Aria Viaggi amplia lo staff commerciale
30 gennaio 2012 11:36
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[post_content] => Valtur entra nel segmento delle crociere in chiave esclusiva con il lancio del caicco Valtur: una barca a vela tradizionale che dalla prossima estate navigherà lungo la costa di Bodrum. L’iniziativa si inserisce in una precisa strategia di ampliamento del perimetro esperienziale del marchio, già avviata con The Sky Club – Valtur Cervinia, il rifugio affacciato sul Cervino, a Plan Maison, a 2.650 metri, che ha segnato il debutto del brand in un format esterno alle strutture resort tradizionali.
«Aver portato a compimento questo progetto nello stesso anno in cui abbiamo inaugurato il rifugio a 2.650 metri di Plan Maison, che sta raccogliendo un successo oltre le attese, è per noi motivo di grande soddisfazione. Non tanto per il semplice lancio di una novità, ma perché entrambe le iniziative riflettono una stessa filosofia upper upscale, capace di imprimere la cifra dell’italian Llifestyle in contesti internazionali molto diversi tra loro, con l’ambizione di segnare uno spartiacque nel panorama del tour operating e dell’hospitality. A Cervinia questa ambizione si è tradotta in un format che combina italian street food di grande qualità, proposte di alta cucina e intrattenimento d’autore, con momenti in chiave lounge on the slope. Con il caicco Valtur la stessa logica si trasferisce sul mare: un progetto che non nasce semplicemente come una nuova proposta di viaggio, ma come una formula di ospitalità in cui il brand entra in relazione con l’identità del territorio che lo ospita», commenta Isabella Candelori, direttore commerciale trade Italia.
L'idea
Il caicco Valtur nasce on un’idea precisa: trasferire su una barca a vela il modello di servizio di un Valtur Resort, fondato sulla personalizzazione del viaggio a misura di desiderio del cliente, mantenendo gli standard di accoglienza, offerta enogastronomica e assistenza tipici del brand, declinati, però, in una dimensione mobile, dove il movimento si fa parte integrante della formula di soggiorno. Plus in sé è già il mezzo: una barca a vela tradizionale in legno lunga 47 metri e larga 8,4, con tre alberi e una capacità massima di 32 ospiti. Costruita nel 2013 e completamente rinnovata nel 2024, conserva il fascino della navigazione classica turca, reinterpretata secondo standard di ospitalità premium. Il risultato è una proposta che coniuga design della tradizione marittima e comfort contemporaneo.
Il caicco Valtur navigherà dal 3 al 31 agosto nell’area di Bodrum, lungo la Costa Turchese, alternando soste in rada e approdi in alcune delle baie più suggestive del tratto egeo: le partenze sono previste ogni lunedì e la durata del viaggio conta otto giorni, dal momento dell’imbarco e a quello dello sbarco. Tra le tappe previste figurano l’isola di Orak, l’arcipelago delle Seven Islands (Yedi Adalar) e l’isola di Sedir, dove si trova il sito archeologico di Kedrai. L’esperienza combina piacere dello stare a bordo in un elegante contesto, mare ed esplorazione del territorio, permettendo di alternare giornate dedicate al relax in acqua a brevi escursioni a terra tra villaggi e siti storici.
Nel calendario operativo 2026 il prodotto sarà inoltre proposto, nelle settimane di spalla di fine luglio e inizio settembre, anche in formula tour combinata con Istanbul, con partenze previste il 27 luglio – 3 agosto e 31 agosto – 7 settembre. Questa opzione prevede che la crociera lungo la costa egea sia affiancata da un soggiorno nella capitale culturale turca, con visite guidate ai principali siti storici della città, una crociera sul Bosforo e momenti dedicati alla scoperta della gastronomia locale.
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[post_content] => A oltre un mese dallo scoppio della guerra in Medio Oriente, Danilo Curzi, ceo e co-founder di Idee per Viaggiare, torna a fa sentire la voce del t.o. In una lettera aperta il manager fa il punto sulla situazione e definisce la strategia per il futuro. La riportiamo qui sotto integralmente.
