22 dicembre 2025 09:15
Cresce la domanda di viaggi ferroviari nel Nord Italia, mentre accelerano i preparativi per le Olimpiadi invernali Milano-Cortina 2026: lo riferisce Rail Europe, sottolineando come i dati relativi alle prenotazioni indicano che Milano sta rafforzando il suo ruolo di principale gateway internazionale, mentre Venezia e Verona stanno emergendo come destinazioni chiave collegate dalla ferrovia all’interno degli itinerari di viaggio legati alle Olimpiadi.
Rail Europe evidenzia una forte attività di prenotazione sulle principali linee ad alta velocità come Milano-Venezia e Milano-Verona. Allo stesso tempo, i flussi ferroviari transfrontalieri verso Milano dai principali hub europei, tra cui Parigi e Zurigo, rimangono costantemente elevati.
“I grandi eventi internazionali mettono in luce la necessità di una mobilità affidabile e senza soluzione di continuità – ha affermato Björn Bender, ceo e presidente esecutivo di Rail Europe -. La ferrovia svolge un ruolo chiave nel collegare città, regioni e destinazioni alpine oltre i confini nazionali. Con l’avvicinarsi dei Giochi di Milano-Cortina, gli itinerari ferroviari offrono un modo flessibile ed efficiente per viaggiare nel Nord Italia, supportati da forti collegamenti internazionali e da una rete regionale ben sviluppata”.
Milano occupa una posizione centrale in questo panorama turistico in continua evoluzione. Per molti visitatori delle Olimpiadi, rappresenta il principale scalo aereo internazionale più vicino. Parallelamente, la città funge da snodo ferroviario primario che collega il nord Italia con Francia, Svizzera, Germania e Austria.
La connettività ferroviaria è fondamentale anche per accedere alle regioni alpine che ospitano gli eventi sportivi invernali. Destinazioni come la Valtellina sono raggiungibili tramite Tirano, con collegamenti ferroviari da Milano e collegamenti transfrontalieri dalla Svizzera attraverso il corridoio Coira-St. Moritz. I recenti miglioramenti infrastrutturali su queste tratte hanno aumentato il comfort e la frequenza dei servizi, rafforzando il ruolo delle ferrovie internazionali nei viaggi legati agli sport invernali.
Verona, che ospiterà la cerimonia di chiusura delle Olimpiadi, è altrettanto ben integrata nella rete ferroviaria del nord Italia. La sua connettività consente a chi pianifica i viaggi di combinare la partecipazione alle Olimpiadi con itinerari più ampi in Veneto e nella regione alpina, posizionando la ferrovia come una pratica alternativa al viaggio su strada.
Per Cortina d’Ampezzo, i viaggi in treno sono tipicamente combinati con il trasporto locale da stazioni ferroviarie vicine come Calalzo di Cadore o Dobbiaco. Questo modello mantiene la ferrovia al centro del viaggio, affrontando al contempo l’accesso all’ultimo miglio, con tempi di percorrenza totali da Milano che variano generalmente tra le cinque e le sei ore e mezza, a seconda dei collegamenti.
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[post_content] => Con oltre quarant'anni di esperienza nell'ospitalità, H10 Hotels continua a investire nella crescita internazionale, guardando con particolare interesse al mercato italiano. A raccontare la strategia della catena è Robert Hippmann, sales promotion Central Europe di H10 Hotels.
Gruppo alberghiero a conduzione familiare nato a Barcellona, H10 Hotels conta oggi circa 70 strutture distribuite principalmente nelle isole Canarie, dove si concentra una ventina di hotel, ma anche nella Spagna continentale, nei Caraibi e in alcune delle principali città europee.
«L'offerta è molto diversificata - spiega Hippmann -. Circa la metà del nostro portfolio è composta da hotel urbani a quattro e cinque stelle, generalmente boutique hotel con una media di 90-100 camere. A questi si affiancano resort per famiglie e vacanze con circa 350-380 camere, mentre nei Caraibi disponiamo di strutture che arrivano fino a 900 camere».
