13 May 2026

Vienna House sigla una joint venture con la thailandese Absolute Hotel Services

Il gruppo alberghiero austriaco Vienna House e la società di gestione alberghiera thailandese Absolute Hotel Services Group (AHS) hanno concluso una joint venture con l’obiettivo di aprire nuovi alberghi dei rispettivi marchi sui mercati europei e asiatici. AHS gestisce 22 hotel in Asia, dodici dei quali con il marchio U Hotels & Resorts. Ulteriori 13 U Hotels & Resorts saranno aperti a breve. L’ufficio asiatico di Vienna House a Bangkok sovrintenderà alla crescita del marchio Vienna House in Asia. Il piano prevede la realizzazione di due o tre progetti all’anno con particolare attenzione alle città e agli hotel resort. L’ufficio europeo di Vienna supervisionerà l’espansione del marchio U Hotels & Resorts in Europa centrale per l’apertura di ulteriori hotel resort urbani. La società madre di entrambe le società alberghiere è BTS Group Holdings, una delle principali società quotate in Thailandia. «Le aziende si completano perfettamente – spiega Rupert Simoner, Ceo di Vienna House. – Abbiamo la stessa filosofia attenta alle esigenze degli ospiti e alla cultura dei loro paesi di origine. Condividiamo anche obiettivi di crescita simili e ci stiamo muovendo allo stesso ritmo. I primi colloqui sono già in corso su progetti a Bangkok e in Vietnam e quest’anno si prevede di concludere la prima transazione.

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Con questi prezzi, è chiaro che il mercato ha registrato una battuta d'arresto, indipendentemente dalle tensioni geopolitiche e dalle informazioni spesso allarmistiche che hanno finito per danneggiare anche destinazioni che nulla avevano a che vedere con le zone teatro del conflitto».\r\n\r\nAl momento, una lenta ripresa è cominciata. «Cina, Giappone ma anche l'America Latina con il Perù  stanno ottenendo risultati brillanti. Anche il Canada sta riscuotendo grande interesse. Gli Stati Uniti, nostra prima destinazione, già da tempo erano in calo, anche se in numeri assoluti continuano a essere un nostro prodotto di punta. Stiamo invece spingendo sui Caraibi con attività in collaborazione con enti del turismo e vettori».\r\n\r\nTutto è però proiettato a dopo l'estate. «Sarà il vero spartiacque per capire come andremo a chiudere il 2026. 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Se ne è parlato a Travel Re-Code, evento che ha analizzato modelli, processi e linguaggi dell’offerta turistica.\r\n\r\nAlcune tra le figure più rappresentative dell’ecosistema turistico e digitale hanno preso parte al workshop per esplorare come i brand del turismo possano ricodificare la propria offerta valorizzando l’identità delle destinazioni, co-creando prodotti flessibili e data-driven e integrando canali distributivi fisici e digitali in un ecosistema fluido e omnicanale.\r\n\r\n«Secondo la definizione dei Megatrends 2026 di Skift oggi il mondo del turismo è “restless and resigned” - spiega Mirko Lalli, imprenditore specializzato nell'integrazione Tea Ai e dati -: non si ferma, nonostante la guerra e continua a crescere. L’elemento che ha rivoluzionato la nostra epoca è stato il tweet di Sam Altman che annunciava la nascita di ChatGpt. 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