13 May 2026

Venezia, il 14 marzo si inaugura il Salone Nautico

Venezia si prepara ad ospitare l’ottava edizione del Salone Nautico, organizzato da Expo Venice. Dal 14 al 22 marzo 2009 alla Stazione Marittima, appassionati ed operatori della nautica da diporto potranno scoprire le ultime novità del settore, sia a vela sia a motore. Sarà possibile acquistare imbarcazioni nuove ed usate all’interno di un’ampia fascia di prezzi, anche grazie ad accordi con partner finanziari, come Gruppodieci e Cassa di Risparmio di Venezia (Gruppo Intesa-Sanpaolo). Nei padiglioni saranno esposte imbarcazioni pneumatiche e le proposte in legno della tradizione veneziana, accessoristica e tecnologia. Saranno esposti e in vendita anche soluzioni di arredo, motori, elettronica tecnologia, servizi, abbigliamento. «Vogliamo fare del Salone Nautico un’eccellenza – ha dichiarato Piergiacomo Ferrari, presidente Expo Venice – e per questo abbiamo stretto un accordo con Starwood Hotels, che ci aiuterà a sviluppare un concept innovativo: il Venice Boat Lounge. Grazie a questa partnership che coinvolgerà l’Hotel Danieli, il Gritti Palace Hotel e l’Hotel Europa e Regina, nel periodo del Salone Nautico, Venezia svilupperà un sistema di accoglienza di alto livello».

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In valore assoluto le riduzioni più consistenti si registrano in Lombardia (-25.098), Lazio (-22.963), Veneto (-17.792), Emilia-Romagna (-16.037) e Toscana (-15.309) mentre n termini percentuali, le flessioni più marcate sono nelle Marche (-25%), nel Lazio (-20,4%), in Veneto (-18%), Friuli-Venezia Giulia ed Emilia-Romagna (entrambe intorno al -17%).\r\n\r\n«Il dato segnala una tendenza che va contrastata - commenta il presidente di Confesercenti, Nico Gronchi -, un tessuto diffuso di piccole imprese e lavoratori autonomi svolge una funzione economica essenziale: sostiene la densità produttiva dei territori, alimenta concorrenza e pluralismo dell'offerta, crea occupazione e circolazione locale del reddito. Il lavoro autonomo - spiega - si sta riducendo per l'effetto combinato di più fattori: pressione fiscale e amministrativa, costi energetici, esplosi dopo la pandemia, locazioni commerciali, difficoltà di accesso al credito, squilibri competitivi con grandi operatori e piattaforme digitali. Una somma di vincoli che rende sempre più difficile avviare, mantenere o trasferire un'attività».\r\n\r\nL'associazione chiede «interventi macro, sui costi dell'energia per i piccoli e per riequilibrare la concorrenza e garantire il pluralismo. Sarebbero necessari però anche - conclude - sostegni agli investimenti privati e incentivi per il ricambio generazionale, che oggi è un punto critico per molte piccole imprese. Sono necessarie anche più tutele e strumenti di welfare, che per imprenditori e imprenditrici resta una questione lasciata alle proprie forze. 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