Fondata all'inizio degli anni Ottanta, la compagnia ha scelto una crescita graduale, reinvestendo costantemente gli utili nell'ammodernamento e nella riqualificazione delle proprie strutture. Nell'ultimo anno sono state inaugurate tre nuove aperture: una a Porto, una struttura cinque stelle a Parigi e un nuovo resort in Messico, il quarto del gruppo nel Paese, situato a Costa Mujeres, circa 35 chilometri a nord di Cancún.
L'Italia rappresenta uno dei mercati europei più dinamici per la catena. «Negli ultimi anni abbiamo registrato una crescita costante della clientela italiana e per questo stiamo intensificando la nostra attività promozionale. Tra i plus più apprezzati figura anche la formula Free Child, particolarmente interessante per il segmento family».
La presenza di H10 Hotels in Italia risale al 2007, con l'apertura del primo hotel a Roma. Oggi il gruppo dispone di una seconda struttura nella capitale, a pochi passi da Piazza Venezia, e di un esclusivo boutique hotel ricavato in uno storico palazzo di Venezia, a breve distanza dal Ponte di Rialto, con 62 camere.
«Accanto ai grandi resort siamo sempre alla ricerca di edifici storici capaci di raccontare una storia e regalare agli ospiti un'esperienza autentica. È uno degli elementi che meglio rappresenta la nostra identità».
Il rapporto con il trade
Sul fronte della distribuzione, il gruppo punta a rafforzare la collaborazione con il trade italiano. Oltre ai consolidati rapporti con i principali tour operator, l'obiettivo è sviluppare ulteriormente il dialogo con le agenzie di viaggio attraverso un nuovo portale b2b che consente la prenotazione diretta degli hotel della catena con una commissione del 14%. Un'opportunità aggiuntiva, che lascia agli agenti la massima libertà nella scelta del canale di vendita.
La sfida, sottolinea Hippmann, è aumentare la conoscenza dell'intera offerta H10 Hotels. «Disponiamo di un portfolio molto ampio, che spazia dagli hotel adults only ai resort per famiglie fino ai city hotel, ma non tutti gli operatori conoscono ancora la varietà della nostra proposta».
Guardando al futuro, H10 Hotels conferma la volontà di consolidare ulteriormente la propria presenza in Italia. «Crediamo fortemente nelle potenzialità del mercato italiano e stiamo valutando un ulteriore rafforzamento della nostra struttura commerciale, anche con una presenza dedicata nel Paese. Vogliamo essere sempre più vicini agli operatori e continuare a crescere insieme al trade italiano».
(Quirino Falessi)
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«L’Europa è un mercato incredibilmente importante per Royal Caribbean - afferma Michael Bayley, presidente e ceo di Royal Caribbean International -. Anche se operiamo su scala globale, una parte significativa dei nostri ospiti proviene dall’Europa, che è da sempre uno dei grandi “parchi giochi” del turismo mondiale. Tutti desiderano immergersi nelle culture dei diversi paesi europei e vivere esperienze autentiche. La domanda è grande e, grazie a Legend of the Seas, la nuova e terza nave della Icon Class, potremo realizzare la nostra missione: offrire a ogni ospite l’esperienza di vacanza che desidera. Per noi rappresenta un motivo di grande orgoglio aver costruito proprio in Europa la nostra nave più straordinaria».
Il progetto di espansione
Ora Royal Caribbean prosegue il suo progetto di espansione: «Abbiamo una presenza davvero globale, operiamo praticamente in tutto il mondo. Il mercato statunitense è importante per Royal Caribbean e i Caraibi, che sono la nostra destinazione storica, rappresentano un’area strategica di primaria importanza. I Caraibi concentrano circa il 50% della capacità crocieristica mondiale. Sono una destinazione molto amata e, allo stesso tempo, molto vicina al nostro principale mercato di riferimento. Poi abbiamo navi in America Latina con una presenza molto importante in Brasile e navi che operano anche da Panama. Operiamo dalla Cina da oltre dieci anni, dove abbiamo avuto navi basate con successo. Da circa 15 anni operiamo da Singapore e per anni abbiamo operato da Hong Kong, così come da Sydney e Brisbane. In un determinato periodo avevamo addirittura quattro o cinque grandi navi basate in Australia. Disponiamo quindi di un portafoglio di prodotti e di navi distribuito in tutto il mondo, quindi esiste quasi sempre un modo relativamente semplice per raggiungere una nave Royal Caribbean».
