parola passa a Franco Gattinoni, pronto a rincarare la dose. «Guardiamo il bicchiere mezzo pieno e non mezzo vuoto: sarà un costo in più ma anche una possibilità in più. Voglio fare un distinguo: sono d’accordo che quando l’agenzia fa in proprio deve avere il suo Fondo ma il problema sorge quando l’agenzia passa dal transato del tour operator. In qualche maniera le agenzie dovranno garantirsi in prima persona quello che hanno fatto, anche per non essere assoggettati ai tour operator».
«Abbiamo un progetto che presenteremo a breve, una garanzia che sarà fornita dal nostro network. Avremmo voluto anche noi farlo come associazione ma le agenzie son troppo frammentate. Fiavet è rimasta dov’era, Fto forse un po’ più unito».
Ore 11:44 Si passa al profilo più tecnico, interviene l’avvocato Romanelli, dello studio BonelliErede che snocciola gli esempi europei, da quello belga, con una tassa calcolata in percentuale per gli operatori che devono versare al fondo, sino alla Danimarca, Paese precursore, che ha costituito il fondo nel lontano 1979, anticipando e non di poco la normativa europea.
Il legale prova a tracciare una linea comune, per esemplificare una tematica così complessa e variegata
«La ratio è sempre la stessa: il consumatore non deve restare scoperto. Lo sancisce la corte di giustizia, in alcuni Paesi, quando gli operatori non ce la fanno, subentra l’intervento dello Stato».
«Regno Unito: la normativa più sofisticata ed è quella a cui si ispira il modello Astoi. E’ richiesta una licenza, chi non opera al di fuori dal Paese può non avere la licenza Atol ma deve offrire le stesse garanzie e, soprattutto, chi opera senza garanzie va incontro a sanzioni a carattere penale».
Ore 12:12 Altro parere legale, questa volta dell’avvocato Silvana Durante, legale di Astoi. «Ce lo chiede l’Europa, dobbiamo essere semplici e al contempo virtuosi, con uno strumento efficace. Il Fondo non può andare in default, deve avere risorse adeguate».
Ore 12:20 Dettagli tecnici sul Fondo Astoi. Ci pensa Paolo Arlandini, consigliere finanza e assicurazioni Confindustria Genova
«Concentriamoci sul Fondo in senso stretto. L’obiettivo di investimento delle risorse raccolte sarà quello di conservare il capitale acquisito dai soci. I denari arrivano dall’industria per proteggere l’industria».
«Bassi rischi e bassi investimenti per preservare il capitale. Sarà tutto gestito e monitorato in assoluta trasparenza. Siamo in un mondo dove esistono rischi che non pensavamo esistessero e anche in un mondo dove ci sono costi che una volta non c’erano, banalmente i depositi bancari».
Ore 12:25 Sale sul palco il sottosegretario Dorina Bianchi.
«Devo riconoscere l’ottimo approccio di Astoi, un grande esempio di cosa pubblico e privato possono fare insieme. Dobbiamo trovare soluzioni insieme, che vadano nella direzione di non creare problemi agli operatori: loro operano in un settore determinante del nostro Paese. Abbiamo inserito, in maniera un po’ anomala, il Turismo nel ministero dei Beni Culturali. Ma sono entrambi settori che possono e devono fare il bene dell’Italia».
«Voglio tranquillizzare le agenzie di viaggio. E voglio invitare tutti gli altri attori della filiera a sollevare le questioni, per darci modo di dare le risposte in tempi adeguati».
Ore 12:37 La filiera mostra ancora un certo scetticismo verso le istituzioni e accoglie freddamente l’intervento dell’onorevole Bianchi. Ci pensa Luca Battifora, in chiusura, a mettere a tacere i brusii.
«Nei nostri ministeri di riferimento, turismo ed esteri, abbiamo assistito a un vero vento di cambiamento. C’è ed è reale».
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Ci sono destinazioni che sembrano avere un momento perfetto per essere visitate, poi c’è l’Egitto: un Paese capace di regalare emozioni in ogni stagione dell’anno.
Con un viaggio in Egitto, puoi scoprire le meraviglie della terra dei faraoni scegliendo il periodo più adatto alle tue esigenze.
Ogni stagione offre un volto diverso dell’Egitto: alcuni mesi sono ideali per esplorare templi e siti archeologici, altri per vivere il fascino del deserto, mentre altri ancora sono perfetti per una rilassante crociera sul Nilo tra paesaggi unici e antiche città faraoniche. Ecco cosa vedere e quali esperienze vivere durante tutto l’anno.
