24 April 2026

SunExpress riduce l’età media della flotta

SunExpressSunExpress rinnova la flotta: il piano prevede 50 nuovi Boeing ordinati nel 2014 che verranno consegnati gradualmente fino al 2021 portando l’età media della flotta, che ad oggi è di undici anni, a 3,6 anni entro il 2021. I nuovi modelli ordinati sono: B737-800NG e B737-8 MAX. Cinque B737-800NG sono entrati in servizio ad ottobre 2015 e sfoggiano un design completamente nuovo. Altri sette verranno consegnati entro la fine del 2016. Nel frattempo, i sei Boeing 737 acquistati nel 2010 saranno gradualmente rimodernati a partire dal design delle poltrone. I nuovi aerei sono inoltre caratterizzati da minori consumi di carburante, minori costi di manutenzione, una maggiore autonomia, minori emissioni e ridotto inquinamento acustico. «Il rinnovo della flotta si sviluppa sotto diversi aspetti: vogliamo migliorare l’esperienza del cliente sui voli SunExpress, ridurre i costi operativi e migliorare ulteriormente l‘efficienza, anche nell’interesse dell’ambiente» ha dichiarato Jaan Albrecht, Ceo di SunExpress. Inoltre la compagnia offre i primi voli a lungo raggio con Airbus A330, in partenza da Colonia/Bonn dal 2 novembre 2015. Il primo è su Varadero, penisola sulla costa nord di Cuba. Attualmente la flotta conta 73 aerei (compresi gli Airbus A330): 15 aerei di SunExpress Germania, 28 della divisione turca della compagnia e ulteriori 30 aerei in wetlease.

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Io sono un inguaribile ottimista, e credo di essere arrivato al ministero giusto, perché vedo che questo ottimismo appartiene anche a voi, che lo portate avanti pure in questo momento serio».\r\n\r\nOra che lui sia ottimista, ci potrebbe andare anche bene, ma quando ci sono i problemi cerchiamo di risolverli, perché l'ottimismo arriva fino a un punto, poi bisogna fare qualcosa.\r\n\r\nSecondo «Io sono contro gli allarmismi. Quindi, vorrei dare alcuni dati e fare un appello ai media. L’informazione dev’essere sempre corretta, perché il destinatario finale è il cittadino, e noi abbiamo il dovere etico e morale di informare nel modo giusto il cittadino. Una certa narrazione, un po’ sensazionalista, un po’ drammatizzante, è da evitare. Quindi inviterei tutti, soprattutto i media, a essere molto responsabili».\r\n\r\nNaturalmente ce l'ha con la stampa. 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E lo fa con il consueto equilibrio ma con rammarico nei confronti di una situazione internazionale che resta complessa.\r\nUn prezzo ingiusto\r\n«Durante il viaggio  - spiega infatti il manager - ho potuto toccare con mano gli effetti assurdi del conflitto in Medio Oriente; la nave su cui navigavo, la “Gemma di Turisanda” piena già da febbraio, ha viaggiato con 10 cabine vuote su 28, complici le cancellazioni post 27 febbraio.\r\nEppure i siti archeologici erano pieni; pieni di spagnoli, pieni di francesi, pieni di inglesi, pieni di americani e anche pieni di cinesi ma vuoti di italiani. Ogni volta che accade qualcosa in Medio Oriente l’Egitto paga un prezzo ingiusto. Le persone, ma qui mi spingerei a dire gli italiani, lo associano a qualsiasi disastro accada nel mondo arabo anche se non ha preso parte al conflitto, non ha preso posizione in favore di uno o dell’altro, non ha basi americane e, come ben noto, non ha subito attacchi dall’Iran. 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