16 ottobre 2024 12:46
Fuori dai luoghi comuni. Questo l’imprinting con cui ItaliAbsolutely, dall’8 al 13 ottobre, ha organizzato un fam trip per una ventina di buyer provenienti da vari Paesi europei, Stati Uniti, Canada e Russia. Protagoniste del tour, Emilia Romagna e Marche, regioni adriatiche famose per spiagge, relax, divertimento, buona tavola, cultura ed esperienze a 360 gradi.
Il tour ha alternato visite ed attività in varie località a momenti d’incontro con operatori italiani interessati a incontrare specialisti di viaggio internazionali e a gettare le basi per collaborazioni future.
Prima tappa a Rimini, dove il gruppo è stato accolto da Pier Luigi Ceci e Federica Di Domenicantonio, rispettivamente Groups Mice Welfare Manager e Group Travel & Mice Department del Club Del Sole, che hanno illustrato le peculiarità dei 23 villaggi del gruppo attivi in 7 regioni d’Italia, e le diversificate proposte per individuali, gruppi, incentives ed eventi.

Rimini ha poi accolto i partecipanti nel suo cuore antico, premessa di escursioni nel vicino entroterra. Come Sant’Arcangelo di Romagna, meta di una gita in e – bike, e Cesena dove il gruppo ha visitato la rinascimentale Biblioteca Malatestiana, dal 2005 inserita nella Lista del Patrimonio Mondiale dell’UNESCO come “Memoria del Mondo”, e la Rocca Malatestiana, raffinato esempio di fortificazione a vedetta della città. Fra le pieghe appenniniche, la nobile Bagno di Romagna – uno dei “Borghi più belli d’Italia”, le cui acque termali erano già note agli antichi Romani – , oggi crocevia di percorsi di trekking e ciclismo per tutti i livelli di difficoltà. E ancora Sarsina, città del grande commediografo latino Tito Maccio Plauto, la cui storia risale al V sec a.C, e Mercato Saraceno, scrigno di piazze e palazzi che si specchiano nelle acque del Savio.
Pesaro, città natale del famoso musicista Gioacchino Rossini, ha poi accolto i buyer nelle meno note Marche, costellate dall’Adriatico agli Appennini da autentiche perle d’arte: da Urbino, città natale di Raffaello, Gradara e Offida pervase da atmosfere medievali, Ancona, colonia greca arroccata su un promontorio che domina l’Adriatico e Genga, immersa nel verde del Parco Regionale Naturale Gola della Rossa e Frasassi dove si aprono le spettacolari formazioni carsiche delle Grotte.
Fra i partner del fam trip, oltre a Inside Marche Live, Giratlantide, Comune di Cesena ,I Percorsi del Savio, Grotte di Frasassi, anche Visit Brescia che la sera del 9 ottobre ha presentato ai tour operator stranieri le peculiarità della città lombarda, polo industriale che vanta una storia millenaria e monumenti d’epoca romana e longobarda dichiarati dall’Unesco Patrimonio dell’Umanità, e le attrattive che si affacciano sul Lago di Garda.
Grande apprezzamento per il programma ed i luoghi visitati da parte dei buyer, alcuni dei quali di origine italiana, particolarmente motivati a far conoscere all’estero il Bel Paese. A riconferma che anche le mete note possono riservare sorprese ed attrattive sorprendenti che da sole valgono un viaggio.
Scopri di più sui Fam Trip di ItaliAbsolutely
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[post_content] => E' ufficialmente disponibile sugli store digitali l'app di Marche Active Tourism, la nuova applicazione mobile pensata per valorizzare il turismo attivo nelle Marche e mettere in rete viaggiatori, operatori locali, borghi, aree naturalistiche ed esperienze del territorio.
Lo strumento, scaricabile gratuitamente per dispositivi iOS e Android, nasce con l'obiettivo di semplificare l'organizzazione delle attività turistiche e rendere più accessibile l'offerta regionale, dalle escursioni a piedi e in bicicletta alle visite guidate nei borghi, fino alle esperienze enogastronomiche e ai viaggi organizzati.
