Casa, da emergenza europea a nuova infrastruttura sociale: a REbuild con Housing Remix si ripensa abitare
31/03/2026 15:07
Milano, 31 (Adnkronos) - La questione abitativa è oggi una delle principali criticità socio-economiche europee e, per la prima volta, è entrata stabilmente nell’agenda pubblica continentale. Negli ultimi dieci anni, infatti, i costi della casa sono cresciuti molto più rapidamente dei redditi, alterando gli equilibri tra lavoro, mobilità, accesso allo studio, sviluppo urbano e coesione sociale. In questo scenario, l’abitare ha superato la dimensione settoriale del mercato immobiliare per configurarsi come una vera e propria infrastruttura economica e sociale, capace di incidere sulla competitività dei territori e la qualità della vita. Da questo scenario prende avvio l’edizione 2026 di REbuild, (12 e 13 maggio a Riva del Garda -Tn), dedicata al tema Housing Remix: come evidenziato nel programma presentato in anteprima a Milano, l’evento si configura come una riflessione sul futuro dell’abitare che non si limita ad analizzare la crisi, ma chiama al confronto istituzioni, filiera delle costruzioni, della finanza, dell’innovazione ed esperti per ripensare modelli abitativi, strumenti finanziari e politiche urbane all’altezza di un cambiamento ormai strutturale confermato dai dati ufficiali.
“Se i numeri descrivono una tensione crescente – commenta Alessandra Albarelli, direttrice generale di Riva del Garda Fierecongressi, ente organizzatore dell’evento - la sfida dei prossimi anni sarà trasformare questa pressione in un’occasione di ripensamento strutturale dell’abitare, nel segno dell’Housing Remix, capace di coniugare accessibilità, sostenibilità, vivibilità, coesione e sviluppo urbano. A REbuild offriremo una visione sistemica sul tema”. Le cifre delineano con chiarezza la portata del fenomeno. Secondo Commissione Europea ed Eurostat, tra il 2015 e il 2025 i prezzi delle abitazioni nell’Unione Europea sono aumentati mediamente di oltre il 50% (House Price Index), con picchi del +209,5% in Ungheria, +135% in Lituania e +124,4% in Portogallo. Anche il mercato delle locazioni ha registrato incrementi compresi tra il 20% e il 30%, con circa il 10% della popolazione che sostiene un costo superiore al 40% del reddito per l’affitto. Solo nel terzo trimestre del 2025, i prezzi delle case sono cresciuti di oltre il 5% su base annua e gli affitti di oltre il 3%. Parallelamente, l’edilizia sociale rappresenta oggi appena il 6–7% dello stock abitativo (contro l’11% del 2010), mentre in diversi Paesi fino al 20% degli immobili risulta vuoto o sottoutilizzato, evidenziando una crisi che è anche di distribuzione territoriale.
L’analisi dei numeri europei e italiani mostra che la crisi abitativa non è il risultato di una sola dinamica, ma dell’interazione tra politiche pubbliche, disponibilità di capitali, regole urbane, capacità produttiva della filiera e trasformazione dei modelli sociali dell’abitare. Per questo REbuild organizza il programma dell’edizione 2026 attorno a cinque filoni tematici - Politiche, Capitali, Regole, Costruire, Abitare - per restituire una lettura inedita e organica del problema. In risposta a queste dinamiche, la Commissione Europea ha presentato nel dicembre 2025 il primo European Affordable Housing Plan, segnando un passaggio storico: per la prima volta la casa viene trattata come una politica europea integrata. Il piano punta ad aumentare l’offerta di alloggi accessibili, mobilitare capitali, promuovere innovazione nella filiera delle costruzioni e intervenire su fenomeni che amplificano le tensioni, come gli affitti brevi nelle aree ad alta pressione abitativa e lo svuotamento dei centri storici.
Come spiega Ezio Micelli, docente Iuav, nonché Presidente del Comitato Scientifico di REbuild e unico esperto italiano selezionato tra i 15 membri dell’Advisory Board della Commissione Europea per la redazione del ‘Piano europeo per l’abitazione accessibile’ “per delineare una visione complessiva del tema, abbiamo individuato cinque parole chiave — Politiche, Capitali, Regole, Costruire, Abitare — come elementi fondamentali per strutturare il programma e facilitarne la comprensione. Questo approccio richiama la centralità delle politiche abitative a livello europeo e nazionale e sottolinea l’esigenza di integrare politiche, capitali e regole nel settore della casa”. A REbuild, il filone tematico relativo alle Politiche andrà ad analizzare come questa nuova agenda europea possa tradursi in stimoli e, soprattutto, strumenti concreti a livello nazionale e locale, riportando la casa al centro delle politiche sociali, urbane e territoriali.