Inverno: la stagione dei templi e delle tombe
Da dicembre a febbraio l'Egitto vive il suo momento migliore per l'archeologia. Le giornate sono limpide, le temperature nella valle del Nilo restano piacevoli e camminare tra i templi è un piacere puro dalla mattina alla sera.
Cosa vedere assolutamente in questi mesi:
Le Piramidi di Giza e la Sfinge — l'inverno regala la luce migliore dell'anno sull'altopiano. Il sole basso allunga le ombre e la pietra assume tonalità dorate che d'estate non si vedono.
Il Grande Museo Egizio — il museo archeologico più grande al mondo dedicato a un'unica civiltà, con la collezione completa di Tutankhamon finalmente riunita in un solo luogo.
La Valle dei Re — le tombe dipinte si visitano scendendo sottoterra, e l'inverno rende la discesa molto più confortevole. I colori sulle pareti sono ancora quelli originali, dopo più di tremila anni.
Il tempio di Karnak — il complesso religioso più vasto dell'antichità. La sala ipostila, con le sue centotrentaquattro colonne, va vista al mattino presto, quando la luce entra di taglio tra i pilastri.
Il Cairo storico — con il clima fresco la città si esplora a piedi: la Cittadella di Saladino, la moschea di Mohammed Ali, i vicoli di via al-Muizz e il mercato di Khan el-Khalili.
È il periodo più amato da chi programma un viaggio in Egitto completo, tra archeologia, città e navigazione fluviale.
Primavera: la stagione del deserto e delle oasi
Marzo, aprile e maggio portano una luce nuova. Le rive del Nilo si tingono di verde, l'aria è limpida e le temperature nel deserto diventano finalmente vivibili.
Cosa vedere in primavera:
L'oasi di Siwa — a ridosso del confine libico, tra palmeti sterminati, sorgenti naturali e le rovine del Tempio dell'Oracolo, dove secondo la tradizione Alessandro Magno venne proclamato figlio di Amon.
Il Deserto Bianco — formazioni calcaree modellate dal vento in forme che sembrano scolpite: funghi, torri, animali di pietra. Dormire lì sotto un cielo stellato è un'esperienza che resta.
Il Deserto Nero e Bahariya — colline di basalto scuro che si alternano alle dune chiare, in un contrasto cromatico che sorprende chiunque.
Sham el-Nessim — la festa con cui gli egiziani accolgono la primavera, celebrata da migliaia di anni. Le famiglie si riversano nei parchi e lungo il fiume: è l'occasione di vedere l'Egitto contemporaneo che vive una tradizione nata all'epoca dei faraoni.
Abu Simbel — i colossi scavati nella roccia sono spettacolari tutto l'anno, ma in primavera il viaggio verso sud è particolarmente piacevole.
Estate: la stagione dei siti tutti per te
L'estate egiziana riserva una sorpresa bellissima: i siti archeologici sono quasi tutti tuoi. Il clima è secco e luminoso, e organizzando le visite nelle ore più belle della giornata si vive un Egitto che pochi hanno la fortuna di vedere.
Cosa vedere in estate:
I templi all'alba — il tempio di Hatshepsut alle sette del mattino, con la roccia che si scalda lentamente e nessuno attorno, è uno di quei ricordi che non si dimenticano. Lo stesso vale per Karnak e per la Valle dei Re.
Il volo in mongolfiera su Luxor — decolla prima del sorgere del sole, quando l'aria è fresca. Dall'alto si vedono contemporaneamente il Nilo, i campi coltivati, i templi della riva occidentale e il deserto che comincia di colpo.
Il Cairo di sera — d'estate la capitale si anima dopo il tramonto. Le terrazze sul fiume si riempiono, i mercati restano aperti fino a tardi e la città rivela un ritmo notturno che negli altri mesi non si coglie.
Alessandria d'Egitto — affacciata sul Mediterraneo, con la sua atmosfera diversa dal resto del Paese: la Biblioteca moderna, le catacombe di Kom el-Shoqafa e la brezza mediterranea che accompagna ogni passeggiata.
Il bello dell'estate sta nel ritmo della giornata: visite all'alba con la luce più morbida dell'anno, pausa rigenerante nelle ore centrali e ripresa nel tardo pomeriggio, quando i templi si accendono di oro.
