25 August 2026

Piano aeroporti: 38 scali di interesse nazionale. Torino strategico, con riserva

aeroporto-di-torino-caselleE’ pronto lo schema di decreto del presidente della Repubblica che dovrebbe dare attuazione al Piano nazionale degli aereoporti, così come riportato dall’agenzia Public Policy. Sono 38 gli scali considerati “di interesse nazionale“, di cui 12 con “particolare rilevanza strategica”  e tre classificati come “gate intercontinentali”. Questi ultimi sono Roma Fiumicino, Milano Malpensa e il Marco Polo di Venezia, in considerazione della loro “capacità di rispondere alla domanda di ampi bacini di traffico” e ad un “elevato grado di connettività con le destinazioni europee ed internazionali”.  Il dpr considera di rilevanza strategica gli scali che, per caratteristiche legate alla capacità di traffico e per la posizione territoriale, risultano più importanti degli altri in relazione alla divisione della Penisola in 12 macroaree. Si tratta di Malpensa, Venezia, Bologna, Pisa-Firenze (che vi rientrano solo a condizione di realizzare una gestione unica), Roma Fiumicino, Napoli, Bari, Lamezia Terme, Catania, Palermo, Cagliari e Torino. L’aeroporto di Caselle rientrerà però in questa categoria, che assicurerà più introiti grazie a maggiori investimenti pubblici, solo in caso di realizzazione dell’alta velocità tra Torino e Milano e tra lo scalo di Caselle e quello di Malpensa. I rimanenti 26, classificati di “interesse nazionale”, sono invece: Milano Linate, Bergamo, Genova, Brescia, Cuneo, Verona, Treviso, Trieste, Rimini, Parma, Ancona, Roma Ciampino, Perugia, Pescara, Salerno, Brindisi, Taranto, Reggio Calabria, Comiso, Pantelleria, Lampedusa, Olbia e Alghero. Per rientrare tra quelli di interesse nazionale, gli aeroporti devono “esercitare un ruolo ben definito” in relazione al traffico a cui fanno riferimento, “con una specializzazione dello scalo e una riconoscibile vocazione dello stesso, funzionale al sistema aeroportuale di bacino da incentivare”. Un’altra condizione necessaria prevista dal dpr è la dimostrazione, “tramite un piano industriale ed economico-finanziario, del raggiungimento di un equilibrio economico anche tendenziale e di adeguati indici di solvibilità patrimoniale, almeno su un triennio”. Esenti da queste ultime condizioni saranno gli scali “che garantiscono continuità territoriale di regioni periferiche e aree in via di sviluppo particolarmente disagiate, qualora non sussistano altre modalità di trasporto”.
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