Il nodo della disponibilità abitativa si intreccia con quello della capacità produttiva. Il dato offerto da Housing Europe nel recente rapporto State of Housing in Europe 2025 indica in 9,6 milioni (pari al 3,5% del patrimonio immobiliare attuale) il numero delle abitazioni mancanti in Ue nel 2025; quasi 1,3 milioni quelle in Italia. Secondo le proiezioni della Banca Europea per gli Investimenti, serviranno oltre 2 milioni di nuove case all’anno fino al 2035 in Ue, pari a circa 650.000 unità aggiuntive rispetto ai livelli attuali. In Italia, il Piano Casa governativo prevede la realizzazione di 100.000 nuove unità in dieci anni, obiettivo che richiede un rafforzamento significativo degli investimenti e della capacità produttiva del settore. Un comparto che, oltre a essere strategico — con un mercato immobiliare atteso crescere da 160 a 170 miliardi di euro nel 2026 (+8,4%, fonte Scenari Immobiliari) — è chiamato a innovare profondamente, attraverso industrializzazione, digitalizzazione, prefabbricazione e nuove tecnologie. Questi temi sono al centro del filone Costruire di REbuild. In questo quadro va ricordato un dato di fondo: le costruzioni rappresentano un comparto strategico per l’Italia e per l’Europa, perché ogni euro investito nella casa rimane nell’economia continentale, contribuendo a rafforzarne la base industriale.
Il Piano Casa Europeo rappresenta in quest’ottica una sfida e un’opportunità per il settore delle costruzioni, che negli ultimi anni ha subito un calo della produttività, una riduzione dei permessi di costruire e ha mostrato una innata resistenza all’innovazione, digitale in primis, come emerso anche nei dibattiti organizzati da REbuild negli ultimi anni. Le indicazioni europee puntano infatti a industrializzare e digitalizzare il settore, promuovendo, tra l’altro, la prefabbricazione, la costruzione modulare e off-site, l’uso dell’Intelligenza Artificiale e del BIM. Una domanda è doverosa: La riqualificazione profonda del patrimonio edilizio può costare meno grazie all’innovazione tecnologica e ai nuovi processi resi possibili dal digitale? La risposta è in recenti ricerche promosse dall’Università Iuav di Venezia. I risultati, esito di un’approfondita indagine sulle principali esperienze francesi in corso, mostrano una significativa riduzione dei costi unitari. Si parte da oltre il 50% per arrivare a sfiorare il 70% per alcune tipologie di edifici plurifamiliari. I principali processi di apprendimento che guidano la riduzione dei costi sono attribuibili alla maggiore replicabilità dei componenti prefabbricati, alla riduzione degli sprechi e all’ottimizzazione dei tempi di costruzione.
La crisi abitativa non è soltanto una questione di quantità, ma anche di accesso alle risorse finanziarie e di squilibri territoriali: alla carenza di alloggi accessibili nelle aree più dinamiche si affianca un vasto patrimonio inutilizzato. Per affrontare questa sfida è necessario attivare capitali pubblici, privati e sociali e sviluppare strumenti finanziari capaci di sostenere interventi di housing accessibile e rigenerazione urbana, temi al centro del filone Capitali di REbuild. In questo quadro, la finanza sociale assume un ruolo determinante: i capitali pazienti, orientati al medio-lungo periodo, consentono di strutturare operazioni che integrano sostenibilità economica, impatto sociale e trasformazione urbana, accompagnando i progetti lungo tutto il loro ciclo di vita, dalla raccolta delle risorse alla gestione delle comunità. Un approccio che consente anche di valorizzare gli interventi di efficientamento energetico, tema più che mai centrale oggi. In questa direzione, REbuild si prepara a rendere pubblici i risultati di una nuova ricerca realizzata per l’Osservatorio REbuild dal Dipartimento di Culture del Progetto dell’Università Iuav di Venezia, guidato dal professor Ezio Micelli.
Il contributo metterà in luce come il price premium — ovvero l’incremento di valore immobiliare associato all’efficienza energetica — rappresenti una leva strategica per orientare investimenti e politiche pubbliche nel settore dell’housing. Un elemento chiave che emergerà con forza è il ruolo del clima, determinante nel modulare l’entità di questo valore e, quindi, nel guidare scelte più consapevoli ed efficaci. Il caso italiano riflette e amplifica queste dinamiche. Secondo Istat, nel 2025 i prezzi delle abitazioni sono cresciuti del 4,1% su base annua (+4,9% per gli immobili esistenti e +1,5% per le nuove costruzioni). Circa 1,5 milioni di famiglie vivono in condizioni di disagio abitativo, con un’incidenza del costo della casa superiore al 30% del reddito (fonte Nomisma). I prezzi medi superano i 3.500 euro al metro quadrato a Milano (+6,3% nel 2025, Istat) e i 3.000 a Roma (+5% nel 2025, Istat), mentre nelle altre grandi città oscillano tra 2.200 e 2.600 euro. Anche il mercato delle locazioni resta sotto pressione, con canoni in aumento del 2,3% nel primo trimestre del 2025 (Idealista).