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Silversea, la nostra compagnia extra-lusso, è presente ovunque nel mondo. Siamo consapevoli che, per conquistare nuovi crocieristi, bisogna entrare in mercati completamente nuovi. Il nostro team internazionale lavora costantemente in questa direzione: oggi operiamo in oltre 100 mercati e valutiamo continuamente il potenziale di crescita di ciascuno di essi: posizioniamo le navi in base a come prevediamo che un determinato mercato crescerà e agli investimenti che intendiamo realizzare in quell’area».
(Chiara Ambrosioni)
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[post_content] => Dopo un calo dello 0,7% ad aprile, il traffico passeggeri nella rete aeroportuale europea è rimbalzato a maggio 2026, aumentando del 3,2% rispetto a maggio 2025, secondo l'ultimo rapporto mensile ACI Europe.
Gli aeroporti dell'UE e quelli ad essa associati stanno trainando la crescita, mentre la guerra in Medio Oriente , le tasse sul trasporto aereo e i tagli di capacità continuano a pesare su diversi mercati, compresi i principali hub.
Ripresa
ACI Europe, l'associazione di categoria degli aeroporti del continente, sottolinea che la ripresa osservata a maggio arriva "dopo un aprile caratterizzato dal primo calo del traffico dalla fine della crisi sanitaria ". Gli aeroporti della regione UE+ (Stati membri dell'UE, Regno Unito, Svizzera, Norvegia, Islanda e altri partner) hanno registrato un aumento del 3,4% dei passeggeri, con una crescita ancora più marcata all'interno della stessa UE (+4,2%), mentre i mercati extra-UE+ sono cresciuti solo del 2%.
Questo trend è in linea con i mesi precedenti, con ACI che aveva già registrato una crescita del 3,8% a marzo, nonostante l'intensificarsi del conflitto in Medio Oriente alla fine di febbraio. L'associazione sottolinea che le sue statistiche mensili coprono più di 450 aeroporti, rappresentando oltre il 95% del traffico europeo, e costituiscono quindi un indicatore chiave per gli operatori del settore del trasporto aereo.
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Tra gennaio e maggio 2026, i viaggiatori statunitensi hanno effettuato 29,1 milioni di viaggi internazionali, con le destinazioni a lungo raggio che hanno registrato una crescita più rapida, a testimonianza della continua diversificazione delle preferenze di destinazione.
Tra gennaio e maggio 2026, i viaggi internazionali in uscita dagli Stati Uniti hanno raggiunto i 29,1 milioni, con un incremento del 23% rispetto allo stesso periodo del 2019.
I dati sono stati analizzati nell'ambito della Market Intelligence Series prodotta da Wte Miami, che ha esaminato i dati sulle partenze internazionali per individuare i cambiamenti nella domanda di viaggi e nella scelta delle destinazioni da parte degli americani.
Le aree in maggiore crescita
Come riporta TravelDailyNews, l'analisi ha rilevato che la crescita è stata particolarmente forte in Asia, Africa, America centrale e meridionale e nella regione del Pacifico. I viaggi verso queste aree sono aumentati complessivamente del 37,2%, superando la crescita generale registrata nel mercato turistico statunitense in uscita.
I dati indicano che i viaggiatori americani stanno indirizzando una quota maggiore della domanda internazionale verso destinazioni emergenti e a lungo raggio.
