13 May 2026

Metaverso e turismo: i consigli per gli operatori

metaverso turismoIl protagonista dei dibattiti sulle tecnologie che domineranno lo sviluppo del settore turistico e dell’ospitalità nei prossimi anni è senza dubbio il metaverso.
Si tratta di un concetto che si sta consolidando nelle strategie di alcuni grandi brand, come catene alberghiere o ota, ma gli scenari da delineare, le applicazioni e le visioni sul futuro del turismo risultano ancora fumosi.

A cercare di mettere a fuoco prospettive e opportunità sono arrivati gli interventi degli speaker che hanno partecipato all’edizione 2022 di BTO. Uno degli aspetti su cui concordano è che il metaverso rappresenterà un’importante occasione per il turismo. Secondo Simone Puorto, founder di Travel Singularity ed esperto di innovazione turistica, “si prevede che nel 2030 il 25 per cento della popolazione trascorrerà almeno un’ora al giorno nel metaverso, che questo rappresenterà un mercato da un trilione di dollari e che il suo PIL supererà quello del mondo fisico”.

Ma cos’è esattamente il metaverso (o cosa sono i metaversi)?

Uno dei primi errori da evitare è quello di confondere il metaverso con la realtà virtuale, che rappresenta solo una parte di questa dimensione. “Il metaverso non è solo virtuale, aumentato o reale, ma è tutte queste cose”. Rappresenta il fisico e il digitale insieme e non è specificatamente innovativo, perché nasce dalla convergenza di tante e diverse tecnologie preesistenti, utilizzate da anni nel settore.

Tecnologie che permetteranno di superare alcune logiche strette del 2.0, che oggi vincolano gli operatori a un rapporto decentralizzato e non sempre democratico. “Il nostro è un settore altamente intermediato – spiega Puorto -, in cui spesso perdiamo la proprietà dei nostri contenuti a favore di ota o social: è ora di riprendere in mano il valore di ciò che creiamo e questo è possibile attraverso il metaverso, che supera le logiche della centralizzazione e dell’intermediazione per arrivare a una distribuzione più democratica della proprietà sul web”.

Una efficace distribuzione, infatti, rappresenta oggi un’impresa complessa per un albergatore. “È necessario scegliere il giusto mix di distribuzione – spiega Anna De Simone, business development di Italian Hotel Group -: noi abbiamo scelto non solo il canale b2c, che va al cliente online, ma anche prodotti che ci permettessero di distribuire nel b2b,  ad esempio attraverso bridge dal channel manager su più canali oppure attraverso famtrip virtuali, organizzati su piattaforme dove gli operatori di tutto il mondo possono incontrarsi e scoprire altri operatori, strutture, destinazioni e territori circostanti”.

 

I consigli per diventare imprenditori nel metaverso

L’albergatore è destinato a diventare un imprenditore del metaverso, dove, attraverso combinazioni efficaci di tecnologie, riuscirà a gestire e monetizzare la relazione con il cliente-turista prima, durante e dopo il viaggio. “Si tratta di tre fasi importanti – spiega Francesco Redi, fondatore di Twissen -, in cui il turista investe il budget in maniera diversa. Si può ad esempio ricreare il proprio environment in una dimensione virtuale (che permetta di visitare ad esempio la struttura prima del viaggio), oppure esaltare la shopping experience e proporre nel metaverso, durante il viaggio, una serie di esperienze che possono essere acquistate direttamente o provate. Un’altra possibilità per le destinazioni, ad esempio, è quella di affittare o vendere delle porzioni del proprio spazio virtuale, valorizzando il proprio brand o ambiente in maniera esponenziale”.

Tra i consigli utili per chi vuole già iniziare ad approcciare a questo mondo, c’è quello di “scegliere con accuratezza la tecnologia adatta – continua Redi – perché posizionerà tutto il progetto imprenditoriale e sarà fondamentale, anche dal punto di vista della sicurezza”. Un altro suggerimento per gli imprenditori turistici è quello di considerare quella attuale come una fase preliminare, di studio e analisi: “Valutiamo bene le nostre strategie e il business model – spiega l’esperto – e consideriamo che non dobbiamo trovarci senza risorse nel ‘momento zero’, quando tutto sarà pronto per partire”.

Oltre allo studio e al posizionamento del brand in questi nuovi ‘ambienti’, è possibile anche attuare delle strategie di promozione dedicate. “Entrare nel metaverso oggi può significare anche solo decidere di fare advertising in metaversi che già esistono – sottolinea Puorto -, attraverso un avatar ad esempio, oppure in maniera ‘digital to fisical’ o ‘fisical to digital’, ossia mandando all’acquirente un equivalente dell’articolo che ha acquistato nel mondo fisico anche nel mondo digitale”.

Una particolarità rilevante dei metaversi riguarda il processo di acquisto dei prodotti e dei servizi che risulta istantaneo e completamente immersivo: non si ha bisogno di aprire un’app o di toccare il proprio smartphone per procedere al check-out. Inoltre, i prodotti “possono essere acquistati e i prezzi confrontati attraverso un unico wallet” conclude Simone Puorto, rendendo l’esperienza di acquisto molto più semplice ed efficace.

 

 

Claudiana Di Cesare 

 

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