4 febbraio 2009 11:09
Il 2009 de I Viaggi di Atlantide inizia all’insegna del rafforzamento del rapporto con il trade. L’operatore lancia una serie di iniziative per gli agenti di viaggio. Un tour delle città italiane che prenderà il via da Bologna il prossimo 11 febbraio per poi spostarsi a Pescara e Ancona il 12, a Torino il 13, a Genova il 16 e il 17 a Milano. Serate in cui la formazione sui prodotti sarà il pretesto per un incontro e un confronto con gli agenti. «Le agenzie di viaggio sono e restano il nostro partner e interlocutore unico per quanto riguarda la distribuzione – precisa Vittorio Benvenuto, direttore commerciale de I Viaggi di Atlantide – e quest’anno abbiamo intenzione di dedicare agli agenti un’attenzione ancora maggiore, con alcune iniziative che andranno dalla formazione all’incentivazione, per arrivare alla fine dell’anno a premiare le agenzie che si saranno dimostrate più attive nel corso del 2009».
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La low cost taglierà un terzo del proprio personale amministrativo e trasferirà la propria sede centrale a Oslo, chiudendo l’ufficio di Arendal: il 'Project Falcon' - questo il nome dell'operazione - punta ad un taglio dei costi annuali per 50 milioni di dollari, rispetto al 2025, semplificando le operazioni e migliorando l’efficienza.
«Si prevede di realizzare riduzioni significative già quest'anno» spiega la compagnia aerea, precisando come il programma sia “fondamentale” per consentire alla compagnia aerea di“navigare” in un contesto di mercato volatile e raggiungere la redditività.
Il personale amministrativo subirà una riduzione attorno al 35% - circa 75 posti di lavoro - e, insieme ai licenziamenti temporanei e ai tagli salariali, ciò consentirà di creare una struttura di base “più flessibile” e accordi “semplificati” con l’equipaggio di volo.
«Le tensioni geopolitiche hanno influito sui prezzi del carburante per aerei e sui flussi di traffico, costringendo Norse Atlantic ad accelerare il 'Progetto Falcon' per rafforzare la nostra resilienza finanziaria e spianare la strada verso la redditività» dichiara il ceo, Eivind Roald.
Il programma di Norse comporterà anche la razionalizzazione dei sistemi informatici.
Roald sottolinea che la compagnia aerea ha iniziato l’anno con un «forte slancio commerciale», ottenendo ottimi ricavi unitari ed elevati load faactor. Ma le turbolenze geopolitiche hanno costretto l’azienda a prendere la «difficile decisione» di tagliare i costi.
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[post_content] => Sei contee d'Irlanda a Milano, con i rispetti uffici del turismo: l'evento che la scorsa settimana ha visto protagonista la Wild Atlantic Way, ha presentato al trade una varietà di proposte che difficilmente ci si aspetta da una regione così spesso associata solo ai suoi paesaggi: si va dall’archeologia preistorica al surf agonistico, dai festival gastronomici all’osservazione delle stelle, dai fari sul mare alle distillerie di whiskey e gin.
Mary Fowley Daly, ha aperto per il Donegal, definita da National Geographic «il posto più cool del pianeta»: 1.137 chilometri di costa, le scogliere di Slieve League tra le più alte d’Europa accessibili al pubblico, 21 campi da golf e un aeroporto regionale votato come la pista di atterraggio più scenografica al mondo. Con lei, gli operatori del Fanad Lighthouse, Irish Stay Collection e Crolly Distillery.
Loretta Raftery ha presentato Galway come una combinazione di paesaggi drammatici e autenticità culturale: il Connemara sul versante della Wild Atlantic Way, i borghi storici dell’East Galway per uno slow tourism più riflessivo. La delegazione includeva i gestori della Ahascragh Distillery e del suggestivo Roscommon Castle.
Il Leitrim, presentato da Sinéad McDermott, punta sulla tranquillità: cascate, il fiume Shannon, la Shannon Greenway. Solo due ore da Dublino, ancora meno da Knock. Partner presenti: Landmark Hotel, Organic Centre, Shed Distillery e Drumhierney Woodland Hideaway — un nome che già da solo dice molto del tono dell’offerta.
