2 ottobre 2017 15:19
Sulle pendici settentrionali del parco regionale dei Colli Euganei, a 50 km da Venezia, l’antica dimora dei conti Papafava dei Carraresi si è trasformata nell’agriturismo Veneto Frassanelle, che oltre ad offrire soggiorni in residenze, case coloniche e appartamenti di varia metratura, immersi in un parco secolare di 120 ettari, dispone di ampi spazi interni ed esterni per ospitare matrimoni, ricevimenti ed eventi aziendali. Il tutto a due passi da Padova, che dista una decina di chilometri, ma anche Vicenza, Treviso, Verona e le famose ville venete del Palladio. All’interno della tenuta si trovano anche anche il Frassanelle Golf, un campo a 18 buche, due piscine scoperte e diversi percorsi per gli amanti del trekking e del cicloturismo. Ad accogliere gli ospiti è la contessa Francesca Pappafava, che ha aperto la tenuta all’ospitalità nel 1998: oggi Frassanelle gestisce circa 40 matrimoni all’anno, oltre a eventi aperti al pubblico come i picnic, che consentono di trascorrere un’intera giornata tra i prati e le colline della proprietà, ma anche di visitare le grotte artificiali costruite nel 1880 sotto la grande villa neoclassica un tempo residenza della famiglia. Le visite proseguono anche in ottobre e novembre, ogni domenica alle 11 e alle 15. Nei dintorni, il territorio è nel periodo autunnale una miniera di sapori tradizionali, dal vino dei Colli Euganei ai prodotti di fattoria come la rinomata sopressa veneta dell’agriturismo La buona terra, che offre 20 posti letto ricavati da case contadine ristrutturate, un ristorante certificato biologico e percorsi didattici per bambini tra gli animali dell’allevamento.
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Gattinoni Business Travel, la business unit del Gruppo Gattinoni, chiude il 2025 con un volume d'affari che sfiora i 200 milioni di euro (€199,7 mln) e ricavi pari a 51,3 milioni di euro in crescita del 4% sul 2024. Risultati che confermano la tenuta e solidità della divisione in un mercato selettivo, in cui le aziende mantengono un'attenzione crescente all'ottimizzazione dei costi e alla gestione responsabile delle trasferte.
In un anno caratterizzato da significativi investimenti nel rafforzamento del team - 210 professionisti specializzati attivi sul territorio nazionale - e nell'adozione di nuove soluzioni tecnologiche su misura per i clienti corporate, la direzione è stata quella di privilegiare la qualità del servizio rispetto alla marginalità di breve periodo. Una decisione strategica che pone le basi per una crescita solida e duratura.
Consulenza specializzata
"Il mercato corporate esprime una domanda orientata a viaggi d'affari mirati e di qualità - affermaElena Carlino, general manager growth & partnerships di Gattinoni Business Travel - con una crescente attenzione alla consulenza specializzata, all'esperienza del viaggiatore, alla sua sicurezza e a una gestione delle trasferte sempre più sostenibile. Serve alta qualità ed affidabilità nel servizio. Gli investimenti fatti hanno portato subito i primi risultati: oggi siamo in grado di offrire un servizio a 360° che accompagna le organizzazioni in ogni fase del viaggio d'affari".
La business unit si propone alle aziende come partner strategico per l'intera gestione del ciclo della trasferta. Un'offerta integrata pensata per rispondere con concretezza alle esigenze di un mercato in continua evoluzione. Opera con sedi a Milano, Monza, Torino, Bologna, Parma, Roma e Treviso.
Sostenibilità
Inoltre, in un contesto in cui le aziende clienti pongono crescente attenzione alla sostenibilità e alla responsabilità nella gestione delle trasferte, Gattinoni Business Travel risponde con un sistema di presidi certificati: ISO 9001 per la qualità, ISO 27001 per la sicurezza informatica, ISO 45001 per la salute e sicurezza sul lavoro e ISO 14001 per la gestione ambientale.
Inoltre, nell’ottica di accelerare il percorso di crescita e di trasformazione della business unit, di recente è entrato in Gattinoni Business Travel Fausto Portelli con la carica di general manager organization & transformation. Portelli, manager specializzato nel settore del corporate travel con una consolidata esperienza nella gestione operativa, nello sviluppo strategico e nella trasformazione dei processi legati ai viaggi d’affari, va a rafforzare la governance della divisione e lavorerà in stretta sinergia con le funzioni operative, tecnologiche e di business per ottimizzare processi e modelli organizzativi per supportare l’implementazione delle roadmap di trasformazione del business travel.
