17 March 2026

Alitalia: easyJet potrebbe abbandonare la gara

Alitalia

Alitalia potrebbe perdere un altro dei suoi pretendenti: dopo l’abbandono della gara da parte di Ryanair, ora anche easyJet sembrerebbe meno interessata all’acquisto.  Secondo quanto riporta Milano Finanza, il passaggio di consegne dell’amministratore delegato Carolyn McCall e l’offerta in corso per gli asset di Airberlin richiederebbero infatti la gran parte delle attenzioni della low cost.

Nel frattempo, mancano una dozzina di giorni alla scadenza per la presentazione delle offerte vincolanti, fissata per il 16 ottobre. Ieri, il ministro dello Sviluppo economico, Carlo Calenda, ha sottolineato che la vicenda «Alitalia è molto complicata ma per me c’è una priorità: non voglio che i cittadini italiani ci mettano altri soldi e questa viene prima di ogni altra considerazione perché su Alitalia abbiamo messo 8 miliardi circa e non si è trovata una soluzione. L’ultima volta c’erano degli investitori privati. I lavoratori hanno deciso di bloccare l’accordo. Non siamo disponibili a continuare a metterci soldi pubblici dei cittadini».
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Un’indagine condotta dall’Osservatorio Fiavet Confcommercio tra i suoi  associati  delinea una paralisi operativa diffusa e un danno economico rilevante non  solo nell’attualità, ma anche nell’immediato futuro. Il dato che emerge in modo inequivocabile è che il 65% delle agenzie sta gestendo un volume di crisi che supera le 16 pratiche per singola unità operativa, con un terzo del campione totale (33%) che si trova a gestire volumi critici superiori alle 30 pratiche. Questo conferma che non si tratta di un'emergenza isolata, ma di un problema diffuso che coinvolge la maggioranza delle agenzie di viaggio associate. La stima  della perdita di fatturato diretta legata a questa crisi nell'ultima settimana si attesta su una media di 38.800 euro per agenzia, con un 48% del campione che dichiara perdite superiori a 50.000 euro (Fascia 5.000€ - 20.000€: 18% del campione,  Fascia 20.001€ - 50.000€: 34% del campione). 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Secondo il 62% degli agenti di viaggio   questo potrà tradursi nella necessità di chiedere al cliente che ha già comprato un pacchetto turistico ulteriore denaro per i costi di adeguamento carburante, Solo una piccola fetta di operatori (9%) segnala che, per il momento, i prezzi restano stabili, e probabilmente grazie a politiche di hedging sul prezzo del petrolio già stipulate dai vettori nei mesi precedenti e probabilmente non vi saranno cambiamenti rilevanti. Purtroppo la situazione non è positiva anche per i turisti che vengono in Italia dalle aree del Golfo e da Israele. Il 45% delle agenzie che operano sull’incoming segnalano il blocco totale da questi mercati (in questo momento), e arrivano, per il 32% di queste imprese, anche le prime cancellazioni di eventi e matrimoni che sono le principali motivazioni che spingono alcuni di questi turisti a venire in Italia e investire molto per i loro soggiorni. 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