25 June 2026

Alitalia, closing a febbraio: Lufthansa in pole position

Lufthansa, Alitalia

«Entro febbraio voglio chiudere questa storia per gli italiani». Le parole, precise e dritte al punto, sono quelle del ministro dello Sviluppo Economico, Carlo Calenda,  tornato questa mattina ai microfoni di Radio24 sulla vicenda Alitalia.
«Voglio spendere il meno possibile dei 900 milioni di euro messi a disposizione dallo Stato – ha aggiunto il ministro -, ad oggi sono ancora intatti ma con la stagione che va verso il basso e il costo del petrolio che rischia di innalzarsi rapidamente, potremmo doverci mettere mano».
La data, o meglio il mese, inquadrato da Calenda è quello di febbraio 2018 e i pretendenti sono “i soliti noti”, con Lufthansa in pole position e a inseguire il fondo statunitense Cerberus e easyJet (che la vede diversamente, leggi la notizia).

La compagnia tedesca viene vista come favorita in particolar modo per la preservazione dei posti di lavoro. Secondo i principali quotidiani nazionali infatti, Lufthansa, pur avendo proposto un’offerta parziale, manterrebbe il personale di volo e di manutenzione per un totale di circa 8mila dipendenti, lasciando a piedi l’organico dei servizi a terra, per circa 1.500 lavoratori.

A livello economico l’offerta per Alitalia è invece al di sotto delle aspettative dei commissari straordinari, 300 milioni di euro, che vorrebbero “scucire” qualcosa in più, arrivando almeno a quota 500 milioni.

Nel frattempo il premier Paolo Gentiloni ha dichiarato all’Ansa che «le offerte possono sempre essere migliorate, cosa per certi versi necessaria».

Dopo aver invocato a tutte le parti «maggior responsabilità», alludendo chiaramente al referendum dei dipendenti di inizio anno che fece naufragare la scorsa trattativa, non è mancata una nota di rimpianto, citando l’offerta di Air France di circa dieci anni fa. «Se oggi avessimo una proposta del genere – ha concluso Gentiloni, la prenderemmo letteralmente al volo».

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