"Gattinoni Business Travel è la risposta concreta a un mercato che richiede reazioni immediate alle turbolenze geopolitiche e, allo stesso tempo, una solida programmazione di lungo periodo. Serve un player autorevole e affidabile per garantire gestione efficiente e sicura della mobilità aziendale" – ha commentato Franco Gattinoni, presidente del Gruppo Gattinoni e ad ad interim della divisione.
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[post_content] => Cascioni, eco retreat nel cuore della Gallura, entra in Virtuoso. Un passo importante, che secondo i proprietari del retreat, Luca e Bonaria Filigheddu, questa collaborazione aprirà nuovi sbocchi commerciali e di marketing ai consulenti del network e alla loro clientela internazionale.
«Siamo orgogliosi di essere stati accolti da Virtuoso perché sappiamo quanto sia selettivo il processo di ammissione dei partner - ha commentato Luca Filigheddu -. L'eccellenza e la cura del dettaglio che contraddistinguono le agenzie della rete riflettono appieno il nostro concetto di ospitalità su misura. Sarà un onore poter collaborare con i consulenti del circuito per offrire ai suoi clienti un soggiorno di valore, oltre le migliori aspettative».
I membri del network Virtuoso hanno la possibilità di promuovere la propria struttura ricettiva sia presso la clientela finale attraverso i canali della rete, sia attraverso le agenzie affiliate, grazie a molteplici strumenti di comunicazione ed eventi, tra i quali la Virtuoso Travel Week, importante appuntamento mondiale per il turismo di lusso. L'ingresso in Virtuoso permette, inoltre, a Cascioni eco retreat di stringere relazioni dirette con le principali agenzie di viaggio leisure del mondo in Nord America, America Latina, Caraibi, Europa, Asia-Pacifico, Africa e Medio Oriente.
Il resort
Immerso in una tenuta di 18 ettari, a metà strada tra Arzachena e Porto Cervo, Cascioni Eco Retreat si distingue per una formula di ospitalità che sposa agricoltura e benessere, nel segno di un profondo legame con il territorio. Il retreat ospita 3.000 ulivi, alveari, un orto, un giardino di erbe aromatiche e una piccola fattoria, che forniscono gli ingredienti utilizzati in cucina e per i trattamenti benessere della spa. Le 19 camere e suite — quasi tutte con giardino e piscina privata — e la nuova Cascioni Country Villa riflettono la stessa visione: spazi riservati in equilibrio tra comfort e ambiente, dove materiali e architetture si inseriscono nel paesaggio attraverso l’uso di elementi naturali.
Gli ospiti possono vivere diverse esperienze nella tenuta, tra degustazioni di olio d’oliva, corsi di cucina tradizionale gallurese, birdwatching e kayak nella riserva naturale di Saloni, che confina con il retreat. Al ristorante Ulìa, lo chef Salvatore Camedda propone una cucina che valorizza le materie prime locali e quanto nasce all’interno di Cascioni, mentre la Spa Mediterranea offre trattamenti a base di olio extravergine di oliva, miele della proprietà ed erbe officinali coltivate nel retreat.
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[post_content] => Lavoratori del turismo e povertà. Questo giornale l'ha scritto sempre e da sempre si è battuti affinché fosse chiaro che nel turismo lo sfruttamento del lavoratore è intollerabile. E questo perché i "datori di lavoro", lo metto fra virgolette perché in questo caso sono solo sfruttatori, pensano esclusivamente al profitto e non lo vogliono redistribuire fra i lavoratori. Questo è lo schifo dell'eccesso di capitalismo che fa ricche 3 persone e ne danneggia migliaia.
Infatti il 50% delle lavoratrici e dei lavoratori occupati nei settori del terziario, del turismo e dei servizi percepisce una retribuzione annua pari o inferiore a 13.950 euro, soglia di povertà salariale che sale al 60% della retribuzione media, 14.800 euro per chi ha lavorato almeno dodici settimane nell’anno.
È quanto emerge dal focus sul lavoro povero commissionato da Filcams, anticipazione di un Report sull’occupazione di prossima pubblicazione.