«Abbiamo scelto di osservare in silenzio per oltre un mese - comincia la lettera -. Non per mancanza di argomenti, ma per il rispetto che si deve a un mercato che stava mutando con una velocità disarmante. Abbiamo preferito attendere che la polvere si posasse, per analizzare le evoluzioni reali e non solo le reazioni emotive. Non abbiamo la presunzione di possedere verità assolute, né di parlarne da una cattedra. Tuttavia, avvertiamo la responsabilità di chi opera quotidianamente con grandi volumi e flussi complessi: una responsabilità che ci impone, ora che le criticità sono emerse con nitidezza, di non sottrarci al confronto.
Dopo aver ascoltato e analizzato le frizioni del sistema, riteniamo sia il momento di condividere il nostro pensiero. Diciamolo con realismo e senza falsa modestia: il nostro è un settore complesso e interconnesso, dove dettaglio e organizzatore collaborano per un unico obiettivo; confezionando viaggi, spesso regalano il sogno di una vita con un bel fiocco di seta e una polizza annullamento. Garantiamo organizzazione ed emozioni indelebili, muoviamo enormi capitali, contribuiamo al riempimento di aeroplani e di hotel e, soprattutto, alimentiamo il desiderio di scoperta.
Siamo, semplicemente, importanti, ma c'è un piccolo, minuscolo, fastidiosissimo dettaglio che ogni tanto ci rovina la festa: non siamo necessari. In questo nuovo – ennesimo – scenario, in una fetta specifica di mondo, ma principalmente per il “peso specifico” di tre vettori operanti nell’Area del Golfo, un altro giro di giostra ci sta nuovamente mettendo a nudo. Siamo tutti prestigiosi, certamente: siamo i primi a fiorire quando il mondo sorride e i primissimi a sparire dai radar quando il vento cambia. Non siamo l'acqua, non siamo il pane, non siamo nemmeno il wi fi.
Il turismo organizzato deve oggi percepirsi per quello che è: un ecosistema emotivo che richiede stabilità per prosperare. Siamo un desiderio dell’anima, la volontà di conoscere “l'altrove” e, proprio perché il nostro lavoro si basa sulle emozioni e non solo su processi meccanici, restiamo strutturalmente fragili di fronte alle crisi naturali importanti, figurarsi quelle geopolitiche. Siamo un meccanismo di precisione che deve gestire un inventario di imprevisti e, a essere onesti, in questo momento la situazione è estremamente complessa per tutti. Dalla coppia che conferma in agenzia, al tour operator che lavora intensamente dietro le quinte, ai vettori “ingarbugliati” nella matassa, fino ai fornitori dall'altra parte del mondo: ognuno ha le proprie ragioni, ma a volte manca la necessaria flessibilità commerciale».
Non c'è spazio per il solisti
«L’esperienza accumulata tra emergenze e criticità - prosegue Curzi - ci ha insegnato una lezione: che sia per un evento naturale o per la follia umana, o ci muoviamo in modo coeso o il sistema rischia di bloccarsi. Non c'è spazio per i solisti quando l'intero comparto è sotto pressione. Se esiste coerenza, rispetto reciproco e la volontà di trovare soluzioni invece di colpevoli, ne usciremo. Magari con qualche ruga in più, ma ne usciremo (di nuovo). Il problema sorge quando uno degli attori agisce in modo isolato. Se qualcuno tenta di scaricare le responsabilità o di ritenersi superiore agli altri, si genera il caos. In questo equilibrio precario, se un elemento tira troppo dalla sua parte, rischia di compromettere l'intera filiera.
O giochiamo di squadra, consapevoli della natura del nostro mercato, o rischiamo di subire passivamente gli eventi. Il nostro mondo vive di reputazione (e di memoria): chi oggi sceglie di dare supporto e di comprendere le difficoltà altrui sta investendo sulla propria credibilità futura. Al contrario, una visione a breve termine rischia di scontrarsi con la memoria lunga del mercato. Guardiamo i vettori, per esempio. Giganti come Emirates e Qatar hanno dimostrato cosa significhi mantenere un dialogo costante con la filiera, pur essendo coinvolti direttamente nelle criticità.