E nell'agosto 2027 l'Egitto avrà un motivo in più: il 2 agosto un'eclissi solare totale attraverserà il Paese, con oltre sei minuti di totalità proprio sopra Luxor. Un fenomeno di questa durata non tornerà prima del prossimo secolo.
Autunno: la stagione della navigazione sul Nilo
Settembre, ottobre e novembre sono forse i mesi più sottovalutati. Le giornate sono lunghe e luminose, l'aria è dolce e il fiume è al suo massimo splendore. È il momento perfetto per vivere il Nilo.
Cosa vedere in autunno:
La crociera sul Nilo tra Luxor e Assuan — tre o quattro giorni di navigazione lenta, con le rive che scorrono tra palme e villaggi. Ci si sveglia con un paesaggio diverso ogni mattina.
Il tempio di Edfu — dedicato al dio falco Horus, è il tempio meglio conservato di tutto l'Egitto. Si raggiunge dalla riva del fiume ed entrarci è come entrare in un edificio ancora intatto.
Il tempio di Kom Ombo — unico perché doppio: una metà dedicata a Sobek, il dio coccodrillo, l'altra a Haroeris. Affacciato direttamente sull'acqua, al tramonto è magnifico.
Il tempio di Philae ad Assuan — smontato pietra per pietra e ricostruito su un'isola per salvarlo dalle acque. Sembra galleggiare, e la visita si raggiunge in barca.
I villaggi nubiani — case dipinte di azzurro e giallo lungo il fiume, con un'ospitalità e una tradizione musicale completamente diverse dal resto dell'Egitto.
La dahabeya — in autunno tornano più facilmente disponibili le imbarcazioni tradizionali a vela: poche cabine, navigazione silenziosa e soste in punti dove le navi grandi non arrivano.
Chi cerca il miglior equilibrio tra clima, tranquillità e disponibilità trova spesso proprio in autunno la finestra ideale per delle vacanze Egitto ben pianificate.
In sintesi: quale stagione fa per te?
Inverno — se il sogno sono le Piramidi, i templi di Luxor e le tombe dipinte, con il clima più comodo dell'anno.
Primavera — se il richiamo è il deserto, le oasi e il silenzio delle dune, con la possibilità di assistere alle feste locali.
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Una costante che vale in ogni mese
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La regione Lombardia vara una nuova misura di sostegno da 300.000 euro, destinata alle Pro Loco e alle loro Unioni iscritte all'Albo regionale.
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“Le Pro Loco – commenta l’assessore al turismo, moda e marketing territoriale della regione Lombardia Debora Massari - arrivano dove spesso la promozione tradizionale non riesce ad arrivare: conoscono i luoghi, le loro storie e soprattutto le persone che li tengono vivi. Con questo contributo vogliamo dare un aiuto concreto a chi lavora tutto l’anno, spesso su base volontaria, per creare occasioni di visita e far conoscere anche la Lombardia meno nota. È un patrimonio di competenze e presenza sul territorio che per il turismo lombardo ha un valore importante”.
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Il fondo londinese del miliardario britannico Christopher Hohn The Children’s Investment Fund ha investito circa 636 milioni di dollari in prestiti legati ad alcuni dei principali hotel di lusso italiani. A riportarlo è il Financial Times, che sottolinea come la posizione più rilevante riguardi il Danieli di Venezia. Sulla struttura Tci detiene una quota di un finanziamento da 392 milioni di dollari. Seguono il Caesar Augustus di Capri con 132 milioni, il Six Senses sul lago di Como con 74 milioni e il Mandarin Oriental di Milano con 38 milioni. Tutti gli alberghi fanno capo al gruppo immobiliare italiano Statuto.
Come si legge sul Sole 24Ore, Tci non ha concesso direttamente i finanziamenti, ma ha rilevato quote di prestiti originati da una società di private credit nella quale possiede una partecipazione.
Cresce la domanda in Italia
La crescita della domanda alberghiera in Italia ha aumentato anche la competizione tra gli investitori per un numero limitato di immobili di alto profilo, dai palazzi storici di Roma, Milano e Venezia alle strutture sul lago di Como e sulla Costiera Amalfitana. Il Danieli, per esempio, è interessato da un’importante ristrutturazione dopo il passaggio della gestione da Marriott a Four Seasons, con il completamento dei lavori previsto il prossimo anno.
