L'indagine, ‘salumi nella dieta ma più informazione’, al via Buoni a sapersi
25/06/2026 18:06
Roma, 25 giu. (Adnkronos Salute) - Gli italiani continuano a consumare i salumi, ma desiderano informazioni più approfondite e verificabili sul loro profilo nutrizionale e sul loro impatto sulla salute. Sono i risultati di una indagine diffusi per l’avvio della campagna informativa ‘Buoni a sapersi’, da parte di Ivsi– Istituto valorizzazione salumi italiani, con il sostegno di Assica – Associazione industriali delle carni e dei salumi. Al centro della campagna trova spazio l’Osservatorio di Ivsi, un progetto dedicato al monitoraggio delle percezioni dei consumatori e delle conversazioni online sui salumi, con l’obiettivo di promuovere una corretta informazione scientifica e contrastare eccessive semplificazioni e allarmismi, in un panorama informativo molto spesso impreciso e frammentato.
L’Osservatorio - informa una nota - nasce da una doppia attività di indagine realizzata con il supporto dell’ente di ricerca AstraRicerche, che ha coinvolto oltre 1.200 italiani tra i 18 e i 70 anni nel mese di giugno, e di Extreme, società specializzata nell'analisi strategica delle conversazioni web e social e nella data intelligence, che ha analizzato oltre 10mila contenuti pubblicati online tra novembre 2025 e maggio 2026. Alla campagna Buoni a Sapersi sarà inoltre dedicato un sito web – salumi-buoniasapersi.it – che ospiterà i dati dell’Osservatorio e offrirà approfondimenti e informazioni utili su salumi e nutrizione, oltre a contenuti finalizzati a “sfatare falsi miti ed eccessive semplificazioni” che ancora persistono sui prodotti di questo settore. La campagna coinvolgerà anche i social media e vedrà il coinvolgimento di alcuni professionisti e creator specializzati in nutrizione e divulgazione scientifica.
Nel dettaglio i risultati evidenziano che oltre il 60% degli intervistati dichiara di consumare salumi almeno una volta alla settimana, mentre solo il 4,8% non li consuma mai. Il consumo quotidiano resta invece marginale (2,3%), confermando che questi prodotti rappresentano una presenza stabile, ma generalmente moderata, nelle abitudini alimentari del Paese. Nonostante ciò - riferisce la nota - il 38,1% degli italiani afferma di sentirsi poco o per nulla informato sui valori nutrizionali dei salumi, mentre appena il 7,8% si considera molto informato. Vi sono poi diversi fattori che impensieriscono gli italiani: le principali preoccupazioni riguardano la presenza di conservanti e additivi (40,1%), l’impatto sulla salute (37,3%) e la provenienza della carne (26,2%).
“Le principali preoccupazioni emerse dall’indagine sono molto chiare: il consumatore vuole sapere non solo se un prodotto è buono, ma anche se è sicuro, da dove proviene, come è stato prodotto e quale ruolo può avere nella sua alimentazione - spiega Elisabetta Bernardi, specialista in Scienza dell’alimentazione, biologa e nutrizionista - A queste domande non bisogna rispondere con semplificazioni, ma con trasparenza: spiegando le funzioni degli ingredienti, la regolamentazione dei processi, la qualità della filiera e soprattutto il concetto di porzione, frequenza e contesto alimentare”.
Secondo l’esperta, “bisogna fornire risposte che spieghino che gli additivi presenti nella lista ingredienti hanno funzioni precise e che i processi produttivi sono sottoposti a norme e controlli. Sale, spezie, eventuali ulteriori conservanti o antiossidanti vanno letti come componenti che possono contribuire alla conservazione, alla sicurezza microbiologica, alla stabilità e alla qualità sensoriale del prodotto, sempre nel rispetto della normativa e con dichiarazione in etichetta. Allo stesso tempo - chiarisce - per una corretta informazione nutrizionale, è essenziale parlare di porzione, frequenza e contesto: un salume consumato in quantità moderate, non quotidianamente, e inserito in un pasto ricco di verdure, frutta, cereali integrali o legumi ha un significato molto diverso da un consumo frequente, abbondante e isolato”.