Circa il 70% di chi lavora nel settore resta sotto la soglia di povertà, percentuale che al Sud e nelle Isole sale oltre l’80%, quattro lavoratori su cinque. Seguono i servizi, dove pulizie, multiservizi e ristorazione collettiva portano l’incidenza a oltre il 50%, anche tra chi lavora con continuità, e il terziario, superiore al 30%. “Il part-time involontario è ormai una condizione strutturale -dichiara Fabrizio Russo, segretario generale della Filcams Cgil- che impone salari bassi e una condizione di precarietà costante”.
Emergenza
“Siamo davanti a una vera e propria emergenza - aggiunge Fabrizio Russo - quasi una persona su due guadagna meno di 15mila euro l’anno, un dato che rivela scelte organizzative precise, modelli d’impresa tarati sulla compressione del costo del lavoro e un’assenza di presidio contrattuale che dura da troppo tempo. È troppo facile sbandierare numeri e proclami nei contesti pubblici, se poi ai tavoli negoziali si lasciano milioni di lavoratrici e lavoratori senza adeguamenti salariali adeguati al costo della vita".
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[post_content] => Semaforo rosso per 16 Airbus A380 (15 della flotta Emirates e uno di Qantas): l'Easa, Agenzia europea per la sicurezza aerea ha infatti ordinato ispezioni d'emergenza sui velivoli, dopo la scoperta di crepe in un componente strutturale all'interno dell'ala di uno degli aeromobili.
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L'Easa non ha disposto la messa a terra di tutta la flotta di A380 e al momento non ci sono indicazioni di un rischio immediato per la sicurezza dell'intera serie di aeromobili. Tuttavia, le direttive d'emergenza dell'Easa sono rare e di solito vengono emesse solo per problemi che, se non affrontati, potrebbero compromettere l'aeronavigabilità di un aereo.
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Airbus fatica ad aumentare i volumi di produzione a causa di problemi persistenti nella catena di fornitura, in particolare della carenza di motori forniti da Pratt & Whitney. I colli di bottiglia hanno costretto diversi aerei già completati a restare parcheggiati negli impianti Airbus di Tolosa e Amburgo, in attesa dei motori prima di poter essere consegnati alle compagnie aeree.
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[post_content] => Explora Journeys guarda alla prossima estate, quando Explora III, che verrà varata il prossimo il 24 luglio, inaugurerà la prima stagione del brand in Alaska. L’estate è uno dei periodi più affascinanti per scoprire questa regione, quando la sua natura selvaggia si esprime al massimo del suo splendore. Allo stesso tempo, esplorare l’Alaska dal mare offre una prospettiva unica, rivelando un volto della destinazione che pochi hanno l’opportunità di conoscere.
Con la stagione inaugurale ormai a meno di un anno di distanza, questo è il momento ideale per iniziare a pianificare un viaggio arricchito da una selezione di esperienze nella destinazione.
Da maggio a settembre 2027, la collezione inaugurale Alaskan Journeys Collection è stata concepita per coloro che desiderano vivere la grandiosità selvaggia dell’Alaska con un ritmo rilassato.
«Segnando un nuovo capitolo del nostro portafoglio di destinazioni, la collezione inaugurale Alaskan Journeys Collection offre una gamma distintiva di esperienze che consentono agli ospiti di esplorare questa regione con un autentico senso di connessione e scoperta - ha dichiarato Anna Nash, presidente di Explora Journeys -. La Alaskan Journeys Collection avvicina gli ospiti ai ghiacciai, alla fauna selvatica e alle culture che caratterizzano la regione, attraverso esperienze che spaziano dai voli in elicottero all’osservazione delle balene, fino ad autentici incontri con il patrimonio culturale delle comunità locali. Progettate con ampi spazi all’aperto e viste panoramiche senza interruzioni, le nostre navi offrono un punto di osservazione privilegiato per ammirare i paesaggi dell’Alaska. Offriamo agli ospiti il lusso del tempo: il tempo per rallentare, creare un legame più profondo con l’Alaska e scoprire l’Ocean State of Mind».
