17 luglio 2023 12:41
“Vieni a viverlo“: è questo il claim della nuova campagna promozionale del Cata – Agenzia di Promozione Turistica del Centro America – lanciata in contemporaneamente in sei Paesi europei, Spagna, Francia, Germania, Regno Unito, Italia e Paesi Bassi.
«In un settore globalizzato e in molti casi con offerte turistiche simili a causa della centralizzazione, l’America Centrale e la Repubblica Dominicana si presentano come una multi-destinazione naturale e non affollata, che ha ancora la capacità di sorprendere i visitatori – sottolinea Carolina Briones, segretario generale Cata -. E, cosa altrettanto importante, è una regione che coccola la sostenibilità. Qui la conservazione delle aree protette, le spiagge naturali privilegiate, la salvaguardia delle tradizioni e della cultura popolare si armonizzano con la visione del turista responsabile di oggi, che vuole vivere avventure autentiche in destinazioni sostenibili».
L’Europa si è posizionata come seconda regione per i flussi di turisti verso l’America Centrale e la Repubblica Dominicana. I dati del 2021 indicano che il numero di turisti europei in arrivo nella regione è di 1,2 milioni, pari al 14,8% dei passeggeri, cifre destinate a crescere nel 2023, grazie all’allentamento delle misure post-pandemia nel settore turistico internazionale.
Ideata dall’agenzia Moreturismo-PR Europe, che gestisce le relazioni pubbliche del Cata in Europa per la stagione 2023-2024, la nuova campagna mira a condividere con gli italiani una ricchezza di esperienze uniche che si possono vivere solo in Centro America e nella Repubblica Dominicana, e che sono impossibili da trasmettere attraverso immagini o racconti di terzi. Venite a viverle” significa attraversare otto Paesi che ospitano il 12% della biodiversità del pianeta, lasciarsi stupire dalla seconda area di birdwatching più grande dell’emisfero occidentale e ammirare la seconda barriera corallina più grande del mondo. Visitare l’America Centrale e la Repubblica Dominicana significa entrare nel cuore delle Americhe e della sua diversità culturale attraverso la vita di 65 popolazioni indigene, che naturalmente desiderano condividere le loro tradizioni, la loro gastronomia e i loro costumi ancestrali. Ma anche arricchirsi con l’eredità archeologica di antiche culture precolombiane, aree naturali o fortificazioni dei Caraibi. Fino a 17 siti in America Centrale e nella Repubblica Dominicana sono stati dichiarati dalle Nazioni Unite “Patrimonio dell’Umanità”.
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Il ministro del turismo Gianmarco Mazzi vuole fare chiarezza sulla questione jet fuel. «Ribadiamo la linea del Commissario europeo al turismo Apostolos Tzitzikostas: non siamo in emergenza, quindi basta allarmismo sulle scorte di carburante per le compagnie aeree. Ovviamente la situazione viene costantemente seguita.
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Civitatis ha nominato Luis Boada nuovo direttore finanziario. Questa nomina giunge in un momento strategico, in quanto l'azienda continua ad espandersi a livello internazionale, in particolare in America Latina, e sta attivando nuove strategie di business a supporto della sua crescita.
«È un onore entrare a far parte del team di Civitatis in un momento così cruciale per l'azienda - dice Boada in un intervento riportato da TravelDailyNews -. Civitatis è un attore unico nel suo settore, con una traiettoria di crescita eccezionale, un modello di business differenziato e un team e una cultura che rispecchiano appieno questo percorso. Il mio obiettivo è supportare il team in questa nuova fase, contribuendo a rafforzare ulteriormente l'azienda e a guidarla con successo nella sua prossima tappa».