Altri, invece, hanno preferito una linea di rigore assoluto, chiudendo le porte alla flessibilità. Limitarsi a seguire la contrattualistica o le policy aziendali ignorando il contesto straordinario significa dimenticare che, in certi momenti, il buonsenso è lo strumento gestionale più efficace ed è la miglior policy da applicare. C'è poi il tema della gestione dei prezzi. È fisiologico che il mercato risponda a logiche di domanda e offerta, ma tutto ha un limite. C'è una differenza sostanziale tra l'ottimizzare i margini per la sostenibilità aziendale e l'applicare rincari sproporzionati approfittando dell'assenza di alternative per il cliente. In molti casi, vedere quotazioni che salgono vertiginosamente senza una reale giustificazione dei costi operativi lascia l'amaro in bocca e non può essere definita una strategia di lungo periodo.
Lo stesso vale per alcuni fornitori di “servizi a terra” che hanno trattenuto prepagamenti non come garanzia per il futuro, ma come penali per un “non arrivo”, ignorando la realtà dell'emergenza globale. Parliamo di destinazioni non coinvolte direttamente, ma che hanno subito anch’esse il contraccolpo del parziale blocco aeronautico commerciale. “… Ma qui funziona tutto” non può essere accettato. Abbiamo dovuto sottolineare con fermezza che non si può gestire una crisi di questa portata basandosi esclusivamente su tabelle di rendimento, dimenticando il fattore umano e professionale. Anche per le agenzie di viaggio la sfida oggi è gestire il carico emotivo. Oltre alla preparazione tecnica, serve la capacità di fare da filtro lucido per le preoccupazioni dei clienti, distinguendo tra timori legittimi e paranoie, per governare il flusso invece di farsi trascinare. Ma deve essere chiaro che non bisogna forzare una partenza».
Riflessione sulla categoria
«C’è però una riflessione, forse la più amara, che dobbiamo avere il coraggio di fare come categoria: siamo spesso i primi responsabili del nostro isolamento. Viviamo arroccati nei nostri fortini, troppo occupati a guardarci come concorrenti da superare invece che come colleghi di una filiera da proteggere. Non troviamo mai il tempo — o forse la volontà — per consolidarci davvero e darci una mano quando il mare si fa grosso, convinti che la difficoltà di un competitor possa tradursi in un nostro vantaggio. È anch’essa una miopia strategica che paghiamo cara. Se non riusciamo a "vederci" oltre la logica del preventivo, resteremo sempre singoli atomi in balia degli scenari, invece di essere quella massa critica capace di, se non proprio dettare regole, quantomeno a pretendere rispetto».
L'attività di Idee per Viaggiare
«In questo scenario, il nostro ruolo in Idee per Viaggiare è quello di mantenere i nervi saldi e garantire la logistica. Dal 28 febbraio abbiamo riorganizzato l'operatività su tre team distinti: uno per l'emergenza immediata, uno per la programmazione estiva e uno per il resto del mondo. Lo stiamo facendo con un impegno economico reale, che ha già superato cancellazioni per impossibilità al raggiungimento della destinazione per circa 2 milioni di euro in 3 settimane e siamo coscienti che sarà destinata ad aumentare. A questo dobbiamo aggiungere una cospicua cifra investita per il rimpatrio di clienti nella prima settimana senza domandarci se tali somme sarebbero rientrate.
Per cementare finanziariamente ancora di più la nostra azienda, abbiamo aumentato il capitale sociale trasferendo nello stesso importanti riserve patrimoniali. Non è un vanto, è la nostra risposta concreta a un sistema che troppo spesso si immobilizza. Tuttavia, non intendiamo limitarci alla sola gestione del maltempo. Mentre monitoriamo la crisi, restiamo concentrati su quel 60% del mondo che continua a funzionare regolarmente, impegnandoci al contempo per mettere in sicurezza il restante 40% del nostro prodotto. Questo impegno riguarda sia le destinazioni direttamente colpite, sia — e soprattutto — le criticità derivanti dal peso specifico che i tre vettori coinvolti rappresentano per noi in una vasta area dell’oceano Indiano, dell’Oriente e dell’Africa.