A questi dati si affiancano profonde trasformazioni sociali: una popolazione che invecchia (circa il 25% degli italiani ha più di 65 anni, Istat), nuclei familiari sempre più piccoli — a Milano circa la metà delle famiglie è composta da una sola persona — e una crescente difficoltà dei giovani a raggiungere l’autonomia abitativa, con in diversi Paesi europei quasi il 70% dei 18–34enni che vive ancora con la famiglia. Anche lo student housing evidenzia forti squilibri: a fronte di circa 2 milioni di studenti universitari (15% stranieri), l’offerta è di circa 80.000 posti letto, pari a una copertura del 4% contro una media europea del 16% (fonte JLL). In questo contesto emergono nuovi modelli abitativi — dal cohousing al senior living, fino al riuso di immobili dismessi — che REbuild esplora nel filone Abitare, arricchito da testimonianze di soluzioni ibride e collettive, capaci di favorire nuove forme di comunità, anche attraverso il riuso di patrimoni dismessi – conventi, caserme, uffici vuoti – e la sperimentazione di convivenze intergenerazionali: abitare non significa soltanto produrre nuove unità immobiliari, ma ripensare i meccanismi di aggregazione sociale.
Parallelamente, la casa si trasforma grazie alla tecnologia: intelligenze artificiali conversazionali, robotica domestica, sistemi di assistenza integrata possono sostenere autonomia e qualità della vita. Il quadro normativo italiano si caratterizza per una complessità significativa nei processi autorizzativi, che si traduce in una lentezza delle procedure operative. Tale situazione rappresenta un ostacolo concreto allo sviluppo di nuove iniziative nel settore dell’abitare. In parallelo, si rileva un patrimonio di case popolari — tra le 60.000 e le 80.000 unità — che risultano vuote e necessitano di interventi di riqualificazione. Questo dato mette in luce la necessità di adottare un approccio integrato, in cui strumenti urbanistici, politiche abitative e governance multilivello collaborino efficacemente, senza sacrificare la qualità degli interventi.
Per superare tali criticità, emerge la necessità di rafforzare l’efficacia dei processi autorizzativi e pianificatori, salvaguardando al contempo gli standard qualitativi e ambientali. L’obiettivo non è quello di procedere verso una deregolazione indiscriminata, bensì di promuovere una maggiore integrazione tra strumenti urbanistici, politiche abitative e governance multilivello. In questa prospettiva, diventa fondamentale anche una più ampia armonizzazione europea, considerando che nuovi modelli di rigenerazione urbana e valorizzazione del patrimonio pubblico stanno prendendo piede a livello internazionale. Il filone Regole di REbuild si concentra proprio sulla capacità dei sistemi normativi di abilitare la trasformazione urbana. Nei dibattiti in calendario, viene esplorata la funzione regolatoria come strumento per rendere possibili le trasformazioni urbane e rafforzare la competitività di città e territori nello scenario europeo. Si tratta di un percorso che pone al centro la qualità e l’efficacia delle regole, come condizione indispensabile per la rigenerazione e lo sviluppo sostenibile.
In questo scenario complesso, la sfida dell’abitare non riguarda soltanto la quantità di case da realizzare, ma la capacità di ripensare il rapporto tra città, economia e società. Affrontare la questione abitativa significa intervenire contemporaneamente su politiche pubbliche, investimenti, regole urbane, innovazione tecnologica e modelli sociali dell’abitare. È con questa visione sistemica che REbuild intende collocare il proprio contributo: un laboratorio di idee e soluzioni capace di trasformare una pressione crescente in un’opportunità di ripensamento strutturale per immaginare e proporre un nuovo equilibrio tra accessibilità, sostenibilità e qualità della vita nelle città del futuro. Con Housing Remix, REbuild si propone come luogo di confronto e di proposta per costruire una nuova agenda dell’abitare europeo.
Fonte Adnkronos
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[post_content] => «Il livello di attenzione, delle agenzie e dei clienti, verso le destinazioni di corto raggio e di quelle più a occidente è facilmente rilevabile osservando le conferme arrivate da inizio marzo ad oggi». Alessandro Seghi, direttore commerciale di Alpitour World, traccia un primo, parziale bilancio dei trend di mercato degli ultimi giorni.