Un nuovo step nell'espansione aziendale
Luis Boada vanta una solida esperienza nella gestione finanziaria all'interno di aziende tecnologiche e in rapida crescita. Prima di entrare in Civitatis, ha ricoperto il ruolo di cfo presso Wallbox, dove ha guidato la strategia finanziaria dell'azienda durante un periodo di trasformazione aziendale. Nel corso della sua carriera, Boada ha maturato competenze nella pianificazione finanziaria, nel controllo di gestione e nell'efficienza operativa, contribuendo alla crescita delle organizzazioni durante le fasi di forte espansione.
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[post_content] => Parte da Fiuggi la proposta dell'outdoor non più solo come attività ricreativa, ma come cultura italiana condivisa, che risponde alla necessità di ritrovare equilibrio, assecondando il nostro bisogno innato natura. È la visione emersa dal convegno nazionale "Destinazione Outdoor, tra presente e futuro. Visioni, pratiche e nuove culture dello stare all'aria aperta" promosso dall'Associazione ProFiuggi, che si è svolto di recente all'Ambasciatori Place Hotel di Fiuggi. Secondo appuntamento del ciclo ProFiuggi Lab dedicato all'innovazione turistica, a settembre 2026 il focus sarà sull'enogastronomia come leva di sviluppo territoriale.
Secondo l'Osservatorio del turismo outdoor 2025 (Human Company e Thrends), nel 2024 il comparto italiano ha generato un impatto economico di 8,85 miliardi di euro, con 67,7 milioni di presenze registrate.
«Outdoor significa letteralmente 'fuori dalla porta' - spiega Paola Rizzitelli, esperta di wellness economy e turismo rigenerativo, founder di Five Dimensions Wellness e moderatrice dell’evento - . Camminare, andare in bici, partecipare a degustazioni tra le vigne o tra gli ulivi, dormire in una tenda trasparente o in una stanza sull'albero: sono tutti modi di rispondere ai bisogni che soddisfiamo all'aperto, dove ritroviamo versioni diverse di noi stessi. L'outdoor, così, non è più un’attività, diventa un modo più dinamico, attivo e interattivo di offrire, visitare e abitare i luoghi. Un territorio come Fiuggi ha tutti gli elementi per costruire una proposta contemporanea, innovativa e coerente: vogliamo creare una cultura di vita italiana e condivisa, che può diventare un punto di riferimento internazionale».
Dal convegno è emerso che i territori-destinazione possono esprimere l'outdoor come stile di vita sano (longevità, healthspan); come lentezza e consapevolezza (cammini, trekking, nordic walking, MTB, immersioni forestali); come manifestazioni sportive capaci di costruire identità forti ma che richiedono gestione dell'impatto; come integrazione nel settore mice, dove business e leisure (bleisure) si fondono e le aziende scelgono destinazioni che offrano esperienze all'aria aperta.
Otto fattori chiave, dieta, esercizio fisico, glicemia, peso, colesterolo, pressione, fumo e sonno sono decisivi per la longevità sana. «Chi a 50 anni adotta questi stili - aggiunge Francesco Landi, professore Medicina interna all’università Cattolica e direttore del Dipartimento scienze dell'invecchiamento, ortopediche e reumatologiche del Policlinico Gemelli di Roma - guadagna 15 anni di vita sana in più per le donne e 12 per gli uomini. Negli ultimi anni abbiamo aggiunto un altro elemento, con lo slogan ‘No healthy longevity without a healthy planet’, un progetto che misura come i valori del PM - particolato atmosferico, ndr - influenzano direttamente colesterolo e pressione arteriosa, ossia i valori più impattanti sulla salute. Nessun paese è immune dagli effetti del cambiamento climatico sulla salute come riportato dalla rivista scientifica The Lancet Healty Longevity».
Fiuggi è stata così candidata a diventare la prossima destinazione della Longevity Run, progetto decennale che ha già coinvolto 25mila persone in 10 piazze italiane nel 2025, portando cultura della prevenzione attiva e sensibilizzazione cardiovascolare nei territori.