Uno dei dati più significativi emersi dalla survey riguarda la percezione della disinformazione: il 36,2% degli intervistati considera esagerata l’affermazione secondo cui i salumi sarebbero tutti ricchi di conservanti, il 31,2% ritiene eccessiva l’idea che possano provocare il cancro, mentre il 26,6% non condivide la convinzione che non possano far parte di una dieta sana ed equilibrata. Solo il 15,3% degli italiani ritiene che sul tema dei salumi in realtà non esistano semplificazioni eccessive o fake news. Di fronte a una delle affermazioni più radicali – ‘i salumi sono cancerogeni e andrebbero evitati completamente’, che estremizza l’inserimento dei salumi nel Gruppo 1 della classificazione Oms/Iarc – quasi il 60% degli intervistati - si legge nella nota - si dichiara in disaccordo, segnale di un approccio generalmente equilibrato e meno incline agli estremismi; d’accordo con questa posizione è il 31,9% degli intervistati. “Il termine ‘cancerogeno’, spesso percepito dall'opinione pubblica come sinonimo di pericolo assoluto - riporta la nota - in ambito scientifico indica semplicemente la presenza di evidenze che collegano un determinato fattore a un aumento del rischio di sviluppare alcune forme di tumore”. Nel caso dei salumi e, più in generale, delle carni lavorate, le evidenze scientifiche disponibili indicano che “un consumo frequente ed elevato possa essere associato a un aumento del rischio relativo di alcune patologie oncologiche. Tuttavia, questo dato deve essere interpretato all'interno di un quadro più ampio che comprende quantità consumate, frequenza di assunzione, stile di vita, attività fisica e qualità complessiva della dieta”. Per questo motivo, “le raccomandazioni nutrizionali non prevedono l’eliminazione totale dei salumi, bensì un consumo moderato e coerente con una dieta varia ed equilibrata”.
L’indagine mostra che il 65,5% degli italiani considera i salumi compatibili con una dieta sana ed equilibrata. Anche dalle conversazioni online analizzate da Extreme emerge una visione sempre più orientata al concetto di equilibrio: gli utenti non si interrogano tanto sul singolo alimento, quanto sulle modalità e sulla frequenza di consumo.
“Non tutti i salumi hanno le stesse caratteristiche e, quando presenti, conservanti e additivi sono regolamentati, dichiarati in etichetta e utilizzati con specifiche funzioni di sicurezza e conservazione - precisa Bernardi - I dati in tema di rischio oncologico riflettono una maggiore attenzione alle evidenze scientifiche, che associano l’aumento del rischio soprattutto a consumi elevati e abituali di carni lavorate. La prevenzione nutrizionale, tuttavia, non consiste soltanto nel ridurre alcuni alimenti, ma nel costruire un modello alimentare complessivamente equilibrato. Nel caso del tumore del colon-retto, ad esempio, oltre a limitare gli eccessi è importante garantire un adeguato apporto di fibra attraverso verdura, frutta, legumi e cereali integrali, alimenti che favoriscono la salute intestinale e contribuiscono alla qualità della dieta. Anche il consumo adeguato di latte, yogurt e derivati può svolgere un ruolo favorevole grazie all’apporto di calcio. Il messaggio più corretto, quindi, non è semplicemente ridurre, ma costruire meglio il piatto”.
L’analisi condotta da Extreme conferma che il rapporto tra salumi e salute rappresenta oggi uno dei principali driver della conversazione digitale sul tema. Se al primo posto - Contin la nota - si collocano i contenuti gastronomici – il 37,1% delle conversazioni – il tema ‘salute e salumi’ si posiziona al secondo posto con il 14,8% di Share of Voice e oltre 237 milioni di visualizzazioni potenziali. Nel dettaglio, i temi più discussi riguardano frequenza di consumo, compatibilità con una dieta equilibrata, presenza di additivi, nitriti e nitrati, sicurezza alimentare e interpretazione della classificazione Oms/Iarc delle carni lavorate. Tra i principali fattori “negativi”, online emergono le preoccupazioni relative alla sicurezza alimentare e alle possibili contaminazioni (12,7%), insieme ai temi della cancerogenicità e del rischio tumori (11,9%), spesso però affrontati con semplificazioni o toni allarmistici. “Il consumatore continua a vivere i salumi come alimenti di gusto, tradizione e convivialità, ma chiede anche criteri chiari per inserirli correttamente nella dieta - osserva Bernardi - Le preoccupazioni per sicurezza alimentare e contaminazioni, pari al 12,7%, e quelle per cancerogenicità e rischio tumori, pari all’11,9%, vanno distinte e spiegate. Il messaggio nutrizionale più corretto non è isolare il singolo alimento, ma guardare al modello complessivo. La prevenzione non si costruisce solo riducendo alcuni consumi, ma anche aumentando alimenti protettivi, come fibra da verdura, frutta, legumi e cereali integrali, e un adeguato apporto di calcio da latte, yogurt e derivati”.