Siamo pronti e convinti che il futuro tornerà a essere sereno. Ma la serenità non cade dal cielo: si costruisce scegliendo con chi stare, supportando chi ha capito il valore del lavoro di squadra e affrontando l'imprevisto con la schiena dritta. In fondo, il nostro mestiere è anche quello di saper gestire l'incertezza con un sorriso professionale, consapevoli che ogni crisi è solo un'occasione per dimostrare quanto siamo solidi. E allora, guardando a tutto quello che abbiamo costruito e a come stiamo reagendo, possiamo permetterci di sorridere citando un grande maestro del paradosso: dopotutto, poteva andare peggio… poteva piovere!».
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[post_content] => Cresce l'offerta FlixBus in vista del periodo pasquale: da ieri, 30 marzo, la società opera oltre 10.000 corse al giorno fra più di 300 città, focalizzandosi sulle rotte per l’estero e gli aeroporti ma anche sui piccoli centri del territorio nazionale.
Proprio da fine marzo Flixbus allarga il network internazionale, collegando dall’Italia ancora più destinazioni in 15 Paesi europei: Parigi, Amsterdam, Barcellona, Berlino, Praga e Budapest sono raggiungibili da Milano, primo snodo internazionale del Paese, in una notte o poco più. Ma sono tanti i collegamenti che partono anche da Torino e Genova — verso città come Parigi, Lione o Marsiglia —, da Venezia — verso capitali come Vienna, Praga o Budapest — o da Bologna, Firenze e Roma — verso città come Monaco di Baviera. La rete europea di FlixBus si spinge fino a sud, con tratte che collegano senza cambi Napoli con Parigi o Bari con Zurigo.
«Grazie a una rete diffusa sul territorio nazionale, permettiamo a chiunque di raggiungere mete meno battute con la massima semplicità. È un impegno concreto verso un turismo più equilibrato, dove la tecnologia e la capillarità del nostro servizio diventano gli strumenti per rendere il patrimonio italiano realmente connesso con il resto d'Europa,» ha detto Cesare Neglia, managing director di FlixBus Italia.
Questa visione è supportata anche dal potenziamento delle rotte con gli aeroporti, che consentiranno ai visitatori in arrivo negli scali italiani di raggiungere più facilmente località esterne ai grandi circuiti di massa. Tra queste rotte, vi sono quelle da Fiumicino verso Livorno e Benevento, da Orio al Serio verso Reggio Emilia e Treviso o da Catania Fontanarossa verso Enna e Agrigento.
Oltre alle grandi rotte nazionali l’operatore rafforza il servizio verso le località di medie e piccole dimensioni lontane dalle aree urbane, più difficilmente raggiungibili con la ferrovia o del tutto prive di collegamenti via treno.
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[post_content] => Contributo a fondo perduto. Dalle ore 12:00 di giovedì 2 aprile, le imprese del settore turistico-ricettivo, incluse quelle di somministrazione di alimenti e bevande, potranno presentare sul sito di Invitalia la domanda per accedere al fondo “Staff House Titolo II”, da 54 milioni di euro, per l’ammodernamento degli alloggi da destinare ai propri lavoratori.
Il contributo, promosso dal ministero del turismo e gestito da Invitalia, è a fondo perduto in conto capitale per le spese di: riqualificazione, ammodernamento o completamento di immobili già esistenti che comportano un miglioramento della prestazione energetica. Acquisto di impianti, macchinari, attrezzature varie e arredi, nuovi di fabbrica, nonché opere murarie per la loro installazione. Consulenze per le Pmi strettamente connesse agli interventi ammissibili e servizi di consulenza in materia di tutela dell’ambiente e dell’energia.
Ciascuna domanda di agevolazione, da inviarsi entro le ore 17:00 del 5 maggio 2026, deve prevedere spese comprese tra 500 mila euro e 5 milioni di euro (Iva esclusa) e garantire almeno dieci posti letto destinati ai lavoratori.