Nel 2024 il turismo dei cammini ha registrato un +29% rispetto al 2023, con oltre 191mila camminatori certificati (dati Terre di Mezzo). Michela Battisti, dottoressa in psicologia e Guida Ambientale Escursionistica di Itinarrando ha evidenziato come le esperienze outdoor siano essenziali per l'apprendimento e lo sviluppo cognitivo, anche in casi di ADHD e spettro autistico.
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Christopher Baker è il nuovo vicepresidente area operation di Atmosphere Hotels and Resorts. In questo ruolo, supervisionerà le prestazioni operative e la crescita dell’intero portfolio del marchio Atmosphere Hotels & Resorts in India, Italia, Maldive e Nepal.
Le nuove competenze
Baker si concentrerà sul miglioramento dell'efficienza, sull'innalzamento degli standard e contribuirà al successo dell'apertura di strutture chiave all'interno del portafoglio in espansione del marchio tra cui il Borgo Monchiero Heritage by Atmosphere nelle Langhe, in Piemonte; lo Stillwood, una struttura Signature Atmosphere a Coorg in India e l'Aarunya Nature resort by Atmosphere a Banepa in Nepal.
Con oltre 30 anni di esperienza nel settore dell’ospitalità internazionale, Christopher Baker apporta una significativa competenza in ambito di resort di lusso e lifestyle. La sua carriera comprende ruoli dirigenziali di alto livello presso aziende alberghiere globali affermate, quali Jumeirah Hotels & Resorts, Marriott Resorts e Rosewood Hotels & Resorts, con una comprovata esperienza nel migliorare i risultati finanziari e promuovere l’innovazione.
«Dai city hotel ai tranquilli resort situati sulle isole, una verità mi ha accompagnato ovunque: un’ospitalità eccezionale non è mai frutto del caso - ha affermato Christopher Baker -. Nasce da sistemi chiari, da una pianificazione intelligente e da team che si sentono sicuri nel gestire il proprio lavoro. Sono onorato della fiducia che mi ha accordato la dirigenza di Atmosphere Core».
Ashwin Handa, direttore operativo di Atmosphere Core, ha aggiunto: «In Atmosphere Core, la nostra strategia è incentrata sulla valorizzazione dei talenti e sulla promozione della crescita dall’interno dell’azienda. Siamo orgogliosi di vedere Christopher Baker crescere con noi e, grazie alla sua comprovata esperienza nell’eccellenza operativa, nello sviluppo dei team e nel servizio incentrato sull’ospite, è nella posizione ideale per avere successo in questo nuovo ruolo».
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[post_content] => Assoviaggi ritiene opportuno fornire chiarimenti e un inquadramento tecnico sulla disciplina applicabile in caso di cancellazione dei voli legata all’attuale situazione internazionale e alle tensioni sul mercato dei carburanti. Una situazione che, come confermato dal Commissario Ue ai trasporti, non prevede al momento cancellazioni diffuse nel settore aereo per mancanza di carburante.
La normativa europea distingue in modo chiaro tra rimborso del biglietto e compensazione economica in caso di cancellazione dei voli. Ai sensi del Regolamento (CE) n. 261/2004, quando un volo viene cancellato dalla compagnia aerea il passeggero ha sempre diritto al rimborso integrale del prezzo del biglietto oppure, in alternativa, alla riprotezione su un volo successivo o al ritorno verso il punto di partenza iniziale. Tale diritto è inderogabile e non dipende dalle cause della cancellazione, comprese crisi internazionali o difficoltà di approvvigionamento del carburante.
Soldi
Diverso è il tema della compensazione pecuniaria, che non è automatica e può essere esclusa in presenza di specifiche condizioni previste dalla normativa europea, come la comunicazione della cancellazione con il preavviso previsto dal Regolamento o l’esistenza di circostanze eccezionali che il vettore non avrebbe potuto evitare anche adottando tutte le misure possibili.