«L’andamento delle mete a corto raggio e di quelle a ovest ha registrato delle correzioni verso l’alto che non compensano però i rallentamenti delle altre destinazioni. E’ bene inoltre precisare che non ci sono destinazioni completamente ferme sull’estate. La nostra convinzione è che in questa fase prevalga una logica “attendista” e che alcuni clienti abbiano solo sospeso le loro intenzioni di acquisto, aspettando di comprendere le evoluzioni internazionali per tornare a confermare pratiche su tutte le destinazioni, anche su quelle verso Oriente».
L'operatività di Alpitour
In questa fase, Alpitour sta lavorando su più ambiti. «Stiamo lavorando su diverse direttrici. La prima, attivata ad inizio marzo, riguarda le incentivazioni quadrimestrali al trade su destinazioni di corto raggio (principalmente quelle mediterranee) e di lungo raggio con focus su Americhe, Africa australe e Giappone. Abbiamo inoltre rafforzato le attività di comunicazione sui canali social e digital verso le mete che, in questo momento, sembrano raccogliere il maggior interesse da parte della clientela. Infine, stiamo organizzando piani di formazione su specifiche mete per accrescere il livello di conoscenza del trade sui nostri specifici prodotti. Stiamo inoltre appoggiando specifiche iniziative promosse dai principali network nazionali al fine di sostenere il maggior numero di azioni sui clienti finali».
Il futuro è ancora difficile da interpretare, ma andrà comunque affrontato con determinazione. «L’impegno sarà principalmente rivolto alla flessibilità e alla capacità di reazione. In passato abbiamo visto che certi eventi mostrano traiettorie che cambiano con una certa frequenza e registrano accelerazioni o rallentamenti non facilmente prevedibili. Questo mette il nostro gruppo nella condizione di alzare al massimo livello l’analisi dei vari scenari per reagire il più velocemente possibile ogni volta che il contesto geopolitico lo impone o lo consente. Oggi, nello specifico, la nostra azione segue tre diverse logiche: consolidamento delle destinazioni con trend già positivi, incremento della capacità su destinazioni non toccate dalla crisi, sostegno delle destinazioni che non sono state toccate dagli eventi, ma che risentono di un mood negativo».
Il trend
Al momento, il trend indica «un rallentamento delle prenotazioni sulle destinazioni estere che riteniamo essere più legato a situazioni di attesa che non di contrazione. Nel corso delle ultime 6 stagioni, relative agli ultimi 3 anni, ci eravamo abituati a vedere crescere l’advance booking a discapito del last minute. Per l’estate 2026 ci aspettiamo un deciso ribilanciamento tra le due modalità di acquisto». E ancora, il manager evidenzia un «crescente interesse verso soluzioni di volato point-to-point e una grande attenzione alle soluzioni con formule assicurative e che prevedono assistenza da parte dell’operatore».
Fra i temi sotto la lente, l’impennata del prezzo dei voli.«Il pricing dei voli è storicamente e in generale una variabile sensibile alle fluttuazioni del costo del fuel, soprattutto sul lungo raggio. In questo particolare momento ci aspettiamo che possa incidere anche sui voli di corto e medio raggio. L’incremento dei costi del carburante, unitamente ad una grande oscillazione delle relative quotazioni sui mercati finanziari, avrà un sicuro impatto sul prezzo dei pacchetti. Diventa pertanto fondamentale potenziare le logiche di dynamic pricing per salvaguardare vendite e marginalità». Sul discorso voli, il fatto di appartenere a una filiera integrata, che può contare anche su una compagnia aerea di proprietà, si dimostra elemento vincente. «Le sinergie con Neos sono state e saranno sempre di più un fattore competitivo determinante. La velocità con cui adattiamo la nostra capacità in relazione agli andamenti e alla domanda di mercato è diventato un nostro fattore distintivo. Questo, nelle nostre intenzioni, rappresenta un grande supporto per il trade che può contare su di un operatore integrato che “posiziona” capacità aerea e ricettiva laddove lo richiede il mercato».
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[post_content] => Sas celebra i suoi primi 80 di attività con una livrea speciale per un Airbus A330-300: l'anniversario cade a 80 anni dal primo volo intercontinentale della compagnia scandinava, effettuato il 17 settembre 1946, quando una rotta da Stoccolma a New York avvicinò la Scandinavia al resto del mondo.
L'Airbus A330-300 è uno degli otto che operano nella flotta lungo raggio di Sas, ciascuno configurato con 266 posti, affiancati dai moderni Airbus A350 e A321Lr, che servono la rete intercontinentale del vettore.