Secondo le rilevazioni di Jll Italia sugli ultimi dati di investimenti immobiliari in Italia, nel primo semestre di quest’anno, il comparto Hotels & Hospitality ha registrato circa 860 milioni di euro di investimenti diretti a cui si aggiungono ulteriori 260 milioni di euro derivanti da operazioni di riconversione. Il mercato urban è dinamico, coprendo circa il 50% dei volumi, di cui il 30% su Milano e circa il 20% su Roma. Si consolida l’attenzione su Venezia e Firenze, oltre che sulle destinazioni leisure, soprattutto laghi e Sicilia. Non manca interesse per città secondarie come Torino, Bologna e Padova.
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[post_content] => Dal luglio scorso Nicola Bonacchi ha cambiato squadra. Il manager, dal 2023 managing director di Glamour tour operator, è ufficialmente entrato in FerderlegnoArrdo Eventi in qualità di chief growth & innovation officer.
L'esperienza in Alitalia
Come si rileva dal suo profilo Linkedin, Bonacchi lascia così alle spalle il mondo del turismo, che lo aveva visto impegnato prima dell'ingresso in Glamour a ricooprire ruoli di responsabilità anche in Fiera Milano e in Alitalia, dove aveva ricoperto la carica di vice president sales Italy prima e di vice president sales international markets poi, a cominciare dal 2015.
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[post_content] => Israele mette in pista un progetto per lo sviluppo alberghiero nel Paese. Il progetto beneficerebbe di una garanzia statale e agevolerebbe il finanziamento di nuovi hotel, nonché l'ampliamento delle strutture esistenti.
Come riporta Le Quotidien du Tourisme, il ministero del turismo israeliano intende agevolare la costruzione di nuovi hotel e l'ampliamento di quelli esistenti. A tal fine, ha chiesto al ministero delle fnanze di studiare la creazione di un fondo di prestito garantito dallo Stato, pari a circa 114 milioni di euro. Questo meccanismo aiuterebbe gli operatori del settore alberghiero ad ottenere i finanziamenti necessari.
Michael Izhakov, direttore generale del ministero del turismo, ha recentemente presentato questa richiesta a Uri Shasha, vice ragioniere generale del ministero delle finanze. Questa proposta mira a rimuovere uno dei principali ostacoli che attualmente impediscono lo sviluppo del settore alberghiero israeliano.
Un periodo difficile
Michael Izhakov sottolinea come il settore alberghiero israeliano abbia dovuto affrontare una serie di crisi senza precedenti negli ultimi anni. La pandemia, i prolungati periodi di instabilità della sicurezza e le persistenti conseguenze della guerra hanno eroso il patrimonio netto degli sviluppatori di progetti, aumentato il costo dei finanziamenti e inasprito le condizioni di credito. La realizzazione di nuovi progetti alberghieri è quindi diventata più difficile, anche quando questi beneficiano di incentivi agli investimenti concessi dal ministero. Il fondo proposto consentirebbe ai promotori dei progetti di ottenere finanziamenti aggiuntivi a condizioni che agevolino la costruzione di nuovi hotel e il completamento di strutture già in costruzione.
Il ministero sta inoltre lavorando a riforme della pianificazione urbanistica, tra cui la zonizzazione a uso misto, per migliorare la redditività economica dei progetti alberghieri. Fornisce anche incentivi agli investimenti a sostegno della costruzione di migliaia di nuove camere d'albergo. L'iniziativa rientra nell'ambito dell'obiettivo fissato dal ministro del turismo: accogliere 7 milioni di turisti all'anno entro il 2030.
Secondo Izhakov «Questa misura dovrebbe rappresentare una leva importante per mobilitare investimenti privati su scala molto più ampia, accelerando la creazione di nuovi hotel in tutto il Paese, rafforzando la resilienza del settore turistico e contribuendo alla crescita, all'occupazione e allo sviluppo economico in molte aree turistiche».
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La compagnia premium offre infatti la possibilità di modificare gratuitamente le date su tutti i biglietti emessi fino al 31 ottobre 2026, senza costi di modifica e senza limiti al numero di modifiche che un passeggero può effettuare. Questa flessibilità si applica su tutta la rete, consentendo ai passeggeri di adeguare i propri piani al mutare delle circostanze.
Il grande focus della stagione invernale rimane quello dei collegamenti diretti verso le Maldive: i passeggeri in partenza dall’Europa mantengono lo stesso sedile reclinabile e lo stesso equipaggio dalla partenza all’arrivo, senza cambi di aeromobile, senza controlli di sicurezza in transito, senza ricontrollo dei bagagli e senza rischio di perdere la coincidenza.