Il Nord America ha continuato a rappresentare quasi la metà di tutti i viaggi internazionali effettuati dai residenti statunitensi nel periodo considerato. Tuttavia, i mercati di viaggio consolidati si trovano ad affrontare una maggiore concorrenza, poiché i viaggiatori distribuiscono i loro spostamenti su una gamma più ampia di destinazioni. I risultati indicano una più ampia diversificazione dei modelli di viaggio in uscita dagli Stati Uniti, piuttosto che una crescita concentrata esclusivamente nelle destinazioni consolidate.
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In una stagione estiva partita tra tensioni geopolitiche e disservizi nei trasporti, alle prese con una domanda ancora esposta a molte variabili, I4T torna ad innovare con I4Move, un prodotto di nuova generazione contro l’imprevisto per eccellenza: la cancellazione di un volo o di un qualsiasi altro mezzo di trasporto prenotato, come treni, bus e navi.
Sviluppata in collaborazione con Revo, I4Move è progettata per intercettare tutte le possibili casistiche: rimborsa le eventuali penali di annullamento dei servizi non utilizzati, se il cliente rinuncia al viaggio, e copre i maggiori costi in caso di riprogrammazione e modifica dell’itinerario, come l’acquisto di nuovi biglietti o pernottamenti aggiuntivi, se il cliente è comunque intenzionato a partire o è già in viaggio.
“In un mercato in cui incertezza, tensioni geopolitiche e cancellazioni voli sono ormai parte della quotidianità, investire nella copertura assicurativa è strategico, specialmente alla luce dell’incidenza sempre maggiore dell’organizzazione diretta nelle agenzie - afferma Christian Garrone, responsabile intermediazione assicurativa I4T -. REVO I4Move è un prodotto altamente competitivo, che supera una serie di barriere: dall’emissione fino a 24 ore prima della partenza all’inclusione del rischio guerra, fino alla possibilità di riconoscere il rimborso direttamente all’agenzia. Innoviamo con strumenti concreti, allineati al contesto di rischio, per sostenere il lavoro del trade e accompagnare l’evoluzione del settore. Avere la possibilità della vendita anche stand-alone solidifica il rapporto di fiducia e collaborazione con i nostri partner, che non sono obbligati ad acquistare I4Move insieme ad altre coperture e quindi possono accedere direttamente a ciò di cui hanno bisogno”.
Flessibile e competitiva, la polizza offre numerosi vantaggi, che la rendono decisamente più performante rispetto al panorama di coperture attualmente sul mercato: in primo luogo, è valida indipendentemente dai motivi della cancellazione e non esclude il rischio guerra, fattore ormai imprescindibile alla luce del contesto internazionale.
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La strategia sul mercato italiano
Dixon tratteggia anche la strategia di crescita di Brand Usa per il mercato italiano: «Siamo fiduciosi nelle prospettive del vostro mercato. Sebbene quest'anno si registri una flessione, siamo convinti che - grazie agli ottimi collegamenti aerei tra Italia e Stati Uniti e ai numerosi fattori che continuano a stimolare la domanda - gli Stati Uniti resteranno una destinazione iconica e altamente attrattiva per i viaggiatori italiani. Il nostro obiettivo continua a essere la crescita nel lungo periodo e stiamo investendo in nuove iniziative. Quest'anno, ad esempio, abbiamo lanciato "Get Facts. Get Going", un portale centralizzato che consentirà ai viaggiatori di avere informazioni accurate sui visti per gli Stati Uniti, i requisiti d’ingresso, le politiche di controllo e le tariffe; uno strumento pensato per fornire ai nostri partner del settore delle risorse pronte all'uso e per aiutare i viaggiatori a pianificare il viaggio negli Stati Uniti con maggiore sicurezza».
Quest’evoluzione dell’offerta risponde alle nuove dinamiche e sfide del mondo del turismo: «I viaggiatori sono sempre più alla ricerca di esperienze autentiche e personalizzate, oltre che di occasioni per entrare in contatto con le comunità locali - conclude Dixon -. Di conseguenza, si spingono oltre le mete più iconiche per scoprire luoghi meno conosciuti. Questa tendenza arricchisce l'esperienza di viaggio ed evidenzia la straordinaria varietà di paesaggi, culture e attività che gli Stati Uniti hanno da offrire».
