Buona crescita per il Trentino
14 maggio 2008 11:07
Un’estate ricca di eventi quella che si prospetta per la Provincia autonoma di Trento e per le sue destinazioni turistiche. Un’estate che dovrebbe superare gli arrivi e le presenze fatte registrare nel periodo maggio-ottobre del 2007, quando gli arrivi furono più di 2,4 milioni – pari al 2,4%in più rispetto all’anno precedente -dei quali 1,7 milioni furono italiani. «Analizzando la stagione invernale appena trascorsa – ha detto Tiziano Mellarini, assessore al turismo della provincia autonoma di Trento – i dati sono ancora migliori: nel mese di dicembre, gli arrivi sono aumentati del 3,4% e le presenze del 9,2».
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[post_content] => Primo semestre 2026 positivo per il Brasile, che ha accolto oltre 3,5 milioni di visitatori internazionali arrivati in aereo (+13,3%). «Si tratta del miglior risultato mai registrato in questo periodo», sottolinea una nota di Embratur ripresa da L'Echo Touristique. Considerando tutti i mezzi di trasporto, il Paese ha registrato 5.261.733 turisti internazionali nei primi sei mesi dell’anno, dato che rappresenta il secondo miglior risultato per il periodo.
Il trasporto aereo rappresenta quindi il 67% del totale degli arrivi registrati in Brasile tra gennaio e giugno, segno di un’attrattiva sempre più marcata a livello internazionale. «L’aumento degli arrivi per via aerea va di pari passo con l’espansione dei collegamenti internazionali del Brasile. Un maggior numero di voli e una presenza più marcata sui mercati di origine avvicinano il Paese ai viaggiatori provenienti dall’America Latina e dall’Europa», ha commentato il presidente di Embratur, Bruno Reis.
I flussi provenienti dal Sudamerica (+13,8%) rappresentano oltre la metà del traffico registrato negli aeroporti brasiliani, pari a oltre 1,9 milioni di visitatori. A trainare il settore è la vicina Argentina con il suo milione di turisti (+15,9%). Gli incrementi più significativi si registrano nei mercati colombiano (+33,4%) e peruviano (+20,8%), mentre il Cile registra una crescita del 6,4%.
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La destinazione è dunque sulla buona strada per segnare un nuovo record di affluenza nel 2026, dopo aver accolto oltre 9,2 milioni di visitatori internazionali lo scorso anno (+37,1%).
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[post_content] => Un'altra notizia sulla quale riflettere. Il turismo nel bel paese in questo 2026 vola. E non è certo una novità. Questo andamento decisamente positivo si riflette anche sugli incassi dei comuni derivanti dalla tassa di soggiorno. Nei primi sei mesi dell’anno si registra un più 13% a favore dei comuni italiani con 438milioni. In tre anni il gettito è cresciuto addirittura del 30%.
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[post_content] => Anche nel 2026 agosto si conferma un mese in crescita per il turismo. Sono oltre 96,7 milioni, infatti, i pernottamenti previsti sul territorio nazionale nel corso del mese, con una crescita dell’1,1% rispetto a un anno fa. Questo quanto emerge dalle stime di Assoturismo Cst, elaborate dal Centro Studi Turistici di Firenze per Confesercenti su un panel di oltre mille imprenditori italiani della ricettività.
Fra le mete turistiche che registrano gli incrementi maggiori spicca la montagna con un volume di circa 11,7 milioni di presenze (+2,3% rispetto ad agosto 2025). Il Trentino-Alto Adige è indicato tra le aree montane che stanno beneficiando maggiormente della domanda turistica legata al caldo, come già aveva evidenziato il ministero del turismo/Enit.
“I dati di Assoturismo Confesercenti confermano una tendenza che ormai non può più essere considerata episodica – commenta Massimiliano Peterlana, presidente Bitm e vicepresidente vicario di Confesercenti del Trentino – La montagna è diventata una destinazione turistica sempre più importante anche durante l’estate.
