9 luglio 2025 11:03
Dopo quasi 20 anni negli aeroporti degli Stati Uniti non sarà più necessario togliersi le scarpe per i controlli di sicurezza.
Non ci sono ancora conferme ufficiali ma secondo quanto riferisce il New York Times, ripreso da Il Sole 24 Ore, negli ultimi giorni la Transportation security administration (Tsa) ha iniziato ad abbandonare questa prassi in alcuni aeroporti, tra cui quello di New York LaGuardia.
«La Transportation security administration e il Dipartimento per la sicurezza interna (Dhs) sono sempre alla ricerca di modi nuovi e innovativi per migliorare l’esperienza dei passeggeri e il nostro solido approccio alla sicurezza», ha dichiarato un portavoce della Tsa. «Qualsiasi potenziale aggiornamento delle nostre procedure di sicurezza sarà reso noto tramite i canali ufficiali».
La normativa della Tsa che prevede che i passeggeri si tolgano le scarpe ai controlli risale al 2006, quasi cinque anni dopo che un terrorista tentò di far detonare un esplosivo nella sua scarpa a bordo di un volo American Airlines da Parigi a Miami.
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[post_content] => Prendono il via oggi, 3 luglio, i nuovi collegamenti aerei interni in Sardegna di Aeroitalia: Alghero-Cagliari e Cagliari-Olbia. Per entrambe le rotte sono previste due frequenze settimanali, operative ogni lunedì e venerdì, così da garantire maggiore flessibilità e comodità ai passeggeri in viaggio sull’isola.
Da domani, 4 luglio, decolleranno anche i nuovi voli tra Cagliari e Lamezia Terme, operativi nei giorni di martedì e sabato.
Aeroitalia ricorda ai passeggeri dei voli interni che possono accedere gratuitamente al Fast Track presso gli aeroporti di Alghero, Cagliari e Olbia, usufruendo di un percorso dedicato ai controlli di sicurezza che consente di ridurre i tempi di attesa e rendere più rapido l'accesso all'area imbarchi; l'iniziativa, richiesta dalla Regione Autonoma della Sardegna e accolta dagli aeroporti di Alghero, Cagliari e Olbia, è finalizzata a rendere più agevoli ed efficienti le procedure aeroportuali per i passeggeri dei collegamenti interni.
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[post_content] => Traffico passeggeri in crescita del 10,4% al Genova Airport nel primo semestre 2026, rispetto allo stesso periodo dell'anno precedente: questo uno dei dati emersi dalla prima riunione del consiglio di amministrazione della nuova governance dello scalo ligure.
Nel corso della riunione il Consiglio ha provveduto al conferimento delle deleghe al direttore generale Francesco D’Amico e ha assunto le deliberazioni previste in materia di funzionamento degli organi societari, compresa la definizione dei compensi degli amministratori. Il presidente Matteo Paroli ha confermato la rinuncia al compenso previsto.
“Quella di oggi è stata una seduta dedicata all'avvio operativo della nuova governance - ha dichiarato il presidente Matteo Paroli -. Il Consiglio ha iniziato il proprio lavoro affrontando i principali adempimenti istituzionali e i primi temi di gestione della società. Ci attende un percorso che richiederà impegno, capacità di ascolto e condivisione degli obiettivi, nella consapevolezza del valore che l'Aeroporto di Genova rappresenta per la mobilità, l'economia e lo sviluppo del nostro territorio. I dati presentati oggi nel cda sono confortanti in tal senso, presentando una crescita dei voli nel solo mese di giugno del 17%”.
Il cda proseguirà nelle prossime settimane l'attività di approfondimento dei principali dossier strategici della società, tra i quali quello necessario per la valorizzazione della società in un’ottica di espansione dei traffici e di allargamento della compagine societaria con l’ingresso di un socio privato industriale e di altri soggetti pubblici espressione del territorio.
Nei prossimi giorni è previsto anche un incontro del presidente Paroli e del direttore generale D’Amico con le rappresentanze sindacali in risposta ad una richiesta di confronto avanzata dalle stesse organizzazioni dei lavoratori.
