17 March 2026

La lettera: altro stop dell’Ue sui “no-show”, e i vettori mandano gli Adm

Caro direttore,

lunedì 10 dicembre 2018, l’European Consumers Bureau (BEUC) ha inviato una lettera alla Commissione europea mobilità e trasporti ed alle autorità nazionali di ogni stato membro responsabili per la tutela dei consumatori (facenti parte del network CPC) con la richiesta di vietare alle compagnie aeree di applicare la clausola del “no-show” che impedisce ai passeggeri di utilizzare la tratta di ritorno (o il resto di un itinerario) se non hanno utilizzato il primo volo del biglietto. Alcuni vettori europei, e non solo, utilizzano questa clausola per rifiutare l’imbarco al momento del ritorno dei passeggeri e chiedono di pagare un nuovo biglietto se il cliente non ha utilizzato la tratta di andata. Tra i vettori menzionati nella lettera: Klm, Air France, Austrian, Lufthansa, Swiss, Qatar Airways, Emirates, Iberia, British Airways, Virgin Atlantic, Flybe, Singapore Airlines.

Monique Goyens, direttore generale dell’Organizzazione europea dei consumatori (BEUC), ha dichiarato: «La clausola del no-show è profondamente ingiusta. Il passeggero ha pagato il biglietto e deve poterlo utilizzare; potrebbe aver perso l’aereo o aver trovato un altro mezzo più comodo per raggiungere la sua destinazione e non ci sono giustificazioni per le aerolinee che cancellano prenotazioni e biglietti. Quando i passeggeri arrivano all’aeroporto, per utilizzare il loro biglietto, restano scioccati nell’apprendere che non possono volare e devono pagare centinaia di euro per ottenere un nuovo biglietto o pagare una penalità molto alta».

L’associazione dei consumatori ricorda infine che la riforma dei diritti dei passeggeri da parte dell’Unione europea è bloccata da cinque anni e mi comunica che non vi sono tempi certi di risposta da parte della Commissione europea alla richiesta del 10 dicembre.

Analogamente andrebbe anche segnalato alla Commissione europea, secondo me, l’abuso “al contrario” di alcune compagnie che offrono tariffe di sola andata più costose rispetto ad un’andata e ritorno. Infatti i vettori multano le agenzie viaggi (con Adm) solo perché i clienti hanno “perso” l’aereo al ritorno. Le aerolinee lo chiamano “squilibrio direzionale” (directional imbalance) laddove, tra una coppia di città, dalle loro statistiche commerciali, risulta una maggiore richiesta per una specifica tratta. Il cliente quindi – a detta dei vettori – non può acquistare un biglietto di andata e ritorno utilizzando però solo una tratta, quella più costosa, l’andata. Questo acquisto, dicono le aerolinee, è irregolare perché lede il loro diritto di far pagare un prezzo più elevato a chi necessita proprio di quella specifica tratta che deve essere più costosa rispetto alla tratta inversa.

Resta un mistero sapere se anche i clienti diretti (cioè quelli che acquistano con carta di credito dai siti dei vettori) vengano o meno “multati” (vi risultano Adm per i possessori di Mastercard o Visa ?) perché se ciò non accadesse le agenzie sarebbero doppiamente penalizzate in quanto impossibilitate pure nell’offrire consulenza completa ai passeggeri rispetto al “fai da te” sul sito del vettore. La risposta potrebbe arrivarci direttamente dai vettori interessati che si riconoscono in questi episodi e la cui risposta sarebbe assai gradita su queste colonne. Gli addetti ai lavori, come sempre, ringraziano.

Ugo Papa – Turro Viaggi Milano    

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