Dal 24 marzo, è possibile precompilare la sezione “Anagrafica e deleghe” della domanda. Le domande saranno valutate in base all’ordine cronologico di invio. Previsto oggi, alle 15.30, un webinar tecnico per fornire informazioni operative sulla compilazione della domanda di partecipazione e illustrare i criteri per il calcolo delle agevolazioni, come stabilito dalla normativa di riferimento.
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[post_content] => Mapo Travel prosegue sulla via della crescita. Il t.o. si appresta a chiudere il primo trimestre 2026 in positivo, nonostante le difficoltà del settore, legate alla situazione internazionale e al conflitto in Medio Oriente. Se il 2025 si era chiuso con più di 3 5mila clienti serviti e un fatturato in crescita del 30%, per quest’anno l’obiettivo del tour operator è di superare i 50.000 clienti.
«I primi riscontri positivi li abbiamo avuto alla Bitdi Milano e alla Btm di Bari dove abbiamo incontrato tanti agenti di viaggio e presentato le novità di prodotto. Su tutte l’apertura delle vendite nelle cinque strutture a marchio Mapo, il lancio dei tour in Tunisia, i viaggi con accompagnatore dall’Italia per Perù e Kenya ad agosto e per il Giappone a novembre» spiega Barbara Marangi, general manager di Mapo Travel.
Il Mare Italia e la Puglia restano centrali nei progetti di sviluppo del tour operator. Di contro, continua a crescere anche il lungo raggio con il brand Mapo World che a fine marzo festeggia i primi tre anni di attività.
«Lato mare – continua Marangi - continuiamo a investire in strutture a misura d’uomo per garantire maggiore qualità, personalizzazione e sartorialità del prodotto. Ad oggi sono cinque quelle a gestione diretta: il Mapo Village Plaia di Ostuni, il Mapo Resort Villa Hermosa di Porto Cesareo, il Mapo Hotel Santa Lucia di Santa Cesarea Terme, il Mapo Hotel Club Perla di Casalabate e il residence San Bull di Metaponto, quest’ultima in Basilicata».
A livello internazionale, l’Egitto resta tra i best seller, Thailandia e Giappone sono tra le destinazioni più richieste, mentre le sorprese arrivano dall’apertura del mercato sudamericano con Perù in testa.
I punti di forza
«I nostri capisaldi sono la vicinanza alle agenzie di viaggio, uno staff di professionisti, l’assistenza ai clienti gestita direttamente, che in queste settimane è riuscita a supportare al meglio i clienti in viaggio nelle zone calde del Medio Oriente, il forte orientamento alla costruzione dei pacchetti in maniera artigianale, il supporto continuo sia in fase di vendita che nel post vendita», aggiunge il direttore commerciale Fabrizio Celeghin.
Proseguono anche gli appuntamenti di formazione con le agenzie di viaggio in tutta Italia. Si è infatti appena tenuto l’incontro tra i product specialist di Mapo, in collaborazione con Air France - Klm e un gruppo selezionato di agenti per una serata tra arte e cultura. Oggi, negli spazi dell’aeroporto di Cuneo Levaldigi, in collaborazione con Air Arabia e l’ente del turismo marocchino, si tiene un evento per presentare proprio le nuove partenze e i tour pensati per il Marocco.
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[post_content] => La quinta edizione della Fiera del Cicloturismo ha chiuso i battenti con oltre 27.000 visitatori registrati, 210 giornalisti accreditati, 268 tra espositori e co-espositori, 12 regioni italiane, 20 paesi stranieri rappresentati, 1.112 incontri tra operatori, avvenuti nel primo giorno dedicato al B2B, oltre 60 talks con 120 relatori.