In un ecosistema informativo sempre più frammentato, gli italiani continuano a riconoscere il valore delle fonti scientifiche qualificate. Per il 54,4% degli intervistati, medici e nutrizionisti rappresentano il principale punto di riferimento per informarsi correttamente sui temi dell’alimentazione. Proprio per questo nasce l’Osservatorio: uno strumento permanente di ascolto, monitoraggio e divulgazione, pensato per raccogliere dubbi e domande dei consumatori e offrire risposte fondate sui dati, favorendo un confronto trasparente tra cittadini, professionisti della salute, media e mondo produttivo.
Nel caso del prosciutto cotto, nonostante il ritorno nel dibattito pubblico di temi legati alla salute e alla già citata classificazione Oms/Iarc delle carni lavorate, le abitudini di consumo sono rimaste sostanzialmente stabili. “Il 58,7% degli italiani - precisa la nota - dichiara infatti di non aver modificato il proprio consumo di prosciutto cotto nell'ultimo anno, mentre il 17,8% lo ha aumentato. La percezione del prodotto rimane prevalentemente positiva”. Tra gli aspetti maggiormente apprezzati emergono la sua adattabilità a tutta la famiglia (49,5%), la compatibilità con una dieta equilibrata (42,2%), la digeribilità (31,7%) e l’apporto proteico (31,2%). L’analisi delle conversazioni online conferma questa immagine. “Il prosciutto cotto mantiene un forte valore non solo nutrizionale, ma anche affettivo e culturale per gli italiani - sottolinea la nutrizionista - Il 36,3% lo associa ai propri ricordi e il 59% lo consuma ancora oggi soprattutto in panini e toast, a conferma della sua familiarità nella quotidianità. Questo aspetto è rilevante perché le raccomandazioni nutrizionali devono tenere conto anche delle abitudini reali delle persone. Inserito in preparazioni equilibrate, insieme a cereali integrali, verdure e frutta, il prosciutto cotto può contribuire a un modello alimentare coerente con la dieta mediterranea”.
I dati rilevati “dalle ricerche condotte - riassume Monica Malavasi, direttrice Ivsi - ci restituiscono l'immagine di un consumatore attento, consapevole e desideroso di comprendere meglio il rapporto tra alimentazione e salute, ma mostrano chiaramente che sul tema dei salumi esistono ancora dubbi, percezioni distorte e informazioni spesso semplificate o decontestualizzate. Per questo abbiamo deciso di dare vita all'Osservatorio di Ivsi: uno strumento permanente di ascolto e monitoraggio che ci consentirà di intercettare le domande dei consumatori e contribuire a un dibattito pubblico fondato sui dati e sulle evidenze scientifiche. Il nostro obiettivo è affrontare le questioni che vengono sollevate con trasparenza, rigore e responsabilità, offrendo informazioni corrette e verificabili su prodotti che fanno parte della tradizione alimentare italiana e che, se consumati con equilibrio - conclude - trovano spazio all'interno di uno stile di vita sano”.
Fonte Adnkronos
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[post_content] => Voli sospesi all'aeroporto internazionale Simón Bolívar di Caracas (Maiquetia), a seguito del forte terremoto che nella notte ha colpito il Venezuela.
Il sisma, con epicentro vicino a Moron, città costiera a 200 chilometri dalla capitale venezuelana, è stato il più potente degli ultimi 126 anni, con una prima scossa di magnitudo 7.2 seguita da un'altra ancora più violenta di magnitudo 7.5 a distanza di 39 secondi.
Diversi gli edifici crollati anche a Caracas, mentre all'aeroporto risulta danneggiata un'area del terminal passeggeri.
Gli italiani in Venezuela che «sono registrati con la nostra Unità di crisi, con il sistema Viaggiare Sicuri, sono stati tutti contattati e al momento non ci sono vittime»: ha dichiarato il ministro degli Esteri, Antonio Tajani, in collegamento telefonico con Sky TG24.
Proprio dalla pagina del sito Viaggiare Sicuri si legge: «A seguito del forte sisma registrato in tutto il Paese si raccomanda ai connazionali di prestare particolare attenzione, evitando di sostare in prossimità di edifici danneggiati e seguendo le indicazioni delle autorità locali. Danni sono stati registrati anche presso l’aeroporto internazionale di Caracas, che non risulta operativo. Le linee telefoniche e internet hanno subito interruzioni in tutto il Paese».