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Più di 1.100 iscritti, tra agenti di viaggio specializzati e dirigenti scolastici da tutta Italia, hanno preso parte oggi all'importante webinar nazionale organizzato da Fiavet intitolato "Viaggi di istruzione: è ora di fare chiarezza". L'incontro ha fatto luce sulla complessa evoluzione normativa degli appalti per il turismo scolastico, un settore profondamente trasformato dall'entrata in vigore del nuovo Codice dei Contratti Pubblici (D.lgs 36/2023) e dai successivi interventi legislativi.
Al dibattito, moderato e arricchito da numerose domande della platea, sono intervenuti Piero Petrucci, Dsga del Liceo Tasso di Roma e formatore in materia di contratti pubblici, l'avvocato Federico Lucarelli, responsabile dell'ufficio legale di Fiavet, e Fabio Benedetti, responsabile del Gruppo di lavoro sul turismo scolastico di Fiavet Confcommercio.
A fronte di notizie spesso fuorvianti che sono state diffuse sul tema negli ultimi mesi, Fiavet Confcommercio ha ritenuto necessario intervenire: il focus dell’incontro era far comprendere alle istituzioni scolastiche principalmente la differenza tra “sotto soglia comunitaria dei 140.000 euro” e al di sopra di questa soglia.
E’ stata illustrata la possibilità di restare nel sotto soglia avvalendosi della suddivisione in procedure autonome quando i servizi abbiano natura e finalità intrinsecamente diverse senza dover cumulare i valori degli affidamenti, e la possibilità di richiedere preventivi per bandi sopra soglia comunitaria anche tramite altre stazioni appaltanti certificate senza obbligatoriamente utilizzare la piattaforma Consip, a tutela del diritto alla massima partecipazione delle agenzie di viaggi e dei principi di concorrenza, imparzialità, non discriminazione, pubblicità, trasparenza e proporzionalità, posti alla base del Codice dei Contratti pubblici.
Normativa e soluzioni
Tale possibilità, è consentita ovviamente solo se adeguatamente motivata dalla stazione appaltante la quale dovrà dimostrare di aver ricercato e conseguito condizioni migliorative, in termini economici, qualitativi e quantitativi, rispetto a quelle contenute nelle convenzioni-quadro. Per far ciò è fondamentale la programmazione in tempo utile delle varie progettualità e la relativa documentazione agli atti del consiglio d’istituto.
Il consulente legale Fiavet Confcommercio, Federico Lucarelli ha riassunto la normativa di riferimento e Piero Petrucci, essendo in prima linea nell’ambito scolastico nella sua veste di Dsga, ha esplicato in modo chiaro tutte le possibili soluzioni. Entrambi hanno risposto in modo preciso ed esauriente a chi è intervenuto e alle domande pervenute in chat, a seguito di un interessante scambio con la dirigenza di molte scuole collegate da tutta Italia.
Appuntamento per tutti a settembre per un altro webinar sullo stesso argomento che sarà ancora più approfondito e strutturato, con l’obiettivo di proseguire nel confronto tra gli operatori del settore con il mondo della dirigenza della scuola per chiarire norme e procedure in ottica di agevolare e semplificare la pianificazione e organizzazione dei viaggi di istruzione.
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[post_content] => La categoria delle guide turistiche chiede da tempo un confronto diretto con il ministro del turismo, Gianmarco Mazzi, senza aver finora ricevuto risposte concrete.
“Negli ultimi mesi abbiamo assistito a una grande attenzione verso le richieste di tour operator, compagnie crocieristiche e altri operatori del comparto turistico – dichiara Micol Caramello, presidente di Federagit Confesercenti – mentre le associazioni che rappresentano le guide turistiche continuano a non essere ascoltate. Eppure, siamo i professionisti che ogni giorno raccontano il patrimonio culturale italiano ai visitatori di tutto il mondo”.