(Chiara Ambrosioni)
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[post_content] => Hilton Milan svela il nuovo volto dopo il primo restyling in otto anni: un progetto che fonde interni contemporanei con l’identità urbana e il flair creativo di Milano.
«Questa ristrutturazione rappresenta una tappa fondamentale nella nostra storia e nel nostro rapporto con la città. - ha dichiarato Daniele Fabbri, general manager di Hilton Milan - È stata migliorata la qualità degli spazi e dell’esperienza di soggiorno, rafforzando al contempo il nostro legame con l’identità e lo spirito creativo di Milano. La ristrutturazione è iniziata nel 2024, a partire dalla mia idea di dove quest’albergo dovesse andare.
La ditta costruttrice è stata Korus, il project management è di Currie & Brown, mentre lo studio coinvolto per l’interior design è stato Thdp Design di Torino. Tutti hanno operato insieme al project team di Hilton. L’albergo ha 54 anni e Hilton ha messo il suo logo nel 1972: questo per noi è una sorta di giro di boa per i prossimi 50 anni. Tutte le camere sono state modernizzate per offrire ambienti più luminosi e funzionali, pensati per il relax e il benessere degli ospiti.
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"Una piccola produzione a km.0 ci consente di fare diverse attività, come preparare il pesto o l’olio piccante con i clienti. Le erbe coltivate nella serra diventano anche un ingrediente per eventi basati sulla Mixology. Uno dei nostri pillar è la milanesità. - prosegue Fabbri - Vogliamo trasferire l'essenza di Milano agli ospiti e già nel nostro rooftop-bar Breeze of Milan nasce l’idea di una brezza unica che si percepisce in tutto il percorso all'interno dell'albergo e si ritrova anche nel bistrot CotoliAmo - la combinazione di cotoletta e amore - dove immergersi nella cultura gastronomica italiana e milanese.
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Chiara Ambrosioni
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[post_content] => Importante apertura per Tivoli Hotels & Resorts, che inaugura il Tivoli Palazzo 1880 Lecce Hotel, segnando l’arrivo del brand e di Minor Hotels in Puglia.
Situato nel centro storico di Lecce, in via Imperatore Augusto 19, l’hotel si trova tra piazza Sant’Oronzo e piazzetta Santa Chiara, consentendo agli ospiti di raggiungere facilmente le maggiori attrazioni barocche della città, i vivaci caffè e wine bar, e i principali punti di interesse come l’anfiteatro romano, la basilica di Santa Croce e il duomo di Lecce.
A seguito di un importante intervento di ristrutturazione, l’hotel Tivoli Palazzo 1880 di Lecce si presenta come una nuova destinazione cinque stelle di riferimento in una delle mete più richieste e in maggiore crescita in Italia, rivolta a viaggiatori raffinati con una passione per la cultura, l’arte e l’enogastronomia.
La struttura
Il Tivoli Palazzo 1880 Lecce Hotel è un palazzo storico del XIX secolo. L’edificio nacque come luogo di pellegrinaggio, luogo di commercio di spezie e poi locanda già nel XV secolo, per poi essere trasformato in un albergo nobiliare inaugurato nel 1880. Oggi la struttura dispone di 48 camere, di cui 13 suite. L’offerta varia dalle eleganti categorie Deluxe alle Premium con balcone o vista, fino alla proposta suite da Junior Suite, Suite con jacuzzi o spa privata, e una Presidential Suite con terrazza privata affacciata sull’anfiteatro romano.
La proposta gastronomica è centrale nell’esperienza degli ospiti e si sviluppa in tre ambienti distinti: il Godot Restaurant, il Rooftop Terrace & Lounge Bar e il Lobby Bar.