Vetrina
L'applicazione si propone non solo come vetrina digitale, ma come vero e proprio strumento operativo per turisti e operatori. Gli utenti possono consultare il catalogo delle proposte in programma, prenotare le attività, effettuare pagamenti online in sicurezza e gestire in tempo reale eventuali modifiche o cancellazioni.
Sono previste anche notifiche push per ricevere aggiornamenti su conferme, variazioni di orario o annullamenti legati, ad esempio, alle condizioni meteo. Tra le funzioni integrate anche il car pooling, pensato per favorire la condivisione dell'auto tra i partecipanti fino al punto di ritrovo delle attività, incentivando socialità e forme di turismo più sostenibili.
Il progetto rappresenta anche un'opportunità per la rete di guide, strutture ricettive, produttori locali e operatori economici che collaborano con Marche Active Tourism. La centralizzazione dell'offerta e la digitalizzazione dei flussi puntano a favorire una distribuzione più omogenea dei visitatori sul territorio, sostenendo la destagionalizzazione e la valorizzazione delle mete meno note dell'entroterra e della costa marchigiana.
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[post_content] => Il turismo industriale si afferma sempre più come una forma di valorizzazione del patrimonio produttivo italiano e il Piemonte è tra le regioni leader del settore. Nel 2025 musei, archivi d'impresa e siti di archeologia industriale hanno accolto 5,4 milioni di visitatori in Italia, di cui circa un milione - quasi un quinto - nelle strutture piemontesi.
I dati emergono da una ricerca Nomisma presentata dal gruppo turismo e cultura dell'Unione industriali di Torino, illustrata dal presidente Stefano Cornaglia e dal vicepresidente Marco Amato.
L'indagine stima in circa un miliardo di euro il giro d'affari generato dal comparto tra visite, ospitalità, ristorazione e servizi collegati. In Piemonte, sulla base dei visitatori accolti, si può stimare - ha detto Amato - una quota pari a circa un quinto del valore nazionale.
Il pubblico delle strutture piemontesi è composto per il 73% da italiani e per il 27% da stranieri. Tra i luoghi più visitati figurano il Museo Nazionale dell'Automobile, il Museo della Radio e della Televisione Rai, il Museo Juventus, il Museo e Archivio Storico Lavazza e Casa Martini a Pessione.
Questi spazi raccontano non solo prodotti e marchi, ma anche innovazioni, competenze e storie imprenditoriali. Il 40% dei visitatori vuole conoscere i processi produttivi e le innovazioni dietro un prodotto, mentre il 34% è interessato a oggetti iconici, macchinari storici e documenti originali. Il turista industriale italiano è soprattutto un millennial, spesso in coppia senza figli, interessato a cultura, città d'arte e scoperta dei territori. Lo straniero è invece prevalentemente un baby boomer, con alto livello di istruzione, spesso di origine italiana, attratto da cultura ed enogastronomia.
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«L’Europa è un mercato incredibilmente importante per Royal Caribbean - afferma Michael Bayley, presidente e ceo di Royal Caribbean International -. Anche se operiamo su scala globale, una parte significativa dei nostri ospiti proviene dall’Europa, che è da sempre uno dei grandi “parchi giochi” del turismo mondiale. Tutti desiderano immergersi nelle culture dei diversi paesi europei e vivere esperienze autentiche. La domanda è grande e, grazie a Legend of the Seas, la nuova e terza nave della Icon Class, potremo realizzare la nostra missione: offrire a ogni ospite l’esperienza di vacanza che desidera. Per noi rappresenta un motivo di grande orgoglio aver costruito proprio in Europa la nostra nave più straordinaria».