Ogni biglietto include anche beOnd Assurance, l’assicurazione di viaggio gratuita che il vettore offre di serie dal novembre 2025. Copre i passeggeri in tutto il mondo in caso di disservizi di volo, emergenze mediche, smarrimento bagagli, interruzione del viaggio e infortuni personali, offrendo protezione in ogni fase del viaggio.
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La nuova edizione - distribuita in formato digitale a tutte le agenzie di viaggi del gruppo, sui canali di comunicazione delle diverse business unit, ai clienti fidelizzati del programma Blu&cluB e attraverso Bluvacanze.it - prende le mosse dall'editoriale del ceo del gruppo Bluvacanze, Domenico Pellegrino: «Viviamo, insieme, un tempo in cui la pressione mediatica sulle persone è fortissima, quasi sempre orientata in negativo: ogni tensione diventa emergenza, ogni criticità diventa allarme. Ebbene, davanti a tutto questo, le persone non hanno smesso di viaggiare. Non hanno smesso di sognare il viaggio, di programmarlo, di desiderarlo. Credo che questo sia il dato più significativo su cui riflettere: in un'epoca che sembra spingerci alla chiusura e alla diffidenza, milioni di persone continuano a scegliere l'apertura, l'incontro, la scoperta. A voi che continuate a partire, nonostante tutto e soprattutto grazie a tutto ciò che il viaggio vi restituisce, va il mio grazie più sincero».
I servizi
Ecco i servizi a firma di giornalisti e professionisti del settore, a cominciare da un invito al viaggio in Messico dove il Día de Muertos viene raccontato andando oltre il foclore per scoprirne il significato culturale più autentico, sintetizzato dal celebre motto "Morir es nada. Lo terrible es no vivir". Dall'America Latina all'Africa orientale, Zanzibar diventa il simbolo di un turismo che genera valore sociale grazie a una storia di women empowerment, mentre Capo Verde ci svela come una famiglia italiana sia riuscita a trasformare un territorio arido in un progetto di sviluppo sostenibile, legato al golf. Naturalmente non manca mai la "destinazione Mare", dalle crociere tra imbarchi da porti inattesi del Texas, alle rotte tra i paesaggi dell'Alaska. Come non mancano le tendenze nell’approfondimento dedicato al fenomeno delle solo traveler, attraverso l'intervista alla più importante community europea di donne che viaggiano da sole, mentre un focus sui trend analizza il set jetting, il turismo ispirato da film e serie televisive. L'avventura continua a bordo del leggendario The Ghan, il treno che attraversa l'Outback australiano. E ancora, il benessere trova un posto privilegiato nelle nuove terme italiane, mentre il calcio diventa chiave di lettura per comprendere identità e riscatto sociale tra Brasile, Argentina e Uruguay sulle orme delle grandi leggende del fútbol. Infine, uno sguardo alla montagna raccontata come esperienza di lifestyle, integrando la dimensione sportiva.
Accanto alle ispirazioni per partire, Emozioni Travel Magazine dedica spazio anche ai temi che stanno ridisegnando il settore: i cambiamenti del business travel, la sostenibilità e le nuove regole europee sui diritti dei passeggeri del trasporto aereo.
Il filo conduttore dell'intero numero è una convinzione: nella prima parte di quest'anno, tra una informazione spesso allarmistica nonché fuorviant e il contesto internazionale difficile, il desiderio di viaggiare non si è fermato. Il magazine vuole, quindi, essere anche un riconoscimento ai viaggiatori che continuano a partire, ai clienti che si affidano alle agenzie di viaggio e ai consulenti che, ogni giorno, li accompagnano con competenza e sicurezza nella scelta delle loro esperienze nel mondo.
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Lo Showcase Usa-Italy 2027, un evento molto atteso nel settore turistico, non si svolgerà. La comunicazione ufficiale è arrivata attraverso una lettera del U.S. Commercial Service, che ha informato gli operatori del settore della decisione presa, evidenziando i motivi che hanno portato a questa scelta.
“Ci scusiamo sinceramente” – si legge nella lettera – “per il breve preavviso: abbiamo fatto tutto il possibile per realizzare l’evento, ma purtroppo non siamo più in grado di procedere a causa di una modifica alla nostra missione istituzionale.” La lettera prosegue esprimendo gratitudine per le collaborazioni passate e speranza di poter riprendere l’evento in futuro.
Secondo alcune indiscrezioni, questa annullamento sarebbe riconducibile a una revisione significativa delle attività internazionali del Dipartimento del commercio statunitense, mossa dai vincoli di bilancio e dalla ridefinizione delle priorità da parte dell’amministrazione. Si parla anche di una nuova strategia che prevede forme di promozione alternative per il turismo statunitense nei mercati esteri.