Un’area wellness dedicata favorisce momenti di relax e comprende due cabine per trattamenti e massaggi, una piscina interna riscaldata con acqua salata, un’area relax, bagno turco e sauna, oltre a una lounge con tisaneria. Completa l’offerta una palestra completamente attrezzata con accesso diretto al rooftop.
Per arricchire l’esperienza e rafforzare il legame con il territorio, l’hotel offre accesso privilegiato a una selezione di beach club su entrambe le coste, dall’Adriatico allo Ionio. Gli ospiti potranno inoltre beneficiare di una convenzione esclusiva con una piscina situata a soli 4 km dalla struttura, con aree riservate e servizio dedicato.
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Gonzalo Aguilar, ceo di Minor Hotels Europe & Americas, ha commentato: «Siamo lieti dell’apertura del Tivoli Palazzo 1880 Lecce Hotel, che rappresenta la prima struttura di Minor Hotels in Puglia. L’hotel costituisce un’importante aggiunta al panorama dell’ospitalità di lusso a Lecce, combinando l’heritage consolidato e l’esperienza operativa di Tivoli con una proposta ispirata alla destinazione e al carattere distintivo del territorio».
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[post_content] => Sarajevo è una delle più belle città della regione balcanica. Si trova al centro di un massiccio montuoso, tra le colline e le pendici del mMonte Trebević.
«Per capire quello che è oggi Sarajevo bisogna tornare indietro nel tempo - spiega Nermin Kahriman, che nel 2022 ha fondato Bella Bosnia Tours insieme con Lejla Miso -. Siamo una popolazione illirica proveniente dal Caucaso; dopo la conquista romana e il breve periodo bizantino il territorio fu colonizzato da tribù slave; nel 1428 arrivarono i turchi e, 30 anni dopo, fu un comandante ottomano a edificare il caravanserraglio che è all’origine del nome Sarajevo, che significa “palazzo tra i campi”. La città divenne il centro di tutti gli organi amministrativi turchi, nonché il centro culturale ed educativo della Bosnia ed Erzegovina. Nel XVI secolo ebbe un incredibile sviluppo e divenne capitale».
Come si legge nella guida “Sarajevo amore mio” di Bella Bosnia Tours, Edizioni La Carmelina, “Sarajevo è il luogo dove si incontrano diverse culture, dove i fili della storia si intrecciano con le passioni individuali”. Una delle sue caratteristiche è proprio il pluralismo religioso, con la presenza di architetture che testimoniano i diversi periodi della sua storia: le moschee e i minareti della dominazione turca, i palazzi e le chiese liberty di quella austriaca e poi gli attuali templi e grattacieli.
Il percorso di scoperta
Per avere un’immagine d’insieme il percorso di scoperta di Sarajevo prende il via dalla Fortezza Gialla: le sue antiche mura offrono la vista più bella sulla capitale. Il simbolo di Sarajevo e punto di partenza della visita sarà poi il Sebilj in Piazza Baščaršija, una fontana pubblica ottomana in legno a forma di chiosco, tuttora vivace punto di incontro di cittadini e visitatori. Nel quartiere del vecchio bazar si trova anche la moschea di Gazi Husrev-beg: costruita nel 1530, è considerata il maggiore esempio di architettura ottomana classica del paese.
Poco distante dal Sebilj si apre la zona austro-ungarica: nel quarantennio della dominazione (che va dal 1878 al tragico attentato del 1914) vennero costruiti edifici imponenti: abitazioni, ma anche strutture ospedaliere, ponti, ferrovie e il primo teatro. Il 28 giugno del 1914 lo studente nazionalista Gavrilo Princip assassinò l’arciduca Francesco Ferdinando d’Asburgo - erede al trono - e la moglie Sofia presso il Ponte Latino, sul fiume Miljacka. Il tragico evento fu la scintilla che fece scoppiare la Prima Guerra Mondiale. Oggi i visitatori possono vedere il ponte e visitare il vicino museo di Sarajevo 1878-1918, dedicato al periodo del dominio austro-ungarico in Bosnia ed Erzegovina.