Lara Gallagher ha descritto il Mayo, la contea che ospita lo stesso aeroporto di Knock, come «il cuore pulsante della Wild Atlantic Way», con oltre 1.000 chilometri di costa. L’offerta spazia dalle attività adrenalinici come il surf e il ciclismo sulla Great Western Greenway all’osservazione dell’aurora boreale nel Mayo Dark Sky National Park. In lista anche i Céide Fields, tra i più antichi sistemi agricoli al mondo, e il Knock Shrine. Operatori presenti da Achill Island, Destination Westport e Portacloy.
Lisa Joy ha portato il Roscommon, «il cuore dell’Irlanda»: a quindici minuti dall’aeroporto di Knock, vanta castelli del XIII secolo, il National Famine Museum e Rathcroghan, sito con 200 siti archeologici in lista per il riconoscimento Unesco.
Aidan McCormack ha chiuso per Sligo, con una costa altrettanto spettacolare: surf, con l’Atlantic Surf School, esperienze legate al wellbeing e il festival gastronomico Taste of Sligo. «I vostri clienti lasceranno questa parte d’Irlanda sentendosi rinnovati», ha concluso McCormack. Una promessa che, ascoltando l’insieme delle sei delegazioni, suona molto più come una certezza che come uno slogan.
(Micòl Rossi)
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[post_content] => Un pub irlandese nel centro di Milano, 30 operatori del turismo provenienti dalla costa occidentale d’Irlanda e una platea di agenti e tour operator italiani. Questo il format scelto da Ireland West Airport e Turismo Irlanda, un workshop b2b che ha messo faccia a faccia le due filiere, con l’obiettivo di costruire relazioni commerciali concrete attorno a una destinazione ancora largamente sotto il suo potenziale sul mercato italiano.
Il volo e l’aeroporto
«Siamo il solo accesso diretto da Milano a tutto il West of Ireland», ha dichiarato Donal Healey, marketing manager di Ireland West Airport. «Tre voli a settimana da Bergamo, stress-free travel: cinque minuti dal parcheggio ai gate. E siamo in media il 40% più economici rispetto a una vacanza a Dublino.» L’aeroporto, che quest’anno celebra i quarant’anni dall’apertura (era il 30 maggio 1986) serve quasi un milione di passeggeri all’anno: 950.000 nel 2025, anno record, con 21 destinazioni europee e un servizio giornaliero su Londra Heathrow. Il dato più rilevante per il mercato italiano: quasi il 30% di tutti gli italiani che visitano l’Irlanda passa dall’Ovest.
La Wild Atlantic Way come prodotto
La cornice dell’offerta è la Wild Atlantic Way: 2.500 chilometri di costa dalla penisola di Inishowen nel Donegal fino a Kinsale nel Cork, riconosciuta come uno dei percorsi panoramici più spettacolari al mondo. Ireland West Airport si trova esattamente al centro del tracciato, con la maggior parte dei punti di scoperta chiave raggiungibili in 30-90 minuti di guida. È un prodotto che si adatta naturalmente al formato road trip (noleggio auto, tappe variabili, ritmo autonomo) ma che si presta anche a pacchetti strutturati, grazie alla densità e alla varietà dell’offerta lungo il percorso. All’evento era presente anche Good Food Ireland, a sottolineare come la gastronomia locale — tra prodotti artigianali, distillerie, birrifici e cucina di territorio — sia ormai parte integrante dell’esperienza e un leva commerciale concreta per il trade.
(Micol Rossi)
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[post_content] => Canada Experience rilancia con una selezione di proposte fly & drive nel Canada dell’Est pensata per una clientela alla ricerca di esperienze fuori dagli itinerari più battuti. È possibile esplorare il Paese in libertà attraversando parchi nazionali e città iconiche scegliendo tra una selezione di itinerari già costruiti, oppure richiedere una proposta personalizzata.
I tour includono il noleggio auto e i pernottamenti prenotati in anticipo permettendo di guidare in autonomia lungo rotte panoramiche.
I tour
Tra le numerose proposte di fly & drive spiccano tre itinerari che coprono regioni mozzafiato nel Canada dell’Est.
"Basso & aAlto Canada" in 12 giorni invita a conoscere l'anima più autentica del Canada orientale con l'Ontario e il Québec. Si parte da Toronto per poi visitare le cascate del Niagara. Si raggiunge Ottawa, Montréal e poi Québec City. L'itinerario raggiunge Tadoussac e Saguenay: è possibile assistere all'avvistamento di balene nel loro habitat naturale. Si prosegue verso il Lac St-Jean e il parco nazionale della Mauricie e si termina a Montréal. L'itinerario è reversibile (Montréal/Toronto) e può essere arricchito con esperienze opzionali.