"Un tema sul quale, proprio in questi giorni, anche Uncem sta riflettendo, attraverso un sondaggio pubblico rivolto a tutti, per capire come sia andato il turismo in montagna nell’estate 2026 e, soprattutto, per raccogliere indicazioni su cosa serva per affrontare i prossimi anni. Al centro della riflessione ci sono anche il governo dei flussi, gli investimenti necessari nei territori, la distribuzione delle presenze e il tema, sempre più attuale, di come conciliare l’attrattività turistica con le esigenze delle comunità che vivono la montagna tutto l’anno”.
Governare i flussi
Dati che, sottolinea Peterlana, rappresentano una buona notizia, ma vanno anche letti con attenzione: “La montagna si sta trasformando, in qualche modo, in un vero e proprio “rifugio climatico” – spiega – Proprio perché questa tendenza rappresenta una grande opportunità, è necessario guardarla con senso critico. Il rischio, infatti, è che alla crescita della domanda debba corrispondere una capacità altrettanto efficace di governare i flussi. Lo abbiamo visto anche recentemente, con episodi di forte congestione e code che hanno interessato alcune delle località più frequentate.
"Alcune destinazioni possono trovarsi a gestire picchi di presenze concentrati in periodi molto brevi, con conseguenze sulla mobilità, sui servizi, sull’ambiente e sulla qualità dell’esperienza turistica. A questo si aggiunge il rischio che una domanda crescente venga ulteriormente alimentata da operazioni commerciali che, se non accompagnate da una visione complessiva, possono accentuare la concentrazione anziché favorire una distribuzione più equilibrata delle presenze». La sfida, prosegue Peterlana, è quindi portare «il turismo giusto, nel momento giusto e nei luoghi giusti”.
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Buona performance per la città dell'Aquila Dodici per cento in più di arrivi, 13,5% in più di presenze. Il primo semestre del 2026 consegna all'Aquila numeri in forte crescita rispetto allo stesso periodo dello scorso anno. A richiamarli è stato il ministro del turismo Gianmarco Mazzi, arrivato in città in occasione della serata di apertura della 732/a Perdonanza Celestiniana.
"Quest'anno ci sono stati risultati record all'Aquila - ha detto Mazzi - Nel primo semestre abbiamo avuto un dato del 12% in più degli arrivi e del 13,5% in più delle presenze rispetto allo stesso periodo del 2025". Il ministro ha allargato lo sguardo all'Abruzzo, parlando di una media regionale "molto buona" e "in grande crescita". Poi il riferimento politico: "Siamo molto felici di questo, a dimostrazione di una regione amministrata molto bene dal presidente della Regione Marco Marsilio e di una città amministrata molto bene dal sindaco Pierluigi Biondi".
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Si tratta di Corporacion America Airports S.A., Royal Schiphol Group, Mundys S.p.A., Adani Airport Holdings Limited, Save S.p.A., 2I Aeroporti S.p.A., Mag Overseas Investment Ltd, Oman Airports Management Company, Macquarie European Infrastructure Fund, Vinci Airports s.a.s.
Nella seconda fase della procedura i soggetti selezionati saranno invitati a partecipare alle successive fasi secondo modalità e tempistiche che verranno comunicate nel rispetto dei principi di trasparenza, parità di trattamento e tutela della concorrenza.
Sul piatto, una quota pari ad almeno il 51% del capitale sociale di Sac.
"La conclusione della prima fase rappresenta un passaggio significativo di un percorso che conferma l'elevato interesse manifestato per il nostro sistema aeroportuale e la fiducia nelle sue prospettive di sviluppo. Ora si apre una fase altrettanto importante, nella quale l'obiettivo sarà individuare il partner in grado di presentare il progetto industriale più solido, capace di sostenere gli investimenti necessari a rafforzare la competitività degli aeroporti di Catania e Comiso, preservandone il ruolo strategico per la Sicilia nell'interesse pubblico", hanno dichiarato Anna Quattrone e Nico Torrisi, presidente e amministratore delegato di Sac.