La Farnesina mette in evidenza i contatti per segnalazioni di urgenze, sono attivi i seguenti numeri di emergenza: Ambasciata d’Italia a Caracas: +58 (0) 414 272 3600, Consolato Generale a Caracas: +58 (0) 414 210 1699, Consolato a Maracaibo: +58 (0) 424 662 6032 e Unità di Crisi 06 36225.
Voli cancellati dalla Spagna
Iberia, Air Europa e Plus Ultra hanno sospeso i voli tra Madrid e Caracas previsti per oggi.
Secondo quanto riportare da Preferente, Iberia ha confermato la cancellazione del volo delle 13:40 da Madrid. La compagnia aerea, che opera quattro voli settimanali tra le due capitali, ha predisposto un piano flessibile per i passeggeri interessati, consentendo loro di modificare le date di viaggio fino al 15 luglio, a determinate condizioni.
Anche Plus Ultra ha cancellato i voli previsti per oggi, 25 giugno. In un comunicato, la compagnia spiega che la decisione è dovuta a "motivi di sicurezza operativa" e chiede ai passeggeri di utilizzare esclusivamente l'indirizzo email dedicato per la gestione delle prenotazioni, a causa dell'elevato volume di richieste ricevute in seguito all'emergenza.
Infine, Air Europa ha sospeso le operazioni a causa dell'impossibilità di operare normalmente tra Madrid e il Venezuela.
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[post_content] => Il Sandies Nungwi Beach, di Zanzibar entra nel portafoglio Voihotels attraverso un contratto di gestione a lungo termine e viene commercializzato in Italia da Voihotels e da Francorosso a partire da giugno.
L’operazione si inserisce nella strategia di sviluppo internazionale della divisione alberghiera di Alpitour World, che continua a crescere nelle principali destinazioni leisure attraverso un modello fondato su qualità del prodotto, stabilità gestionale e valorizzazione degli asset e che oggi conta 27 strutture, di cui 18 resort Voihotels nel segmento sun & beach e 9 hotel VRetreats, la collezione di dimore di charme nelle principali destinazioni italiane. L’investimento complessivo per la realizzazione della struttura è pari a 15 milioni di euro ed è parte del piano di sviluppo e ristrutturazioni che dal 2024 ad oggi ammonta a 112 milioni di euro.
Con il Sandies Nungwi Beach, Alpitour World amplia la propria presenza a Zanzibar, destinazione in cui opera da quasi trent’anni. La nuova struttura si affianca ad altri 22 resort commercializzati dai vari brand di tour operating del gruppo (tra cui 2 Voihotels), rafforzando ulteriormente la presenza sull’isola, supportata anche dai collegamenti diretti Neos.
«L’ingresso del Sandies Nungwi Beach nella collezione Voihotels rappresenta un nuovo passo nel percorso di crescita della nostra divisione alberghiera e conferma la centralità delle destinazioni leisure internazionali nella strategia di sviluppo del gruppo – dichiara Paolo Terrinoni, amministratore Ddelegato di VOIhotel -. Zanzibar è una destinazione con cui Alpitour World ha costruito nel tempo una relazione profonda, fatta di investimenti, competenze e collaborazione con il territorio. Con questa nuova struttura portiamo sull’isola un prodotto contemporaneo, distintivo e coerente con la nostra idea di ospitalità».
Il resort
Il Sandies Nungwi Beach sorge direttamente sulla spiaggia di Nungwi, nel punto più settentrionale dell’isola, in un tratto di costa che risente di una minore incidenza delle maree rispetto ad altre zone dell’isola. La struttura dista circa 55 chilometri da Stone Town e 65 chilometri dall’aeroporto internazionale. Il resort dispone di 125 camere, suddivise in 86 Deluxe, 28 Junior Suite e 11 Suite vista oceano.
Il progetto architettonico rappresenta uno degli elementi distintivi della struttura e valorizza il dialogo tra ambiente naturale e cultura locale, reinterpretando le influenze omanite che hanno contribuito a definire l’identità storica di Zanzibar e di Stone Town.
Il nuovo resort, su progetto italiano e realizzato con maestranze locali, si è sviluppato in un quadro di collaborazione costruttiva con le autorità locali, valorizzando un dialogo continuo che ha accompagnato tutte le fasi dello sviluppo. L’iniziativa si inserisce in una visione di lungo periodo volta a contribuire in modo responsabile alla crescita della destinazione, favorendo relazioni positive con la comunità locale e promuovendo uno sviluppo turistico armonico.