"Il meglio dell'Est"dura 13 giorni e attraversa alcune delle mete del Canada orientale, da Montréal fino alle cascate del Niagara e Toronto. Il viaggio si apre a Montréal, città cosmopolita e francofona, per poi addentrarsi nella natura selvaggia del parco nazionale della Maurice, dove i viaggiatori possono esplorare laghi e foreste in canoa, kayak o pedalò. La rotta prosegue verso Charlevoix, Québec City, per raggiungere la capitale Ottawa, poi Kingston e infine le cascate del Niagara. Ultima tappa Toronto.
Infine, "Baia di Fundy & Cabot Trail" di 14 giorni parte alla scoperta del Canada Atlantico, per i viaggiatori che cercano natura incontaminata e paesaggi fuori dall'ordinario. Il fly & drive ha inizio ad Halifax, capitale della Nova Scotia, e prosegue a Peggy's Cove e a Mahone Bay. L'itinerario prosegue verso Lunenburg, per poi addentrarsi nel parco nazionale di Kejimkujik. Si prosegue verso la baia di Fundy, dove si trovano le maree più alte del pianeta. Sarà possibile visitare l’isola del Principe Edoardo Il, con tappa a Charlottetown. L’itinerario si conclude attraversando Cabot Trail. Il rientro avviene attraverso West Bay e Guysborough. È possibile estendere il viaggio con un soggiorno a Montréal.
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[post_content] => Msc Poesia ha attraversato il canale di Panama durante il suo Grand Voyage di 18 notti da Miami a Seattle, segnando un traguardo fondamentale mentre si prepara per la sua stagione inaugurale in Alaska.
Il passaggio attraverso l'iconico canale di Panama è uno dei momenti salienti dell'itinerario, in quanto offre agli ospiti l'opportunità di assistere a una delle più grandi opere ingegneristiche del mondo, navigando tra l'oceano Atlantico e l'oceano Pacifico in mezzo a paesaggi tropicali e a una ricca biodiversità.
Msc Poesia, recentemente ammodernata, presenta ora un nuovissimo Msc Yacht Club che offre suite spaziose ed elegantemente arredate, strutture private e un servizio di maggiordomo e concierge disponibile 24 ore su 24. I miglioramenti della nave includono anche una rinnovata Msc Aurea Spa, una palestra all'avanguardia e i ristoranti tematici Butcher’s Cut e Kaito Sushi Bar.
I prossimi itinerari
La nave si trova ora nel Pacifico e proseguirà verso nord lungo la costa per l'ultima tappa del suo viaggio verso Seattle, dove darà inizio ai suoi itinerari in Alaska l'11 maggio 2026.
Dopo la stagione inaugurale in Alaska di Msc Poesia, la nave si riposizionerà per offrire crociere settimanali ai Caraibi con partenza da Miami durante la stagione invernale 2026-2027, visitando destinazioni, tra cui Giamaica, Colombia, Costa Rica, Aruba, Curaçao e Belize, prima di fare ritorno in Alaska per la stagione estiva 2027.
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Ryanair tira le somme di un mese di aprile che, a dispetto della crisi globale, ha registrato un totale di 19,3 milioni di passeggeri, pari ad un incremento del 5% rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso, con un load factor pari al 93%.
Ad essere positivo è anche il dato che fotografa l’andamento degli ultimi 12 mesi, in cui la low cost irlandese ha trasportato 209,3 milioni di persone con un aumento di otto milioni rispetto al periodo aprile 2024-aprile 2025. E il tasso di riempimento degli aeromobili è sempre elevato, al 94%.
Situazione
Ma, al contempo, la compagnia aerea - come tutti gli altri vettori - fa i conti con la situazione geopolitica globale e con la potenziale carenza di carburante che, se prima era data come temibile per maggio, ora viene però spostata più avanti, a giugno.
E così Michael O’Leary, ceo del gruppo Ryanair, in un'intervista a Il Corriere.it spiega: «Al momento non c’è nulla di concreto, ma con lo stretto di Hormuz ancora chiuso il problema delle forniture diventa, settimana dopo settimana, più serio per il nostro settore. Stiamo facendo degli approfondimenti, sappiamo dove si potrebbe intervenire da subito nel caso fosse necessario».