Storicamente, tra il 1945 e il 1991, Sarajevo visse il periodo della Jugoslavia Socialista, la Jugoslavia di Tito. Fu un tempo di stabilità e di espansione economica che culminò con i Giochi Olimpici Invernali del 1984: un evento di grande importanza storica e simbolica, che portò Sarajevo al centro della scena mondiale. Si può salire con la funivia in cima al Monte Trebević per poi percorrere i tronconi di cemento scampati alla distruzione di quella che era la pista da bob e slittino costruita per i Giochi, oggi palestra per gli artisti della street-art.
Tornando in centro e camminando lungo il fiume si può ammirare e visitare un edificio simbolo della guerra più vicina a noi, quel tragico assedio di Sarajevo che durò 1426 giorni, dal 1992 al 1995 e cambiò la storia di queste terre portando morte e dolore, concludendosi con gli accordi di Dayton. La City Hall è la vecchia biblioteca ed è parte di quel 70% di edifici che vennero bruciati e rasi al suolo dai bombardamenti e furono poi ricostruiti con cura. Oggi ha al suo interno uno spazio dedicato ad eventi culturali, la sala del consiglio comunale dove vengono prese le decisioni per il Cantone di Sarajevo, l’Ars Aevi - una preziosa collezione artistica contemporanea su due piani - e una mostra che racconta la guerra, testimoniata nel centro storico anche dalle “rose di Sarajevo” i crateri provocati dai colpi di mortaio che vennero poi riempiti di resina rossa per ricordare le vittime.
Sarajevo è una città moderna e affascinante, che guarda con vivacità al futuro, ma per conoscerla bisogna ripercorrere gli eventi terribili che l’hanno segnata e preservare la memoria di ciò che è stato. Si visita il museo del genocidio di Srebrenica, in cui persero la vita più di 8300 civili, si attraversa il tunnel della Speranza - che passava sotto l’aeroporto e permetteva l’approvvigionamento collegando la città assediata al resto del mondo - e si incontrano coloro che hanno combattuto in luoghi densi di significato come il museo dei Veterani. Per concludere un viaggio a Sarajevo si torna alla natura visitando il Vrelo Bosne, la riserva naturale dove si trovano le sorgenti del fiume Bosna e che oggi, con i suoi 631 ettari, accoglie famiglie e sportivi, mostrando quante attività outdoor si possano praticare tra le alture e le acque che circondano la capitale della Bosnia Erzegovina.
(Chiara Ambrosioni)
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Siamo una popolazione illirica proveniente dal Caucaso; dopo la conquista romana e il breve periodo bizantino il territorio fu colonizzato da tribù slave; nel 1428 arrivarono i turchi e, 30 anni dopo, fu un comandante ottomano a edificare il caravanserraglio che è all’origine del nome Sarajevo, che significa “palazzo tra i campi”. La città divenne il centro di tutti gli organi amministrativi turchi, nonché il centro culturale ed educativo della Bosnia ed Erzegovina. Nel XVI secolo ebbe un incredibile sviluppo e divenne capitale».\r\n\r\nCome si legge nella guida “Sarajevo amore mio” di Bella Bosnia Tours, Edizioni La Carmelina, “Sarajevo è il luogo dove si incontrano diverse culture, dove i fili della storia si intrecciano con le passioni individuali”. Una delle sue caratteristiche è proprio il pluralismo religioso, con la presenza di architetture che testimoniano i diversi periodi della sua storia: le moschee e i minareti della dominazione turca, i palazzi e le chiese liberty di quella austriaca e poi gli attuali templi e grattacieli.