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[post_content] => Nuovo accordo di interlinea fra Ita Airways e Dat, la compagnia aerea danese attiva sulle rotte di continuità territoriale tra Ancona e gli aeroporti di Roma Fiumicino e Milano Linate: questo Special Prorate Agreement consentirà di migliorare la connettività tra Ancona e il network domestico e internazionale di Ita.
In pratica i passeggeri in partenza da Ancona potranno beneficiare di collegamenti operati da Dat verso Roma Fiumicino e Milano Linate, con la possibilità di proseguire verso numerose destinazioni del network Ita. Allo stesso tempo, la partnership consentirà di incrementare i flussi di traffico verso Ancona e contribuirà a far scoprire le Marche.
“L’accordo con Dat si inserisce nella strategia di collaborazioni di Ita Airways, costruite con operatori affidabili e radicati nei territori, capaci di ampliare le opportunità di viaggio per i nostri clienti e di rendere il nostro network sempre più accessibile - ha dichiarato Joerg Eberhart, ad e direttore generale del vettore italiano -. Attraverso questa intesa rafforziamo il collegamento delle Marche con i nostri aeroporti di riferimento Roma Fiumicino e Milano Linate, facilitando l’accesso alle destinazioni domestiche e internazionali della compagnia e contribuendo allo sviluppo della mobilità e dell’attrattività del territorio”.
“Dal 3 novembre scorso, data d’inizio del nostro mandato, abbiamo lavorato con grande determinazione per far recuperare ai collegamenti aerei in partenza da Ancona verso Roma e Milano una credibilità che si era persa negli anni passati - ha affermato Luigi Vallero, direttore generale di Dat -. Il nostro servizio è assolutamente affidabile e competitivo, e i risultati in crescita giorno dopo giorno confermano che siamo sulla strada giusta per nuovi sviluppi. L’accordo di interlinea con Ita Airways permette di raggiungere via Roma Fiumicino e via Milano Linate un gran numero di mete in Italia, Europa e, nel giro di poche settimane, in tutto il mondo. Acquistando un solo biglietto aereo a tariffe particolarmente vantaggiose si può nuovamente raggiungere la propria destinazione finale spedendo direttamente i propri bagagli direttamente in partenza da Ancona International Airport.”
Tra le mete disponibili spiccano numerose città italiane – tra le quali Bari, Bologna, Brindisi, Catania, Firenze, Palermo, Reggio Calabria, Torino, Trieste e Venezia – oltre a collegamenti internazionali come Amsterdam, Londra, Nizza, Ginevra e Parigi e tutto il network intercontinentale di Ita, che comprende destinazioni molto richieste come New York, Miami, Rio de Janeiro e Tokyo.
Le connessioni in collaborazione con Dat si sommano all’operativo della corrente stagione estiva, durante la quale Ita Airways opera 72 destinazioni, di cui 19 nazionali, 36 internazionali e 17 intercontinentali, con 12 rotte stagionali (3 nazionali e 9 internazionali) dirette verso le isole italiane, greche e spagnole. Il programma estivo prevede inoltre nuovi voli diretti da Roma Fiumicino per Malaga, Valencia e Marsiglia, nonché un aumento a sette voli settimanali per Tunisi tra giugno e settembre, oltre ai collegamenti stagionali tra Olbia e Torino e tra Olbia e Genova, entrambi operativi nel mese di agosto con una frequenza settimanale il sabato.
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[post_content] => Elegant Hotel Collection, il marchio globale di lusso di HotelRezHotels & Resorts, annuncia oggi la sua trasformazione in Elegant Hotels of the World, segnando una nuova fase di crescita, ambizione e disciplina commerciale.
Anna Payne, vice president of global Bbrands di HotelRez Group, ha commentato: “Elegant Hotels of the World riflette l'evoluzione di un marchio "soft brand" pionieristico che sta ampliando la propria proposta di valore per offrire agli hotel indipendenti la piattaforma globale e la solidità commerciale necessarie per competere in modo più efficace. Il continuo investimento nella strategia di marketing del marchio è al centro di questa evoluzione, con il lancio di nuove piattaforme digitali che rafforzino le modalità di scoperta, valutazione e prenotazione degli hotel».
