13 May 2026

Cresce la domanda per le Baleari della dmc italiana Ibiza Project

Marco Dadone, insieme all’altra co-founder di Ibiza Project, Lara Corsinovi

Domanda in forte crescita per Ibiza Project. Dopo aver chiuso la scorsa stagione estiva con un evidente segno più, la dmc italiana con sede sull’omonima isola delle Baleari conferma anche per il 2023 una richiesta in costante espansione, sia per il segmento mice, sia per quello leisure, nonostante la riapertura delle destinazioni competitor sul medio raggio. La presenza sulle isole di Ibiza Project ha permesso di notare, in particolare, un’evoluzione recente di Formentera per quanto riguarda l’offerta di servizi, tra i quali hotel e ristoranti di nicchia. L’isola continua comunque a conservare la propria atmosfera tranquilla e le spiagge paradisiache.

“La domanda per l’estate è in continua crescita da gennaio – commenta Marco Dadone, co-founder di Ibiza Project –. Nonostante il costo dei voli sia aumentato notevolmente anche in periodi di bassa stagione, ci sono tutte le premesse per chiudere in positivo l’anno in corso. La richiesta verso le isole rimane varia e comprende diversi target, confermando nuovamente la versatilità delle destinazioni, che riescono a soddisfare le esigenze di tutti”. Un altro trend rilevato dalla dmc è l’elevata richiesta da parte dei viaggiatori di attività outdoor: dall’hiking al plogging fino ai bike tour; tutte proposte che costituiscono il perfetto completamento al programma di un pacchetto mice, in un’ottica di sostenibilità sempre più apprezzata oggi dai clienti.

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In Valnerina, accanto alla riapertura del centro storico di Norcia e della Basilica di San Benedetto, resta centrale la fioritura di Castelluccio, mentre nell’area di Terni il racconto passa anche dalla Cascata delle Marmore e dal nuovo Borgo Muse Festival di Collescipoli, in programma a settembre. Un calendario che conferma la volontà della regione di legare natura, cultura, spiritualità e contemporaneità in un’unica proposta di viaggio. Magari condotto a ritmo lento, a piedi o in bicicletta.\r\nUn'Umbria meno ovvia\r\nCammini, percorsi bike e itinerari nascosti diventano così strumenti per scoprire un’Umbria meno ovvia, fatta di borghi, paesaggi e comunità.In questa direzione va anche il lavoro sulle cinque aree interne umbre, che coinvolgono 59 comuni, e il potenziamento della rete ciclopedonale. Il Trasimeno, con la sua ciclovia e il sistema museale integrato accessibile con biglietto unico, rappresenta uno degli esempi più concreti di questa visione. 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