«La quinta edizione ha riscosso un buon risultato in termini di pubblico ed espositori e siamo contenti di aver avvicinato sempre più persone al magico mondo delle vacanze in bicicletta. Abbiamo visto prodotti sempre più maturi e un pubblico sempre più interessato. Particolare soddisfazione è stato il coinvolgimento di operatori internazionali - dichiara Pinar Pinzuti, direttrice della Fiera del Cicloturismo – Assistiamo alla crescita organica e continuativa del cicloturismo che non rappresenta più un fenomeno di nicchia, come confermato dagli studi presentati in questi giorni. Tra gli altri, il Cycle Tourism Index (sviluppato da Bikenomist in collaborazione con Komoot), il primo indice internazionale comparativo che monitora e analizza le regioni d’Europa più visitate in bicicletta e le scelte stagionali, creando un vero e proprio strumento di benchmark per gli operatori. Tra le proposte più originali, la gettonata bacheca dedicata alla ricerca dei compagni di viaggio con cui condividere l’esperienza su due ruote».
Le regioni italiane che credono nel cicloturismo
Basilicata, Calabria, Friuli Venezia Giulia, Marche, Piemonte, Puglia, Sicilia, Toscana, Umbria, Veneto, Emilia Romagna, Lombardia. Queste sono le regioni italiane che hanno partecipato alla Fiera del Cicloturismo di Padova e hanno portato all’attenzione del pubblico percorsi, servizi, attrezzature e tecnologie adatte a tutti i tipi di cicloturisti. Tra le proposte, i tracciati iconici come la Treviso Ostiglia, prima ciclovia al mondo a ricevere la certificazione internazionale GSTC (Global Sustainable Tourism Council) per la sostenibilità, o nuove proposte come la Ciclovia meridiana in Basilicata, che collega Potenza al Parco del Pollino attraversando il Parco Nazionale dell'Appennino Lucano. Ha riscosso molto interesse anche la Ciclovia Ape Adria, che vanta un attrezzato servizio bici + bus, le Marche con il 24 percorsi ad anello georeferenziati e la Toscana che offre 20.000 km di itinerari, tra cui Strade Bianche e l'Eroica.
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[post_content] => Si chiude, sotto il segno della crescita, la stagione invernale 2025-2026 di Th Madonna di Campiglio. Nella cornice del massiccio di Brenta, Th Resorts traccia un bilancio che va oltre i numeri, puntando su una strategia che unisce territorio e identità di squadra.
Fatturato a +9%
Il presidio di Th Resorts in quota consolida la leadership con performance che hanno superato le previsioni di budget. Nella stagione 2025-2026 il fatturato è cresciuto del 9% con un aumento del 5% nelle presenze rispetto a quella precedente.
Dietro questi dati i riflette il lavoro dello staff: una macchina operativa che parte mesi prima nella sede centrale di Padova e si concretizza in ogni reparto, dalla cura per il prodotto in camera alle formule come l'"All you can ski", che semplifica l'esperienza dell’ospite integrando servizi e sport, ai nuovi Commis Gourmet che portano a tavola le eccellenze del territorio.
Davide Dallabona, direttore gestioni del settore montagna Th, sottolinea che «è molto positivo il risultato che abbiamo raggiunto ed è molto positivo quello che ci aspetta, perché non è un arrivo. Stiamo già ragionando e lavorando per il futuro e abbiamo grandi progetti in mente». Il gruppo punta infatti a un ulteriore incremento, con l'obiettivo di intercettare nuove strutture già per la prossima stagione.
Con la chiusura dell'hotel fissata per il 2 aprile e il termine delle attività degli impianti al 12 aprile, la struttura pone l'accento sulla necessità di mettere a sistema la stagione estiva. Per il comparto montagna, l’estate rappresenta ormai un asset fondamentale: Th Resorts punta con forza su questo segmento, consapevole che la redditività potenziale sta già percorrendo una strada positiva.
Sul fronte della gestione del comprensorio, la sinergia tra le società degli impianti (Campiglio, Folgarida-Marilleva e Pinzolo) continua a rappresentare un modello di governance rapido ed efficace. Bruno Felicetti, direttore genereale funivie Madonna di Campiglio, ha ribadito la filosofia che guida la gestione dei flussi: non si tratta di un "numero chiuso", concetto spesso travisato, ma di un "numero ideale". Il meccanismo si basa sulla soglia delle 14.000 presenze in pista, limite oltre il quale la soddisfazione del cliente cala drasticamente. Per mantenere questo equilibrio, il comprensorio agisce non con divieti, ma con leve tecnologiche e commerciali, come l'introduzione del pay-per-ski e delle tariffe dinamiche. È una strategia che premia anche economicamente: nonostante la riduzione mirata dei primi ingressi nei periodi di picco, i passaggi totali sono aumentati grazie alla fluidità delle code e a una migliore distribuzione della clientela durante la giornata.