La livrea presenta per la prima volta il blu Sas sull'intero velivolo, riprendendo uno degli elementi di design più riconoscibili della compagnia aerea. La bandiera scandinava è stata reinterpretata come riferimento alla classica livrea degli anni '80, insieme a un nuovo simbolo dell'anniversario ispirato ai motori e alla fusoliera dell'aereo.
“Da 80 anni, Scandinavian Airlines è all'avanguardia nell'innovazione e avvicina la Scandinavia al mondo attraverso operazioni sicure e affidabili - afferma Anko van der Werff, presidente e ceo -. Dal nostro primo volo transatlantico all'odierno network globale, questo obiettivo rimane immutato. Questo velivolo è un simbolo della nostra eredità e del ruolo che svolgiamo ogni giorno per i nostri clienti e le società che serviamo.”
Il primo volo dell'A330-300 con livrea dedicata agli 80 anni è previsto tra Copenaghen e New York, ripercorrendo la rotta storica che ha caratterizzato la prima espansione internazionale di Sasa.
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Sono passati sette giorni dalle sofferte dimissioni di Daniela Santanchè da ministro del turismo. Nel frattempo il presidente del Consiglio ha preso l'interim. Cioè si occuperà di guidare il governo e di lavorare come ministro del turismo. La cui cosa è del tutto impossibile. Se uno fa il premier è naturale che metta tutte le altre attività (come il ministero del turismo) in secondo se non in terzo piano.
Quindi il turismo per ora non ha ancora un nome di riferimento. E ripeto, sono passati sette giorni. E sette giorni sono abbastanza per nominare un ministro che abbia delle conoscenze e delle abilità. Ma perché perdono tempo? Il motivo è chiaro: perché al governo meloni del turismo non importa nulla. Nonostante i grandi proclami di inizio legislatura. "Il turismo è fondamentale, ecc ecc". Evidentemente erano solo locuzioni messe lì senza pensarci troppo.
Numeri
Se a Meloni il turismo stesse sul serio a cuore avrebbe già dato una svolta, nominando un nuovo ministro, che avrebbe come primo passo del suo mandato, di supportare il turismo organizzato che dall’inizio ha registrato 7.100 prenotazioni cancellate, riprogrammate o dirottate verso altre destinazioni, con un impatto economico complessivo che, nelle prime settimane, raggiunge già quasi 100 milioni di euro.
100 milioni di euro. Ma può un settore in questa difficoltà non avere un punto di riferimento stabile per poter almeno discutere della faccenda?
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[post_content] => Con il decollo del volo giornaliero per Miami, American Airlines proietta l'estate 2026 verso una stagione da record per lo scalo di Milano Malpensa. Non è solo un ripristino, a distanza di 6 anni, ma un consolidamento che porta a tre i collegamenti giornalieri diretti verso gli Usa (New York Jfk, Philadelphia e ora Miami), posizionando Malpensa come gateway di riferimento per il Sud Europa.
Il potenziale è enorme. La rotta non è solo una porta d'accesso privilegiata per le spiagge della Florida, ma un vero e proprio hub verso le Americhe: da Miami, i viaggiatori possono connettersi a oltre 350 destinazioni tra Nord America, Caraibi e America Latina.
Il volo è operato con Boeing 787-8, configurato in cabine di business (flat-bed), premium economy ed economy. La novità è il debutto mondiale della partnership con Lavazza. Il caffè italiano diventa lo standard premium a bordo e nelle lounge, un dettaglio non trascurabile per la customer satisfaction del cliente alto-spendente. Wi-fi per connessione ad alta velocità e 1.500 contenuti gratuiti a schermo.
«Il ritorno del collegamento diretto tra Milano Malpensa e Miami rappresenta un passo importante nel rafforzamento del nostro network in Italia - osserva José A. Freig, vice president international di American Airlines, confermando la centralità dello scalo italiano -. La rotta intercetta una forte domanda crescente di connettività tra due hub economici internazionali sia dal Nord Italia verso gli Usa e i Caraibi, sia in senso inverso, due aree di primaria importanza per business e turismo».
Aldo Schmid, responsabile aviation business development di Sea Aeroporti di Milano sottolinea l'enorme potenziale commerciale: «I dati indicano un traffico pre-esistente di 140.000 passeggeri (considerando il bacino di utenza), con una previsione di crescita del 30-40% grazie al volo diretto, partecipando in modo sostanziale alla crescita del network di lungo raggio del nostro scalo. Questo si traduce in una capacità di vendita immediata sia per il segmento leisure (Florida e crociere) che per il business, spinto dall'accordo di collaborazione siglato tra Regione Lombardia e Stato della Florida».