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[post_content] => Un viaggio lento, che si snoda fra città d'arte, siti storici e affascinanti paesaggi naturali: è il percorso del Trenino Verde delle Alpi che ogni giorno collega, ogni due ore, Domodossola a Berna in 2 ore e 20 minuti, attraversando il Passo del Sempione e la linea storica del Lötschberg. Domodossola, Briga, Kandersteg, Spiez, Thun e Berna.
Ogni tappa è un'occasione per fermarsi e scoprire piccoli mondi tempestati di bellezze naturali, tradizioni locali impreziosite dal fascino della cultura alpina e luoghi d’arte e storia che aggiungono significato, valore e contesto all’intero viaggio.
Un tragitto slow che si trasforma in un vero e proprio itinerario culturale, che si può percorrere anche in un solo weekend, scendendo alle fermate prescelte e riprendendo il treno successivo con i biglietti giornalieri Bls.
A cinque minuti a piedi dalla stazione di Briga, il World Nature Forum accoglie i visitatori nel museo più moderno delle Alpi. Qui il patrimonio mondiale Unesco Alpi Svizzere Jungfrau-Aletsch si racconta attraverso i suoi elementi essenziali: paesaggio, acqua e clima. La BLS mette anche a disposizione un biglietto speciale per chi desidera visitare in giornata la cittadina di Briga e il World Nature Forum con uno sconto sui biglietti del 50%,
Costruito a partire dal XII secolo su una penisola circondata dai vigneti, il Castello di Spiez custodisce 1300 anni di storia locale. Nel museo, oggi gestito dalla Fondazione del Castello di Spiez e aperto da maggio a ottobre, le sale rivivono le diverse epoche accomunate dalla presenza maestosa del castello, dai tornei medievali ai sontuosi banchetti cerimoniali, attraverso attività interattive che rendono la visita un'avventura anche per i bambini.
Nel cuore del parco di Schadau, affacciato sul lago, si conserva un primato che nessun'altra tappa può vantare: il Thun-Panorama è il ciclorama più antico ancora esistente al mondo.
A pochi passi dalla stazione, il centro storico di Berna si apre come un museo a cielo aperto: sei chilometri di portici, facciate in arenaria e la Zytglogge, la torre dell'orologio del XIII secolo che ancora oggi scandisce le ore con le sue figure meccaniche, accolgono i viaggiatori appena scesi dal treno, introducendoli alla scoperta di questo gioiello Patrimonio Unesco.
Dalla fermata di Goppenstein, tappa intermedia della linea tra Kandersteg e Briga, con un autobus postale si raggiunge in pochi minuti nel cuore della valle (non compreso nella carta giornaliera Trenino Verde). A Kippel, tra facciate in legno annerite dal tempo e la chiesa di San Martino del XVI secolo, il Museo della Lötschental custodisce oltre 60 maschere di legno che ripercorrono, dalla seconda metà del 1800 a oggi, l'evoluzione dei Tschäggättä, le enigmatiche figure del carnevale alpino che dalla Candelora fino al Martedì Grasso animano ancora oggi le strade dei villaggi.
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[post_content] => I giochi sull’estate 2026, ormai, sono fatti. Non usa mezzi termini Andrea Mele, ceo di Mappamondo, e con la consueta lucidità traccia il bilancio di un’annata che, una volta di più, sta mettendo a dura prova gli operatori turistici.
«Quello che si è perso questa estate ormai non è più recuperabile – spiega il manager a Travel Quotidiano -. Non abbiamo assistito alla ripresa delle prenotazioni su vasta scala e anche il last minute sulle destinazioni a lungo raggio che programmiamo è molto limitato».
Trend imprevedibile
Il trend è il frutto di un insieme di fattori, già fin troppo noti e studiati dai tour operator: «L’incertezza sulla situazione è l'elemento che sta pesando di più nelle decisioni dei viaggiatori. Più che di paura, si tratta proprio di incognita sul futuro, incapacità di prevedere, al di là dei proclami, la reale evoluzione della situazione geopolitica internazionale. I potenziali viaggiatori non credono più alle dichiarazioni diffuse dai media e a questa incertezza si aggiunge anche il lato economico. Se si escludono le compagnie che fanno scalo in Medio Oriente, l’offerta dei voli diretti dall’Europa verso l’Asia è necessariamente più limitata, e i prezzi salgono».
