6 maggio 2016 10:26

Il cda di Sea ha confermato presidente Pietro Modiano. Il consiglio di amministrazione della società che gestisce gli aeroporti milanesi si è riunito a Linate subito dopo l’assemblea degli azionisti, al termine della quale Modiano ha indicato il “clima di grande coesione” che c’è tra i soci: il Comune di Milano (54,81%), 2i Aeroporti (35,75%) ed F2i (8,62%). Vice di Modiano sarà anche per questo mandato Armando Brunini, eletto consigliere da F2i insieme a Stefano Mion. Gli altri consiglieri sono Salvatore Bragantini, Susanna Stefani, Susanna Zucchelli e Arabella Caporello, eletti sulla base della lista del Comune di Milano. L’assemblea dei soci ha dunque approvato anche il bilancio 2015: Sea ha registrato ricavi per 694,8 milioni di euro (+1,4%), un margine operativo lordo di 219,8 milioni (+6,8%) e un utile di 83,8 milioni, in crescita del 52,8%, con un indebitamento finanziario netto in calo da 571,2 a 538,2 milioni e un dividendo di 0,25 euro per azione, per un totale di 62,8 milioni, pari all’80% dell’utile. «Il 2015 è stato un anno positivo per il gruppo – ha commentato Modiano – lo testimoniano i dati di conto economico e di stato patrimoniale, con un margine operativo che ha raggiunto il suo massimo storico arrivando a 219,8 milioni di euro, in crescita del 6,8% rispetto al 2014. I dati del traffico passeggeri sono soddisfacenti con una crescita del 3,3%, al netto del trasferimento del traffico proveniente dall’aeroporto di Bergamo, a seguito del rifacimento della pista avvenuto nel maggio 2014. L’aumento del traffico passeggeri è stato significativo soprattutto nella sua componente di maggior valore, cioè quella relativa al traffico intercontinentale che rappresenta il cuore e la ragion d’essere dell’attività dell’aeroporto di Malpensa, che ha superato il valore di 5,6 milioni di passeggeri, con un aumento del 4,8% rispetto al 2014, anno in cui l’incremento era stato dell’ 11,8% nel confronto con l’anno precedente».
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Alla fine del terzo trimestre del 2025, in base ai dati divulgati da CoStar, l'Europa si è affermata come l'unica regione al mondo con un'espansione nella costruzione e nello sviluppo di nuovi hotel, con una crescita del 3,7%, anche se l'area Asia-Pacifico prevede più camere.
In Europa sono 428.345 le camere sotto contratto , di cui 171.589 sono già in costruzione, con un incremento del 5,2% rispetto all'anno precedente. Il Regno Unito è in testa alla classifica continentale, seguito da vicino dalla Germania. Attualmente ci sono 954.989 camere d'albergo in costruzione in tutto il mondo. Mentre in Europa si registra un aumento dell'attività edilizia, lo sviluppo alberghiero in altre regioni sta rallentando, sebbene oltre 1,5 milioni di camere siano ancora in fase di progettazione.
I diversi mercati
In dettaglio, come riporta Hosteltur, l'area Asia-Pacifico, nonostante le sue dimensioni, ha visto un calo del 3,2% nelle costruzioni.
Le Americhe hanno registrato un calo dell'8,8% negli sviluppi attivi, con 190.842 camere; un calo del 4,1% nelle camere nella fase di pianificazione finale (292.538); e un leggero aumento dello 0,8% nelle camere pianificate (390.345).
In Medio Oriente e Africa , la riduzione delle camere in costruzione ha raggiunto il 9,4% (99.895). Ci sono 19.396 camere nella fase di progettazione finale (in calo del 37,3%) e 94.485 nella fase di progettazione iniziale (in aumento del 10,9%). La Classifica dei Paesi con il maggior numero di camere in costruzione vede la Cina sul podio, con 280.577 camere, seguita da Stati Uniti (138.922), Arabia Saudita (44.771), India (41.711), Vietnam (39.078) e Regno Unito (24.540).
A seguire, Germania (22.622), Emirati Arabi Uniti (14.685), Messico (14.290), Canada (8.988) e Brasile (5.481).
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