A testimoniare il profondo legame tra Th Resorts e il contesto locale è l'intervento di Matteo Bonapace, direttore generale dell'Azienda per il turismo Madonna di Campiglio e uomo del territorio. Per Bonapace, il valore aggiunto della destinazione risiede nella capacità di far convivere la "montanità" più autentica — fatta di pascoli, storia millenaria e rispetto per il parco naturale Adamello-Brenta — con l'ospitalità di una stazione di fama internazionale. Il suo approccio mette al centro l'esperienza umana e il racconto del luogo, partendo dal presupposto che l'ambiente sia il principale valore aggiunto da tutelare. «La filosofia where mountain meets humans non è un semplice slogan, ma il racconto dell'incontro tra l'uomo e una natura di pregio» dice Bonapace. È proprio questa visione, basata sulla protezione del territorio e sulla valorizzazione delle sue storie, a sposarsi con la filosofia di Th, che vede nella collaborazione con le realtà locali la chiave per uno sviluppo autentico e rispettoso delle radici alpine.
(Micòl Rossi)
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[post_content] => Lot ha inaugurato ieri i nuovi collegamenti da Roma Fiumicino a Cracovia, operativi tutto l'anno. Sulla rotta sono impiegati Boeing 737 Max 8 configurati nelle due classi, business ed economy.
«Con i nuovi voli offriamopiù opzioni e più possibilità di viaggio ai passeggeri del bacino di utenza di Roma - afferma Amit Ray, director for Italy, Dach markets, Malta and India, e Head of Global Corporate and Strategic Sales di Lot Polish Airlines -. Per noi l’Italia è un mercato d’importanza strategica dalla crescita significativa. Con l’aggiunta di questa nuova rotta, soddisfiamo le richieste degli operatori del settore turistico e rispondiamo alla crescente domanda dei turisti e di chi viaggia per affari».
«La Polonia rappresenta un mercato di primaria rilevanza, con oltre 1,6 milioni di passeggeri da e per Roma nel 2025 - aggiunge Claudio Faustini, Head of Route Development di Aeroporti di Roma -. L’introduzione di questa nuova rotta amplia l’offerta a disposizione dei passeggeri e rafforza ulteriormente l’accessibilità tra i due Paesi, contribuendo al consolidamento dei rapporti economici, culturali e turistici e sostenendo la crescita del traffico internazionale della Capitale, in linea con la strategia di sviluppo del network di Aeroporti di Roma».
Oltre ai nuovi voli tra Roma e Cracovia, Lot opera anche due voli giornalieri non-stop tra l’aeroporto di Fiumicino e Varsavia, hub globale della compagnia di bandiera polacca. A Varsavia, grazie ai numerosi voli in coincidenza, i passeggeri possono comodamente proseguire verso le altre destinazioni della rete di Lot, con collegamenti per tutta l’Europa, l’Asia centrale e meridionale, l’Estremo Oriente e il Nord America.
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[post_content] => Il 29 marzo 2026 ha segnato una data storica per Disneyland Paris.
In questa occasione il secondo Parco della prima Destinazione turistica europea, finora conosciuto come Parco Walt Disney Studios, ha cambiato il nome diventando Disney Adventure World, quasi raddoppiando la sua superficie iniziale e offrendo agli ospiti nuove esperienze immersive. Un’evoluzione che introduce un nuovo modo di vivere il Parco, all’insegna dell’avventura, filo conduttore delle nuove esperienze.
Il punto focale di questa trasformazione è World of Frozen, un’area interamente dedicata al regno di Arendelle ricreato a grandezza naturale. Qui i visitatori possono vivere una nuova attrazione per famiglie, assistere a uno spettacolo diurno e incontrare le regine Anna ed Elsa, oltre a vedere personaggi iconici come Olaf.
