25 April 2026

Il record 2019 degli scali milanesi, che volano oltre i 35 milioni di passeggeri

Con oltre 35 milioni di passeggeri  e una crescita del 4,4% gli aeroporti di Milano Malpensa e Linate archiviano il 2019 segnato dalla chiusura per tre mesi (da fine luglio a fine ottobre) dello scalo cittadino, con il conseguente spostamento di tutti i voli su Malpensa. Nel dettaglio, quest’ultima archivia l’anno «con ottimi risultati per il traffico passeggeri, dimostrando di poter agevolmente accogliere 28,8 milioni di passeggeri» sottolinea una nota della Sea. Al netto dell’attività trasferita da Linate, il volume di traffico si è attestato su Malpensa a 26,8 milioni di passeggeri, con una crescita netta del +9,1% rispetto allo scorso anno. Si tratta di un altro traguardo record che si inserisce in un percorso di 54 mesi consecutivi di crescita in cui l’aeroporto ha aumentato i volumi di traffico del +40%.

L’anno appena concluso ha portato ad un ampliamento dell’offerta voli di 40 nuovi servizi complessivi, due nuove compagnie aeree e 13 nuove destinazioni, fra cui due importanti voli intercontinentali su Los Angeles e San Francisco. Malpensa vanta ora una connettività diretta con 82 paesi del mondo serviti da voli di linea non stop. Il 2019 ha quindi segnato un ulteriore innalzamento della qualità sia del portafoglio clienti che della rete con una crescita solida e strutturata che riguarda tutti i principali mercati di riferimento: quello domestico (+19,6%), quello europeo (+5,8%) e quello intercontinentale (+11,2%).

Il 2020 si apre ora all’insegna di sfide difficili ma con prospettive al momento positive grazie alla programmazione di dieci nuovi servizi, quattro nuove compagnie aeree e sette nuove rotte fra cui spiccano tre nuovi voli intercontinentali: Eva Air su Taipei, All Nippon Airways su Tokyo e Gulf Air su Bahrein.

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Ricordiamo che le agenzia in Italia sono 8000, quindi 336 sono un campione abbastanza residuale sul quale fare dichiarazioni così forti.\r\n\r\nI dati evidenziano deterioramento rapido e generalizzato rispetto alla precedente rilevazione: il 94,3% degli operatori segnala un calo del business (era l’83,5%); il 70,3% registra un calo marcato, contro l’11,5% rilevato poche settimane prima nessun operatore (0%) prevede una crescita nel 2026\r\n\r\nUn’evoluzione che, come evidenziato nell’analisi dell’Osservatorio, segna il passaggio da una fase di incertezza a una condizione di difficoltà consolidata del mercato .\r\n\r\nOltre alle vendite in contrazione, all’aumento di richieste di sicurezza e garanzie (26,4%), emerge il fenomeno del rallentamento delle decisioni da parte dei clienti. Il posticipo delle decisioni di acquisto è stato riscontrato dal ben il 61% delle agenzie. Non si tratta quindi di una crisi della domanda, ma di una crisi di fiducia, che coinvolge il 67,5% dei clienti.\r\n\r\nIl cliente continua a desiderare il viaggio, ma lo affronta con una logica difensiva, valutando ogni scelta in termini di rischio.\r\n\r\nUno degli elementi più critici emersi nell’aggiornamento riguarda l’impatto dell’informazione, in particolare sul tema del carburante aereo. La disinformazione e l’allarme jet fuel hanno esercitato un tragico effetto amplificatore.\r\n\r\nIl 53% dei clienti manifesta preoccupazioni legate al jet fuel, più che per il conflitto in se (30,4%) e per l’aumento dei costi (15,7%).\r\nNel complesso, i clienti appaiono più confusi (63,7%), più prudenti (15,4%) e con una accresciuta esigenza di consulenza generale (14,5%).\r\nL'informazione\r\nIl 100% degli operatori segnala un impatto significativo dei media sulla domanda (il 77% gli attribuisce un ruolo determinante nel calo delle vendite), il 93% dichiara di dover correggere informazioni errate o distorte.\r\nSi evidenzia quindi un fenomeno nuovo: il cliente arriva già informato, ma spesso su basi non corrette, con un effetto diretto sulla propensione all’acquisto.\r\n\r\nRelativamente alla nuova geografia turistica, oltre all’annullamento pressoché totla del Medioriente, soffrono in particolare l’Egitto (45%) e la Turchia (37,8%). Non recupera posizioni neanche il Nord America, la destinazione USA resta molto sottotono (10,5%), contrariamente a quello che ha da sempre rappresentato per il turista italiano. \r\n\r\nPur non riuscendo a compensare i cali sulle destinazioni penalizzate, risultano in crescita soprattutto: Italia (57,7%), Europa - short break – 18,1%, crociere 12,9%.\r\nSi consolida quindi una scelta orientata a prossimità e stabilità percepita. In questo contesto, emerge con forza il ruolo della distribuzione organizzata: cresce la richiesta di supporto e accompagnamento il 96,1% degli operatori richiede strumenti mediatici per contrastare la disinformazione\r\n\r\n«I dati evidenziano un peggioramento netto e rapido del mercato, ma anche una chiave di lettura precisa: non siamo di fronte a una crisi della domanda turistica, ma a una crisi di fiducia che blocca il processo decisionale - dichiara Domenico Pellegrino, presidente di Aidit Federturismo Confindustria - In questo contesto, l’esposizione mediatica su temi come il jet fuel sta contribuendo ad amplificare l’incertezza, generando percezioni non sempre allineate alla realtà operativa. Il risultato è un cliente più informato, ma anche più disorientato.»","post_title":"Osservatorio Aidit, il turismo italiano in deciso peggioramento","post_date":"2026-04-23T10:35:52+00:00","category":["enti_istituzioni_e_territorio"],"category_name":["Enti, istituzioni e territorio"],"post_tag":[]},"sort":[1776940552000]}]}}