Si ricorda al riguardo che la Corte di Giustizia Ue ha offerto una interpretazione alquanto restrittiva del concetto di “circostanze eccezionali”, sottolineando in più occasioni come eventi apparentemente inevitabili (come i guasti tecnici o lo sciopero del personale) non esonerino dal pagamento della compensazione siccome evitabili dalla compagnia con una adeguata organizzazione dei propri mezzi e delle proprie risorse.
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Anche alla luce di questo orientamento, si deve ritenere che l’aumento dei prezzi del carburante rientri nel rischio d’impresa delle compagnie e non giustifichi automaticamente l’esclusione della compensazione, ed analoga valutazione potrebbe essere compiuta in relazione ad una carenza materiale di carburante, laddove si dimostri che il vettore avrebbe potuto approvvigionarsi in anticipo ed evitare tale carenza.
Per quanto riguarda il ruolo delle agenzie di viaggio che hanno emesso un biglietto aereo, queste forniscono assistenza informativa al cliente, ma non si sostituiscono al vettore negli obblighi previsti dalla normativa europea. La responsabilità del rimborso e dell’eventuale compensazione resta in capo alla compagnia aerea.
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[post_content] => Previsioni di utile 2026 ridimensionate per United Airlines che, malgrado abbia registrato una solida crescita del fatturato nel primo trimestre, rivede al ribasso le stime a causa dell’aumento dei prezzi del carburante innescato dalla guerra in Iran.
La compagnia aerea ha centrato il fatturato trimestrale più alto di sempre, 14,6 miliardi di dollari, sostenuta da un incremento del 14% della domanda di viaggi in classe premium e business. Il fatturato è risultato superiore del 10,6% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente.
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United ha inoltre dichiarato che prevede di ridurre la propria capacità del 5% rispetto a quanto originariamente programmato per il 2026. Il ceo, Scott Kirby, ha spiegato che la compagnia aerea sta apportando “adeguamenti tattici all'aumento dei prezzi del carburante, pur mantenendo la nostra attenzione a lungo termine”.
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[post_content] => Falkensteiner Michaeler Tourism Group ha acquisito il Falkensteiner Resort Capo Boi, situato sulla costa meridionale della Sardegna. Dopo circa dieci anni di gestione operativa, il gruppo consolida ora anche la proprietà dell’immobile, in linea con una strategia orientata ad acquisire asset chiave in destinazioni turistiche ad alto potenziale.
Nei prossimi anni sono previsti importanti investimenti con l’obiettivo di consolidare il posizionamento della struttura tra i principali resort 5 stelle dell’isola e contribuire allo sviluppo di un turismo sempre più destagionalizzato nell’area di Cagliari e del sud della Sardegna.
Il Falkensteiner Resort Capo Boi vanta una lunga tradizione nel panorama dell’ospitalità sarda. Nel corso dei decenni, infatti, la famiglia Mazzella ha sviluppato la struttura, situata in una baia riservata sulla costa sud-orientale della Sardegna, all’interno dell’area marina protetta di Capo Carbonara, trasformandola in un punto di riferimento nel segmento premium.
«Dopo dieci anni di proficua collaborazione, sono particolarmente lieto di affidare definitivamente il resort a un partner esperto e affidabile - ha dichiarato Giorgio Mazzella, già proprietario della struttura -. Fmtg conosce profondamente il resort e il suo potenziale; sono certo che, all’interno del gruppo, continuerà il suo percorso di crescita con successo».
«Con l’acquisizione del Falkensteiner Resort Capo Boi compiamo un passo fondamentale nella nostra strategia di possedere direttamente asset chiave in destinazioni europee di eccellenza - ha aggiunto Otmar Michaeler, ceo di Fmtg -. Crediamo fortemente nella Sardegna. Conosciamo questa destinazione da oltre un decennio e siamo convinti di poterla portare, insieme ai nostri team, a un livello superiore».