Il progetto di espansione
Ora Royal Caribbean prosegue il suo progetto di espansione: «Abbiamo una presenza davvero globale, operiamo praticamente in tutto il mondo. Il mercato statunitense è importante per Royal Caribbean e i Caraibi, che sono la nostra destinazione storica, rappresentano un’area strategica di primaria importanza. I Caraibi concentrano circa il 50% della capacità crocieristica mondiale. Sono una destinazione molto amata e, allo stesso tempo, molto vicina al nostro principale mercato di riferimento. Poi abbiamo navi in America Latina con una presenza molto importante in Brasile e navi che operano anche da Panama. Operiamo dalla Cina da oltre dieci anni, dove abbiamo avuto navi basate con successo. Da circa 15 anni operiamo da Singapore e per anni abbiamo operato da Hong Kong, così come da Sydney e Brisbane. In un determinato periodo avevamo addirittura quattro o cinque grandi navi basate in Australia. Disponiamo quindi di un portafoglio di prodotti e di navi distribuito in tutto il mondo, quindi esiste quasi sempre un modo relativamente semplice per raggiungere una nave Royal Caribbean».
Royal Caribbean Group comprende anche altri marchi «che rappresentano una componente fondamentale della crescita del business e del marchio - conclude Bayley -. Celebrity Cruises, marchio premium, ha una forte presenza internazionale, mentre
Silversea, la nostra compagnia extra-lusso, è presente ovunque nel mondo. Siamo consapevoli che, per conquistare nuovi crocieristi, bisogna entrare in mercati completamente nuovi. Il nostro team internazionale lavora costantemente in questa direzione: oggi operiamo in oltre 100 mercati e valutiamo continuamente il potenziale di crescita di ciascuno di essi: posizioniamo le navi in base a come prevediamo che un determinato mercato crescerà e agli investimenti che intendiamo realizzare in quell’area».
(Chiara Ambrosioni)
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Four Seasons Yachts ha commissionato la costruzione di una terza nave ultralusso, che sarà consegnata nel 2031, a pochi mesi dall'inizio delle sue attività marittime. Questa espansione delinea un quadro favorevole per lo sviluppo del nuovo marchio della catena alberghiera e porta la flotta futura a tre unità, con la prima già operativa, la seconda prevista per il 2028 e la terza attesa tra cinque anni.
Come riporta Hosteltur, Fincantieri ha firmato un contratto con Marc-Henry Cruise Holdings, comproprietaria e gestore di Four Seasons Yachts. L'accordo è subordinato al finanziamento e alle altre condizioni usuali per questo tipo di transazione. L'annuncio giunge nell'anno di debutto di Four Seasons I, che ha iniziato la sua stagione inaugurale nel marzo 2026. La prima unità è stata consegnata da Fincantieri il 25 febbraio e ha successivamente inaugurato i suoi itinerari nel Mediterraneo, portando il modello di ospitalità di lusso della catena alberghiera in mare.
Se la tempistica annunciata verrà rispettata, Four Seasons Yachts aggiungerà tre navi alla sua flotta nell'arco di cinque anni. Questa sequenza riflette una strategia di crescita graduale nel segmento dei viaggi di lusso, dove diversi marchi alberghieri stanno trasferendo i propri concept di alloggio e servizio al mercato delle crociere.
Fincantieri ritiene che l'ordine rifletta la crescente domanda di esperienze di viaggio personalizzate e confermi il consolidamento di una categoria che si colloca tra gli hotel di lusso come gli yacht privati e le navi da crociera di dimensioni più contenute. L'azienda sottolinea inoltre che l'ampliamento della flotta rafforza la sua partnership di lunga data con Marc-Henry Cruise Holdings.
Le navi
La nuova nave sarà progettata e costruita presso il cantiere Fincantieri di Ancona, proprio come le prime due unità della classe. Avrà una lunghezza di 207 metri e una stazza lorda di circa 34.000 tonnellate. La nave sarà composta interamente da suite. Il design privilegerà il collegamento con il mare attraverso ampie terrazze e spazi esterni integrati negli alloggi. Le dimensioni corrispondono a quelle della Four Seasons I, che dispone di 95 suite e ha una capacità limitata rispetto alle navi da crociera più grandi. La sua sistemazione più spaziosa, la Funnel Suite, vanta 457 metri quadrati di spazio interno ed esterno.