Raffaele Cattaneo, sottosegretario relazioni internazionali di Regione Lombardia, inquadra il volo come asset per il business e valore per l'economia lombarda: «Questo non è solo un collegamento aereo, è un ponte strategico tra due delle aree economiche più dinamiche dell'Atlantico. La Florida è la quindicesima economia al mondo e il mercato statunitense per la Lombardia vale un export record di 14,5 miliardi di euro. Il volo diretto è decisivo soprattutto per il traffico business, con focus su settori come design, nautica e automotive».
L'impegno di American Airlines su Miami si traduce in un investimento da 1 miliardo di dollari, per un piano che prevede l’espansione del terminal e il restyling completo delle lounge Admirals Club.
(Anna Morrone)
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[post_content] => Il 29 marzo 2026 ha segnato una data storica per Disneyland Paris.
In questa occasione il secondo Parco della prima Destinazione turistica europea, finora conosciuto come Parco Walt Disney Studios, ha cambiato il nome diventando Disney Adventure World, quasi raddoppiando la sua superficie iniziale e offrendo agli ospiti nuove esperienze immersive. Un’evoluzione che introduce un nuovo modo di vivere il Parco, all’insegna dell’avventura, filo conduttore delle nuove esperienze.
Il punto focale di questa trasformazione è World of Frozen, un’area interamente dedicata al regno di Arendelle ricreato a grandezza naturale. Qui i visitatori possono vivere una nuova attrazione per famiglie, assistere a uno spettacolo diurno e incontrare le regine Anna ed Elsa, oltre a vedere personaggi iconici come Olaf.
Il paesaggio è dominato dal maestoso Palazzo di Ghiaccio di Elsa, situato sulla Montagna del Nord, alta 36 metri. Ai piedi della montagna si estende il villaggio di Arendelle, con edifici colorati di ispirazione nordica, una vivace piazza e specchi d’acqua scintillanti. Il percorso è accompagnato da reinterpretazioni sinfoniche delle canzoni del film e conduce i visitatori verso luoghi iconici come la Baia di Arendelle, la Fontana dell’Amicizia e il Castello di Arendelle.
Nel cuore del villaggio è possibile vivere Frozen Ever After, una nuova attrazione per tutta la famiglia che porta gli ospiti in un emozionante viaggio in barca insieme ad Anna, Elsa e ai loro amici.
I visitatori possono inoltre incontrare i Personaggi nel Castello di Arendelle e assistere allo spettacolo “A Celebration in Arendelle”, presentato più volte al giorno nella Baia di Arendelle. Lo show, della durata di circa quindici minuti, vede i protagonisti della storia a bordo di tre maestose navi vichinghe con nuovi brani originali pensati appositamente per lo spettacolo sul lago.
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Un Parco, infinite avventure
Con il rebranding, Disney Adventure World è oggi un grande Parco dedicato agli universi Disney, Pixar e Marvel. Accanto a World of Frozen, gli ospiti possono infatti vivere esperienze nelle aree Worlds of Pixar e Marvel Avengers Campus, mentre in futuro è previsto anche un nuovo mondo immersivo ispirato al classico Disney Il Re Leone. Ogni area offrirà un diverso modo di vivere l’avventura, tra mondi narrativi e atmosfere distintive.
A completare questa nuova esperienza ci sarà Adventure Bay, un lago di tre ettari che è il cuore scenografico del Parco. Durante il giorno le sue rive saranno animate da incontri con i personaggi, mentre la sera si trasformerà in un teatro a cielo aperto per un grande spettacolo notturno.
Il progetto fa parte di un ambizioso piano di investimento da due miliardi di euro che punta a reinventare l’esperienza dei visitatori attraverso mondi sempre più immersivi e nuove storie da vivere in prima persona.
Soggiorni e Hotel Disney
Per godere a pieno dell’esperienza immersiva offerta da entrambi i Parchi Disney, i visitatori hanno la possibilità di svegliarsi nel cuore delle più belle storie Disney, Pixar e Marvel, scegliendo di soggiornare in uno dei 7 Hotel Disney a tema presenti nel Resort. L’iconico Disneyland Hotel invita grandi e piccoli a immergersi nelle storie regali Disney, tra cui Frozen, mentre il Disney Hotel New York – The Art of Marvel celebra l’arte dell’universo Marvel. Il Disney Hotel Cheyenne e il Disney Hotel Santa Fe offrono invece un’immersione nei mondi Pixar di Toy Story e Cars.
A rendere il soggiorno ancora più speciale contribuiscono anche alcuni vantaggi esclusivi riservati agli Ospiti degli Hotel Disney, come Più Tempo per la Magia, che consente di entrare nei Parchi prima del normale orario di apertura, e gli Incontri con i Personaggi direttamente in hotel.
