25 February 2026

Ticino Turismo, i quattro focus 2023: congressuale, sostenibilità, formazione e digitalizzazione

Il 2023 di Ticino Turismo ruoterà attorno a quattro punti cardine: il turismo congressuale (la nascita del Ticino Convention Bureau è prevista il prossimo mese di aprile), la sostenibilità (si lavora a una Roadmap con orizzonte 2025), la formazione (con due nuovi percorsi formativi in collaborazione con la Supsi e la Scuola specializzata superiore alberghiera e del turismo) e la digitalizzazione (dal Ticino Ticket fino ai progetti DESy e H-Benchmark). Proseguirà, sul fronte del marketing, la grande campagna “Colori del Ticino” condotta sul mercato svizzero in collaborazione con il Pantone Color Institute. In totale sono oltre 200 le attività promozionali condotte sui vari mercati di riferimento in collaborazione con le Organizzazioni turistiche regionali.

Intanto, il Ticino ha archiviato il 2022 con 2.555.243 pernottamenti alberghieri, il 12,9% in meno rispetto all’anno precedente, secondo i dati dell’Ufficio federale di statistica; il calo è stato meno marcato sul fronte degli arrivi che sono stati 1.165.725 (-4,1%). Da sottolineare però come il raffronto con il 2019 mostri una crescita del 10,6% (pernottamenti) e del 5% (arrivi).

La diminuzione dei pernottamenti dal mercato svizzero nel 2022 è stata considerevole (-29%). Questo calo è però stato parzialmente compensato dalla ripresa di mercati esteri importanti tra i quali il BeNeLux (+79%), l’Italia (+51%), la Germania (+28%) e la Francia (+27%). Da segnalare anche l’aumento dei pernottamenti provenienti dagli Stati Uniti (+204%).

“Eravamo consapevoli che sarebbe stato impossibile raggiungere cifre come quelle che hanno caratterizzato il 2021 – ha commentato il direttore di Ticino Turismo Angelo Trotta -. Un anno, quest’ultimo, ancora molto condizionato dalla pandemia e dalla riduzione degli spostamenti, in cui si era registrato un vero e proprio boom di flussi provenienti dal mercato interno. Tuttavia, la progressione rispetto al 2019 e al decennio precedente è un dato che ci fa ben sperare. Occorre tornare al 2009 per ritrovare risultati simili”. 

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Un riconoscimento che ha generato fermento turistico e che diventerà uno degli asset su cui investire nel 2026. Accanto alle stelle, 18 ristoranti hanno ottenuto il Bib Gourmand, mentre undici hotel – per lo più nella capitale ma non solo – sono stati premiati con le Chiavi Michelin. Sul fronte hotellerie, si consolida anche l’attenzione alla sostenibilità: otto hotel di Praga possono fregiarsi del marchio Green Key, tra cui la new entry Hotel Botanique, in centro città. E sempre nella capitale, l’ospitalità si intreccia con arte e design: nel quartiere Karlín l’Hotel Pulse8 (ex Pentahotel) propone un nuovo concept urbano, mentre il Sir Prague, ospitato in un edificio neorinascimentale restaurato, combina atmosfere storiche e creatività contemporanea. A Brno, il Grand Palace Brno – acquisito da Czech Inn Hotels dal gruppo Barceló – è entrato negli Small Luxury Hotels of the World: secondo in Repubblica Ceca e primo in Moravia a ottenere questo traguardo. 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