Four Seasons I ha iniziato le operazioni commerciali nel marzo 2026 con itinerari nel Mediterraneo. Il suo programma includerà in seguito crociere nell'Atlantico e nei Caraibi, con viaggi commercializzati per tipologia di suite e rivolti al segmento di clientela con la maggiore capacità di spesa. La seconda unità, Four Seasons II, dovrebbe entrare in servizio all'inizio del 2028. Il nuovo contratto estende ora l'orizzonte di sviluppo fino al 2031 e garantisce ulteriore lavoro per il cantiere navale di Ancona.
Pierroberto Folgiero, ceo e direttore generale di Fincantieri, ritiene che l'espansione rifletta «la solidità di una visione industriale a lungo termine» e il riconoscimento da parte del mercato di una proposta che coniuga ospitalità di lusso e cantieristica navale all'avanguardia.
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[post_content] => Sarajevo è una delle più belle città della regione balcanica. Si trova al centro di un massiccio montuoso, tra le colline e le pendici del mMonte Trebević.
«Per capire quello che è oggi Sarajevo bisogna tornare indietro nel tempo - spiega Nermin Kahriman, che nel 2022 ha fondato Bella Bosnia Tours insieme con Lejla Miso -. Siamo una popolazione illirica proveniente dal Caucaso; dopo la conquista romana e il breve periodo bizantino il territorio fu colonizzato da tribù slave; nel 1428 arrivarono i turchi e, 30 anni dopo, fu un comandante ottomano a edificare il caravanserraglio che è all’origine del nome Sarajevo, che significa “palazzo tra i campi”. La città divenne il centro di tutti gli organi amministrativi turchi, nonché il centro culturale ed educativo della Bosnia ed Erzegovina. Nel XVI secolo ebbe un incredibile sviluppo e divenne capitale».
Come si legge nella guida “Sarajevo amore mio” di Bella Bosnia Tours, Edizioni La Carmelina, “Sarajevo è il luogo dove si incontrano diverse culture, dove i fili della storia si intrecciano con le passioni individuali”. Una delle sue caratteristiche è proprio il pluralismo religioso, con la presenza di architetture che testimoniano i diversi periodi della sua storia: le moschee e i minareti della dominazione turca, i palazzi e le chiese liberty di quella austriaca e poi gli attuali templi e grattacieli.
Il percorso di scoperta
Per avere un’immagine d’insieme il percorso di scoperta di Sarajevo prende il via dalla Fortezza Gialla: le sue antiche mura offrono la vista più bella sulla capitale. Il simbolo di Sarajevo e punto di partenza della visita sarà poi il Sebilj in Piazza Baščaršija, una fontana pubblica ottomana in legno a forma di chiosco, tuttora vivace punto di incontro di cittadini e visitatori. Nel quartiere del vecchio bazar si trova anche la moschea di Gazi Husrev-beg: costruita nel 1530, è considerata il maggiore esempio di architettura ottomana classica del paese.
Poco distante dal Sebilj si apre la zona austro-ungarica: nel quarantennio della dominazione (che va dal 1878 al tragico attentato del 1914) vennero costruiti edifici imponenti: abitazioni, ma anche strutture ospedaliere, ponti, ferrovie e il primo teatro. Il 28 giugno del 1914 lo studente nazionalista Gavrilo Princip assassinò l’arciduca Francesco Ferdinando d’Asburgo - erede al trono - e la moglie Sofia presso il Ponte Latino, sul fiume Miljacka. Il tragico evento fu la scintilla che fece scoppiare la Prima Guerra Mondiale. Oggi i visitatori possono vedere il ponte e visitare il vicino museo di Sarajevo 1878-1918, dedicato al periodo del dominio austro-ungarico in Bosnia ed Erzegovina.
Storicamente, tra il 1945 e il 1991, Sarajevo visse il periodo della Jugoslavia Socialista, la Jugoslavia di Tito. Fu un tempo di stabilità e di espansione economica che culminò con i Giochi Olimpici Invernali del 1984: un evento di grande importanza storica e simbolica, che portò Sarajevo al centro della scena mondiale. Si può salire con la funivia in cima al Monte Trebević per poi percorrere i tronconi di cemento scampati alla distruzione di quella che era la pista da bob e slittino costruita per i Giochi, oggi palestra per gli artisti della street-art.