Ci sarebbero infatti rotte sacrificabili da subito»: «Innanzitutto toglieremmo i voli di metà giornata», svela O’Leary, ma dello stesso parere sarebbero anche i manager di altre compagnie aeree. L’obiettivo è salvare soprattutto la connettività della mattina e quella del tardo pomeriggio/prima serata, con un occhio di riguardo quindi anche alla clientela business.
Voli con meno traffico
Il potenziale taglio includerebbe anche «i voli nei giorni con meno traffico, ad esempio martedì, mercoledì o sabato». Mentre, sotto questo profilo, «intoccabili» (o quasi) sarebbero le partenze di lunedì, venerdì e domenica. Il giovedì si colloca a metà tra questi due gruppi e potrebbe diventare sacrificabile, anche alla luce della diffusione dello smart working, come durante la pandemia.
I piani di emergenza delle compagnie prevedono inoltre un taglio significativo delle rotte domestiche e cioè dove esiste un’alternativa, come i treni. Un'attenzione particolare sarebbe però riservata alle isole, dove «verrebbero protetti i voli», magari riducendo le frequenze, ma garantendo sempre la connettività giornaliera, considerate le difficoltà logistiche «di chi vive circondato dal mare e considera i traghetti un’alternativa poco valida per via dei tempi di percorrenza».
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[post_content] => Genova rafforza il proprio posizionamento nel turismo culturale internazionale con un doppio riconoscimento firmato Guida Michelin. Da Parigi arriva infatti l’inserimento della città nella selezione “Vale il viaggio” della Guide Michelin Voyage & Culture, accompagnato dalle tre stelle attribuite al sistema dei Musei di Strada Nuova. Un risultato che consolida il percorso di valorizzazione dell’offerta culturale e dell’esperienza turistica, sempre più orientata a un pubblico internazionale e di qualità.
A sottolineare il valore strategico del traguardo è il Sindaco, Silvia Salis: «il riconoscimento premia il grande lavoro di promozione che ha reso la città più inclusiva, sia dal punto di vista culturale sia turistico, proiettando Genova nel firmamento delle destinazioni di eccellenza».
Dal lato Michelin emerge una valutazione sempre più centrata sull’esperienza del visitatore. Il direttore generale delle Guide Michelin - Philippe Orain - ribadisce che «le stelle Michelin sono pensate per i visitatori» e che le tre stelle assegnate ai Musei di Strada Nuova premiano «non solo la ricchezza patrimoniale, ma anche la qualità dell’accoglienza e della visita, cioè il modo in cui questo patrimonio viene raccontato e valorizzato».
Un approccio che conferma come, nella competizione tra destinazioni, non sia più sufficiente il contenuto culturale, ma diventi determinante la capacità di trasformarlo in esperienza.
Sul fronte istituzionale, il significato del premio viene letto anche come leva di posizionamento competitivo. Silvia Salis evidenzia come si tratti di «una vera e propria medaglia d’oro, il massimo riconoscimento possibile», sottolineando la necessità di «proteggere il patrimonio, ma al tempo stesso aprirlo al mondo, trovando un equilibrio tra tutela e accessibilità».
Una visione che trova continuità nelle parole dell’assessore al Turismo Tiziana Beghin, che individua nella filiera locale uno degli asset strategici: «L’accoglienza e l’esperienza sono state le leve su cui abbiamo lavorato di più, coinvolgendo musei, botteghe storiche, artigiani e commercianti. Genova non è solo una città che vale il viaggio, ma una destinazione da vivere».
A completare il quadro è l’intervento dell’assessore alla Cultura Giacomo Montanari, che lega il riconoscimento a un percorso di lungo periodo e a una visione di sviluppo: «Genova viene finalmente riconosciuta, agli occhi dei visitatori, al livello dei grandi centri internazionali dell’arte». Un risultato che, aggiunge, rappresenta «un punto di arrivo ma anche una sfida per il futuro», con la cultura vista come «motore di sviluppo capace di incidere non solo sul turismo, ma sull’intera società». Montanari sottolinea inoltre il valore del lavoro corale alla base del traguardo: «È il risultato di uno staff straordinario e di una città che ha imparato a condividere il proprio patrimonio, rendendolo vivo e partecipato». E conclude con una lettura strategica del riconoscimento: «Queste stelle non sono un premio per noi, ma un’indicazione per chi viaggia: un invito a scoprire e vivere Genova».