Esperienze tematiche
Le esperienze a terra proposte nella destinazione si articolano in quattro temi principali: dove il ghiaccio diventa emozione, tra ghiacciai e orizzonti sconfinati, alla scoperta dei capolavori di ghiaccio della costa dell’Alaska: la fauna selvatica nel suo habitat naturale; il blu avvolto nel verde, fra paesaggi primordiali in cui fiordi e fiumi si fondono con una natura rigogliosa; connessioni con le storie della terra e del mare, ovvero esperienze che offrono una profonda comprensione delle tradizioni, della storia e delle comunità della regione
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[post_content] => Valtur amplia il raggio d'azione su Zanzibar e introduce il Valtur Zanzibar Kiwengwa Beach Resort, una struttura nota e storicamente apprezzata dal mercato italiano.
Dal punto di vista commerciale, questa operazione consente al gruppo Nicolaus di completare la proposta sulla destinazione, garantendo alla rete agenziale un’offerta estremamente flessibile e diversificata. La programmazione su Zanzibar si struttura così attraverso una segmentazione chiara, potendo contare su due linee a marchio Valtur dedicate a differenti stili di vacanza e poteri d’acquisto: da un lato, con il Valtur Zanzibar The Mora Resort, la proposta della linea Escape, orientata a un'esperienza upper upscale, e dall'altro la new entry Valtur Zanzibar Kiwengwa Beach Resort per una proposta Valtur Resort dall’ottimo rapporto qualità-prezzo in un punto mare spettacolare. Ai due Valtur, a completamento di programmazione, si affianca una selezione di resort generalisti.
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Il resort
Situato su uno dei tratti di costa più belli e rinomati dell'isola, il resort si sviluppa fronte mare in un contesto naturalistico di valore, immerso in rigogliosi giardini tropicali impreziositi da palme ad alto fusto. L'architettura della struttura, composta da bassi edifici ed eleganti bungalow integrati nel verde, fonde le tonalità calde tipiche della tradizione locale nelle aree comuni con ambienti più tenui e rilassanti dedicati al riposo. 238 le camere, suddivise tra le tipologie Classic Garden View; African Garden View, impreziosite da arredi in stile locale; Deluxe, con vista panoramica sulla piscina di acqua salata o sull'oceano; Family Suite Pool View, concepite per i nuclei familiari. L'affaccio diretto su una spiaggia di sabbia completa la cornice naturale del resort.
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[post_content] => Scendendo dal Trenino dell’Albula alla stazione di Bergün si raggiunge un’altra unicità della tratta che attraversa il verde territorio dei Grigioni: il Kurhaus Hotel Bergün.
Un hotel antico, ma con forme di accoglienza molto moderna. Uno degli Swiss Historic Hotels, eppure dotato di un sistema di riscaldamento sostenibile e parte del programma Swisstainable promosso da Svizzera Turismo. Una struttura dotata di 68 camere modulabili per formare appartamenti con cucina e bagno su richiesta, con un’attenzione per tutte le esigenze alimentari. Un hotel che accoglie fino a 6000 ospiti nei mesi più affollati e oggi si riempie anche a gennaio grazie al World Economic Forum della vicina Davos. «La storia del Kurhaus Hotel Bergün inizia nel 1903, con la costruzione della Ferrovia Retica. - racconta Christof Steiner, managing director dell’hotel -. Il paese di Bergün, a 1400 metri di altitudine, era un importante punto di passaggio per le carrozze che attraversavano il passo dell’Albula trasportando beni e persone. Ma quando venne costruita la ferrovia tutti i trasporti a cavallo si fermarono, perché il treno era più conveniente e rapido. Un gruppo di imprenditori locali capì, però, l’importanza del passaggio di una rete ferroviaria internazionale: bisognava dare a chi arrivava a Bergün un motivo per fermarsi».
Anno 1906
«Venne allora costruito il Kurhaus Hotel: era il 1906. Inizialmente venne aperto come Grand Hotel di lusso destinato all’alta borghesia. C’erano la luce elettrica e l’acqua calda corrente, un sistema di riscaldamento centralizzato e anche qualche camera oscura per sviluppare le fotografie. Ma le cose non andarono bene: il treno era troppo conveniente, poi esplose la Prima Guerra Mondiale, seguita dalla Depressone degli anni Venti e dalla Seconda Guerra Mondiale. Bergün non riuscì mai a decollare. Nel 1949 un incendio devastò parte dell’hotel e fu la sua fine. Allora la comunità di Bergün acquistò l’edificio, lo rimise in ordine e lo vendette a una compagnia specializzata in family-holiday. L’hotel venne suddiviso in appartamenti di diverse dimensioni. C’erano addirittura 200 letti e, per aggiungerne altri, venne eliminato anche il ristorante; il progetto ha funzionato per 50 anni, fino al 2002».