Tornando in centro e camminando lungo il fiume si può ammirare e visitare un edificio simbolo della guerra più vicina a noi, quel tragico assedio di Sarajevo che durò 1426 giorni, dal 1992 al 1995 e cambiò la storia di queste terre portando morte e dolore, concludendosi con gli accordi di Dayton. La City Hall è la vecchia biblioteca ed è parte di quel 70% di edifici che vennero bruciati e rasi al suolo dai bombardamenti e furono poi ricostruiti con cura. Oggi ha al suo interno uno spazio dedicato ad eventi culturali, la sala del consiglio comunale dove vengono prese le decisioni per il Cantone di Sarajevo, l’Ars Aevi - una preziosa collezione artistica contemporanea su due piani - e una mostra che racconta la guerra, testimoniata nel centro storico anche dalle “rose di Sarajevo” i crateri provocati dai colpi di mortaio che vennero poi riempiti di resina rossa per ricordare le vittime.
Sarajevo è una città moderna e affascinante, che guarda con vivacità al futuro, ma per conoscerla bisogna ripercorrere gli eventi terribili che l’hanno segnata e preservare la memoria di ciò che è stato. Si visita il museo del genocidio di Srebrenica, in cui persero la vita più di 8300 civili, si attraversa il tunnel della Speranza - che passava sotto l’aeroporto e permetteva l’approvvigionamento collegando la città assediata al resto del mondo - e si incontrano coloro che hanno combattuto in luoghi densi di significato come il museo dei Veterani. Per concludere un viaggio a Sarajevo si torna alla natura visitando il Vrelo Bosne, la riserva naturale dove si trovano le sorgenti del fiume Bosna e che oggi, con i suoi 631 ettari, accoglie famiglie e sportivi, mostrando quante attività outdoor si possano praticare tra le alture e le acque che circondano la capitale della Bosnia Erzegovina.
(Chiara Ambrosioni)
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[post_content] => Una conquista storica nella lotta all’abusivismo nel settore del turismo organizzato. Il ministero del turismo ha presentato la demo operativa della nuova piattaforma Bdav (Banca dati agenzie di viaggio e tour operator). Si tratta di un traguardo fondamentale per Fiavet-Confcommercio, che vede finalmente tradursi in realtà una misura strategica richiesta e sostenuta con forza a tutti i livelli istituzionali.
La nuova banca dati è strutturata per garantire la trasparenza del mercato, la tutela della concorrenza, il coordinamento informativo tra le amministrazioni dello Stato e la sicurezza dei viaggiatori. Il cuore del sistema riprende esattamente la visione della Federazione: l’assegnazione di un codice identificativo nazionale alle sole agenzie di viaggio e tour operator in regola con i requisiti di legge.
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38.000 abusivi contro 7.100 agenzie regolari
La necessità di un intervento pubblico centralizzato è evidente nei dati macroeconomici del comparto. In Italia si stimano circa 38.000 attività illegali o non autorizzate (Report sulla Legalità Fiavet Confcommercio) che muovono flussi di viaggi organizzati, a fronte di appena 7.100 agenzie di viaggio regolari. Una sproporzione drammatica che sottrae fette consistenti di fatturato all’economia legale attraverso una massiccia evasione fiscale e una concorrenza sleale basata sul mancato pagamento di tasse, coperture assicurative obbligatorie e costi aziendali.
Se per le imprese regolari il danno economico è enorme, per i consumatori i rischi sono ancora più gravi. Affidarsi a soggetti abusivi significa viaggiare senza garanzie sulle coperture assicurative, senza corrispondenti in loco in caso di emergenza e con il forte rischio di trovare servizi e ricettività non corrispondenti alle promesse. Una vulnerabilità emersa in tutta la sua gravità durante la pandemia, quando migliaia di persone rimasero bloccate all'estero proprio per la mancanza delle tutele legali e logistiche garantite esclusivamente dai pacchetti turistici venduti dalle agenzie regolari.