A fare da cornice istituzionale al riconoscimento anche il ruolo della Camera di Commercio, con il vicepresidente vicario Alessandro Cavo che evidenzia l’impatto sul sistema economico locale: «Questo risultato dimostra come turismo e cultura siano leve strategiche per lo sviluppo del territorio. Il riconoscimento Michelin rafforza l’attrattività di Genova e genera valore per tutta la filiera, dal commercio all’accoglienza, contribuendo a posizionare la destinazione su mercati di qualità».
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[post_content] => In relazioni ai rimborsi di voli annullati o cancellati prenotare un volo tramite Booking.com è un po’ come ordinare un caffè al bar affollato: all’inizio sembra tutto velocissimo, poi inizi a chiederti se qualcuno si ricorda ancora di te.
Finché va tutto bene, l’intermediario è comodissimo: due clic, prezzi confrontati, viaggio organizzato. Ma appena il volo viene cancellato, ecco che parte il gioco del rimbalzo del rimborso. Tu scrivi a Booking, Booking scrive alla compagnia, la compagnia forse risponde, Booking “sta verificando”, e nel frattempo tu potresti aver già fatto in tempo a organizzare un altro viaggio.
In tempi rapidi
Sulla carta, il Regolamento CE 261/2004 dice chiaramente che il rimborso dovrebbe arrivare in tempi rapidi. Nella realtà, invece, sembra più una saga a puntate: “Il rimborso – stagione 4, episodio 12: siamo ancora in attesa”.
Il punto è semplice: quando c’è di mezzo un intermediario, nessuno sembra avere fretta. La compagnia rimanda a Booking, Booking rimanda alla compagnia, e tu rimani lì, spettatore pagante.
Morale? Gli intermediari sono perfetti. Poi, se il volo è cancellato, scopri che il vero viaggio non era quello in aereo, ma quello per riavere i tuoi soldi.
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Hilton ha annunciato l'intenzione di più che raddoppiare il proprio portfolio in Marocco, puntando a un totale di 25 hotel nei prossimi anni, grazie anche ai 15 nuovi progetti attualmente in fase di sviluppo in tutto il Paese.
L'espansione, come riporta TravelDailyNews, comprende la recente apertura del Waldorf Astoria Rabat Salé, che segna la prima presenza del marchio in Marocco, nonché nuovi accordi che introducono ulteriori marchi, tra cui Tapestry Collection by Hilton, Curio Collection by Hilton, DoubleTree by Hilton e Hilton Garden Inn.
«Il Marocco è un mercato strategicamente importante per Hilton, dove prevediamo di più che raddoppiare il nostro portfolio, arrivando a 25 hotel nei prossimi anni. Il Paese continua ad attrarre un numero sempre maggiore di visitatori e vediamo chiare opportunità di espansione sia nelle città consolidate che nelle destinazioni emergenti. Lavorando a stretto contatto con i nostri partner del settore pubblico e privato, le nostre ultime acquisizioni – insieme all'apertura del Waldorf Astoria Rabat Salé – sottolineano questo slancio e la nostra ambizione di portare l'eccezionale ospitalità di Hilton a un numero sempre maggiore di ospiti in tutto il Paese»ha dichiarato Christopher J. Nassetta, presidente e amministratore delegato di Hilton.
L'hotel
Il nuovissimo Waldorf Astoria Rabat Salé si trova nella Torre Mohammed VI e dispone di 55 camere e suite. La struttura offre viste sul fiume Bouregreg e sull'oceano Atlantico, oltre a diverse proposte gastronomiche, tra cui il ristorante Aldabaran dello chef Alain Ducasse, una spa, una collezione d'arte e 1.300 metri quadrati di spazi per eventi.
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A Marrakech, Hilton ha firmato un accordo per l'Eden Palm Marrakech, Curio Collection by Hilton, la cui apertura è prevista per il 2029. Sviluppata in collaborazione con Four As Invest Sari, la struttura comprenderà 62 camere e suite, oltre a servizi benessere e ricreativi e uno spazio eventi multifunzionale.
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