28 March 2026

Esl, le lingue all’estero a ogni età

Giovanni Moretti

Giovanni Moretti

Esl – Soggiorni Linguistici rilancia la sua offerta, forte di una specializzazione di oltre 15 anni nello studio delle lingue straniere all’estero con l’ausilio di scuole partner selezionate con cura e opzioni di corso direttamente a casa del professore. L’inglese in particolare, parlato da quasi due miliardi di persone nei cinque continenti, è ormai imprescindibile e sempre più genitori incoraggiano i loro figli a impararlo con le vacanze studio. «Non c’è un’età giusta per iniziare – afferma Giovanni Moretti, Esl manager Italia -. Abbiamo studenti di ogni tipo e a tutte le età si può apprendere qualcosa. E’ però innegabile che più si è giovani, più il cervello è reattivo agli input linguistici: per questo i programmi juniors (7-17 anni) di Esl sono sempre molto gettonati. In quest’ambito, la fascia principale è quella 13-17 anni, che copre circa il 90% del nostro mercato. In Italia c’è ancora un atteggiamento protettivo verso i figli che vanno all’estero, mentre nei paesi limitrofi come la Germania e la Francia, i genitori sono più propensi a far viaggiare i bambini da soli già dai 7-8 anni. Abbiamo tuttavia osservato una crescita della fetta 7-12 anni, legata al fatto che sempre più famiglie decidono di condividere il percorso estivo dei figli e quindi li accompagnano con il nostro programma di soggiorno linguistico in famiglia». Tra le destinazioni per imparare l’inglese, rimane imperante l’Inghilterra, terra madre della lingua di Shakespeare e dei Beatles. Oltre alla cosmopolita Londra, chi non può rinunciare alle vacanze al mare ha la possibilità di scegliere anche alcune mete costiere come Portsmouth e Brighton.

 

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A lanciare il monito al mercato italiano è il presidente di Federalberghi, Bernabò Bocca, che dal palco della quarta edizione del summit Pambianco dedicato all'hotellerie mette in guardia dai problemi connessi al conflitto in atto. «Non è a rischio il turismo di prossimità, ma lo è il turismo alto spendente, quello che arriva da lontano e che porta un contributo prezioso in termini di spesa media, di durata del soggiorno e di destagionalizzazione - spiega il presidente -. Aggiungo che gran parte degli investimenti effettuati nel mondo alberghiero ancora si concentra su un numero molto limitato di destinazioni, che subiscono così le conseguenze dell'overtourism e di prezzi alle stelle».\r\n\r\nIn verità, l'overtourism per Bocca è un non problema: «I turisti non sono mai troppi - aggiunge il presidente -; basti pensare che l'occupazione media degli hotel in Italia non supera il 50%.  Ma l'80% dei flussi si concentra sul 4% del nostro territorio. 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