\r\nIl percorso di scoperta\r\nPer avere un’immagine d’insieme il percorso di scoperta di Sarajevo prende il via dalla Fortezza Gialla: le sue antiche mura offrono la vista più bella sulla capitale. Il simbolo di Sarajevo e punto di partenza della visita sarà poi il Sebilj in Piazza Baščaršija, una fontana pubblica ottomana in legno a forma di chiosco, tuttora vivace punto di incontro di cittadini e visitatori. Nel quartiere del vecchio bazar si trova anche la moschea di Gazi Husrev-beg: costruita nel 1530, è considerata il maggiore esempio di architettura ottomana classica del paese.\r\n\r\nPoco distante dal Sebilj si apre la zona austro-ungarica: nel quarantennio della dominazione (che va dal 1878 al tragico attentato del 1914) vennero costruiti edifici imponenti: abitazioni, ma anche strutture ospedaliere, ponti, ferrovie e il primo teatro. Il 28 giugno del 1914 lo studente nazionalista Gavrilo Princip assassinò l’arciduca Francesco Ferdinando d’Asburgo - erede al trono - e la moglie Sofia presso il Ponte Latino, sul fiume Miljacka. Il tragico evento fu la scintilla che fece scoppiare la Prima Guerra Mondiale. Oggi i visitatori possono vedere il ponte e visitare il vicino museo di Sarajevo 1878-1918, dedicato al periodo del dominio austro-ungarico in Bosnia ed Erzegovina.\r\n\r\nStoricamente, tra il 1945 e il 1991, Sarajevo visse il periodo della Jugoslavia Socialista, la Jugoslavia di Tito. Fu un tempo di stabilità e di espansione economica che culminò con i Giochi Olimpici Invernali del 1984: un evento di grande importanza storica e simbolica, che portò Sarajevo al centro della scena mondiale. Si può salire con la funivia in cima al Monte Trebević per poi percorrere i tronconi di cemento scampati alla distruzione di quella che era la pista da bob e slittino costruita per i Giochi, oggi palestra per gli artisti della street-art.\r\n\r\nTornando in centro e camminando lungo il fiume si può ammirare e visitare un edificio simbolo della guerra più vicina a noi, quel tragico assedio di Sarajevo che durò 1426 giorni, dal 1992 al 1995 e cambiò la storia di queste terre portando morte e dolore, concludendosi con gli accordi di Dayton. La City Hall è la vecchia biblioteca ed è parte di quel 70% di edifici che vennero bruciati e rasi al suolo dai bombardamenti e furono poi ricostruiti con cura. Oggi ha al suo interno uno spazio dedicato ad eventi culturali, la sala del consiglio comunale dove vengono prese le decisioni per il Cantone di Sarajevo, l’Ars Aevi - una preziosa collezione artistica contemporanea su due piani - e una mostra che racconta la guerra, testimoniata nel centro storico anche dalle “rose di Sarajevo” i crateri provocati dai colpi di mortaio che vennero poi riempiti di resina rossa per ricordare le vittime.\r\n\r\nSarajevo è una città moderna e affascinante, che guarda con vivacità al futuro, ma per conoscerla bisogna ripercorrere gli eventi terribili che l’hanno segnata e preservare la memoria di ciò che è stato. Si visita il museo del genocidio di Srebrenica, in cui persero la vita più di 8300 civili, si attraversa il tunnel della Speranza - che passava sotto l’aeroporto e permetteva l’approvvigionamento collegando la città assediata al resto del mondo - e si incontrano coloro che hanno combattuto in luoghi densi di significato come il museo dei Veterani. Per concludere un viaggio a Sarajevo si torna alla natura visitando il Vrelo Bosne, la riserva naturale dove si trovano le sorgenti del fiume Bosna e che oggi, con i suoi 631 ettari, accoglie famiglie e sportivi, mostrando quante attività outdoor si possano praticare tra le alture e le acque che circondano la capitale della Bosnia Erzegovina.\r\n(Chiara Ambrosioni)\r\n\r\n[gallery ids=\"518758,518757,518752,518751,518756,518750\"]","post_title":"Sarajevo, dove la storia incontra l’arte e la natura","post_date":"2026-07-13T10:10:48+00:00","category":["estero"],"category_name":["Estero"],"post_tag":[]},"sort":[1783937448000]}]}}