29 June 2026

Africando e Americando: due anni di soddisfazioni

Africando, Americando, tour

Paola Dessì e Stefano Nori

Stefano Nori, fondatore di Africando e Americando, assieme a Paola Dessì, fa il punto sul primo biennio di vita del to con sede a Roma. «Abbiamo fino ad ora dato vita a un lungo e positivo percorso con affermazione e consolidamento di quelle che sono le nostre caratteristiche peculiari: consulenza, viaggi tailor made e assistenza totale personalizzata dal primo contatto sino al ritorno de viaggiatore. Il 2017 è stato sino ad ora un anno che ha visto l’affermazione di alcune mete specifiche: l’Africa australe è sempre più il core business di Africando, con forte rilancio del Sudafrica e costante crescita di Namibia e Botswana. Nuovi paesi crescono nelle richieste dei nostri clienti, come ad esempio lo Zimbabwe e il Mozambico. Vedo una ripresa della Tanzania e, cosa a me particolarmente gradita, del Senegal, Paese cui sono particolarmente legato. Etiopia, Ghana, Togo e Benin hanno una richiesta abbastanza regolare da parte di viaggiatori attenti agli aspetti etnici e culturali del viaggio. La “chicca” è sempre il Congo-Brazzaville, una nicchia per pochi che decidono di visitare il delicato ecosistema della foresta equatoriale». La parola a Paola Dessì per Americando. «L’altra metà del to sta andando verso la migliore stagione di alcune delle sue mete più importanti: Argentina, Cile, Brasile e molti altra paesi dell’America meridionale. Particolari soddisfazioni mi hanno dato Messico, Perù e Argentina, senza trascurare la classica e regolare domanda verso gli Usa, in particolare con i self drive. Il mio target, così come quello di Africando, è medio-alto, con una clientela esigente alla ricerca prima di tutto di un consulente esperto del territorio, che sia anche un ottimo professionista del settore. Prevedo la crescita della Colombia e del Nicaragua.

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