Un nuovo sito
Progettato per migliorare la visibilità e rafforzare la generazione di domanda, il nuovo sito web di Elegant Hotels of the World combina storytelling editoriale, collezioni curate e contenuti incentrati sulle destinazioni per posizionare gli hotel membri in un contesto turistico più ampio, influenzando il processo decisionale e favorendo una conversione più efficace.
Catt McLeod, vicepresidente di Elegant Hotels of the World, ha aggiunto «Il concetto di lusso oggi è molto personale. I viaggiatori sono sempre più attratti da hotel che offrono un forte senso di individualità e di legame con il luogo. Elegant Hotels of the World riunisce un portfolio globale in continua espansione di hotel caratterizzati da originalità, carattere e una chiara identità».
Le new entry in portfolio
A testimonianza della crescente domanda di esperienze di viaggio autentiche, Elegant Hotels of the World debutta con un portfolio globale ampliato, accogliendo nuovi hotel membri nel Regno Unito e nell'area Asia-Pacifico, tra cui The Lakes by Yoo (Cotswolds), Foxhills (Surrey), The Zetter Bloomsbury (Londra), Fulham Pier Hotel (Londra), Bertrand’s Townhouse (Londra), Tanah Gajah – A Resort by Hadiprana (Bali) e TreeHouse Villas Koh Yao (Thailandia).
Come marchio globale "soft", Elegant Hotels of the World è concepito per offrire performance commerciali misurabili, basate sulla convinzione che la redditività sia fondamentale per un lusso sostenibile. La prossima fase di crescita sarà supportata da un ecosistema di domanda globale in espansione e dall'introduzione di Masterpiece by Elegant Hotels of the World, una selezione curata di strutture a cinque stelle che affiancherà la collezione di lusso principale del marchio.
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[post_content] => In seguito all'incendio divampato la scorsa settimana al Viva Dominicus Beach by Wyndham di Bayahibe, Viva Resorts by Wyndham informa che al momento il resort resterà chiuso fino al 31 ottobre. L'emergenza è stata gestita con il coordinamento del Centro de Operaciones de Emergencias e con il supporto dei diversi corpi dei vigili del fuoco della regione, che hanno contenuto l’incendio. Gli ospiti e il personale presenti nella struttura sono stati evacuati e assistiti nel corso delle operazioni di emergenza e riprotetti in altre strutture.
Viva Resorts by Wyndham esprime il più profondo cordoglio per la scomparsa di un’ospite. Il gruppo desidera far giungere sincera vicinanza ai familiari della vittima. Nel pieno rispetto del lavoro delle autorità competenti, si resta in attesa degli esiti dell’autopsia, che contribuiranno a chiarire le cause del decesso. Sono altresì in corso, da parte delle autorità, le indagini necessarie per accertare l’origine dell’incendio e chiarirne le cause.
Le alternative per chi ha prenotato
Per le prenotazioni confermate entro il 31 ottobre sono previste soluzioni alternative. Il Viva Dominicus Palace by Wyndham rimane regolarmente aperto e operativo, tuttavia, a seguito della chiusura del Viva Dominicus Beach by Wyndham, non sarà temporaneamente disponibile il vantaggio dell’accesso alle due strutture.
Viva Resorts by Wyndham ringrazia i clienti per la collaborazione dimostrata in una fase estremamente delicata. Un particolare e sentito riconoscimento va ad Alpitour World per il supporto nelle attività di ricollocazione e assistenza in loco, a Neos per il coordinamento dei voli di rientro in Italia e a Sergio Maffettone, ambasciatore d’Italia a Santo Domingo, per la presenza sul posto e il supporto assicurato nel facilitare le procedure che hanno consentito il rientro degli ospiti italiani rimasti privi dei documenti di viaggio durante l’emergenza.
La catena alberghiera desidera, inoltre, ringraziare i partner, e tutti gli operatori del settore turistico che hanno assicurato solidarietà e disponibilità nella gestione dell’emergenza e nell’accoglienza degli ospiti.
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[post_content] => Asiana Airlines, dopo ben 23 anni, uscirà da Star Alliance il 16 dicembre 2026. In questo periodo di transizione, le due parti collaboreranno strettamente per garantire un'esperienza di volo fluida e coordinata ai passeggeri in vista dell'uscita del vettore.
I clienti iscritti a qualsiasi programma frequent flyer di una compagnia aerea partner potranno continuare ad accumulare miglia sui voli operati da Asiana con partenza entro il 15 ottobre 2026.