Un soggiorno a Disneyland Paris permette di scoprire appieno entrambi i Parchi Disney e di assistere ai due spettacoli serali della Destinazione: Disney Cascade of Lights, tutte le sere a Disney Adventure World, e Disney Tales of Magic, tutte le sere al Parco Disneyland.
In questo scenario di rinnovamento, la scelta di soggiornare all’interno del Resort consente di vivere ogni sfumatura dell’esperienza, passando da un mondo all’altro e da un’avventura all’altra con continuità. Una soluzione che permette di costruire proposte di viaggio complete, valorizzando le novità di Disney Adventure World senza rinunciare alle esperienze più consolidate del Parco Disneyland, in tutta tranquillità e flessibilità.
Prenota ora un soggiorno da favola per i tuoi clienti: link
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SoFly giunge a un importante giro di boa nello sviluppo dell'attività di tour operating. «Abbiamo definito un piano triennale orientato allo sviluppo delle destinazioni e del prodotto - spiega Alberto Giorgio, responsabile dello sviluppo commerciale -. L’obiettivo è costruire un modello che integri tecnologia e qualità dell’esperienza» superando l’impostazione più tradizionale del tour operating.
Il concept su cui si fonda il progetto, “New Classic”, unisce innovazione e approccio esperienziale. «Stiamo sviluppando una piattaforma tecnologica di proprietà che permetterà alle agenzie di costruire pacchetti su misura in modo rapido, aggregando in un unico sistema voli, hotel ed esperienze. Inoltre vogliamo offrire vacanze sempre più complete, dove al soggiorno si affiancano attività e servizi legati al territorio».
In questa fase iniziale SoFly si propone come operatore generalista, con la possibilità di estendere il modello anche a destinazioni a lungo raggio senza necessariamente sviluppare una programmazione tradizionale. «Pensiamo, ad esempio, ai viaggi di nozze: l’idea è costruire percorsi coerenti tra più destinazioni, con servizi che accompagnino il cliente lungo tutto il viaggio, mantenendo uno standard omogeneo».
La strategia commerciale
Anche la strategia commerciale segue un approccio mirato. «Preferiamo concentrare gli sforzi dove la domanda è già presente» facilitando il lavoro delle agenzie e aiutando il cliente a confermare la propria scelta.
Il rapporto con la distribuzione è centrale.«Le agenzie sono per noi vere e proprie antenne sul territorio». L’obiettivo è ridurre la distanza tra produzione e distribuzione, creando un dialogo continuo che permetta di intercettare rapidamente i trend e trasformarli in offerte concrete.
In un contesto caratterizzato da forte instabilità, tra dinamiche geopolitiche e cambiamenti improvvisi, diventa fondamentale diversificare. «Avere un portafoglio ampio ci consente di compensare eventuali perdite e spostare rapidamente il focus su destinazioni più sicure o richieste». Sul piano organizzativo, è prevista una crescita progressiva della rete commerciale. «Vogliamo essere sempre più vicini alla distribuzione, con una presenza capillare sul territorio. Parallelamente guardiamo anche ai mercati internazionali, con particolare attenzione all’Oriente» da cui arriveranno scenari molto interessanti nei prossimi anni.
Quello che emerge è una visione basata su innovazione, flessibilità e collaborazione. «Alla fine, il risultato più importante resta uno: vedere un cliente soddisfatto della propria esperienza di viaggio».
(Quirino Falessi)
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La rotta è servita con tre voli giornalieri da un Airbus A321Xlr: la compagnia aerea è stata la prima a introdurre questo modello e ne ha già sette nella sua flotta. L'A321Xlr è dotato della nuova cabina Airspace, che offre vani portaoggetti più capienti, illuminazione a Led e una maggiore sensazione di spazio, migliorando l'esperienza a bordo. È configurato con due classi, business ed economy, per un totale di 182 posti.
Con l’aggiunta di Newark, Iberia offrirà tre voli giornalieri tra Madrid e l’area metropolitana di New York - due su Jfk e uno su Newark -; quest'ultimo servizio, in particolare, è pensato in particolare per il traffico corporate, poiché consente un accesso rapido e diretto al distretto finanziario di Manhattan, riducendo i tempi di viaggio per brevi viaggi d’affari. New York è anche il principale mercato aziendale di Iberia negli Stati Uniti, il che sottolinea ulteriormente l’importanza di questa nuova rotta.
Il lancio del nuovo collegamento coincide con l'entrata in vigore dell'orario estiva, che vede Iberia offrire una capacità record tra Madrid e New York, con un totale di 352.055 posti, il 43% in più rispetto allo scorso anno.
