13 May 2026

Parity rate: le Ota chiedono che non vengano annullate

Le Ota non ci stanno e hanno iniziato a fare pressione sul parlamento italiano al fine eliminare l’articolo 5o del decreto legge sulla concorrenza, che introduce la nullità delle clausole di parità tariffaria: il parity rate. «L’articolo 50, è stato introdotto dalla Camera dei deputati senza consultare gli operatori del settore e senza alcuno studio che valuti l’impatto della normativa, ed è molto probabile che sia incompatibile con i Trattati Ue e le regole sulla concorrenza dell’Unione europea – ha dichiarato Christoph Klenner (nella foto), segretario generale Ettsa, European Technology and Travel Services Association -. L’articolo proposto colpisce i distributori del settore del turismo, indipendentemente dalla loro posizione di mercato; è in conflitto con le libertà contrattuali e commerciali e viola i principi fondamentali dell’Ue, come la libera circolazione dei servizi e la libertà di stabilimento, così come il diritto comunitario della concorrenza, andando a minare la sostenibilità del modello di business adottato dalle Ota. L’articolo proposto prevede la nullità delle clausole contrattuali secondo le quali gli albergatori si impegnano a non discriminare negativamente i consumatori che prenotano sulle ota, quando gli stessi alberghi fissano i prezzi da praticare su un’Ota rispetto a quelli pubblicati sui propri siti web. «Se la disposizione di cui al disegno di legge della concorrenza venisse approvata nella sua formulazione attuale, il free riding sugli investimenti corrisposti dalleOta sarebbe legittimato. Così si andrebbe a minare la sostenibilità del modello di business delle Ota, ha avvertito Klenner. Il presidente di Ettsa, Jean-Philippe Monod, ha spiegato che l’articolo, se approvato nella sua attuale formulazione, avrà un effetto negativo sul settore dei viaggi e del turismo in Italia: «i consumatori e gli alberghi, in particolare i più piccoli, che formano la spina dorsale del settore turistico italiano, saranno danneggiati qualora l’Articolo 50 della proposta di legge sulla concorrenza fosse approvato».

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