Con il grosso del booking estivo ormai alle spalle - «a fine febbraio, fortunatamente, avevamo già registrato un buon volume di prenotazioni, che non sono poi state annullate» - si guarda all’inverno.
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Parzialmente diverso il discorso di Shiruq, marchio dedicato ai viaggi tailor made per individuali e piccoli gruppi. «In questo caso stiamo registrando prenotazioni anticipate anche su ottobre e novembre, ma si tratta di piccoli numeri su viaggi che, per loro vocazione, sono indirizzati a una cerchia particolare di viaggiatori».
Importante sarà il bilancio da tracciare a fine agosto, che delineerà anche i primi riscontri sull’inverno. «Restiamo con il fiato sospeso. Attendiamo l’evoluzione della situazione internazionale per capire come muoverci. Comunque, già una buona parte della nostra offerta per Capodanno è disponibile sul sito e credo che nelle prossime settimane scioglieremo le riserve inserendo anche il Capodanno a Dubai».
Per ora, si viaggia a freno tirato, sperando però che la situazione si sblocchi anche perché le destinazioni mediorientali, fra le quali Emirati Arabi e Arabia Saudita, hanno il loro periodo di punta proprio nel periodo invernale. Una stagione che non bisogna assolutamente perdere.
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[post_content] => Primo semestre 2026 positivo per Airbus, che registra ricavi consolidati in aumento del 12% su base annua a 33,2 miliardi di euro: nei sei mesi sono stati consegnati complessivamente 351 aeromobili commerciali (306 aeromobili nel 2025), di cui 44 A220, 271 della famiglia A320, 10 A330 e 26 A350.
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[post_content] => «Rimini, smettiamola di raccontarci che va tutto bene. Il vero problema è che non ci facciamo più le domande giuste». Mauro Santinato, esperto di marketing turistico e consigliere alberghiero, commenta la prima parte dell'estate in corso.
«Ogni estate si ripete lo stesso copione - spiega Santinato in un intervento riportato da Newsrimini.it -. Escono i primi dati della stagione turistica, emergono segnali evidenti di difficoltà e, puntualmente, arriva qualcuno a rassicurarci: la stagione è partita bene, gli stranieri compensano il calo degli italiani, il problema è il caro benzina, il costo della vita, l'inflazione, le guerre, il meteo. Quest'anno l'ultima proposta è addirittura quella di chiedere al governo un nuovo bonus vacanze per rilanciare la domanda italiana. Francamente credo che questo modo di affrontare la realtà sia il vero problema del turismo riminese».
Stagione in chiaroscuro
«Basta fare una passeggiata sul lungomare in una qualsiasi giornata feriale di luglio per capire che non siamo davanti a una stagione esaltante. Le spiagge si riempiono soprattutto nei weekend, mentre durante la settimana mostrano ampi spazi vuoti. Molti alberghi continuano a praticare tariffe sorprendentemente basse anche nel pieno dell'estate, un segnale inequivocabile di una domanda che fatica a sostenere i prezzi. Altri riescono a riempire le camere quasi esclusivamente grazie agli eventi, persino in luglio, il mese che una volta garantiva occupazioni elevate senza particolari sforzi commerciali. Questi non sono giudizi. Sono indicatori di mercato. Nel frattempo, altre destinazioni italiane registrano il tutto esaurito, con incrementi sia dell'occupazione sia del ricavo medio per camera. Evidentemente il problema non è soltanto il potere d'acquisto degli italiani. La domanda che dovremmo porci è un'altra. Perché un turista con una buona capacità di spesa oggi sceglie sempre meno Rimini per la propria vacanza balneare? È una domanda scomoda, ma indispensabile».
Domande indispensabili
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Brasile: arrivi internazionali via aerea a +13.3% nel primo semestre 2026
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