Il paesaggio è dominato dal maestoso Palazzo di Ghiaccio di Elsa, situato sulla Montagna del Nord, alta 36 metri. Ai piedi della montagna si estende il villaggio di Arendelle, con edifici colorati di ispirazione nordica, una vivace piazza e specchi d’acqua scintillanti. Il percorso è accompagnato da reinterpretazioni sinfoniche delle canzoni del film e conduce i visitatori verso luoghi iconici come la Baia di Arendelle, la Fontana dell’Amicizia e il Castello di Arendelle.
Nel cuore del villaggio è possibile vivere Frozen Ever After, una nuova attrazione per tutta la famiglia che porta gli ospiti in un emozionante viaggio in barca insieme ad Anna, Elsa e ai loro amici.
I visitatori possono inoltre incontrare i Personaggi nel Castello di Arendelle e assistere allo spettacolo “A Celebration in Arendelle”, presentato più volte al giorno nella Baia di Arendelle. Lo show, della durata di circa quindici minuti, vede i protagonisti della storia a bordo di tre maestose navi vichinghe con nuovi brani originali pensati appositamente per lo spettacolo sul lago.
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Un Parco, infinite avventure
Con il rebranding, Disney Adventure World è oggi un grande Parco dedicato agli universi Disney, Pixar e Marvel. Accanto a World of Frozen, gli ospiti possono infatti vivere esperienze nelle aree Worlds of Pixar e Marvel Avengers Campus, mentre in futuro è previsto anche un nuovo mondo immersivo ispirato al classico Disney Il Re Leone. Ogni area offrirà un diverso modo di vivere l’avventura, tra mondi narrativi e atmosfere distintive.
A completare questa nuova esperienza ci sarà Adventure Bay, un lago di tre ettari che è il cuore scenografico del Parco. Durante il giorno le sue rive saranno animate da incontri con i personaggi, mentre la sera si trasformerà in un teatro a cielo aperto per un grande spettacolo notturno.
Il progetto fa parte di un ambizioso piano di investimento da due miliardi di euro che punta a reinventare l’esperienza dei visitatori attraverso mondi sempre più immersivi e nuove storie da vivere in prima persona.
Soggiorni e Hotel Disney
Per godere a pieno dell’esperienza immersiva offerta da entrambi i Parchi Disney, i visitatori hanno la possibilità di svegliarsi nel cuore delle più belle storie Disney, Pixar e Marvel, scegliendo di soggiornare in uno dei 7 Hotel Disney a tema presenti nel Resort. L’iconico Disneyland Hotel invita grandi e piccoli a immergersi nelle storie regali Disney, tra cui Frozen, mentre il Disney Hotel New York – The Art of Marvel celebra l’arte dell’universo Marvel. Il Disney Hotel Cheyenne e il Disney Hotel Santa Fe offrono invece un’immersione nei mondi Pixar di Toy Story e Cars.
A rendere il soggiorno ancora più speciale contribuiscono anche alcuni vantaggi esclusivi riservati agli Ospiti degli Hotel Disney, come Più Tempo per la Magia, che consente di entrare nei Parchi prima del normale orario di apertura, e gli Incontri con i Personaggi direttamente in hotel.
Un soggiorno a Disneyland Paris permette di scoprire appieno entrambi i Parchi Disney e di assistere ai due spettacoli serali della Destinazione: Disney Cascade of Lights, tutte le sere a Disney Adventure World, e Disney Tales of Magic, tutte le sere al Parco Disneyland.
In questo scenario di rinnovamento, la scelta di soggiornare all’interno del Resort consente di vivere ogni sfumatura dell’esperienza, passando da un mondo all’altro e da un’avventura all’altra con continuità. Una soluzione che permette di costruire proposte di viaggio complete, valorizzando le novità di Disney Adventure World senza rinunciare alle esperienze più consolidate del Parco Disneyland, in tutta tranquillità e flessibilità.
Prenota ora un soggiorno da favola per i tuoi clienti: link
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