I passeggeri potranno inoltre continuare a utilizzare le miglia per riscattare biglietti premio Star Alliance e upgrade su voli Asiana Airlines per viaggi effettuati entro il 16 dicembre 2026, nel rispetto delle politiche e delle tempistiche di riscatto dei rispettivi programmi frequent flyer. I clienti con status Star Alliance Gold e Silver potranno continuare a usufruire dei vantaggi dello status, inclusi i servizi prioritari, viaggiando con Asiana Airlines fino al 16 dicembre 2026. I passeggeri Star Alliance Gold potranno anche continuare ad accedere alle lounge, comprese quelle di Asiana Airlines, quando viaggiano con compagnie aeree del network dell'allenza.
Anche senza Asiana, saranno comunque 14 i vettori di Star Alliance che continueranno a operare da e per l'aeroporto di Incheon, tra cui Air Canada, Air China, Air India, Air New Zealand, Eva Air, Ethiopian Airlines, Lufthansa, Lot Polish Airlines, Swiss, Singapore Airlines, Shenzhen Airlines, Thai Airways, Turkish Airlines e United. Attualmente, queste compagnie aeree membre operano oltre 1.900 voli diretti al mese dall'aeroporto internazionale di Incheon verso 29 destinazioni in tutto il mondo.
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Parallelamente, il Gruppo Lufthansa sta adattando il proprio approccio al mercato coreano. Dato che la stragrande maggioranza dei nostri passeggeri si reca a Seul come destinazione finale, l'obiettivo è mantenere un'offerta solida e attraente attraverso una combinazione di collegamenti aerei e terrestri, tra cui l'accesso continuo alle lounge dell'aeroporto di Incheon e il potenziamento dei collegamenti nazionali in Corea. Ciò ha portato a un rafforzamento della partnership con Jeju Air, nonché alla creazione di una collaborazione intermodale con le ferrovie nazionali sudcoreane, Korail.
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[post_content] => L’estate rappresenta da sempre il momento ideale per attraversare l’Atlantico e scoprire gli Stati Uniti.
Delta è la compagnia leader per i collegamenti verso gli USA dall’Italia, grazie a un network in continua crescita, a voli diretti verso i maggiori hub statunitensi e a un’esperienza di viaggio pensata per garantire comfort, innovazione e qualità del servizio.
Delta opera dagli aeroporti di Milano, Venezia, Roma, Napoli, Catania e Olbia (novità estate 2026) con voli diretti annuali o stagionali verso sei hub strategici negli USA: Atlanta, New York-JFK, Boston, Detroit, Minneapolis e Seattle (novità estate 2026 da Roma). Quest’estate il vettore offre fino a 17 voli giornalieri non-stop tra i due Paesi.
Grazie alla capillarità del suo network domestico, Delta permette inoltre di organizzare itinerari in coincidenza verso alcune delle mete più amate dagli italiani, dalle grandi città della East Coast alle spiagge della Florida, dai parchi nazionali dell’Ovest alle destinazioni business più importanti degli Stati Uniti.
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A distinguere Delta è anche l’attenzione all’esperienza del passeggero, che inizia già in aeroporto. La compagnia continua a investire nell’accoglienza a terra con l’apertura di nuove lounge premium, tra cui le esclusive Delta One Lounge di New York, Los Angeles, Boston e Seattle, concepite per offrire ambienti eleganti, servizi dedicati e momenti di relax prima della partenza.
A bordo, i passeggeri possono scegliere tra diverse classi di servizio pensate per soddisfare esigenze differenti. La business class Delta One offre poltrone completamente reclinabili, che sugli Airbus A330-900neo diventano vere e proprie suite con porte scorrevoli per maggiore privacy. L’esperienza è completata da menù stagionali di alto livello, una selezione di vini premium, champagne Taittinger e biancheria da letto e amenity kit sviluppati in collaborazione con la maison italiana Missoni.
Sempre nel segmento Premium, i passeggeri trovano a bordo di Delta Premium Select poltrone ampie e reclinabili, menù dedicato, amenity-kit Someone Somewhere, cuscino, coperta e cuffie antirumore, mentre Delta Comfort si caratterizza per sedili con più spazio per le gambe, cappelliere più ampie e cuscino, coperta e kit di cortesia a disposizione dei viaggiatori. Delta Main completa l’offerta di cabina, per un’esperienza a bordo che coniuga flessibilità, servizio e convenienza.