«A causa della mancanza di fondi, non è mi stata fatta manutenzione, quindi l’edificio si è ben preservato - continua Steiner –. Risale al 2002 la trasformazione successiva: i proprietari non erano più in grado di mantenere l’hotel e lo vendettero agli ospiti che lo frequentavano con le loro famiglie. Questi formarono una s.p.a. e vendettero le azioni. Ancora oggi il Kurhaus Hotel è una s.p.a. condivisa da 900 azionisti che prendono insieme ogni decisione. L’obiettivo comune è quello di preservare una forma di accoglienza fondata su tre pilastri: l’Hotel, i Family Apartments e la Location dove organizzare per eventi di ogni tipo. Le nostre 68 camere, che possiamo trasformare in appartamenti da 3,4 spazi, sono le stesse di 120 anni fa: semplici ma autentiche. Abbiamo poi 30 cucine che si possono aggiungere alle camere. Durante le vacanze scolastiche lavoriamo soprattutto con ospiti che usano l’hotel come family-apartments: possono accedere al nostro ristorante o servirsi della cucina (nelle vicinanze c’è un supermercato); è come avere un appartamento, ma all’interno di un hotel di cui si possono usare i servizi. Abbiamo per l’86% ospiti svizzeri, per il resto olandesi, italiani e britannici; per la maggior parte sono ospiti europei - conclude Steiner -. Durante l’anno chiudiamo solo ad aprile - perché il tempo non è bello - e due settimane a novembre».
(Chiara Ambrosioni)
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[post_content] => Il Sublimis Boutique Hotel di Camogli, recente ingresso nel portfolio di Bwh Hotels sotto il brand d’alta gamma WorldHotels Elite, inaugura Sublu, la terrazza panoramica oggetto di un profondo intervento di restyling.
«Il Sublimis Boutique Hotel rappresenta perfettamente la nostra visione di ospitalità: un legame autentico con il territorio unito alla forza di un brand globale - dichiara Sara Digiesi, ceo di Bwh Hotels Italy & South-East Europe . Con l’inaugurazione della terrazza Sublu non celebriamo solo un restyling d’eccellenza, ma introduciamo un nuovo modo di vivere l’hotel come hub di benessere, design e relazione, aperto alla comunità locale e ai viaggiatori internazionali».
L'hotel
Il Sublimis Boutique Hotel, WorldHotels Elite è un boutique hotel 4 stelle con 21 camere fronte mare, gestito da Siho, la società nata per guidare le strutture affiliate del gruppo. «L’ingresso di questa struttura nel portfolio gestito da Siho conferma l’efficacia di un modello capace di valorizzare l’identità distintiva dell’hotel attraverso una gestione patrimoniale e operativa altamente professionale - commenta Giovanni Simonetto, presidente di Siho - Il nostro obiettivo è garantire standard elevati e investimenti mirati, come il restyling di Sublu, in grado di generare valore concreto e duraturo».
Già riconosciuto come esclusivo rifugio Adults Only, il Sublimis estende la sua filosofia di relax anche alla nuova terrazza: Sublu si prepara così a diventare un nuovo punto di riferimento per l’ospitalità della riviera. Lo spazio, aperto agli ospiti dell’hotel e al pubblico esterno, è pensato per accogliere momenti diversi della giornata – dalla colazione all’aperitivo al tramonto, fino alla cena – grazie a una progettazione che integra sedute lounge morbide e rilassate con sgabelli e sedute alte per un’esperienza più informale e dinamica. La terrazza ospiterà una proposta f&b costruita attorno ai prodotti del territorio, con l’obiettivo di valorizzare le eccellenze locali e offrire al pubblico esterno un’esperienza di aperitivo gourmet dalle 18 alle 22,30, mentre per gli ospiti dell’hotel Sublu sarà accessibile anche a pranzo e cena, oltre che per la colazione.
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[post_content] => Una mostra per celebrare i 30 anni del Museo Lia della Spezia.