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Fiavet
La nascita della Bdav affonda le sue radici in un percorso avviato da Fiavet-Confcommercio. L'idea originaria di un codice identificativo per le agenzie abilitate era stata sviluppata e presentata già nel 2023 da Fiavet Campania Basilicata, come modello sperimentale per mappare il territorio e dare certezze ai clienti.
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Per garantire il pieno successo della piattaforma sarà ora indispensabile procedere speditamente verso una totale integrazione informatica tra le banche dati del ministero del turismo, dei singoli comuni e delle Camere di Commercio. Solo un incrocio costante e automatizzato dei dati, come sottolineato dal vice presidente Scanu, permetterà di isolare definitivamente chi opera nell'illegalità, restituendo dignità alle imprese regolari e totale sicurezza ai viaggiatori.
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[post_content] => Pensare alle Fiandre come destinazione non esclusivamente d'arte. È questo il messaggio che VisitFlanders ha voluto lanciare con il press & trade trip dedicato all'hiking, un itinerario tra Anversa, Mechelen e Lovanio che dimostra come il patrimonio naturalistico possa diventare un tassello sempre più importante dell'offerta turistica della regione.
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L'itinerario
L'itinerario prende avvio da Anversa, porta d'ingresso ideale delle Fiandre, dove accanto ai grandi classici – dal centro storico al Kmska – trovano sempre più spazio parchi urbani, aree verdi e percorsi ciclopedonali che ridisegnano il rapporto tra città e natura.
Da qui il paesaggio cambia rapidamente. Bastano pochi minuti di treno per raggiungere la Kalmthoutse Heide, una delle aree naturali più spettacolari del Belgio, dove brughiere, laghetti, boschi e dune interne danno vita a un ambiente sorprendente, attraversato da una rete di sentieri facilmente percorribili anche da un pubblico non specialistico. È proprio l'integrazione tra trasporto pubblico e cammini uno degli elementi più interessanti del prodotto turistico fiammingo. Gran parte degli itinerari prende infatti il via direttamente dalle stazioni ferroviarie, consentendo di vivere l'esperienza senza ricorrere all'automobile.
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Lo stesso approccio caratterizza Lovanio, dove la vivace atmosfera universitaria convive con abbazie, giardini storici e ampie aree verdi che si sviluppano a pochi passi dal centro. Anche qui la natura non rappresenta un'alternativa alla città, ma ne diventa un naturale completamento, offrendo ai visitatori un'esperienza più articolata e autentica.
L'hiking nelle Fiandre non si rivolge esclusivamente agli escursionisti esperti. L'obiettivo è piuttosto intercettare quel segmento di viaggiatori che cerca vacanze attive ma accessibili, nelle quali cultura, gastronomia, paesaggio e mobilità sostenibile convivano in un'unica proposta.
Una strategia che guarda anche alla destagionalizzazione. La rete dei sentieri, l'efficienza dei collegamenti ferroviari e la vicinanza tra città e aree naturali permettono infatti di costruire itinerari di due o tre giorni durante tutto l'anno, ampliando l'offerta rispetto ai tradizionali city break. È un posizionamento che riflette l'evoluzione della domanda internazionale: non più soltanto visite ai grandi musei o alle città d'arte, ma esperienze capaci di raccontare il territorio nella sua interezza.
(Enzo Scudieri)
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[post_content] => Ita Airways firma una nuova proposta enogastronomica sui voli intercontinentali, che promuove come sempre l'eccellenza del patrimonio culinario e vitivinicolo italiano.
La principale novità riguarda il nuovo menu di Business Class, disponibile su tutti i voli intercontinentali in partenza da Roma Fiumicino per tutta la stagione estiva. Pensato per coniugare qualità, estetica e stagionalità, il nuovo menu valorizza materie prime accuratamente selezionate ed è ispirato alla territorialità delle regioni italiane, proponendo un viaggio attraverso i loro sapori e tradizioni.