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In tutte le cabine i passeggeri possono accedere a oltre 1.000 ore di contenuti tramite Delta Studio, mentre il Wi-Fi veloce e gratuito - disponibile sulla maggior parte della flotta, inclusi i collegamenti dall’Italia - consente di rimanere connessi durante il volo.
Grazie a una solida cultura aziendale, a un impegno continuo nell’innovazione e ai numerosi riconoscimenti internazionali ottenuti per la qualità del servizio, Delta continua a rafforzare il proprio ruolo di ponte privilegiato tra Italia e Stati Uniti, offrendo un’esperienza di viaggio che coniuga efficienza, connettività e comfort, dal decollo all’atterraggio.
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[post_content] => Valtur amplia il raggio d'azione su Zanzibar e introduce il Valtur Zanzibar Kiwengwa Beach Resort, una struttura nota e storicamente apprezzata dal mercato italiano.
Dal punto di vista commerciale, questa operazione consente al gruppo Nicolaus di completare la proposta sulla destinazione, garantendo alla rete agenziale un’offerta estremamente flessibile e diversificata. La programmazione su Zanzibar si struttura così attraverso una segmentazione chiara, potendo contare su due linee a marchio Valtur dedicate a differenti stili di vacanza e poteri d’acquisto: da un lato, con il Valtur Zanzibar The Mora Resort, la proposta della linea Escape, orientata a un'esperienza upper upscale, e dall'altro la new entry Valtur Zanzibar Kiwengwa Beach Resort per una proposta Valtur Resort dall’ottimo rapporto qualità-prezzo in un punto mare spettacolare. Ai due Valtur, a completamento di programmazione, si affianca una selezione di resort generalisti.
«Questo investimento risponde alla nostra volontà di mettere a disposizione delle agenzie di viaggi un prodotto ad altissima conversione commerciale su una delle mete più richieste dell'oceano Indiano. Portare il nostro format in una struttura di questo rilievo significa offrire al mercato non solo una garanzia di eccellente standard qualitativo, ma anche un modello di prodotto solido, capace di generare valore immediato per tutta la filiera distributiva», commenta Isabella Candelori, direttore commerciale trade Italia.
Il resort
Situato su uno dei tratti di costa più belli e rinomati dell'isola, il resort si sviluppa fronte mare in un contesto naturalistico di valore, immerso in rigogliosi giardini tropicali impreziositi da palme ad alto fusto. L'architettura della struttura, composta da bassi edifici ed eleganti bungalow integrati nel verde, fonde le tonalità calde tipiche della tradizione locale nelle aree comuni con ambienti più tenui e rilassanti dedicati al riposo. 238 le camere, suddivise tra le tipologie Classic Garden View; African Garden View, impreziosite da arredi in stile locale; Deluxe, con vista panoramica sulla piscina di acqua salata o sull'oceano; Family Suite Pool View, concepite per i nuclei familiari. L'affaccio diretto su una spiaggia di sabbia completa la cornice naturale del resort.
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[post_content] => Un'indagine della rivista Fortune sembra dimostrare che non c'è mai stato alcun rischio di carenza di carburante per l'aviazione
Jim Edwards, giornalista di Fortune, ci ricorda che fu la stessa Agenzia Internazionale dell'Energia che, proprio all'inizio della guerra, a marzo, affermò che il carburante per aerei sarebbe bastato forse solo per circa sei settimane e che, di conseguenza, si sarebbero verificati gravi problemi.
Tuttavia, Fortune, parlando con diverse fonti, indica oggi che "in nessun momento si è verificata la possibilità di rimanere senza carburante".
"Negli Stati Uniti non abbiamo riscontrato alcuna carenza di carburante per i nostri voli verso l'Europa", ha dichiarato Jamie Walker, ceo di Jet Linx, una compagnia aerea di jet privati con una flotta di 100 velivoli. "I prezzi sono aumentati, ma niente di più". Greg Raiff, ceo di Elevate Jets, ha condiviso questa opinione. "
Produzione sestuplicata
La produzione di carburante per l'aviazione è sestuplicata negli Stati Uniti, quindi non c'è alcun rischio di carenza. Come compagnia aerea, non abbiamo mai avuto alcun rischio di penuria di carburante. Acquistiamo sempre dallo stesso fornitore, senza alcun cambiamento".
Non c'è, né c'è mai stata, carenza di voli in Europa, e lo conferma il commissario ai trasporti, Apostolos Tzitzikostas, il quale aggiunge che poche settimane fa "alcune compagnie aeree hanno scelto di cancellare alcune rotte che causavano loro perdite".
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