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Un ampio piano di sviluppo
Fmtg intende avviare nei prossimi anni un ampio piano di sviluppo per il Falkensteiner Resort Capo Boi, attraverso investimenti mirati a rafforzarne il posizionamento come resort 5 stelle di riferimento in Sardegna. Parallelamente, il gruppo punta a estendere progressivamente l’operatività lungo tutto l’anno, contribuendo a rendere il sud della Sardegna una destinazione attrattiva anche oltre la stagione estiva.
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[post_content] => Nessun taglio di rotte o problematiche sulle scorte di carburante per Ita Airways, almeno ad oggi: la rassicurazione arriva dall'amministratore delegato della compagnia aerea, Joerg Eberhart, in un'intervista pubblicata su Il Messaggero.
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[post_content] => «Sono appena rientrato da uno dei viaggi più belli che si possa fare nella vita, la crociera sul Nilo. Nonostante l’abbia effettuata già diverse volte, riesce sempre a rubarmi il cuore. Quello che ha saputo fare quella incredibile civiltà più di 4 mila anni fa è semplicemente inspiegabile». Comincia così il post di Pier Ezhaya, general manager tour operating di Alpitour World e presidente Astoi, che su Linkedin fa focus su una delle destinazioni strategiche per il mercato italiano, l'Egitto. E lo fa con il consueto equilibrio ma con rammarico nei confronti di una situazione internazionale che resta complessa.
Un prezzo ingiusto
«Durante il viaggio - spiega infatti il manager - ho potuto toccare con mano gli effetti assurdi del conflitto in Medio Oriente; la nave su cui navigavo, la “Gemma di Turisanda” piena già da febbraio, ha viaggiato con 10 cabine vuote su 28, complici le cancellazioni post 27 febbraio.
Eppure i siti archeologici erano pieni; pieni di spagnoli, pieni di francesi, pieni di inglesi, pieni di americani e anche pieni di cinesi ma vuoti di italiani. Ogni volta che accade qualcosa in Medio Oriente l’Egitto paga un prezzo ingiusto. Le persone, ma qui mi spingerei a dire gli italiani, lo associano a qualsiasi disastro accada nel mondo arabo anche se non ha preso parte al conflitto, non ha preso posizione in favore di uno o dell’altro, non ha basi americane e, come ben noto, non ha subito attacchi dall’Iran. Eppure gli italiani non ci vanno e questa cosa mi appare incomprensibile».
Ezhaya precisa poi che «non lo sto dicendo “pro domo mea”, visto che è una destinazione importantissima nel nostro portafoglio, ma più per la popolazione locale che vive di turismo con oltre il 12% del Pil legato a questo comparto. Non si può fare nulla verso le cose che non possiamo cambiare; ad esempio, non abbiamo il potere di fermare questa guerra assurda in Medio Oriente. Possiamo però evitare che le nostre azioni abbiano ricadute anche su chi non c’entra nulla e non merita una punizione severa, che sta ingiustamente subendo perché se è pericoloso l’Egitto allora è pericolosa anche l’Italia o altri paesi europei».
Una meta speciale
L’Egitto «ci dona sempre qualcosa di speciale, dalla sua calorosa ospitalità ai suoi tesori consegnati alla storia da una civiltà straordinaria; per questo mi sento frustrato quando vedo che la nostra di civiltà non sa nemmeno ricambiare con un piccolo gesto, come quello di non escludere l’Egitto dalle mete possibili per una vacanza. Sarebbe più intelligente non far prevalere l’emotività evitando di associare l’Egitto a paesi che nulla c’entrano con il suo glorioso passato ma nemmeno con il suo neutrale e distaccato presente. Magari sarebbe auspicabile prendere in mano una cartina geografica e provare a scegliere le mete con cognizione di causa, ed allora forse non ci priveremo di viaggi indimenticabili e, cosa più importante, non priveremo la popolazione di quel paese dell’effetto benefico, pacifico, sociale, economico e nobile che può avere il turismo, la miglior connessione tra i popoli che possa esistere».
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