Secondo Federagit Confesercenti, il ministero ha scelto di affrontare il tema della professione concentrandosi esclusivamente sull’aumento del numero delle guide, accogliendo le richieste di chi lamentava una presunta carenza di operatori, senza però affrontare le questioni strutturali che riguardano il presente e il futuro della categoria.
“Si sono organizzate procedure ed esami in tempi rapidissimi, giustificandoli con la necessità di immettere nuove guide sul mercato”, continua Caramello. “Ma nessuno sembra essersi posto il problema di quale sarà il futuro professionale di queste persone. Si continua a parlare di nuove abilitazioni senza affrontare il tema della sostenibilità economica della professione, delle tutele, della lotta all’abusivismo e delle condizioni di lavoro”.
Criticità
La Legge 190/2023 rappresenta un importante passo avanti, ma molte delle disposizioni previste risultano ancora oggi incomplete o non pienamente applicate. Tra le principali criticità ancora aperte: il tesserino professionale definitivo previsto dalla normativa non è ancora stato rilasciato e le guide continuano a operare con documentazione provvisoria; manca un confronto strutturato con il Ministero della Cultura sui problemi di accesso ai siti culturali e museali, dove continuano a verificarsi situazioni che limitano o ostacolano l’attività professionale delle guide abilitate; i controlli contro l’abusivismo restano insufficienti e privi di indirizzi operativi omogenei sul territorio nazionale; l’Elenco nazionale delle guide turistiche non è ancora valorizzato come strumento efficace di verifica e controllo.
“Da anni ci sentiamo ripetere che le guide turistiche sono fondamentali per la qualità dell’offerta culturale italiana”, prosegue la presidente di Federagit. “Lo affermano il Mmnistero, le istituzioni e le altre categorie del turismo. Tuttavia, quando si tratta di adottare misure concrete per tutelare la professione, garantire condizioni di lavoro dignitose e contrastare chi opera abusivamente, le risposte tardano ad arrivare o non arrivano affatto”.
Federagit Confesercenti ribadisce la propria disponibilità al dialogo con tutte le componenti della filiera turistica, ma le scelte che riguardano il futuro della professione devono essere costruite insieme alle rappresentanze di categoria e non esclusivamente sulla base delle esigenze di altri soggetti economici.
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[post_content] => Un grande gruppo italiano. L’aspirazione di Graziano Debellini, presidente di Th Group, torna in primo piano in occasione dell’Hospitality Forum organizzato da Castello Sgr e Scenari immobiliari a Milano. «L’obiettivo ultimo sarebbe quello di dar vita a una grande gruppo turistico italiano, ma gli investitori devono comprendere il reale valore del gestore». Il manager rimarca l’importanza di una proficua alleanza fra investitore e gestore, sottolineando come serva innanzitutto «una banca dati certa, che fornisca numeri esatti sul comparto. Attualmente le informazioni si susseguono senza una linea comune: si legge tutto e il contrario di tutto».
Obiettivo crescere
Inoltre, per capire come e quanto crescere, oltre all’analisi dei dati, è necessario focalizzarsi sul personale. «Chi avrà cura delle persone del proprio staff, avrà un futuro solido nel turismo». E non è vero che i giovani non vogliono più lavorare nel turismo: «La voglia e la domanda ci sono, ma occorre garantire un percorso di crescita strutturata. In questo senso, Th Group si è impegnato in diverse iniziative di formazione, dalla creazione della Scuola di Ospitalità Italiana, al progetto di formazione turistica in Egitto attraverso il Campus E. Mattei di Hurghada, fino a programmi di inserimento dei giovani con la Th Academy.
«La possibilità di un salto dimensionale di qualità c’è: dai 265 milioni di euro fatturati da Th Group nel 2025 vorrei arrivare nel giro di due anni ai 500 milioni. L’obiettivo finale a 800-900 milioni sarebbe ottimale per ammortizzare la struttura gestionale».
La chiave per il futuro è lo sviluppo del prodotto. «Un prodotto che deve essere di qualità, intesa nell’accezione più ampia del termine». Debellini fa riferimento alla qualità dei manager e del personale in generale, alla qualità delle strutture proposte, alla qualità delle infrastrutture e degli strumenti a disposizione: «E’ necessario investire costantemente, e in questo senso il sostegno di Cdp Equity è per noi prezioso. Anche la Borsa potrebbe rivelarsi uno strumento utile».