Si comincia con una panzanella ispirata alla tradizione toscana, affiancata da un antipasto di polpo e patate che richiama i sapori della cucina campana. Tra i primi piatti, gli scrigni ripieni di burrata rendono omaggio alla Puglia, mentre la fregola con pistacchi, gamberi e limone celebra i profumi e gli ingredienti del Mediterraneo, con richiami alla Sardegna e alla Sicilia. Tra i secondi spiccano due grandi classici della tradizione laziale, i saltimbocca alla romana e le seppie con piselli, mentre il viaggio si conclude con un dessert di ricotta e visciole, omaggio ai sapori più autentici del Lazio.
Le ricette reinterpretano in chiave contemporanea il patrimonio gastronomico nazionale, dando vita a un autentico "viaggio nel viaggio", alla scoperta di sapori, tradizioni e ingredienti che raccontano l'Italia, dove innovazione e tradizione si incontrano in un'esperienza culinaria unica.
L'esperienza in Business Class si arricchisce inoltre con l'introduzione del Franciacorta Bellavista Alma Assemblage, che amplia la selezione di eccellenze italiane proposte a bordo. A completare il servizio, l’offerta di pane e olio extravergine d'oliva I&P Grand Cru Monte Freddo – Caninese entrerà a far parte in modo permanente della proposta gastronomica, dopo il positivo riscontro ottenuto durante la fase di test dello scorso anno.
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Vivace e ricca di esperienze adatte a ogni età, è in continua trasformazione; all’offerta storica, culturale, gastronomica si aggiungono le attività outdoor: dal trekking alla bicicletta, dal rafting allo sci invernale. Nell'alternanza di chiese cattoliche, ortodosse, moschee e sinagoghe si percepisce lo spirito multietnico e multiculturale di una città il cui cuore è Piazza Baščaršija, dove gli ottomani costruirono nel XVIII secolo la fontana chiamata Sebilj - oggi simbolo di Sarajevo. La piazza è circondata da un caratteristico mercato, eppure, poco lontano, si cammina lungo viali affiancati da alti palazzi candidi di matrice austroungarica.
«Sarajevo ha una storia molto lunga. - sottolinea Faruk Čaluk, senior advisor tourism board del Cantone di Sarajevo - Il territorio ha visto il susseguirsi di diverse egemonie: dalla Bosnia cristiana del Regno dei Kotromanic (XV secolo) alla secolare dominazione ottomana (cc.5 secoli), fino alle importanti trasformazioni della fase asburgica (40anni). A Sarajevo sono successe cose che hanno cambiato il mondo: la Prima Guerra Mondiale è iniziata sul Ponte Latino, quando Francesco Ferdinando d’Austria e la moglie Sofia furono uccisi da Gavrilo Princip. Poi si ricordano la Federazione Jugoslava guidata da Tito, la tragica guerra iniziata nel 1992 segnata dal violento assedio di Sarajevo che si concluse nel 1995 con l’Accordo di Dayton. Il trattato costruì l’architettura della Bosnia di oggi, dividendo il territorio in due entità, una a maggioranza serba e una a maggioranza croato-bosgnacca. Il 70% della città è stato distrutto, eppure abbiamo ricostruito tutto».
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Chiara Ambrosioni
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La piazza è circondata da un caratteristico mercato, eppure, poco lontano, si cammina lungo viali affiancati da alti palazzi candidi di matrice austroungarica.\r\n\r\n«Sarajevo ha una storia molto lunga. - sottolinea Faruk Čaluk, senior advisor tourism board del Cantone di Sarajevo - Il territorio ha visto il susseguirsi di diverse egemonie: dalla Bosnia cristiana del Regno dei Kotromanic (XV secolo) alla secolare dominazione ottomana (cc.5 secoli), fino alle importanti trasformazioni della fase asburgica (40anni). A Sarajevo sono successe cose che hanno cambiato il mondo: la Prima Guerra Mondiale è iniziata sul Ponte Latino, quando Francesco Ferdinando d’Austria e la moglie Sofia furono uccisi da Gavrilo Princip. Poi si ricordano la Federazione Jugoslava guidata da Tito, la tragica guerra iniziata nel 1992 segnata dal violento assedio di Sarajevo che si concluse nel 1995 con l’Accordo di Dayton. 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