Nonostante tutto, l’U.S. Commercial Service ha affermato di rimanere a disposizione per fornire supporto agli operatori mentre questi continuano a sviluppare le loro attività nel mercato italiano. Sarà comunque garantita la selezione dei delegati italiani per l’IPW 2027, con l’intento di facilitare contatti con buyer qualificati.
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Siamo ancora nelle primissime fasi di sviluppo della pubblicità tramite intelligenza artificiale, ma gli esperti prevedono che cambierà radicalmente il settore. A quanto pare, in futuro i viaggiatori cercheranno su internet luoghi da visitare e destinazioni da raggiungere. Ed è proprio in quel momento che appariranno gli annunci pubblicitari.
Sostengono che la potenza dell'intelligenza artificiale sarà tale che in futuro ben pochi utilizzeranno il motore di ricerca di Google, che fino ad ora è stato il più grande sistema pubblicitario al mondo. Come sempre, il turismo, e in particolare i viaggi, si rivela il mercato più adatto a questa innovazione.
Secondo questa pubblicità, gli hotel e le altre strutture ricettive della zona potranno "avvicinarsi" direttamente al viaggiatore reale, a colui che desidera visitare un determinato luogo, conoscendo persino le sue intenzioni.
Le poche aziende che controllano l'Intelligenza Artificiale offrono servizi di intermediazione tramite società proprie – che gestiscono e modellano la pubblicità. La versione beta di questo servizio è disponibile da alcuni mesi. Le versioni beta sono test molto avanzati utilizzati per individuare e correggere potenziali bug.
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Ebbene, davanti a tutto questo, le persone non hanno smesso di viaggiare. Non hanno smesso di sognare il viaggio, di programmarlo, di desiderarlo. Credo che questo sia il dato più significativo su cui riflettere: in un'epoca che sembra spingerci alla chiusura e alla diffidenza, milioni di persone continuano a scegliere l'apertura, l'incontro, la scoperta. A voi che continuate a partire, nonostante tutto e soprattutto grazie a tutto ciò che il viaggio vi restituisce, va il mio grazie più sincero».\r\nI servizi\r\nEcco i servizi a firma di giornalisti e professionisti del settore, a cominciare da un invito al viaggio in Messico dove il Día de Muertos viene raccontato andando oltre il foclore per scoprirne il significato culturale più autentico, sintetizzato dal celebre motto \"Morir es nada. Lo terrible es no vivir\". 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E ancora, il benessere trova un posto privilegiato nelle nuove terme italiane, mentre il calcio diventa chiave di lettura per comprendere identità e riscatto sociale tra Brasile, Argentina e Uruguay sulle orme delle grandi leggende del fútbol. Infine, uno sguardo alla montagna raccontata come esperienza di lifestyle, integrando la dimensione sportiva.\r\n\r\nAccanto alle ispirazioni per partire, Emozioni Travel Magazine dedica spazio anche ai temi che stanno ridisegnando il settore: i cambiamenti del business travel, la sostenibilità e le nuove regole europee sui diritti dei passeggeri del trasporto aereo.\r\n\r\nIl filo conduttore dell'intero numero è una convinzione: nella prima parte di quest'anno, tra una informazione spesso allarmistica nonché fuorviant e il contesto internazionale difficile, il desiderio di viaggiare non si è fermato. Il magazine vuole, quindi, essere anche un riconoscimento ai viaggiatori che continuano a partire, ai clienti che si affidano alle agenzie di viaggio e ai consulenti che, ogni giorno, li accompagnano con competenza e sicurezza nella scelta delle loro esperienze nel mondo.\r\n\r\n \r\n","post_title":"Gruppo Bluvacanze: con Emozioni Travel Magazine il viaggio continua","post_date":"2026-08-25T10:08:02+00:00","category":["mercato_e_tecnologie"],"category_name":["Mercato e tecnologie"],"post_tag":[]},"sort":[1787652482000]},{"_index":"travelquotidiano","_type":"post","_id":"520524","_score":null,"_source":{"blog_id":1,"post_content":"[caption id=\"attachment_171754\" align=\"alignleft\" width=\"300\"] Un momento di uno Showcase Usa-Italy[/caption]\r\n\r\nLo Showcase Usa-Italy 2027, un evento molto atteso nel settore turistico, non si svolgerà. 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