Debellini chiude riproponendo il sogno nel cassetto: «Mi piacerebbe creare un gruppo italiano insieme ad altri imprenditori, che condividano però una visione industriale dell’hotellerie, che non sia meramente speculativa»·
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[post_content] => Ees, siamo ad un punto critico: nuovo appello delle organizzazioni del trasporto aereo (Aci Europe, Iata) alla presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, affinché siano adottate con la massima urgenza misure di flessibilità e, se necessario, di sospensione temporanea dell'attuazione del nuovo Sistema europeo Entry Exit System (Ees) durante i mesi estivi, caratterizzati da elevati livelli di traffico passeggeri.
A rilanciare la richieste a Bruxelles sono Assaeroporti e Aeroporti 2030 che, con una nota congiunta, spiegano come gli aeroporti italiani riconoscono il ruolo strategico dell’Ees, tuttavia, l'esperienza maturata finora nell’utilizzo del sistema ha confermato le preoccupazioni espresse da tempo dal settore. Sono emerse infatti significative criticità, con tempi di attesa ai controlli di frontiera incompatibili con una regolare gestione dei flussi di passeggeri, che rischiano di compromettere le operazioni aeroportuali e la qualità del servizio.
«Trovo inconcepibile – ha sottolineato Carlo Borgomeo, presidente di Assaeroporti - che per la difesa di un obiettivo legittimo, ma evidentemente oggi impraticabile, non si voglia acconsentire ad una richiesta di assoluto buonsenso: quella di poter sospendere temporaneamente per il periodo estivo l’Ees, che sta determinando situazioni oggettivamente ingestibili nella quasi totalità degli aeroporti italiani. Gli operatori della filiera condividono pienamente gli obiettivi dell'Ees e il suo ruolo nella modernizzazione dei processi di controllo degli accessi; tuttavia, la Commissione europea deve prendere atto che, così come è disciplinato oggi, il sistema non funziona. Condividiamo e sosteniamo quindi la richiesta di introdurre con la massima urgenza adeguati meccanismi di flessibilità, che consentano di salvaguardare la continuità operativa degli aeroporti durante il periodo di massimo traffico e di evitare che le inefficienze del sistema si traducano in disagi per i passeggeri».
«I nostri scali stanno investendo in modo significativo in infrastrutture, innovazione tecnologica e sicurezza per garantire ai passeggeri un'esperienza di viaggio sempre più efficiente, moderna e di qualità - ha dichiarato Alfonso Celotto, presidente di Aeroporti 2030 -. È fondamentale che le regole europee tengano conto delle esigenze operative degli scali e dei picchi stagionali di traffico, riconoscendo quanto sia fondamentale tutelare il diritto alla mobilità delle persone. Per questo motivo sosteniamo l’appello rivolto alle istituzioni di Bruxelles affinché introducano una maggiore flessibilità nell’applicazione dell’Ees, prevedendo anche la possibilità di sospenderne temporaneamente l’operatività nei mesi estivi di maggiore affluenza. Una misura di questo tipo consentirebbe di evitare criticità che rischiano di compromettere la fluidità dei flussi e di penalizzare sia i passeggeri sia gli operatori».
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Via libera a nuovi investimenti per lo sviluppo dell'aeroporto di Palermo con la firma del contratto di programma tra Gesap ed Enac, valido per il periodo regolatorio 2024-2027: il piano quadriennale riguarda lo sviluppo infrastrutturale dello scalo per oltre 68 milioni di euro.
L’obiettivo della società che gestisce l’aeroporto internazionale di Palermo Falcone Borsellino e dell’Enac è il miglioramento della qualità dei servizi, oltre all’innovazione tecnologica e alla customer experience. Temi come il rafforzamento della sicurezza operativa, della sostenibilità, il miglioramento del terminal passeggeri e delle performance operative sono centrali.