“Ozmo per Lia 30 – Dentro la collezione” è dedicata a uno dei protagonisti dell’arte pubblica e pittura contemporanea italiana, Gionata Gesi, in arte OZMO, chiamato a confrontarsi con il patrimonio storico-artistico del Museo Lia attraverso un progetto site specific pensato per questo importante anniversario. Non solo, OZMO realizzerà anche quattro opere inedite che saranno acquisite dal Comune della Spezia ed entreranno a far parte della collezione civica.
«Il Museo Civico 'Amedeo Lia' rappresenta uno tra i più importanti patrimoni culturali della nostra città – spiega Pierluigi Peracchini, sindaco della Spezia - custodisce opere di straordinario pregio artistico. Il traguardo dei trent'anni ci offre l'occasione per rinnovare la nostra profonda gratitudine alla famiglia Lia che, grazie al nuovo accordo, ha permesso di conservare e condividere nel nostro territorio un patrimonio di valore internazionale. Per celebrare questo importante anniversario abbiamo scelto di guardare al futuro, mettendo in dialogo la grande tradizione custodita dal Museo con i linguaggi dell'arte contemporanea, creando un confronto vivo e stimolante tra capolavori del passato e nuove espressioni artistiche. Con questo nuovo progetto Ozmo torna a confrontarsi con la nostra comunità e con uno dei luoghi simbolo della cultura spezzina, realizzando opere che entreranno a far parte del patrimonio civico, a testimonianza della volontà dell'Amministrazione di continuare a investire nella cultura”.
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Il progetto espositivo nasce dal confronto diretto tra quattro capolavori della collezione permanente del Museo Lia e quattro nuove tele realizzate appositamente da Ozmo. Le opere antiche selezionate diventano così il punto di partenza per una rilettura contemporanea che non si limita all’omaggio o alla citazione, ma attiva un dialogo profondo tra epoche, tecniche, iconografie e sensibilità diverse.
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Non solo, OZMO realizzerà anche quattro opere inedite che saranno acquisite dal Comune della Spezia ed entreranno a far parte della collezione civica.\r\n\r\n«Il Museo Civico 'Amedeo Lia' rappresenta uno tra i più importanti patrimoni culturali della nostra città – spiega Pierluigi Peracchini, sindaco della Spezia - custodisce opere di straordinario pregio artistico. Il traguardo dei trent'anni ci offre l'occasione per rinnovare la nostra profonda gratitudine alla famiglia Lia che, grazie al nuovo accordo, ha permesso di conservare e condividere nel nostro territorio un patrimonio di valore internazionale. Per celebrare questo importante anniversario abbiamo scelto di guardare al futuro, mettendo in dialogo la grande tradizione custodita dal Museo con i linguaggi dell'arte contemporanea, creando un confronto vivo e stimolante tra capolavori del passato e nuove espressioni artistiche. Con questo nuovo progetto Ozmo torna a confrontarsi con la nostra comunità e con uno dei luoghi simbolo della cultura spezzina, realizzando opere che entreranno a far parte del patrimonio civico, a testimonianza della volontà dell'Amministrazione di continuare a investire nella cultura”.\r\n\r\nLa mostra, a cura di Andrea Marmori ed Anna Costantini, con allestimento di Emanuele Martera, sarà ospitata al Museo Lia dal 3 luglio al 3 dicembre, data di inaugurazione del museo nel 1996, e rappresenta l’appuntamento centrale delle celebrazioni per i trent’anni del Museo, insieme al restyling dell’ingresso museale e il ripensamento degli spazi dell’ex Info Point che saranno trasformati nel “Lia Next”, un luogo dedicato alla formazione, alla divulgazione, alla tecnologia e alla sperimentazione visiva.\r\n\r\nIl progetto espositivo nasce dal confronto diretto tra quattro capolavori della collezione permanente del Museo Lia e quattro nuove tele realizzate appositamente da Ozmo. Le opere antiche selezionate diventano così il punto di partenza per una rilettura contemporanea che non si limita all’omaggio o alla citazione, ma attiva un dialogo profondo tra epoche, tecniche, iconografie e sensibilità diverse.","post_title":"La Spezia celebra i 30 anni del Museo Lia con la mostra “Ozmo per Lia 30-Dentro la collezione”","post_date":"2026-06-18T11:39:18+00:00","category":["enti_istituzioni_e_territorio"],"category_name":["Enti, istituzioni e territorio"],"post_tag":[]},"sort":[1781782758000]}]}}