25 April 2026

Trieste Airport investe 30 milioni di euro per il quadriennio 2020-2023

L’assemblea del Trieste Airport ha approvato il bilancio 2018 con un margine Ebitda superiore al 30%. L’incontro odierno è stata occasione anche per un aggiornamento sugli investimenti e i traffici che delineano sempre più quanto l’aeroporto sia diventato l’hub di riferimento e snodo cruciale per lo sviluppo della mobilità dell’intera regione. Nel quadriennio 2016-2019 sono stati investiti 40 milioni di euro (di cui 26 milioni autofinanziati) che sono stati impiegati per la realizzazione del polo intermodale (17 milioni) che ha collegato il terminal dell’aeroporto con la ferrovia, il potenziamento delle infrastrutture di volo e il miglioramento delle aree e dei servizi dell’aerostazione. Dal 15 al 30 giugno avranno luogo i lavori per la riqualificazione della pista di volo (10 milioni di euro) che renderà lo scalo ancora più competitivo e attraente per le compagnie aeree internazionali.

In termini di traffico, nel 2018 i passeggeri sono stati 772 mila come nel 2017 nonostante la decisione di Ryanair di cancellare i collegamenti con Ciampino (Roma) e Trapani; di questi 708 mila sono passeggeri di voli linea e 58,8 mila hanno volato sui charter. Per l’estate del 2019 si segnalano le nuove rotte verso Colonia con Eurowings (dal 2 giugno con frequenza bisettimanale), i voli estivi di Alitalia verso la Sardegna (Olbia e Alghero) e i voli per le isole greche di Lefkada e Cefalonia operati da Adria Airways ed organizzati in collaborazione con l’agenzia Palma Viaggi.

Infine, da quando è stata aperta la stazione ferroviaria Trieste Airport (marzo 2019) i treni regionali hanno movimentato un totale di 195 mila passeggeri di cui il 20% (quasi 40mila persone) si poi recato direttamente in aerostazione per un volo (in arrivo o in partenza). Un andamento che, nei primi cinque mesi dell’anno 2019 è in deciso miglioramento. Il trend dei passeggeri che utilizzano la ferrovia per arrivare o partire dallo scalo di Ronchi è infatti in crescita del 30%, facendo registrare già 97mila passeggeri dal 1° gennaio 2019 a oggi. A questi dati vanno aggiunti anche i passeggeri giornalieri delle 6 Frecce veloci che dal 2018 transitano per la fermata Trieste Airport provenienti da Milano e Venezia (dati al momento in aggiornamento).

 

 

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L'aggregazione imprenditoriale è la chiave: solo unendo le forze si possono attrarre investimenti, progettare strategie di lungo periodo e competere a livello nazionale - conclude Antonio Russo, Presidente di ProFiuggi - Il modello integra patrimonio naturalistico, infrastrutture congressuali (nuovo Palacongressi) e offerta termale storica».\r\n\r\n \r\n\r\n ","post_title":"Destinazione outdoor, da Fiuggi visioni ed opportunità tra presente e futuro","post_date":"2026-04-23T11:46:33+00:00","category":["enti_istituzioni_e_territorio"],"category_name":["Enti, istituzioni e territorio"],"post_tag":[]},"sort":[1776944793000]},{"_index":"travelquotidiano","_type":"post","_id":"512605","_score":null,"_source":{"blog_id":1,"post_content":"[caption id=\"attachment_512606\" align=\"alignleft\" width=\"300\"] Davide Catania[/caption]\r\n\r\nNonostante le attuali complessità dello scenario internazionale, Alidays investe nella formazione e dà seguito con continuità al calendario di appuntamenti dedicati alle agenzie di viaggio. 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E, senza filtro alcuno, commenta il contesto e formula previsioni sui potenziali fallimenti di alcune compagnie aeree nel breve termine.\r\nIntanto, se la guerra in dovesse perdurare e lo stretto di Hormuz rimanere bloccato, il ceo stima un rischio concreto per il 10-20% delle proprie forniture di carburante. «Per maggio le compagnie petrolifere rassicurano, ma su giugno non abbiamo certezze - avverte il ceo, ripreso da Adnkronos -. Finché Trump gestirà così male la situazione in Medio Oriente, i prezzi rimarranno altissimi».\r\n\r\nInstabilità\r\nL'area più esposta sarebbe la Gran Bretagna «che dipende direttamente dal Kuwait». Nel breve termine, la situazione appare meno critica per il resto dell'Europa grazie alle diversificazioni dei rifornimenti - Norvegia, Africa Occidentale, Stati Uniti e Russia, «anche se questa non si può dire, ma il manager non nasconde che l’instabilità è totale: «Se anche la guerra finisse domani, ci vorrebbero mesi per tornare alla normalità». 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