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Un importante impegno sull'East Africa, con in pipeline qualcosa come 12 nuovi hotel: durante l'Hospitality Forum di castello Sgr e Scenari Immobiliari, il presidente e a.d. di Alpitour World, Gabriele Burgio, lancia il sasso anticipando un importante progetto di sviluppo su quella parte dell'Africa che sta dando ottimi riscontri sul mercato italiano. Anche perchè, ammette il manager, «altre aree del mondo sono di difficile approccio. I Caraibi ad esempio sono ben presidiati dai grossi gruppi alberghieri spagnoli».
Lo sviluppo
«Non è un mistero che il mondo alberghiero rappresenti la mia passione - commenta il presidente durante il panel che lo vede fra i relatori -. In Alpitour World puntiamo a espanderci sviluppando il nostro brand in casa e tenendo ben presente che la dimensione importante non va ricercata nel fatturato ma nella capacità di autofinanziarsi».
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[post_content] => Inizia un nuovo capitolo della storia di Palazzo Giovanelli & Gran Canal Venezia: «Tre anni fa abbiamo deciso di fare un upgrade al mondo del lusso, perché il palazzo si trova in una posizione meravigliosa sul Canal Grande, nel quartiere di San Stae, e rappresenta la venezianità autentica a 360°». Angelica Semenzato, proprietaria della struttura con il fratello Oliviero, narra l’avventura imprenditoriale avviata dal padre Luciano.
«Mio padre era impegnato nell’ambiente ferroviario e, per diversificare la sua attività, ha acquistato una villa veneta del 1800 immersa in un parco secolare, alle porte della città di Treviso (Villa Pace Park Hotel Bolognese), aveva poi l’ambizione di arrivare a Venezia. Nei primi anni del 2000 ha visto Palazzo Giovanelli, un palazzo signorile del XVI secolo: ne ha compreso il potenziale e lo ha acquistato».
Nel 2010 Palazzo Giovanelli Gran Canal Venezia ha aperto come Boutique Hotel 4 Stelle, dopo 4 anni di restauri sotto il controllo della Sovrintendenza. In questo mese di luglio il Palazzo si presenta in una versione completamente rinnovata, fatta di storia, d’acqua e di luce. Emozionante per Semenzato l’incontro con lo Studio Gascón, autore del restyling.
«Cercavamo un gruppo italiano, perché siamo strenui sostenitori del made in Italy e tutto l'albergo è stato fatto con materiali e forniture italiane. Volevamo un albergo classico, elegante, accogliente, estremamente luminoso, che rispettasse la storia e l’autenticità del palazzo. Lo Studio Gascón è riuscito a interpretare le emozioni che volevamo trasmettere al cliente realizzando un progetto capace di valorizzare il patrimonio storico del palazzo, offrendo al contempo comfort e innovazione per una clientela internazionale d’alta gamma. Palazzo Giovanelli passa oggi da 41 a 33 camere, perché gli spazi sono più ampi; abbiamo soluzioni di camere comunicanti che curate fin nel più piccolo dettaglio, hanno vedute meravigliose, inoltre il piano nobile può essere privatizzato. Ci appoggiamo a un general manager di altissimo livello, Nicolino Grigio, che ha un'esperienza decennale in alberghi di lusso italiani. Abbiamo curato anche la ristorazione, aprendo il nuovo ristorante Armonico, con 28 posti a sedere: la sua cucina offrirà purezza ed essenzialità, accompagnate da una prestigiosa lista di vini. Entrando a Palazzo Giovanelli ci si rende subito conto di essere a Venezia. - prosegue Semenzato - Lo si percepisce dall’abbigliamento scelto per lo staff, dai lampadari, dai colori e anche dal profumo: un’essenza delicata e raffinata che richiama i viaggi di Marco Paolo. Tutti i dettagli, studiati con cura, portano a Venezia. Ora vogliamo coinvolgere le agenzie di viaggio, che sono nostri partner fondamentali. Potranno visitare la struttura e sarà loro compito capire qual è l'ospite giusto per Palazzo Giovanelli».
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