8 giugno 2018 15:34
«Vogliamo davvero creare una compagnia customer friendly, in grado di soddisfare tutte le esigenze dei passeggeri»: così Neil Mills, chief operating officer di Air Italy (nella foto), a margine dell’inaugurazione del primo volo Milano Malpensa-Miami, seconda rotta a lungo raggio della compagnia dallo scalo lombardo, anch’essa operata con un Airbus A330-200. «Crediamo che Milano sia una grande catchment area ma anche un grande hub di connessione per il Sud Italia». Secondo Mills il mercato italiano ha grandi potenzialità, «ma non è servito adeguatamente, soprattutto quello del Nord Italia: se si guarda all’Europa e ai suoi hub esiste un vuoto, proprio qui. Siamo convinti che ciò rappresenti una grande opportunità, un’occasione che abbiamo saputo cogliere».
A una settimana di distanza dell’apertura del volo per New York, Mills ha tracciato anche un primissimo bilancio dell’attività della compagnia: «Già in questi primi giorni il feedback dai passeggeri è stato ottimo», così come quello dei numeri: «Su 120.000 posti offerti nella stagione estiva fino a fine ottobre, abbiamo già venduto oltre il 50% della capacità e contiamo di chiudere il mese di giugno con un load factor attorno all’80%. Queste previsioni sono ancora più positive se si guarda allo share dei passeggeri che hanno scelto Air Italy per volare dagli Stati Uniti, via Milano, da Roma, Napoli e Palermo, che ad oggi rappresentano oltre il 50% dei clienti prenotati».
«Miami – ha aggiunto Aldo Schmid, aviation marketing manager Sea – è una destinazione importante per Milano e per Malpensa, sia in termini di traffico point to point sia perché è un gateway importante per Caraibi e America Latina. Ogni anno sono 128.000 i passeggeri diretti a Miami, con una crescita del 5% e di cui solo il 50% raggiunge la destinazione con un volo diretto: un dato che lascia chiaramente intendere quale grande opportunità ci sia su questa rotta per Air Italy».
Appuntamento al 9 settembre per il terzo collegamento long haul di Air Italy con il volo per Bangkok: molto positive anche in questo caso le previsioni di vendita, in particolare per il periodo di fine anno 2018.

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Ascend Collection in numeri
Ascend Collection vanta un portafoglio di 70 immobili in importanti mercati degli Stati Uniti. Tra le aperture previste figurano proprietà a Flagstaff, in Arizona; Anaheim, in California; Miami, in Florida. A livello internazionale, il marchio ha consolidato la sua presenza europea entrando in Polonia con la sua prima struttura, ha accelerato la crescita in Canada con l'aggiunta di sei nuove proprietà in Québec, ha inaugurato il suo primo hotel in Cile ed è entrato nel mercato africano con l'imminente apertura di una struttura nella riserva nazionale del Maasai Mara. Inoltre, un accordo di distribuzione a lungo termine e di master franchising con Ssaw Hotels & Resorts in Cina aggiungerà oltre 9.500 camere al marchio.
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La strategia
Le compagnie di crociera spesso si tutelano contro le fluttuazioni dei prezzi del carburante per evitare conseguenze negative dovute a improvvisi aumenti, come l'attuale incremento del 35% del costo del petrolio dallo scoppio della guerra in Medio Oriente alla fine di febbraio. Tuttavia, Carnival Cruise Line non segnala alcun beneficio netto a lungo termine derivante dalle operazioni di copertura e pertanto è molto probabile, almeno secondo quanto riporta Travelpulse, che risenta dell'impennata dei prezzi del carburante prevista per questa primavera.
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Un brand rinnovato
L'azienda, come riporta Preferente, sta introducendo una nuova immagine di brand che incorpora il simbolo dell'infinito, un elemento che intende rappresentare la vasta gamma di destinazioni e la capacità di adattarsi a mercati diversi. La nuova immagine verrà implementata gradualmente nelle oltre 36 destinazioni in cui opera l'azienda.
Secondo il ceo Emilio Rivas, “Il cambiamento non è solo visivo, ma anche strategico. La nuova immagine del marchio è la manifestazione della nostra evoluzione. Riflette sia la nostra capacità di offrire infinite soluzioni, sia la nostra appartenenza al gruppo Alpitour World, che ci permette di offrire ai nostri clienti un approccio più globale e personalizzato”.
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Lo scorso esercizio si è chiuso con 11,1 milioni di passeggeri, +3,4% sul 2024. Il Marconi si conferma settimo scalo nazionale per numero di viaggiatori, quarto nel settore cargo. I ricavi ammontano a 181,4 milioni(+9,2%), mentre il margine operativo lordo registra una lieve flessione rispetto al 2024, da 55,1 a 54,5 milioni, andamento legato ai lavori (che hanno in parte condizionato il traffico estivo) e ai costi di gestione dei cantieri. Cresce, invece, l’utile consolidato: 24,8 milioni di euro, contro i 24,4 milioni del 2024.
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Aumenta di fatto la preoccupazione per la situazione geopolitica che potrebbe avere delle ripercussioni anche sul trasporto aereo. «L’attacco all’Iran potrebbe incidere sulla domanda e sull’operatività del settore - si legge da una nota della società -. In termini di connettività diretta, l’esposizione del gruppo agli effetti della guerra in Medio Oriente è limitata, circa il 2% del traffico, e si concentra prevalentemente su collegamenti da e per Dubai, con riflessi anche sull’attività cargo. L’entità di tali impatti, anche indiretti, sulla domanda, derivanti da possibili incrementi dei prezzi dei biglietti aerei e da una possibile ripresa dell’inflazione, dipenderà dalla durata delle tensioni e da possibili ulteriori escalation».
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Un volo di ritorno A380 da London Heathrow a Melbourne, via Singapore, partirà domenica 22 marzo e opererà con numero di volo QF332.
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