25 April 2026

La Regione Sardegna lancia l’albergo nautico diffuso

Gianni Chessa assessore al turismo della Sardegna

La Regione Sardegna introduce – grazie alla modifica della legge regionale 16/2017 – una grande novità in termini di ricettività e ospitalità: l’albergo nautico diffuso. Una struttura ricettiva di nuova concezione, che unisce i servizi a terra (dove si ubicheranno accoglienza, registrazione e assistenza al cliente, oltre ai normali servizi alberghieri) con l’opportunità di vivere la bellezza delle coste sarde, grazie alla possibilità delle imbarcazioni di muoversi – nelle sole ore diurne – nel raggio di tre miglia dalla propria ubicazione portuale.Gli alberghi nautici diffusi saranno composti da un numero non inferiore a sette unità da diporto per non meno di cinquanta posti letto “in cabina”, e potranno essere concesse in uso ai clienti solo con contratti di locazione di durata compresa fra un minimo di 24 ore ed un massimo di quattro settimane.

Non è consentita la navigazione notturna e quella oltre le tre miglia dalle linee base delle acque territoriali delle unità da diporto costituenti albergo nautico diffuso.

“L’introduzione di questa nuova tipologia di struttura ricettiva è la dimostrazione di come la Sardegna sappia essere un punto di riferimento per il turismo nazionale, con la normazione tempestiva di nuove frontiere dell’ospitalità, che ci permettono ancora una volta di essere all’avanguardia in Italia e nel mondo”, commenta l’Assessore Regionale del Turismo, Artigianato e Commercio Giovanni Chessa. “Inoltre, l’albergo nautico diffuso ci consente di continuare a lavorare in una direzione che ci sta molto a cuore e in cui la Sardegna è sempre stata un modello: l’ecosostenibilità. La creazione di nuovi posti letto di questo genere, infatti, ci permette di aumentare la capacità ricettiva dell’isola salvaguardando le nostre meravigliose coste”.

La Sardegna introduce per la prima volta un nuovo riconoscimento, a cui le strutture possono accedere qualora rispettino determinati requisiti previsti, anche in questo caso, dalle nuove modifiche legge regionale 16/2017.

I requisiti non comprendono esclusivamente il rispetto della sostenibilità ambientale, ma anche di quella sociale e culturale, che si attuano ad esempio con l’implementazione di best practices aziendali o con iniziative di carattere architettonico, culturale ed enogastronomico che tengano conto delle specificità, della storia e delle tradizioni della Regione Sardegna. Il tutto è finalizzato all’obiettivo di realizzare un turismo sostenibile per lo sviluppo socioeconomico e la tutela della cultura e della biodiversità, oltre a incentivare la conservazione, gestione e valorizzazione delle risorse del territorio e la transizione ecologica e resiliente ai cambiamenti climatici nonché premiare le strutture ricettive che cooperino allo sviluppo socioeconomico dei territori su cui insistono.

Rientrano nei criteri di cui è richiesto il rispetto, ad esempio, il controllo e il contenimento dei rifiuti e dei consumi di energia e acqua, la formazione del personale sui temi della sostenibilità, il controllo e il contenimento dell’impatto delle infrastrutture e dei flussi turistici del territorio, ma anche l’utilizzo per la costruzione e la ristrutturazione di materiali naturali e locali, tipici della tradizione costruttiva locale, la presenza degli spazi verdi, l’introduzione di divieti di fumo, la messa a disposizione di biciclette, la corretta gestione della luce e del rumore, la promozione delle realtà artigianali ed enogastronomiche locali, frutto delle tradizioni del territorio e la tutela e la valorizzazione del patrimonio culturale, dell’identità e delle risorse locali. Le strutture ricettive che dimostreranno di essere in possesso dei requisiti previsti potranno utilizzare uno speciale segno distintivo che le categorizzerà come strutture “ecosostenibili”.

Oltre all’introduzione del riconoscimento di struttura ecosostenibile, le strutture del territorio regionale potranno ambire inoltre anche al riconoscimento di “Struttura ricettiva ad accessibilità universale“, qualora dimostrino di essere in possesso dei requisiti di accessibilità e di superamento delle barriere architettoniche.

“Il turismo della nostra meravigliosa regione mostra di essere sempre più inclusivo, aperto, accogliente e di qualità”, conclude l’Assessore Chessa. “Vogliamo lavorare in una direzione che ci consenta di continuare a fare della Sardegna la punta di diamante del turismo nazionale, facendo attenzione a tutti i dettagli che possano garantire ai nostri turisti un’offerta d’eccellenza e diversificata, non solo in termini di accoglienza ma anche dal punto di vista della promozione della cultura e delle tradizioni del nostro territorio, quelle che garantiscono una proposta attrattiva non solo estiva, ma in tutte le stagioni dell’anno, partendo dalle coste ma valorizzando anche l’interno dell’isola”.

I dati premiano la strada intrapresa in questo senso, con un incremento degli arrivi 2023 (6.377.247 tra porti e aeroporti contro i 6.005.971 del 2022) che conferma che la Sardegna è ancora e sempre in cima alla lista dei desideri turistici internazionali. Anche le scelte fatte per valorizzare e promuovere il territorio nella prossima stagione turistica vanno in un’ottica slow e di attenzione alla sostenibilità, con la presenza di eventi sportivi di valore (dai campionati mondiali di scacchi a Pula agli sport acquatici, dal campionato di Formula 1 di motonautica a Olbia ai rally storici dell’Isola, passando per il tennis e le arti marziali).

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