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[post_content] => E' ufficialmente entrata nel vivo da ieri la stagione estiva dell'aeroporto di Torino, che si distingue come la più ampia di sempre: 53 le destinazioni (+6% rispetto all’estate 2025) che compongono il network, per un totale di 24 paesi collegati (3 novità rispetto al 2025: Finlandia, Ungheria e Bulgaria), consolidando così la vocazione internazionale dell’aeroporto e offrendo nuove opportunità di business e turismo.
Complessivamente sono 700.000 i posti in vendita aggiuntivi nella summer rispetto alla stagione estiva 2025. Tra le principali novità, il debutto di Finnair, nuova compagnia aerea per Torino, con il collegamento diretto su Helsinki, dal 3 maggio apre le porte al Nord Europa e, grazie all’hub finlandese, consente nuove connessioni verso l’Asia e il Nord America.
Il network vede anche l’espansione dell’offerta di Ryanair, con le new entry Sofia e Tirana e il potenziamento di numerose rotte già operative, grazie al terzo aeromobile basato a Torino da novembre 2025.
Aumenta anche l'impegno di Wizz Air con il lancio di nuovi voli verso London Luton, servita per la prima volta anche durante la stagione estiva, e Palermo, a cui si affiancano Budapest e Chisinau che proseguono dalla stagione invernale. Aumentano anche i posti a disposizione su mete già servite, come Catania, Bucarest e Tirana.
Le destinazioni Foggia e Salerno saranno servite quest’estate da Aeroitalia, che introdurrà anche la nuova rotta per Comiso.
«Dopo aver superato i 5 milioni di passeggeri nel 2025, l’ampliamento del network, l’incremento delle frequenze e la messa in vendita sul mercato di 700.000 posti aggiuntivi testimoniano l’efficacia del lavoro svolto insieme ai vettori - ha commentato Andrea Andorno, amministratore delegato di Torino Airport -. L’ingresso di Finnair e l’apertura del collegamento con Helsinki rappresentano un passaggio particolarmente rilevante, perché rafforzano in modo strutturale la connettività internazionale dello scalo. Il terzo aeromobile in base di Ryanair e la forte crescita di Wizz Air confermano inoltre l’attrattività dell’aeroporto e la solidità della nostra strategia di sviluppo, orientata a garantire connettività, competitività e nuove opportunità di crescita per l’intero sistema territoriale».
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«L’Italia è sempre stata centrale all’interno del network transatlantico di Delta, e Roma rimane uno dei nostri principali punti di accesso in Europa – dichiara Matt Long, managing director di Delta per Europa e Africa –. Con il lancio del nostro nuovo volo diretto per Seattle, apriamo un ponte tra la capitale italiana e una delle regioni più dinamiche degli Stati Uniti».
«L’avvio del nuovo collegamento - il primo diretto nella storia tra Italia e Seattle - rappresenta un ulteriore passo nel rafforzamento della connettività tra Roma e il Nord America, il mercato di lungo raggio più rilevante per il nostro scalo – commenta Federico Scriboni, aviation business development director di Aeroporti di Roma –. Con l’introduzione di Seattle, nella summer 2026 Fiumicino sarà collegato a 22 scali nordamericani e offrirà fino a 42 partenze giornaliere verso il Nord America, registrando un record di offerta senza precedenti». Scriboni specifica inoltre: «Da Fiumicino sono stati 4.700.000 i passeggeri trasportati nel 2025 da e per il nord America: un dato che ha fatto registrare il 40% di crescita rispetto al 2019, e questo è stato possibile anche grazie a Delta, tra i player di riferimento per servire il Nord America».
Nell’estate in arrivo il volo Delta da Roma per Seattle sarà operato, in collaborazione con il partner europeo Air France Klm, nei giorni: lunedì, martedì, giovedì e sabato con partenza alle ore 12:20. Dall’America i voli saranno alle ore 13:55: lunedì,mercoledì, venerdì e domenica.
Nello stesso periodo, la compagnia arriverà a gestire il network di voli più esteso di sempre fra Italia e Stati Uniti, operando fino a 19 voli al giorno. Delta collegherà Roma Fiumicino a New York Jfk, Atlanta, Boston, Detroit, Minneapolis e Seattle; Milano Malpensa a New York Jfk, Atlanta e Boston; Venezia e Napoli a New York Jfk e Atlanta e Catania e Olbia a New York Jfk.
Nell’ultimo decennio, Delta ha lanciato voli per 28 nuovi mercati da Seattle, ed opera ora da questo aeroporto fino a 180 collegamenti al giorno verso più di 60 destinazioni globali. Gli investimenti recenti della compagnia a Seattle includono una nuova Delta One Lounge e un nuovo Delta Sky Club, oltre allo sviluppo di un’esperienza premium in aeroporto per tutti i passeggeri, dall’arrivo all’imbarco.
(Elisa Biagioli)
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