13 May 2026

Napoli snodo importante dell’offerta Msc: 83 gli scali nel 2023, per circa 412 mila pax movimentati

Napoli si conferma al centro dell’offerta Msc, con la città partenopea che accoglierà circa 412 mila passeggeri grazie a ben 83 scali effettuati da tre navi: la nuova World Europa, oltre a Grandiosa e Fantasia. Il gruppo crocieristico ha voluto essere presente come ogni anno alla Bmt, con l’obiettivo di rafforzare il rapporto con le agenzie di viaggi e tutti gli operatori del settore, che rappresentano un punto di forza per la crescita della Compagnia e dell’intero comparto turistico.

“La Bmt è la migliore occasione per concentrarci sulla nostra offerta per la stagione estiva 2023, che sta già vedendo un boom di prenotazioni con il mar Mediterraneo – ha sottolineato in particolare il managing director, Leonardo Massa -. Ben 13 navi su 22 saranno impiegate nel mare Nostrum, con 14 diversi porti di imbarco e oltre 4 milioni di ospiti attesi. Tante le novità anche al di fuori dell’area Mediterranea con il debutto della Meraviglia a New York, della Bellissima in Giappone e l’arrivo dell’Euribia il prossimo giugno. Il 2023 si preannuncia un anno d’oro per la nostra compagnia, con un record in termini di volumi e di offerta che comprende 140 destinazioni in 40 paesi e più di 50 porti di imbarco nel mondo”.

Per la prossima stagione estiva ormai alle porte, Msc ha infatti confermato l’operatività di tutte le 22 navi della sua flotta, compresa la nuova ammiraglia Euribia, il cui battesimo è previsto per il prossimo giugno. L’Italia sarà il punto di riferimento per le crociere nel Mediterraneo, con ben 14 città toccate dalle navi Msc. I porti da cui i passeggeri possono imbarcarsi sono Napoli, Genova, Civitavecchia, Palermo, Messina, La Spezia, Siracusa, Livorno, Venezia/Marghera, Bari, Brindisi, Monfalcone, Trieste e Olbia.

 

 

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In valore assoluto le riduzioni più consistenti si registrano in Lombardia (-25.098), Lazio (-22.963), Veneto (-17.792), Emilia-Romagna (-16.037) e Toscana (-15.309) mentre n termini percentuali, le flessioni più marcate sono nelle Marche (-25%), nel Lazio (-20,4%), in Veneto (-18%), Friuli-Venezia Giulia ed Emilia-Romagna (entrambe intorno al -17%).\r\n\r\n«Il dato segnala una tendenza che va contrastata - commenta il presidente di Confesercenti, Nico Gronchi -, un tessuto diffuso di piccole imprese e lavoratori autonomi svolge una funzione economica essenziale: sostiene la densità produttiva dei territori, alimenta concorrenza e pluralismo dell'offerta, crea occupazione e circolazione locale del reddito. Il lavoro autonomo - spiega - si sta riducendo per l'effetto combinato di più fattori: pressione fiscale e amministrativa, costi energetici, esplosi dopo la pandemia, locazioni commerciali, difficoltà di accesso al credito, squilibri competitivi con grandi operatori e piattaforme digitali. Una somma di vincoli che rende sempre più difficile avviare, mantenere o trasferire un'attività».\r\n\r\nL'associazione chiede «interventi macro, sui costi dell'energia per i piccoli e per riequilibrare la concorrenza e garantire il pluralismo. Sarebbero necessari però anche - conclude - sostegni agli investimenti privati e incentivi per il ricambio generazionale, che oggi è un punto critico per molte piccole imprese. Sono necessarie anche più tutele e strumenti di welfare, che per imprenditori e imprenditrici resta una questione lasciata alle proprie forze. Solo così tornare a mettersi in proprio potrà essere di nuovo una prospettiva sostenibile».  ","post_title":"Confesercenti: 177.000 autonomi in meno in 6 anni nel commercio e turismo","post_date":"2026-05-11T11:33:50+00:00","category":["enti_istituzioni_e_territorio"],"category_name":["Enti, istituzioni e territorio"],"post_tag":[]},"sort":[1778499230000]}]}}