20 April 2026

Acconto massimo 20%, la Corte Suprema tedesca penalizza i tour operator

Bundesgerichtshof-Karlsruhe-745x559-596b0370f9c854b9La Bundesgerichtshof, la Corte suprema federale tedesca, ha sentenziato questa settimana su tre casi sollevati dalle associazioni dei consumatori contro Thomas Cook, Tui e Urlaubstours. Le sentenze rischiano al momento di far danni anche sostanziosi ai tour operator, che potrebbero veder ridotto il loro cash flow e aumentato il rischio finanziario negli acquisti anticipati di servizi. La Corte suprema ha infatti deciso che l’acconto per il pagamento dei pacchetti non dovrebbe superare mai il 20% del totale, salvo nel caso di pacchetti a quotazione dinamica dove il tour operator sia costretto al saldo immediato del volo, e anche qui con qualche distinguo. Inoltre, hanno deciso i giudici, il saldo del restante 80% sarebbe ‘appropriato’ non prima di 30 giorni dalla data di partenza. E non sarebbero più ammesse penali di cancellazione del 40% della quota totale entro un mese dalla partenza. I tour operator potrebbero dunque essere costretti a riversare  sul costo del pacchetto quello del maggior rischio nei contratti che li impegnano al pagamento anticipato dei servizi. Fino alla sentenza della Corte Suprema Tui ha continuato a chiedere il 25% di acconto sui pacchetti, che costituiscono la quasi totalità del suo fatturato. E non fa una grinza la spiegazione offerta da  Dietrich Kressel, che guida Tui in Germania: «Secondo noi la Corte non ha fissato né una percentuale di deposito obbligatoria, né prima né ora. E del resto il nostro business si basa in larga parte sull’acquisto anticipato di servizi, finanziato dal tour operator. Noi chiediamo il 40% di deposito solo su pochissime offerte last minute o fortemente scontate». Gli altri tour operator a quanto pare attenderanno la sentenza definitiva e completa per qualsiasi reazione. E commenta in una nota Urlaubstours che «la battaglia legale delle organizzazioni dei consumatori potrebbe far sparire dal mercato I pacchetti più economici, o almeno limitarme sostanzialmente la produzione».

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